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mercoledì 6 novembre 2024

Torta pere, cioccolato e rhum

Ottobre. Domenica pomeriggio. 

Come da un po' di mesi a questa parte accade, mi ritrovo a camminare da sola per il centro storico della città cercando di schivare la massa di gente che passeggia confusamente per negozi e locali storici.

Attraverso il ponte Vittorio ed osservo dall' altra sponda del fiume Po i Murazzi. Solo la settimana prima erano interdetti al pubblico a causa della piena del fiume causata dalle violente piogge che hanno interessato tutto il Piemonte.
Laddove solo 7 gg prima c'era acqua, oggi la gente è placidamente seduta ai tavolini dei dehors dei vari locali che sorgono laddove un tempo vi erano le rimesse delle barche.

I locali aperti, la gente a passeggio, la mia playlist di spotify che mi tiene compagnia - e soprattutto mi rende impermeabile alla confusione - mi riportano indietro nel tempo alla fine degli anni '90.

Complici le temperature miti e quella playlist che contiene non solo brani più recenti ma anche quelli che mi piacciono da sempre, eccomi catapultata ad una calda sera di giugno.

Un sabato sera.

Con mia sorella ed alcune sue amiche/colleghe di lavoro usciamo dopo cena,  destinazione centro e più precisamente Murazzi, per l' appunto.

L' idea ufficiale - di mia sorella e delle sue amiche - era quella di incontrare dei loro amici/colleghi per andare in qualche locale.

L' intento reale, e che appresi solo una volta arrivate al luogo dell' incontro, era quello di incontrare il bello ma impossibile - in quanto già fidanzato - della compagnia quando avrebbe terminato il servizio come barman su uno dei battelli che navigavano sul Po all' epoca.

Avevo sentito parlare tanto di questo ragazzo. Mia sorella e la sua più cara amica andavano in brodo di giuggiole al solo nominarlo. Chi più, chi meno ne subiva il fascino, insomma. Io, invece, non lo avevo mai visto per cui potevo solo fidarmi delle loro recensioni.

Non avevo molta voglia di uscire, quella sera. In verità non avevo mai voglia di uscire, in quel periodo. Lo specchio mi rimandava un' immagine di me che non mi piaceva affatto ed evidentemente nemmeno al prossimo, a giudicare dal consenso che riscuotevo nel genere maschile.

Diciamo che l' attributo più gettonato per definirmi era sicuramente "simpatica"( non di certo per una questione di sensibilità legata alla problematica del "body shaming").

Quella sera decido di ignorare la vocina che mi voleva a casa, rinchiusa nella mia stanza al suono delle mie canzoni preferite, e di ascoltare quella di mia sorella che voleva mi unissi al suo gruppo al grido di "cos' avrai di meglio da fare qui, rintanata in casa???".

Esco con mia sorella - l' incarnazione di come avrei voluto apparire allo specchio - e le sue amiche. Una più bella dell' altra.

Praticamente la racchia in mezzo alle top model. 

Apprendere che la meta sono i Murazzi - troppa confusione, troppo rumore, troppa umidità - non aiuta il mio umore (più che "quella simpatica", parevo l' incarnazione di "pessimismo e fastidio").

Decido comunque di dare filo da torcere al carognone che alberga in me, se non altro per mia sorella che tanto carinamente mi aveva portata con sé. Cozza magari anche sì, io, ma non zavorra.

Scopro così che sta per arrivare il tanto nominato "bonazzo".

Un po' contenta la sono: se non altro la mia curiosità verrà soddisfatta.

Sento il fermento crescere intorno a me "eccolo, eccolo...andiamogli incontro!!".

Lo vedo da lontano. Lo riconosco dalle descrizioni che me ne avevano fatto mia sorella e la sua inseparabile amica C.

Altezza normale. Capelli castani, corti. Barbetta (all' epoca non esistevano gli hipster). Quel filo di pancetta che non disturbava.

Diciamo gradevole, al primo colpo d' occhio. Non sto "figo da paura" che mi ero immaginata nel sentire i racconti delle mie compagne di sventura ma comunque poteva rientrare nella categoria dei piacioni.

Ci avviciniamo. Saluti e baci tra conoscenti e poi mia sorella mi presenta "Lei è la mia sorellina!".
Io lo guardo: "Ciao, Giovanna.".

Avete presente il sasso nello stagno? Ecco la mia impressione è che l' impatto di quella informazione nel suo retrocranio sia stato il medesimo.
Mi rivolge un "N." distratto, senza nemmeno aggiungere un "Crepa o sciòpa" (trad. "Muori o scoppia").

Dirigo il mio sguardo altrove. Subito sento le mie compagne di sventura apostrofare il bonazzo con un finto sdegnoso "ma cosa fai?!?!?!?!?" seguito da risatine semi-isteriche.

Mi giro e vedo il motivo dello sdegno. Il bonazzo aveva sbottonato i pantaloni per infilarvi più agevolmente la camicia.
Un cambio di outfit cielo aperto, come si direbbe ora. Camicia e pantaloni sbottonati ma non alla Harrison Ford in "Una donna in carriera" ossia bello e simpatico. No!
Lui proprio si attardava a ricomporsi godendosi a pieno tutte le manifestazioni di consenso.
Fatto sta che mi monta su la carogna. Un po' per la reazione delle mie compagne d' uscita, un po' per la sua sicumera da "Quanto so' figo, quanto so' bello. Paio un fotomodello!".

Nella mia testa un solo pensiero: "Può anche essere un bonazzo ma a me pare più, per citare Bart di 'Santa Maradona', "Quell'essere mitologico? Quello col corpo di uomo e la testa di c****" (questa la scena)

Al che lo guardo ed esclamo "Ma nascondi quelle macerie! Potresti almeno girarti, di grazia! Ma guarda un po' te questo...".

Da quel momento, non ci crederete, non me lo sono più schiodata di dosso.
Mi si è attaccato come un mitile allo scafo di una barca ed ha trascorso praticamente tutto il resto della serata a parlarmi ed a far battute per cercare di farmi ridere. Tutto questo in mezzo allo scorno dell' amica di mia sorella, C., che  non riusciva ad inserirsi nei discorsi.

Abbiamo scherzato tantissimo. Vi dirò che l' ho trovato pure simpatico e che mi sono pure divertita.

Com'è andata a finire?
E come volete che sia andata a finire? In nessun modo!!! 

Il giorno successivo lui ha chiesto a mia sorella notizie di me e se la sera precedente io mi fossi divertita.

Qualche settimana dopo l' ho rivisto nel locale storico di Torino in cui lavorava talvolta dove mi ero recata a prendere un caffè con mia sorella ed il mio fidanzatino dell'epoca (che era di un' altra città e che era venuto in trasferta a trovarmi).

Molto cavallerescamente mi regalò una rosa rossa che era in uno dei vasi sul bancone del locale, ignorando bellamente quello che gli avevo appena finito di presentare come "il mio ragazzo" (ohh non so se sto qua probabilmente aveva dei problemi di calo di interesse durante le presentazioni) e che ovviamente non gradì nella maniera più assoluta quel gesto galante.

FINE DEL MOMENTO NOSTALGIA.

Domenica pomeriggio solitaria... ma che viaggio nei ricordi mi son fatta?!?

Prima di passare alla ricetta vorrei ringraziare chi è passato a trovarmi in questo mio angolino in questi mesi di assenza lasciando qualche traccia scritta ma anche no.

E poi domando scusa, non tanto per la mia assenza... perché, non me ne vogliate, non mi sento così importante da poter mancare ;-), quanto per l' argomento volutamente leggero e frivolo di questo post.
Avevo vent' anni, all' epoca. Riscuotere consensi dal punto di vista esteriore era una cosa inusuale per me e riuscirci, quella sera, senza nemmeno sforzarmi ma limitandomi ad essere me stessa, mi lusingò.

Ma passiamo alla ricetta perché, comunque, anche se non scrivo, io continuo a sfornare torte, biscotti & Co. come se non ci fosse un domani per le colazioni di LoveOfMyLife.
La ricetta proviene dalla pagina IG di Chiara Paoli io ho solo usato farina di tipo 1( nel post non veniva specificata la tipologia), zucchero di canna (nel post veniva indicato semplicemente "Zucchero") e 2 pere anziché le 3 del post. La teglia può arrivare a 20 cm di diametro. Io l'ho usata di 18 e mi è venuta fuori una torta altissima che pareva quasi un panettone!!!!! :-D

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 18cm di diametro: 

  • 300gr. di Farina di tipo 1
  • 100gr. di Zucchero di canna
  • 3 Uova
  • 60gr. di Latte
  • 60gr. di Olio di semi di girasole
  • 30ml. di Rhum + 2 cucchiai
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 2 Pere Williams
  • Gocce di cioccolato fondente a sentimento

Strumenti:

  • padella
  • coltello
  • ciotola
  • spatola
  • setaccio
  • fruste elettriche
  • leccarda
  • carta da forno
  • gratella 

Preparazione:

Ho tagliato le pere a cubetti e le ho saltate in padella a fiamma viva con un cucchiaio di zucchero e due cucchiai di rhum finché i liquidi non sono evaporati ed ho lasciato intiepidire.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
In una ciotola ho sbattuto le uova con lo zucchero di canna.
Ho poi aggiunto a filo 60gr. di olio di semi, 60gr. di latte e 30ml di rhum ed ho mescolato.
A parte ho setacciato la farina con il lievito e l' ho aggiunta al composto di uova e zucchero & co. Per ultimo ho inserito l' estratto di vaniglia ed ho mescolato con una spatola dall'alto verso il basso fino ad ottenere un impasto liscio e senza grumi.
Ho aggiunto le gocce di cioccolato e 2/3 dei cubetti di pera.
Ho versato l’impasto in una teglia di 18cm rivestita di carta forno e prima di infornare a 180°C ho cosparso la superficie con la restante pera ed altre gocce di cioccolato.

Ho fatto cuocere per 50minuti circa.




Un abbraccio.
LaGio' Riccia.

venerdì 1 marzo 2024

Biscotti mandorle, pistacchi e gocce di cioccolato

Una notte di una ventina di anni fa.
Mi ero da poco lasciata con il moroso e quella era una delle prime uscite - da single - che facevo a bordo della mia amata Franky.
Lo preciso per far capire che all' epoca guidavo molto poco: solo nel fine settimana per andare a fare la spesa. In settimana per recarmi in ufficio utilizzavo i mezzi pubblici, mentre per le relazioni sociali mi facevo scarrozzare appunto dal moroso (guidare in sua presenza mi terrorizzava).

Era una delle mie prime uscite, dunque. Un' uscita molto tranquilla che aveva previsto una passeggiata per le vie del centro di Torino ed una sosta in un cocktail bar in voga all' epoca ed in cui, nonostante i cori di disapprovazione dei miei compagni d'uscita, avrei come sempre consumato la mia bibita analcolica o magari, botta di vita, un analcolico della casa o a discrezione del barista.

La mia scelta non era dettata dalla repulsione verso l' alcool (che non avevo allora e non ho tantomeno ora) quanto per garantirmi la tranquillità nell' affrontare il rientro a casa e... al volante!
Vado a recuperare Franky, il mio "fedele destriero", e parto alla volta di casa.

Dal centro di Torino imbocco un corso che costeggia il Po diretta verso sud. Da lontano scorgo una vettura dei carabinieri. Davanti a me nessuna auto.

"Eccallà" - penso - "vuoi vedere che mi fermano?!". Intanto mi assale quella sorta di disagio che mi fa sentire in colpa o comunque in torto a prescindere ogniqualvolta incrocio una vettura delle forze dell' ordine.

Ovviamente la paletta bianca e rossa viene prontamente sventolata al mio indirizzo per cui accosto ligia al marciapiedi.
Abbasso il finestrino. Il carabiniere si avvicina ed esordisce con il classico "Favorisca patente e libretto".

Io: "Buona sera." - pensando tra me e me "e che c@##o almeno le buone maniere" - "Qui la patente. Ora prendo i documenti. Sono nel cruscotto." (caso mai pensasse che volevo prendere una pistola -.-. All' epoca GIALLO e TOP CRIME non esistevano ancora ma in quanto a libri, film e telefilm sul genere...uh se me ne ero già fatta una cultura!!)

Consegnato quanto richiesto, il carabiniere va verso la volante. 

Dopo un po' si avvicina l' altro collega, decisamente più attempato del primo, e con fare perentorio mi chiede "Ha bevuto qualcosa?".

Io: "Un cocktail analcolico" (già, era la sera della "botta di vita"). Da brava Bilancia (n.d.G.: nata sotto il segno de...) ci tenevo ad essere precisa ed intanto speravo che l' intruglio che avevo consumato poco tempo prima fosse molto poco cocktail e tanto più analcolico.

Il carabiniere con aria di sfida: "Adesso vediamo" (leggetelo con un bello "tzè" iniziale).

...

Ho faticato. Ho faticato non poco nel cercare di mantenermi impassibile. Sono capacissima a tacere ma i "vaffa" vari uhhhh se mi si leggono in viso!!! 

Carabiniere: "Soffi forte qua dentro".

Nota: sono sempre stata una pippa nel gonfiare palloncini. Problemi di indirizzamento del soffio, suppongo. Aggiungeteci pure l' ansia da prestazione ed il disagio di cui sopra, insomma la mia performances è stata un po' deludente.

Carabiniere: "soffi forte!" con impazienza e con l' aria tronfia che gridava a chiare lettere "Analcolico?!? Sì! Come no?!".

Finito di soffiare con il carabiniere guardiamo il display.

Verdetto: "0.0"

All' epoca il film "Che bella giornata" di Zalone non era ancora uscito ma nel mio animo, vi giuro, ho reagito come Checco dai carabinieri quando tutti ridono dopo la battuta del comandante sull' aggravante della recidiva se non ricordate la scena andate qui

Una sorta di "Ma guarda questo!"

Il carabiniere comunque ci rimane di sale per la tampa pazzesca che si era fatto e con aria delusa mi dice "Vada pure".
Io: "Grazie. Potrei avere indietro i miei documenti, per cortesia?"
Carabiniere: "Certo! Certo! Buon rientro e guidi con prudenza."

Io: "La ringrazio. Non mancherò. Buona sera."

Fine. Non aggiungo commenti perché ho già scritto abbastanza e poi l' aneddoto si commenta da sé!

Veniamo a questi biscotti.
Volevo preparare un biscottino per LoveOfMyLife perché per diversi giorni mi sono limitata a cucinare per "sfamarci". Volevo fargli una coccola e così ho optato per dei biscotti di facile e veloce esecuzione.

La ricetta proviene da qui. Io l' ho modificata utilizzando oltre alla farina di mandorle della farina di pistacchi e sostituendo la farina "00" con farina di tipo "1".

Ingredienti per una 30na (37, a voler essere precisi) biscotti: 

  • 1 Uovo
  • 100 gr. di zucchero integrale di canna
  • 100 gr. di olio di Semi di girasole
  • 100 gr. di farina di Mandorle (*)
  • 100 gr. di farina tipo 1 (**)
  • 50 gr. di farina di pistacchi
  • 2 gr. di lievito istantaneo per dolci
  • 60 gr. di gocce di cioccolato
  • 1 bustina di vanillina

(*) la ricetta originale prevedeva solo 150 gr. di farina di mandorle

(**) la ricetta originale prevedeva farina di tipo 00


Strumenti
:

  • ciotola
  • cucchiaio
  • setaccio
  • leccarda
  • carta da forno
  • gratella 

Preparazione:

Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Nella ciotola ho lavorato uovo, zucchero ed olio con un cucchiaio fino ad ottenere un composto omogeneo e gelatinoso.

Ho poi aggiunto la farina di mandorle e pistacchi, ho setacciato la farina di tipo 1 con la vanillina ed il lievito ed amalgamato.

In ultimo ho inserito le gocce di cioccolato.

Ho lavorato a mano l' impasto e poi, a completa amalgama, ho iniziato a formare i biscotti staccando 15 gr. di impasto per volta, formando delle palline ed adagiandole sulla leccarda rivestita di carta da forno!
Al termine con il pollice ho creato un avvallamento su ciascun biscotto.

Ho infornato per 15 minuti.






Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia

mercoledì 20 dicembre 2023

Biscotti di semola rimacinata di grano duro e gocce di cioccolato

Come vi dicevo già in questo post, talvolta mi rendo conto di somigliare a mia mamma per il piglio con il quale interagiamo con il prossimo.
Così come mi rendo conto che la mia lingua tagliente farà sì che qualcuno prima o poi "mi alzerà le mani addosso", allo stesso modo temo che mia mamma possa incappare in qualcuno incapace di lasciar correre.
Una quindicina di giorni fa in un bar per il consueto caffé mamma&figlia. Mamma apre la porta per farmi uscire ma in mezzo si infila un signore che, tutto garulo, esce. 
Sento la voce di mia madre che, col fare di vittima per lesa maestà, con un misto di sconcerto/disappunto esclama: 
"Eccolo lì il cavaliere senza cavallo!"
Non faccio in tempo a pensare "alè, se va bene la manda a quel paese. Se va male, la mena" che il "cavaliere" si gira verso mia mamma, la guarda ed esclama: "Oggi l'ho lasciato nella stalla".
Io incredula e morta dal ridere. Mia mamma... idem! Avendo trovato un suo pari in quanto a prontezza di risposta è esplosa a ridere.
Poteva andare molto male ed invece........

Eccoci qua, arrivati ad un altro Natale. 
E siccome, per me, non è Natale senza biscottini da regalare, ecco l' ennesima ricetta di biscotti!

Voi avete programmi? 
Noi trascorreremo Vigilia, Natale e S.Stefano in famiglia, un po' da quella di LoveOfMyLife, un po' mia.
Per Capodanno, invece, già pregusto.....
Come accade già da diversi anni, ci concederemo un aperitivino sul divano, in pigiama e sotto la copertina e poi cena sul tardi per riuscire ad arrivare, svegli, alla mezzanotte per il brindisi.
Non vedo l'ora!!

Biscotti di semola rimacinata di grano duro e gocce di cioccolato: 

  • 400 gr. di semola rimacinata 
  • 120 gr. di zucchero di canna
  • 2 uova a temperatura ambiente
  • 80 gr. di burro fuso a temperatura ambiente
  • 100 gr. di gocce di cioccolato
  • 8gr. di lievito istantaneo per dolci
  • zeste di limone
  • 1 pizzico di sale fino

Strumenti:

  • zester
  • ciotola
  • marisa
  • setaccio
  • fruste elettriche
  • mattarello
  • mini stampo per biscotti (3/5 cm)
  • leccarda
  • carta da forno o tappetino in silicone
  • gratella per dolci

Preparazione:

Una mezz'oretta prima di iniziare ho tolto dal frigorifero le uova ed ho fuso il burro a bagnomaria e vi ho messo in infusione le zeste di limone ed il pizzico di sale fino. 

In una ciotola ho montato le uova con lo zucchero fino a completo scioglimento di quest' ultimo. Continuando a montare poi aggiunto a filo il burro fuso, freddo, con le zeste.
Successivamente ho setacciato, sul composto di uova, zucchero e burro la semola con il lievito mescolando dapprima con un cucchiaio e poi proseguendo a mano.
In ultimo ho aggiunto le gocce di cioccolato e lavorato brevemente a mano.

Con un mattarello ho steso l' impasto tra due fogli di carta forno ad uno spessore di 6mm, avvolto in pellicola trasparente e messo a riposare in frigorifero per due orette.

Passato il tempo di riposo in frigorifero ho acceso il forno  impostando la temperatura di 170°C ed ho iniziato a ritagliare i biscotti posandoli sulla leccarda rivestita con il tappetino in silicone. 
Ho reimpastato i ritagli e li ho messi nuovamente a freddare in frigorifero in attesa di poterli nuovamente coppare e cuocere.

Ho infornato per 15 minuti circa e comunque fino a doratura.








TANTI AUGURI DI BUON NATALE E BUONE FESTE A VOI ED ALLE VOSTRE FAMIGLIE
Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia

mercoledì 22 novembre 2023

Scones ed il potere di un sorriso

H. 18 di qualche mercoledì fa.
Sono in macchina, diretta verso casa dall' ufficio.
Per quanto il traffico romano sia molto noto, qualora non lo sapeste, anche Torino non scherza. 
Magari il numero di veicoli che circolano è inferiore a quello capitolino ma in quanto a numero di piloti di formula 1, rally e quant' altro Torino non si batte.
Devo dire che io stessa al volante mi trasformo non tanto in quanto ad aggressività nelle manovre quanto a quella... come dire... verbale? Diciamo che trovo sfogo nel turpiloquio, ecco. Non mi fa onore ma così è.
Sono in macchina, scrivevo, e giungo in prossimità di una rotonda accanto ad un centro commerciale.
Delle due corsie a disposizione, al solito la corsia più affollata è quella a sinistra perché quella a destra è usata come "area parcheggio" da coloro che vogliono andare al centro commerciale senza doversi addentrare nell' area parcheggio apposita (notare che il parcheggio è multipiano e davvero si fa difficoltà a NON trovare posto). Ovviamente a Torino i più hanno fretta per cui in molti usano la corsia di destra come corsia di sorpasso salvo poi buttarsi a sinistra ("buttarsi" è proprio il termine più aderente alla realtà)  per schivare l' ostacolo "auto parcheggiata". Chi resta a sinistra sa che dovrà guadagnarsi con il sangue ed il sudore ogni millimetro di avanzamento e, soprattutto, dovrà essere pronto ad inchiodare quando il veicolo alla destra tenterà l' inserimento.
Io sono al volante sulla corsia di sinistra con quell' animo lì.
Arrivo quasi all'altezza dell' ostacolo. Il veicolo davanti al mio inchioda: il suo corrispettivo destro è partito all' attacco seguito a ruota da quello subito successivo. Il mio predecessore passa. 
E' il mio turno. Con uno sguardo cattivissimo mi volto a guardare il guidatore accanto a me. 
Il mio sguardo promette fulmini e saette. Mi ritrovo un tizio con l' espressione "paciosa" e sorniona (alla Luca Pappagallo, non so se avete presente, il tizio però ha i capelli raccolti in una coda) sembra simpatico ma è pure grosso -.-. Mi incute un po' di timore per cui in un attimo passo dal piglio alla "col ca##o che passi" a quello della cameriera secca dei signori Montagnè "s' accommmomononino" (vedi qui al minuto 4:20). Faccio gli occhi tondi da panda, lui scoppia a ridere per il mutamento della mia espressione (mi hanno sempre detto che tutto ciò che penso mi si legge in faccia), io  scoppio a ridere di rimando e gli faccio cenno di passare. Lui a quel punto scuote la testa a voler dire "Sia mai, ci mancherebbe" e con la mano sinistra mi fa capire che mi cede il passo. Gli sorrido riconoscente e lo ringrazio. Lui di rimando sfodera un sorriso alla Stregatto.
Oltre a farmi sorridere, questo episodio mi ha fatto pensare a quanto poco basti, talvolta, per ribaltare una situazione che sembrava già scritta e tracciata in una diametralmente opposta.
Anziché tornare a casa con un diavolo per riccio, ho proseguito il viaggio ridendo e sorridendo per la svolta inaspettata degli eventi.
Basterebbe un po' di buona volontà in più... o anche solo un sorriso.

Ma passiamo a questi scones. La loro bontà... non potete immaginarla... per cui...FATELI!!!

Capirete di aver fatto bene a seguire questo mio consiglio già solo nel sentire il delizioso profumino che sprigioneranno in casa vostra.

Scrissi "lungamente" degli scones in questo post. All' epoca avevo replicato la ricetta del Maestro Ernst Knam.
Devo dire, e lo scrissi anche allora, che il risultato non mi aveva conquistata molto.
Diverso tempo dopo sono incappata qui. E' stato amore a prima vista. La foto sembrava proprio ricordare quelli che assaggiammo con gusto in quella tea house in Camden Town quello che ormai mi pare essere un secolo fa!
Ho seguito fedelmente la ricetta di Rossella tranne che per qualche piccolo dettaglio: 

- il burro freddo anziché affettarlo  l' ho grattugiato con una grattugia a fori grossi

- non avendo farina tipo "00" ho usato una farina tipo "0"

- ho sostituito l' uvetta con le gocce di cioccolato

Scones (16 pezzi): 

  • 500 gr. di farina "0"
  • 300 ml. di latte
  • 160 gr. di gocce di cioccolato
  • 110 gr. di burro 
  • 2 cucchiai di zucchero semolato
  • 1 bustina di lievito istantaneo per dolci
  • 1 cucchiaino di sale fino

Strumenti:

  • grattugia a fori larghi
  • 2 ciotole
  • cucchiaio
  • setaccio
  • forchetta
  • mattarello
  • coppapasta rotondo di 5cm di diametro
  • leccarda
  • carta da forno o tappetino in silicone
  • gratella per dolci

Preparazione:

Ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Ho grattugiato il burro e l' ho messo in una ciotola.
In un' altra ciotola ho setacciato la farina con il lievito, ho aggiunto il sale e lo zucchero ed ho mescolato con un cucchiaio. Ho poi aggiunto ai composti secchi il burro ed ho lavorato con l' ausilio di una forchetta fino a completo assorbimento.
Ho inserito le gocce di cioccolato, mescolato ed infine aggiunto il latte continuando a mescolare.
Ho dato una lavorata anche con le mani, brevemente, per amalgamare meglio gli ingredienti.
Ho versato il composto su una superficie spolverata di farina e, con l' ausilio del mattarello, l' ho steso ad un' altezza di 3 cm. Ho coppato gli scones con un tagliapasta di 5cm di diametro rincollando alla bene meglio i ritagli che avanzavano e li ho disposti, distanziati di 1,5cm, su una leccarda ricoperta con un tappetino in silicone (va bene anche la carta forno). Con questo impasto otterrete 16 scones... la quantità giusta per un' unica infornata. 
Ho infornato per 15-20 minuti.








FATELI! Ma soprattutto... SORRIDETE! :-D
Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia

lunedì 29 maggio 2023

Biscotti con farina di riso, cioccolato ed arancia candita - 10 anni

10 anni.

Esattamente 10 anni fa iniziavo questa mia avventura su blogger.
Mi avete accolta, letta e soprattutto sostenuta nei momenti più difficili.
Non smetterò mai di ringraziarvi e di ringraziare quell' ex-collega  che mi suggerì di aprire un blog perché, a detta sua, scrivevo molto bene. 
(n.d.R.: si era trasferito in Francia e ci tenevamo in contatto tramite e-mail)
Ricordo ancora quello scambio di battute:

"Sai che scrivi molto bene. Dovresti almeno aprire un blog e lavorare costantemente su questo tuo talento mia cara amica."

LaGio'Riccia: "Ma io, in fondo, so solo scrivere di me ed a chi mai potrebbe interessare????"

VOI siete la mia risposta... sebbene fatichi ancora a crederci!


Come scrivevo anche qui, riportando le parole meravigliose di due grandi maestri pasticceri francesi, e come sicuramente avrò scritto in altre pagine o anche da voi, per me cucinare è un atto d' amore, una coccola. 
E' il mio modo per manifestare a qualcuno il mio affetto, la mia gratitudine o anche solo per festeggiarlo.

Questi biscottini nascono dall' esigenza di fare una coccola a mia sorella che ultimamente si è resa conto di mal tollerare il mix di glutine e lievito.

BISCOTTI CON FARINA DI RISO, GOCCE DI CIOCCOLATO E SCORZE D'ARANCIA CANDITA (circa 25)

Per l'impasto:

  • 300 gr. di farina di riso
  • 2 uova a temperatura ambiente
  • 80 gr. di zucchero di canna scuro
  • 60 gr. di olio di riso
  • 30 gr. di gocce di cioccolato fondente
  • 30 gr. di scorza d' arancia candita tagliata a pezzettini
  • un cucchiaino di estratto di vaniglia
  • la scorza di mezzo limone

Strumenti:

  • fruste elettriche
  • ciotola
  • setaccio
  • marisa
  • pellicola trasparente
  • coltello affilato
  • tappetino microforato o carta forno
  • leccarda
  • forchetta

Preparazione:
Nella ciotola ho lavorato zucchero ed uova con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto spumoso e più chiaro rispetto a quello dell' inizio lavori ;-).
Con le fruste sempre in funzione ho poi aggiunto a filo l' olio, la scorza di limone e l' estratto di vaniglia. 
Ho infine setacciato la farina e lavorato con la marisa. In ultimo ho aggiunto le gocce di cioccolato ed i tocchettini di scorza d'arancia.

Ho versato l' impasto così ottenuto sul piano di lavoro ed impastato a mano per amalgamare meglio gli ingredienti. Ho ricavato un salame che ho avvolto nella pellicola trasparente e messo a riposare in frigorifero (per il tempo occorso al forno ad entrare in temperatura).
Ho acceso il forno alla temperatura di 180°C. 

Quando il forno ha raggiunto la temperatura desiderata, ho estratto dal frigorifero il salame, ho tolto la pellicola ed ho ricavato delle fettine spesse 1cm che a mano a mano ho appoggiato sulla teglia (foderata con il tappetino microforato). 
Ho impresso i rebbi della forchetta su ciascun biscotto per appiattirlo un po'.

Ho cotto fino a doratura. Il mio forno ha richiesto 15 minuti di cottura.

Noi li abbiamo trovati golosi ma delicati!






Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia

domenica 1 maggio 2022

Biscotti con crusca d'avena, arancia candita e gocce di cioccolato

Questi biscotti nascono come mia rivisitazione della ricetta che vi avevo presentato qui qualche mese fa. Sono nati dalla necessità di ultimare delle scorze di arancia candita e dalla voglia di provare a giocare con zuccheri e grassi differenti.

Ho scelto di sostituire: 

- parte dello zucchero di canna con lo zucchero di cocco per mitigare un po' la dolcezza data dalla scorza d' arancia candita 

- parte del burro con l' olio di cocco per ridurre un po' i grassi animali e, per contro, perché l' utilizzo del solo olio di cocco non mi fa impazzire. 

Li ho ripetuti più volte perché hanno riscosso davvero molto successo in famiglia. La prima versione, per cambiare un po' rispetto alla ricetta a cui si ispiravano (appunto quella dei biscotti con crusca d'avena e cioccolato), non prevedeva l'utilizzo delle gocce di cioccolato ma quando ho provato ad aggiungerle nei tentativi successivi non le ho più abbandonate. Il cioccolato in questi biscotti ci sta da Dio!

INGREDIENTI per 30 biscotti:
  • 200 gr. di crusca d' avena
  • 200 gr. di farina 0
  • 60 gr. di zucchero di canna
  • 60 gr. di zucchero di cocco
  • 90 gr. di burro
  • 90 gr. di olio di cocco
  • 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
  • 45 gr. di latte parzialmente scremato
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • arancia candita a sentimento
  • gocce di cioccolato a sentimento ma facoltative 

STRUMENTI:

  • mixer
  • timbro per biscotti
  • coppa pasta del diametro di 5cm
  • pellicola per alimenti
  • bilancia
  • carta da forno
  • leccarda
  • gratella per dolci

PREPARAZIONE

Ho frullato nel mixer i cubetti di arancia candita con la crusca d'avena fino ad ottenere uno sfarinato.
Sempre nel mixer ho poi aggiunto farina, burro, olio di cocco ed i due tipi di zucchero ed ho frullato ancora.
Ho aggiunto bicarbonato, acqua, latte, estratto e frullato nuovamente fino ad ottenere una palla.
Se decidete di utilizzare le gocce di cioccolato, è questo il momento e poi date qualche colpetto di mixer per amalgamare.
Ho poi compattato brevemente il composto sul tavolo, ho coperto con pellicola trasparente e messo in frigorifero per mezz' ora.
Passato il tempo del riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C, ho foderato due teglie con carta da forno ed ho iniziato a formare i biscotti.
Ho staccato porzioni di impasto di 30gr. l' una e creato una pallina che ho poi pressato con il timbro. 
Ho coppato il biscotto ottenuto con il coppa pasta ed ho adagiato il biscotto sulla leccarda. Ho proceduto così fino a terminare l' impasto. I biscotti vanno distanziati un poco ma non crescono molto in cottura.
Ho infornato e cotto i biscotti per 15-17 minuti. Regolatevi voi con i tempi. I biscotti devono essere belli dorati.
Far freddare su una gratella prima di gustare.




Qui nella versione senza gocce di cioccolato

Qui con l'aggiunta di gocce di cioccolato




Un grande abbraccio e...
a presto!
LaGio' Riccia


lunedì 14 giugno 2021

Cheesecake al cannolo siciliano

Oggi è una giornata particolare, per me. Ho ricevuto la mia prima dose di vaccino Sars-COV-2!
Scorrendo il documento che riporta le mie vaccinazioni, ho avuto un piccolo moto di commozione nel rileggere che il 25 Gennaio 1988 ricevevo il vaccino contro la Rosolia. Commozione per l'inevitabile  confronto tra l' allora e l' oggi che ne è scaturito.

All' epoca, ricordo, i vaccini erano visti e vissuti come "riti di passaggio", "cose che andavano fatte". Era raro sentir parlare di persone che si rifiutavano di sottoporsi (o di far sottoporre i propri figli) alla vaccinazione.
Quanto tempo è passato da allora... ricordo ancora che indossavo la tuta da ginnastica color bordeaux,  tra i capelli avevo una molletta di quelle a scatto color rosa (credo con una farfallina) e poi... TOCCO DI CLASSE TIPICAMENTE ANNI '80 i miei "bellissimi" mocassini neri con tanto di calzino in cotone bianco (le calze in spugna erano troppo spesse altrimenti sicuro che avrei messo quelle) -_-. Stendiamo un pietoso velo... ma anche no! :-)
Ripensare a quei momenti mi fa spuntare la lacrimuccia... non tanto per l' outfit (si usa dire così, adesso, no?! ) scelto  quanto per lo spirito con cui affrontavo quella "prova". Mi rivedo ad aspettare con coraggio (perché avevo paura!) e diligentemente il mio turno, a chiudere gli occhi durante la somministrazione del vaccino e poi a sentirmi immensamente sollevata una volta finito tutto. Avrei voluto la mamma, lì con me, ma non si poteva perché il vaccino era somministrato a scuola, durante l' orario delle lezioni.

Questa volta ho potuto scegliere io se farlo o meno... non che avessi dubbi al riguardo. Ho avuto un po' di timore perché, quando il campione è tanto vasto, è anche normale sentir parlare di reazioni diverse. 
Avrei voluto la mamma lì con me? Onestamente sì... ma visto che non avrebbe potuto stare dove l' avrei tanto voluta (n.d.R.: accanto a me, a tenermi la mano), ho preferito saperla a casa al fresco!!!! 
Beh... inutile dirvi che NON indossavo né tuta né mocassini con calze ma canotta, gonna e sandali aperti! :-D 

Oggi è una giornata particolare, per me, scrivevo nell' incipit di questo post, perché mi sento grata e fortunata per aver ricevuto la mia prima dose di vaccino ma soprattutto felice perché intravedo un po' di speranza per il futuro, la luce in fondo al tunnel di questa maledetta pandemia.

Con lo stesso spirito (felicità e gratitudine) ho vissuto la re-union con i nostri amici. Non ci vedevamo, tutti e quattro insieme, da ben 7 mesi. Un' eternità!
Per festeggiare ho deciso di preparare questa deliziosa cheesecake al cannolo siciliano perché avevo... voglia (ma anche bisogno) di qualcosa di fresco!!! 
Questa volta ho potuto assaggiarlo anche io il dolce perché è con estremo orgoglio che vi annuncio che, in ambito dieta nutrizionale, ho iniziato il mio programma di mantenimento!!! Urrà

La ricetta della cheesecake al cannolo siciliano proviene dritta dritta da qui.

Rispetto al post originale ho utilizzato qualche grammo in più di ricotta di pecora, qualche grammo in meno di zucchero semolato e scelto uno stampo a cerniera di 18 cm di Ø (la ricetta era per uno stampo da 20). Con quanto avanzato ho fatto una monoporzione per la mia mamma ( che adora, oltre al pistacchio, i dolci a base di ricotta) e con la crema farcirò i gusci di cannolo inutilizzati. Ahhh chiaramente se siete bravissim* e volete autoprodurvi i gusci di cannolo, siete liberissim* di farlo! Io li ho acquistati al super (leggere che erano prodotti in uno stabilimento di Catania mi ha ispirato fiducia) perché se anche avessi deciso di vincere la mia repulsione per l' odore di fritto, le temperature di sabato mi avrebbero fatta comunque desistere dal prepararli.

Ingredienti per uno  stampo a cerniera di 18cm di Ø:

  • 200 gr. di gusci di cannoli siciliani 
  • 80 gr. di burro fuso
  • 240 gr. di ricotta di pecora
  • 200 gr. di ricotta vaccina
  • 150 gr. di zucchero semolato
  • scorza di un' arancia non trattata
  • 200 gr. di panna fresca da montare
  • 10 gr. di colla di pesce
  • 100 gr. di gocce di cioccolato fondente
Per decorare
  • 50 gr. di cannoli siciliani spezzettati grossolanamente
  • gocce di cioccolato
  • granella di pistacchio
Strumenti:
  • mixer
  • pentolino
  • cucchiaio
  • marisa o spatola
  • setaccio
  • 2 ciotole
  • frusta a mano
  • fruste elettriche
  • stampo a cerniera di 18 cm di Ø
  • carta da forno
  • spatola
Preparazione
La sera prima ho messo a scolare i due tipi di ricotta in modo tale che rilasciassero il siero.
Il giorno dopo ho messo a fondere il burro a bagnomaria.
Ho rivestito di carta da forno lo stampo a cerniera.
Ho tritato grossolanamente con il mixer 200 gr di gusci di cannolo, li ho riuniti in una ciotola e mischiati con il burro fuso ormai tiepido.
Ho versato nello stampo a cerniera e compattato con un cucchiaio.
Mi sono poi dedicata alla preparazione della crema.
Ho setacciato in una ciotola le due ricotte, ho aggiunto la scorza d' arancia e lo zucchero ed ho mescolato con la frusta a mano. Sono poi passata alle fruste elettriche per ottenere una crema liscia ed omogenea. Ho conservato in frigorifero.
Ho messo ad idratare per 10 minuti la colla di pesce in una tazza di acqua fredda.
Con le fruste elettriche ho semimontato la panna fresca fredda e l' ho messa a raffreddare in frigorifero.
Ho messo a scaldare a fuoco dolce tre cucchiai di ricotta e, una volta diventata morbida, ho strizzato la colla di pesce e l' ho messa a sciogliere nella ricotta calda.
Ho unito la ricotta con la colla di pesce alla restante crema di ricotta, ho amalgamato e poi aggiunto anche la panna semimontata mescolando con una marisa dal basso verso l' alto, con delicatezza.
Ho aggiunto le gocce di cioccolato e mescolato ancora dolcemente e poi ho versato la crema sulla base di gusci di cannolo e burro.
Ho dato dei colpetti alla teglia per far assestare la crema e poi ho livellato con una spatola.
Ho messo a freddare in frigorifero per 2 ore e poi in freezer per 5 ore.
Trascorso il tempo di riposo/raffreddamento/rassodamento, ho sformato la cheesecake e decorato con un giro di gusci di cannolo spezzettati a mano, un giro di granella di pistacchio ed un cerchio di gocce di cioccolato.



Ce la siamo gustata tutta, questa cheesecake!
Leggera, golosa ma soprattutto: FRESCA!!!!!!!!!!!

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.


lunedì 4 novembre 2019

Cantucci con farina di castagne, gocce di cioccolato fondente e mandorle

Qui vi scrivevo del mio sconfinato amore per le castagne. Caldarroste, per la precisione...tanto da far credere - e giustamente, aggiungerei - che la ricetta in esso trattata vedesse questo meraviglioso frutto tra i suoi ingredienti.

INIZIO PARENTESI: 
Tra l'altro - e sti ca##i, direte voi - in quanto a caldarroste io ho già dato! Per il mio compleanno anziché concedermi una fetta di questa torta, ho diviso con mia sorella un preziosissimo cartoccio di caldarroste.
Ho anche scoperto che un prestigioso marchio di frutta secca ha messo in commercio delle confezioni di caldarroste già pulite e pronte alla consumazione dopo un breve passaggio nel microonde o nel forno tradizionale. Inutile dirvi che ho provato pure quelle ^__^
FINE PARENTESI

Mi rifaccio con questo post novembrino e, chissà, magari prima della fine del mese riesco a pubblicarne un altro!
Se da piccina alla parola "castagna" associavo subito le caldarroste perché in casa questo era il modo classico di consumarle, crescendo ho imparato ad apprezzarle anche lessate.
Sapevo dell'impiego della farina di castagne nel "castagnaccio" (che, però, non ho mai provato) ma poi, anni fa, ad un mercatino agroalimentare, ho trovato dei deliziosi biscotti con la farina di castagne e mi si è aperto un mondo!
Chissà perché non avevo mai guardato alla farina di castagne come ad una qualsiasi farina, quindi, al suo utilizzo nelle paste ma soprattutto nei prodotti da forno quali pani, biscotti e torte.
Avendo una confezione di farina di castagne da smaltire e volendo domandarvi scusa per il depistaggio del post che vi ho citato nel mio incipit, ho pensato di preparare questi cantucci con farina di castagne, gocce di cioccolato fondente e mandorle.
Anche perché la loro preparazione è molto più semplice e veloce del cospargermi il capo di cenere (no, dico, ma ve la immaginate la camurrìa con 'sti ricci?!?!?!).

Questi cantucci hanno riscosso molto successo. Spero possano piacere anche a voi!

INGREDIENTI per una 50na di cantucci:
  • 180gr. di zucchero di canna
  • 230gr. di farina di castagne
  • 120gr. di farina di riso
  • 50gr. di farina 0 (ma solo perché avevo terminato la farina di riso)
  • 3 uova
  • 1 cucchiaino di lievito istantaneo x torte salate(va bene anche quello classico per dolci ma io cerco di evitarlo per la presenza di vanillina)
  • 2 cucchiai di latte parzialmente scremato
  • 100gr. di gocce di cioccolato fondente
  • 100gr. di mandorle sgusciate
STRUMENTI:
  • ciotola
  • fruste elettriche
  • setaccio
  • spianatoia
  • leccarda
  • carta forno 
  • coltello
PREPARAZIONE dei cantucci:
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
In una terrina con l'ausilio delle fruste elettriche ho montato le uova con lo zucchero fino a sciogliere quest'ultimo.
Ho setacciato sul composto di uova e zucchero le tre farine con il lievito alternando con il latte.
In ultimo ho aggiunto le gocce di cioccolato e le mandorle.
Ho lavorato il composto sulla spianatoia e creato 2 rotoli alti 2 cm e larghi 5 cm che sono poi andata a posizionare, distanziati, sulla leccarda
rivestita di carta forno ed ho infornato.
Trascorsi 25 minuti ho sfornato i salamoni, ho atteso 5 minuti (i cantucci sono molto friabili perciò questa attesa è necessaria per evitare che si sbriciolino al taglio), e li ho tagliati a fettine oblique di 2 cm.
Ho appoggiato nuovamente sulla teglia ogni cantuccio (li ho adagiati su un lato) e fatto cuocere altri per altri 5 minuti ( x biscottarli).
Li ho sfornati e messi a freddare sulla gratella.

Si conservano in una scatola di latta anche una decina di giorni (ci sono miracolosamente arrivati solo perché io sono a dieta e LoveOfMyLife, che mi è "modella dentro", se ne concedeva non più di due a sera...ad onor del vero poi richiudeva la scatola e la metteva via per fermarsi appunto a due).




Alla prossima...
LaGio' Riccia

mercoledì 30 luglio 2014

Cheese-cake 1.0: al cioccolato per LoveOfMyLife

E' proprio vero che
"il tempo vola quando ci si diverte"!!!!
E' passato un anno da quando preparai questa ricetta per festeggiare LoveOfMyLife (sì, lo so...avevo postato la ricetta + tardi).
E' da un anno e quasi un mese che il mio amato ed io condividiamo gli stessi spazi, il nostro tempo al di fuori del lavoro...
(Anima, cuore, battiti e respiri, invece, da quasi 3 <3)
In questo anno sono cambiate molte cose. Sento di essere cambiata anch'io.
Per molti versi sento di aver fatto pace con il mondo.
La riga barrata è quella che avrei voluto - ma soprattutto potuto - scrivere circa 10 ore fa.
Poi ho redatto e, che forse è peggio, inviato una e-mail di fuoco alle rappresentanze sindacali dell'azienda per cui lavoro perciò,  dato che noi della Bilancia abbiamo la giustizia nel sangue (si dice anche la diplomazia...ma io ho l'ascendente in scorpione che mi rema contro), annullo quanto sopra.
(Tralascio volutamente i dettagli relativi all'invio di un'altra e-mail, questa volta diretta ad un quotidiano, per  segnalare la presenza di un errore grammaticale ripetuto + volte all'interno dello stesso articolo pubblicato sul sito internet del quotidiano stesso...ok...sono messa proprio male. Dovrei darmi al kick-boxing per dare sfogo a tutta questa aggressività repressa)

Sono pertanto consapevole di essermi guadagnata, con oggi, un bel pacchetto di sfighe e malocchi che manco camminare sotto 4 scale o rompere una cinquantina tra specchi e bottiglie d'olio potrebbe tanto.
Ma così è.
Mi sono già premunita di domandare scusa a LoveOfMyLife: qualora le vacanze dovessero andar storte, la colpa sarebbe mia!!!

Ad ogni buon conto...se tante cose possono essere cambiate (...), ad una cosa sono rimasta fedele: la promessa di preparare un dolcino per festeggiare l'invecchiamento il compleanno di LoveOfMyLife.
Magari un cheese-cake, dato che non ne ho mai fatto uno prima (e la cara Minnie di Cats and food and Rock 'n' Roll sa che avevo l'intenzione di cimentarmici), con qualche ciuffetto di panna che fa tanto torta di compleanno.
Alla fine ho fatto un po' di testa mia mixando le millanta ricette di cheese cake viste su blog, ricettari e manuali vari.
Questo è ciò che ne è venuto fuori (maschero bene il mio entusiasmo, eh?!)
Ammetto che questa prima esperienza con il cheese-cake mi ha divertita tantissimo. Come potrete leggere, durante la preparazione è stato come interpretare ruoli diversi: il matematico, l'esperto di bricolage...quello dell'assaggiatore in effetti non emerge dalla mia spiegazione ma chiaramente ha avuto un ruolo determinante per la buona riuscita del dolce. L'ho fatto per LoveOfMyLife, ovviamente ^_^.
Il festeggiato ha gradito ma dopo i recenti episodi mi viene il sospetto che il suo sia semplice spirito di sopravvivenza.
Provatela e magari fatemi sapere! Al massimo, qualora non dovesse incontrare i vostri gusti e foste oltremodo coraggiose da comunicarmelo, potreste ricevere una bella e-mail minatoria dalla sottoscritta (...).
(L'eventuale bambolina Voodoo in cui piantare gli spilli di vendetta contro me medesima vi ricordo che deve essere riccioluta)
Ma passiamo alla ricetta..................


Ingredienti per uno stampo di 22 cm di diametro:
  • 250 gr.  di biscotti tipo digestive (io nei 250 gr. ho messo anche dei biscotti con farina di mandorle che avevo fatto un po' di tempo fa e che a mio avviso sapevano poco + di nulla)
  • 60 gr. di burro (non ho esperienza in fatto di cheese-cake...potrebbe volercene qualche grammo in +)
  • 300 gr. di formaggio spalmabile Light (per avere un occhio di riguardo per la linea)
  • 250 gr. di panna fresca delattosata (per chiudere l'occhio di cui sopra)
  • 45 gr. di gelatina in polvere Fabbri
  • 70 gr. di zucchero a velo
  • 100 gr. di cioccolato fondente al 72%
  • 50 gr. di gocce di cioccolato
Per guarnire:
  • 100 gr. di panna fresca delattosata (l'occhio di cui sopra ho continuato a tenerlo chiuso)
  • 1 cucchiaio raso di zucchero a velo
  • gocce di cioccolato fondente q.b. (io sono andata ad occhio...giuro: ne ho 2)
  • mandorle a lamelle tostate q.b.
Strumenti:
  • uno stampo a cerniera di 22 cm di diametro
  • una matita + un paio di forbici per disegnare sulla carta da forno il tondo con cui foderare il fondo dello stampo
  • un mixer
  • fruste elettriche
  • un cucchiaio
  • una ciotola dai bordi alti per montare la panna
  • una terrina
  • carta da forno per foderare lo stampo
  • una spatola
  • un cucchiaio di legno
  • un pentolino
  • un coppa pasta a forma di cuore se come me siete delle inguaribili romanticone
  • una bastardella in acciaio per fondere il cioccolato a bagnomaria
  • una sac à poche con la bocchetta a stella non troppo piccola
  • una padellina per tostare le mandorle
IMPORTANTE:
- almeno un'ora prima di preparare la crema è necessario mettere in frigorifero la ciotola in cui monterete la panna e le fruste (se avete a disposizione meno tempo allora cacciate tutto in freezer e tanti saluti).

- se usate le fruste elettriche mettete nel frigorifero solo loro e non tutto lo sbattitore e prima di inserirle nello stesso, togliete con un panno la condensa che si formerà a seguito dell'escursione termica sulla parte delle fruste che va inserita nei buchi. NON VOGLIO CHE VI FRIGGIATE!!!!
- io ho foderato lo stampo con carta da forno dopo averlo imburrato (per far aderire la carta). Dato che questo cheese-cake è freddo potete usare la pellicola trasparente...anzi forse è + comodo



Preparazione
Ho fuso il burro in un pentolino. Mentre aspettavo che intiepidisse, ho disegnato il cerchio (aiutandomi con la base dello stampo...mica sono Giotto?!?!?) sulla carta da forno e l'ho ritagliato.
Ho poi ritagliato una striscia alta quanto lo stampo e lunga quanto la circonferenza dello stampo (perciò 22cm * π = 69,08cm...mi sembra di essere tornata sui banchi di scuola ^_^).
Ho imburrato la teglia e l'ho foderata con il collage di carta (che fa tanto Muciaccia ma io non ho usato la colla vinilica e non l'ho nemmeno sniffata, sia chiaro)
Ho frullato i biscotti spezzettati in un mixer e li ho mischiati con il burro fuso (se nel frattempo il burro stava per tornarvi allo stato solido allora non preoccupatevi, siete solo impedite come me in fatto di bricolage...va beh)
Ho steso il composto sul fondo della teglia, l'ho livellato e pressato con un cucchiaio.
A questo punto ho riposto in frigorifero la teglia per almeno mezz'ora e mi sono concentrata sulla crema.
Ho fatto fondere il cioccolato a bagnomaria e l'ho messo da parte.
Ho montato la panna, aggiungendo delicatamente la polvere di gelatina, nella ciotola precedentemente messa a freddare nel frigorifero.
In una terrina ho lavorato con una forchetta lo zucchero a velo, il formaggio spalmabile e vi ho aggiunto il cioccolato fuso tiepido.
Ho incorporato con molta delicatezza la panna con movimenti dal basso verso l'alto ed ho unito anche le gocce di cioccolato fondente.
Ho preso lo stampo con il fondo in biscotti e vi ho steso su la crema cercando di livellarla il più possibile.
Ho messo a raffreddare in frigorifero per una notte (per ragioni di tempo ho iniziato a lavorarci la sera prima. Diciamo che 2 ore di frigorifero ed una di freezer dovrebbero bastare)
Il giorno dopo ho montato la panna con il cucchiaio raso di zucchero a velo e con una sac à poche con bocchetta a stella ho fatto un giro di ciuffetti di panna sul bordo del cheese-cake.
Ho adagiato al centro del cheese-cake il COPPA PASTA PER ROMANTICONI ed ho riempito di gocce di cioccolato.
Ho tolto il coppa pasta ed ho contornato il cuore di gocce di cioccolato con altri ciuffetti di panna.
Ho poi messo a tostare le mandorle a lamelle in un pentolino finché non sono diventate dorate.
Le ho messe da parte ed usate per cospargere la superficie di crema rimasta libera da panna e gocce.

Buon Compleanno Amore Mio!
LaGio' Riccia.

lunedì 10 marzo 2014

Dalle Mantovane ai Nodi di brioches attraverso... il lievito muschiato

SOTTOTITOLO: La scoperta dell'importanza di un censimento accurato degli ingredienti.

Da diversi anni - ormai dieci - sono donatrice di sangue.
L'idea di diventarlo mi solleticò già durante quella lontana lezione di biologia nella quale la professoressa ci spiegò che le persone con il gruppo sanguigno di tipo "0" (il mio) sono donatrici universali. Ricordo che pensai: "varrebbe la pena!!".
Raggiunta la maggiore età e, ahimé, qualche anno in più, riuscii a diventarlo: i miei valori del sangue rientravano nei limiti imposti ai donatori, fortunatamente gli aghi non mi spaventano e riesco ad affrontare un prelievo senza svenimenti o malori vari ed eventuali.
I vantaggi sono indiscutibili:
1. puoi fare del bene, aiutare qualcuno senza grossi sforzi (almeno per me!!)
2. l'intera giornata viene riconosciuta pertanto si può "far vacanza" dal lavoro senza intaccare le ore di ferie e/o di permessi
3. posso concedermi, al termine della donazione, una sontuosa colazione a base di croissant "ciccio" (farcito con crema o cioccolato) e cappuccino al bar.
In realtà io dico sempre che la vera "opera buona" non la compio donando il sangue ma andando a consumare la meritata colazione subito dopo... purtroppo se non metto qualcosa sotto i denti al mattino, risulto alquanto intrattabile (leggi: lascio una scia di morti e feriti lungo il mio passaggio)...un perfetto "animale asociale", insomma.
Ad ogni buon conto, un paio di settimane fa sono stata in permesso per donazione sangue per cui, avendo il pomeriggio a completa disposizione avevo pensato di impiegarlo nella produzione di pagnotte - Mantovane - per la colazione perché, per quanto golosi, i croissant non mi soddisfano quanto un bel pezzo di pane con un velo di marmellata sopra.
Inizio, quindi, col pesare la farina 00 e la metto nella ciotola scelta per impastare.
Peso la manitoba e la verso sulla farina 00.
Prendo il cubetto di lievito di birra dal frigorifero, lo scarto e... SORPRESA: era ricoperto da una bella pelliccia verde muschiato. Il lievito aveva deciso di abbandonarmi con largo anticipo rispetto alla data di scadenza riportata sulla confezione.
Tralascerò la descrizione accurata dei vari stati emotivi che ho attraversato nell'arco di cinque minuti (sorpresa, dispiacere, sgomento, disappunto, confusione, indecisione) perché hanno lasciato posto alla determinazione: la mia "missione" (e 007 mi faceva un baffo) era quella di non sprecare altra roba. La mia priorità era quella di trovare una ricetta di ripiego che comprendesse l'utilizzo di ALMENO quelle dosi delle farine che ormai avevo già setacciato insieme.
Così sono approdata a questa  ricetta deliziosa (presa dal blog Fulvia's kitchen) ed anche un po' "ciccia" - visto l'impiego del burro nella farcia - e che sicuramente rifarò con alcune varianti che mi sono venute in mente quando le mie papille gustative erano in piena sollecitazione.

La ricetta originale prevedeva l'uso dell'uvetta ma, siccome io non amo particolarmente questo ingrediente, ho deciso di sostituirla con delle gocce di cioccolato e bacche di Goji (aridaje con 'ste bacche...lo so che corro il rischio di inflazionarle ma siccome ne avevo già un sacchetto aperto...ho pensato di finirlo!!)

Ingredienti
  • 400 gr. di Farina 00
  • 200 gr. di Manitoba
  • 150 gr. di zucchero di canna
  • 100 gr. di zucchero semolato
  • 150 gr. di burro
  • 40 gr. di gocce di cioccolato fondente
  • 20 gr. di bacche di Goji
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino abbondante di cannella
  • 2 dl. di latte
  • 5 gr. di sale
  • 7 gr. di lievito di birra secco
  • rum per l'ammollo delle bacche di Goji
  • latte per spennellare
Strumenti:
  • un bicchiere
  • carta da cucina
  • 2 pentolini
  • due ciotole
  • un setaccio
  • pellicola per alimenti
  • una forchetta
  • un mattarello 
  • un coltello
  • una leccarda rivestita con carta da forno
  • un pennello in silicone 
  • una gratella per dolci  
Preparazione:

Ho messo le bacche di Goji ad ammorbidire in un bicchiere di rhum per un quarto d'ora circa dopodiché le ho scolate, strizzate e messe ad asciugare in mezzo a due pezzi di carta da cucina.
Ho messo a sciogliere 75 gr. di burro in un pentolino ed in un altro ho fatto intiepidire i 200 dl. di latte.

In una ciotola ho setacciato le due farine ed ho fatto un buco in centro in cui ho versato: il latte tiepido, le uova precedentemente sbattute, lo zucchero semolato, il burro fuso e il lievito. Ho amalgamato un po' ed all'ultimo ho aggiunto il sale.
Ho lavorato il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo che ho poi messo a lievitare (sempre nella ciotola) coperto da pellicola in un luogo tiepido per un'ora e mezza.
In un'altra ciotola ho messo i restanti 75 gr. di burro ammorbidito, la cannella e lo zucchero di canna.
Li ho lavorati con una forchetta fino ad ottenere una crema.
Trascorsa l'ora e mezza ho preso  l'impasto lievitato, l'ho steso aiutandomi con un matterello e cercando di formare un rettangolo di circa 1/2 cm di spessore.

Ho steso  la crema di zucchero, burro e cannella  e poi ho aggiunto le gocce di cioccolato e le bacche di Goji cercando di distribuirle uniformemente.
Ho chiuso l'impasto a libro, schiacciato leggermente con le mani e con un coltello affilato ho ricavato delle strisce di circa 2 cm di larghezza.
Da ogni striscia ho ricavato un nodo che ho adagiato sulla leccarda ricoperta di carta da forno.
Ho coperto i nodi con la pellicola e li ho lasciati lievitare un'altra ora.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C e dopo aver spennellato con del latte i nodi li ho infornati per 15 minuti.
Li ho poi messi a freddare su una gratella per dolci.

W la colazione!!!!!




lunedì 3 marzo 2014

Chi cerca trova - Frollini di kamut e gocce di cioccolato

Qualche giorno fa una mia cara amica mi ha chiesto se avessi la ricetta di biscotti con farina di Kamut e gocce di cioccolato. Possibilmente senza burro.
Non avendo mai utilizzato prima la farina di kamut (a dirla tutta non l'avevo nemmeno mai acquistata),
mi sono messa alla ricerca di una ricetta che incontrasse il suo gusto e che rispettasse i requisiti: kamut e no burro.
Sono così approdata a questa ricetta cui io ho aggiunto delle gocce di cioccolato.
Vi posto la ricetta con le scelte operate da me ma vi consiglio di dare uno sguardo alla ricetta originale
in modo tale da poter vedere anche le possibili varianti!
 


Ingredienti per circa 40 biscotti:
  • 210 gr. di farina di kamut
  • 60 gr. di olio di riso
  • 80 gr. di zucchero di canna
  • 1 uovo grande (a temperatura ambiente)
  • 2 cucchiai di liquore Cointreau
  • una punta di cucchiaino di vaniglia bourbon
  • 30 gr. di gocce di cioccolato
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • una presa di sale
Strumenti:
  • due ciotole
  • un setaccio
  • fruste elettriche
  • un cucchiaio di legno
  • un mattarello
  • una leccarda rivestita con carta da forno
  • stampi per biscotti
  • una gratella per dolci

Preparazione:

Ho setacciato nella ciotola più grande la farina di kamut con il lievito e la polvere di vaniglia.
Nella seconda ciotola ho sbattuto con le fruste elettriche l'uovo insieme allo zucchero, il sale, il Cointreau e l'olio a filo avendo cura di ben amalgamare il composto.
Ho poi versato il tutto nella ciotola della farina ed ho mescolato con il cucchiaio di legno.
Ho aggiunto le gocce di cioccolato ed ho continuato a lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo e liscio.
Ho formato una palla che ho poi messo a riposare in frigorifero per 15 minuti.
Trascorso il tempo del riposo, ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho ripreso l'impasto e, con l'aiuto del mattarello, l'ho steso ad uno spessore di circa 7 mm e con uno stampino per biscotti ho dato loro la forma desiderata.
Li ho messi sulla leccarda rivestita di carta da forno, avendo cura di distanziarli un po', ed ho infornato per circa 11 minuti (i biscotti devono essere dorati).
Una volta sfornati li ho messi a freddare su una gratella per dolci.
Si conservano bene in una scatola di latta fino a 8 gg...oltre non so perché qualcuno li ha finiti...! ^_^



mercoledì 26 giugno 2013

Muffin ricotta, gocce di cioccolato e pinoli

Ciao a tutti!!
L'idea di questa ricetta mi è venuta andando a prendere il mio usuale caffé del sabato mattina insieme a mia mamma in una nota pasticceria di Trofarello.
Gustando il nostro caffettino e, ovviamente, buttando un occhio qua e là a tutto quell'assembramento di leccornie, la mia attenzione è stata attirata da ciambelline mignon di pasta soffice (tra l'altro devo assolutamente rimediare quei deliziosi stampini!!).
Ho chiesto cosa fossero e la risposta è stata "Ciambelline di ricotta". Il mio pensiero è stato solo uno: "Subito assaggiare!!" :-)
Ne ho gustata una e, come spesso accade, ho subito pensato alle possibili "variazioni sul tema".
Ed è così che è nata la ricetta che ora - finalmente! direte voi - mi accingo a descrivervi!

Ingredienti:
  • 225 gr. di farina 00
  • 75 gr. di zucchero
  • 100 gr. di ricotta
  • 50 ml. di olio di riso
  • 2 uova a temperatura ambiente (io ho usato quelle a pasta gialla)
  • 1 vasetto di yogurt magro
  • gocce di cioccolato fondente a piacere (diciamo che non si esagera mai con le gocce!!)
  • pinoli a piacere
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 pizzico di sale
  • farina e burro SOLO nel caso in cui decidiate di non ricorrere all'uso dei pirottini

Strumenti
  • setaccio
  • fruste
  • una terrina in vetro in cui lavorare gli ingredienti
  • un tazzone in cui lavorare ricotta e yogurt
  • una teglia da 12 muffin in cui inserire altrettanti pirottini o da ungere con burro ed infarinare
  • 12 pirottini in carta per muffin (se si è scelto di non imburrare ed infarinare la teglia)
  • un cucchiaio di legno

Preparazione
In una terrina in vetro ho montato le uova e poi vi ho aggiunto gradualmente lo zucchero.
Ho continuato a sbattere con le fruste finché non ho ottenuto una bella crema.
Ho incorporato l'olio e l'ho amalgamato al composto.
Nel frattempo ho setacciato (per ben tre volte!!!) la farina con la vanillina, il lievito ed il pizzico di sale e l'ho unita alla crema di uova, zucchero ed olio.
Se l'aggiunta della farina diventa un po' troppo difficoltosa, aiutatevi con qualche cucchiaiata di yogurt che precedentemente avrete lavorato con la ricotta.
Finite di aggiungere la farina e lo yogurt con ricotta.
Amalgamate ancora un po' il tutto e poi aggiungete le gocce di cioccolato ed i pinoli.

Inserite i pirottini nella teglia o, in alternativa, imburratela ed infarinatela.
Versate il composto. Ogni alloggiamento andrà riempito per i 2/3.

Infornate nel forno pre-riscaldato a 180°C per 30 minuti o finché inserendo uno stecchino nei muffin non ne uscirà pulito.

Raccomandazione: se avete usato i pirottini vi consiglio di estrarli dalla teglia e di metterli a raffreddare su una griglia. In questo modo eviterete che il pirottino si stacchi dal vostro muffin.

Buona merenda!!!