giovedì 1 agosto 2019

Di Frisceu e di voglie estive

***Attenzione: POST ad alto CONTENUTO NOSTALGICO***

E fu così che il tanto desiderato agosto arrivò.
Finalmente è quasi giunto anche per me il tempo delle vacanze.
Voi dove andrete in vacanza o dove siete già stati?
Preferite il mare o la montagna?

Per me - credo di averlo già scritto altre volte e, con ogni probabilità, continuerò a farlo negli anni a venire - non è estate senza mare.
Sarà che ci sono nata.
Sarà che il profumo di salsedine misto ad olio solare mi fa sentire a casa.
Sarà che con i primi caldi il mio pensiero corre subito là...a quando vivevamo a Diano Castello.

...alle sere d'estate in cui andavamo al Valle Chiara - il bar con terrazza del paese - dove spendevamo gli spiccioli che ci dava la nonna a suon di gelati (per me immancabilmente il "Cremino"), di chewing-gum a forma di pallette dai colori sgargianti e dal sapore non meglio precisato (che nemmeno mi piacevano...ma che bello infilare la monetina nel dispenser, girare la manopola e sentirli scendere giù ),  di partite a Flipper e di selezione di canzoni dal juke-box.

...alle giornate interamente vissute sul terrazzo di casa.
Quanti giochi improvvisavamo Tata ed io!!!

Esempi di giochi improvvisati  

- La piscina delle Barbie ossia una bacinella (quella azzurra con due manici laterali dove da piccine la mamma ci faceva il bagno) piena d'acqua in cui facevamo fare alle nostre Barbie tuffi mirabolanti che Tania Cagnotto levate (e che rottura ogni volta tentare di districare i nodi ai loro capelli che, da bagnati,diventavano setosi quanto una scopa di saggina)
- La drogheria. In paese c'erano pochi negozi. Uno di questi era quello della Miluccia che era fornitissimo di tutto. Ricordo che aveva uno di quei bastoni che terminavano con la pinza per riuscire a prendere gli articoli piazzati in cima agli scaffali  senza dover salire sulla scala a pioli.
Per noi era il "negozio" per cui quando volevamo giocare a
"facciamo che io ho un negozio e tu vieni a fare la spesa?" 
immancabilmente pensavamo a quello.
Così la commessa improvvisata di turno si piazzava in casa, con le persiane chiuse, facendo capolino dall'antina centrale tirata su e sporgeva alla cliente di passaggio  banane e pomodori di plastica, brioches, biscotti in gomma (le mitiche sorpresine trovate nei pacchi di brioches di una nota marca), scatolette di tonno in plastica. Robe così. Il divertimento maggiore era usare il registratore di cassa con i soldi finti... proprio come facevano i grandi!
- La forza di gravità. Far passare dal buco di scolo del terrazzo ogni genere di oggetto: dalle palle magiche alle palline di carta o di stagnola...ché tanto lo scolo si affacciava sul cortile dei nonni e quindi poi tutto ciò che buttavamo giù, scendevamo a recuperarlo (anche perché altrimenti suscitavamo disappunto in nonna Laura... e per lei questo equivaleva a farsi venire i pomelli rossi alla Heidi, serrare le labbra, gonfiare le guance e dopo qualche minuto esplodere in un "Pè-pè-pè-pè-pè" tipo il "Pippo Pippo Pippo" del Tenerone ma con più turbamento).

(In verità rubavamo anche il sale grosso dai pomodori che la mamma metteva a seccare su un asse al sole...ma questa è un'altra storia e poi non è esattamente un gioco ma una marachella. Solo dopo molti anni Tata ed io abbiamo avuto il coraggio di dire alla mamma che dietro alla muffa delle sue conserve c'era il nostro zampino...)

...alle cene al tramonto a suon di panzanella, cundijun, insalata di riso, fave crude con salame e parmigiano, zucchine e milanesi in carpione, verdure (zucchine, pomodori, melanzane, cavolfiori, carciofi) impanate oppure ripiene e passate in forno o le FRISCEU di seùla o di sucùie ossia le frittelle di cipolla (o cipollotti freschi) o di zucchine (che per noi erano le mitiche trombette dell'orto di nonno).
Ebbene sì, il fritto andava molto in casa nostra.
Sarà per questo che, con l'arrivo dell'estate, a Tata sale su la voglia di fritto???
O forse è perché quando andavamo in spiaggia sentivamo un delizioso profumo di bomboloni provenire dai chioschi dei vari bagni ed ogni tanto la mamma ce li comprava?!?!?!?!

Fatto sta che in una delle scorse sere mi arriva il seguente whatsapp di Tata:



seguito da quello con il risultato... LE FRISCEU!!!!
Non vi dico come ho iniziato a salivare nel momento in cui ho visto quella foto...........
E siccome io non friggo mai, da bravo genio del male quale sono, ho pensato (e questo mi fa onore)
"... perché non pubblicare questa meraviglia sul blog come seconda ricettina frutto della collaborazione con Tata?!?"
Neanche finito di proporglielo, Tata si è subito detta entusiasta perciò eccoci qua!

La mamma, ad onor del vero, dice che nelle frisceu lei non metteva il lievito di birra...ma la birra molto fredda...ma tant'è...

Frisceu di Seùla e di Sucùie:
  • 300 gr. di farina Manitoba;
  • 300 gr. di acqua frizzante molto fredda;
  • mezzo cubetto di lievito di birra fresco;
  • sale fino;
  • cipollotti freschi;
  • zucchine (Tata ha usato le trombette)
  • olio di semi per friggere
Strumenti:
  • coltello
  • grattugia
  • due ciotole
  • una coppetta
  • tagliere
  • due cucchiai
  • una padella per friggere
  • carta da cucina assorbente
Preparazione
Per prima cosa lavare e mondare le zucchine ed i cipollotti.
Grattugiare con una grattugia a fori piccoli le zucchine.
Affettare sottilmente i cipollotti.
In una coppetta sbriciolare il lievito di birra e scioglierlo con un po' di acqua tiepida.
Versare la farina in una ciotola e mescolarla con il sale, praticarvi in mezzo un foro ed aggiungervi il lievito sciolto.
Aggiungere l'acqua frizzante molto fredda fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo (facendolo cadere da un cucchiaio deve scendere a blocchi e non colare).
A questo punto dividere l'impasto in due parti uguali. In una aggiungere le zucchine grattugiate, nell'altra i cipollotti affettati.
Mescolare.
Coprire con pellicola trasparente e far riposare l'impasto fino al raddoppio (Tata ha lasciato riposare un'ora).
Mettere a scaldare l'olio di semi nella padella e, quando caldo, prelevare l'impasto a cucchiaiate e farlo cadere nell'olio (aiutarsi con un secondo cucchiaio per far scendere meglio il composto).
Far cuocere le frisceu 2 minuti per lato (e comunque fino a doratura).
Prelevare le frisceu e metterle a scolare su un foglio di carta assorbente da cucina.


Et voilà, le Frisceu!



Buone vacanze!
Ci rileggiamo a Settembre.

LaGio' Riccia e Tata.

martedì 2 luglio 2019

Riso basmati con tagliatelle di verdure e pancetta

Negli ultimi anni ho sempre guardato con terrore alla famigerata estate del 2003: un'estate davvero COCENTE in cui ogni qualvolta uscivo di casa mi ritrovavo, dopo un po', la gocciolina di sudore fare capolino nel décolleté.
Sedici anni dopo, eccoci di nuovo qua a boccheggiare.
Si suda a respirare e, ahinoi, quello non si può proprio evitare di farlo!!
Ovunque ci si trovi - non so voi ma io sì - si suda come una bottiglia estratta dal frigorifero e messa sotto il sole.
E' un caldo arrabbiato, aggressivo.
Come contrastarlo?
Oltre ai consigli saggi (e, per i più, scontati...vi rimando qui [*] per dirvi cosa penso dei consigli "banali") dei telegiornali io ho tratto sollievo dal bagnare spesso i polsi sotto l'acqua fresca.

Ed a tavola?
Siete tra quelle persone fortunate cui il caldo chiude lo stomaco oppure, come la sottoscritta, appartenete a quella cerchia di individui la cui bocca dello stomaco è sempre inesorabilmente spalancata come quella di una nidiata di pulcini????

Io non perdo l'appetito praticamente mai e siccome non si può vivere di soli pomodoro e mozzarella, prosciutto e melone ed insalate, mi capita di scegliere pietanze che richiedono il meno possibile l'uso di fornelli o forni (e che peccato! I lievitati, con questo caldo verrebbero su che è una meraviglia!!).

E' da qui che nasce il piatto che voglio condividere con voi e con cui ho pranzato oggi in ufficio.
Un piatto unico veloce e fresco.
Il tempo di lessare il riso basmati e di cuocere le verdure che, ridotte a fettuccine, cuociono più in fretta, ed il gioco è fatto.
Le dosi, ovviamente, non le ho messe perché dipendono da quanto volete ricco il vostro riso (solo per quest'ultimo io ho dosato 50 gr. e vi assicuro che è più che sufficiente). Considerate, comunque, che le verdure tagliate così sottili hanno un'ottima resa.

[*I CONSIGLI DA SUPREMO IMPERATORE DELL'OVVIO:
Ogni anno ci sfracassano, per dirla alla Montalbano, i cabasisi con servizi che mostrano gente accaldata che puccia, nelle migliori delle ipotesi, mani, piedi e teste sotto le fontanelle cittadine - nelle peggiori delle ipotesi i "nostalgici felliniani" si fanno direttamente il bagno, più o meno vestiti, nelle fontane - alternati a servizi con suggerimenti su come contrastare il caldo senza ledere il comune senso del decoro e del pudore:
- indossare capi leggeri ed in tessuti naturali come cotone e lino
- idratarsi
- consumare bibite non ghiacciate
- preferire cibi freschi e leggeri
- prediligere il consumo di frutta e verdura
- evitare di uscire nelle ore più calde

Ogni anno a questi servizi seguono risate divertite della gente, ping-pong di vignette che ironizzano sulla banalità e scontatezza dei consigli in  essi elargiti.

Posso dirvi una cosa? Io sono dell'idea che certe cose vadano dette e ribadite perché la STUPIDITA' UMANA non ha confini!
Vi spiego perché.
Ieri con LoveOfMyLife siamo stati in un'agrigelateria poco fuori Torino.
(Sorvolo sulla bontà eccezionale del gelato: da lacrima!)
La lochescion - per rubare la pronuncia ad Alessandro Borghese - era eccezionale!
Un luogo bellissimo con un parco giochi attrezzato e grande. Recinti con caprette, pecore, mucche, vitellini e quant'altro. Gazebo sotto cui ripararsi dal sole.
Aiuole fiorite. Fontanelle e... decine di... cartelli di DIVIETO!!!
Non sto scherzando! Divieti in ogni dove:
 - sotto la tettoia con tavolini e sedie? --> divieto di prendere le sedie e portarle nel parco giochi (per altro già dotato di altre sedie più robuste ed adatte al terreno ghiaiato)
 - nei vari recinti degli animali? --> divieto di lanciare i sassi contro gli animali (con tanto di motivazione per cui non bisogna farlo...) alternati a cartelli con il divieto di dare agli animali bibite e cibo (normalmente consumato dagli esseri umani)
 - sopra le fontanelle? --> cartello che invita a chiudere il rubinetto una volta che ci si è serviti dell'acqua
 - sopra le aiuole fiorite? --> divieto di strappare i fiori
 insomma...credo di aver reso l'idea.
Ora. Se questi poveri gestori dell'agrigelateria sono stati obbligati ad affiggere cartelli in ogni dove (con divieti che sembrano assurdi: e che diamine! Dovrebbe essere normale NON fare certe cose!)
allora vuol dire che più di una volta si saranno imbattuti in persone che hanno fatto quanto vietato.
La gente è davvero stupida, ignorante e cafona.
Per cui merita di sorbirsi i vari servizi su come combattere il caldo... e ci scommettete che, poco dopo aver riso perché quei consigli sono degni della scoperta dell'acqua calda, sicuramente qualcuno che penserà di essere al di sopra di qualsiasi regola del buon senso e che, al grido di "tanto a me non capita!!!", si ostinerà a
- uscire nelle ore + calde
- indossare tessuti sintetici
- non bere per evitare di sudare (...) od a bere bibite ghiacciate
ci sarà sicuramente?!?!?

Ma ora basta con le polemiche! Ecco la ricetta!

Riso basmati con pancetta affumicata e tagliatelle di zucchine e carote.
Ingredienti per una porzione:
  • 50 gr. di riso basmati;
  • 1 pizzico di sale grosso;
  • zucchine verdi chiare piccole e sode;
  • carote non troppo grandi;
  • pancetta affumicata a dadini
  • 1 piccolo scalogno
  • olio evo
Strumenti:
  • coltello
  • pelapatate
  • pentola per lessare il riso
  • un colino a maglia fine per scolare il riso
  • tegame per cuocere le verdure
  • carta da cucina
  • 1 cucchiaio di legno
Preparazione
Per prima cosa mi sono dedicata al condimento.
Ho preso i dadini di pancetta e li ho messi a rosolare in un tegame caldo (senza olio).
Una volta rosolati, li ho messi da parte in una ciotolina, ho passato sul tegame un foglio di carta da cucina per togliere l'unto rilasciato dalla pancetta.
Ho mondato e lavato le carote e le zucchine e con un pelapatate le ho ridotte in fettuccine.
Ho affettato lo scalogno e l'ho fatto rosolare con un filino di olio evo. Ho aggiunto la pancetta e le fettuccine di verdure, ho mescolato con un cucchiaio di legno e coperto con un coperchio.
Ho fatto cuocere per pochi minuti a fuoco lento. Decidete voi quanto cuocere le verdure in base alla consistenza che preferite che abbiano.

Una volta pronto il condimento, ho fatto lessare il riso basmati in acqua leggermente salata (questo per evitare che il piatto finale risulti troppo sapido vista la presenza della pancetta nel condimento).
Dovendo consumare il piatto finito diverse ore dopo la sua preparazione (con conservazione in frigorifero), ho fatto cuocere il riso una trentina di secondi in meno rispetto al tempo di cottura riportato sulla
confezione. Ho versato il riso nel colino e prima di condirlo con le verdure e la pancetta, l'ho passato sotto l'acqua corrente fredda per fermare la cottura.
Ho scolato bene ed ho condito con la quantità di verdure desiderata.
In ultimo ho aggiunto un filino di olio piccante che può essere tranquillamente omesso o sostituito con altro olio.

Et voilà.



E dopo il riso una bella albicocca!
A presto!
LaGio' Riccia.

lunedì 10 giugno 2019

Brioches siciliane col tuppo

Qui a Torino il caldo ha iniziato a farsi sentire.
Con estrema convinzione, tra l'altro.
Il tg è tutto un susseguirsi di immagini di spiagge prese d'assalto da bagnanti in costume tutti felici al grido di "finalmente è arrivata l'estate!!!!!!!!!!!!".
D'accordo che "non esistono più le mezze stagioni" ma, cribbio, non dovremmo ancora essere in primavera?!?!?!?!
Capisco il desiderare temperature miti e non autunnali...ma perché puntare direttamente verso "l'estate"?
Mah?!
Penserete che sia un po' troppo "precisina" ("e va beh riccia...e sta a guarda' er capello!!!! Si dice 'estate' per dire 'caldo'"), in effetti noi della Bilancia un po' precisine le siamo...però vi assicuro che lavorare in ufficio con il rivolo di sudore che cola lungo la schiena  a causa dell'aria condizionata latitante non è per niente piacevole!! 

Contenti o meno, il caldo è arrivato e con esso la voglia di gelato, granite, alimenti freschi!
Ma quando si parla di "gelato" o di "granite"...a voi non viene in mente subito l'accostamento con le brioches?!?!?! Quelle siciliane, col tuppo?
Uhhh a me sì! Sarà che conservo il ricordo di un fantastico pranzo a base di brioches col tuppo e gelato (vaniglia Bourbon e cioccolato belga fondente, in caso vi interessasse...a me interesserebbe) che LoveOfMyLife ed io ci concedemmo a seguito della visita al Museo Archeologico di Reggio Calabria nell'estate del 2016...sarà che quest'anno per le vacanze torneremo proprio in Calabria...

Perciò mi sembra di rimanere in argomento, postando questa ricetta (sebbene l'abbia realizzata diversi mesi fa quando mi ero fatta prendere dal trip e sfornavo brioches a manetta).

Di ricette in rete ne esistono tantissime. Anche su pinterest (ricordate cosa ne scrissi nel mio ultimo post?? ) se ne trovano un'infinità (io stessa ne ho salvate 4 versioni differenti). Quelle che ho provato a replicare, apportando dei cambiamenti, provengono da qui.

Come al solito qui di seguito troverete la mia versione con, racchiuso tra parentesi, ciò che era previsto nel post originale.

Ingredienti per 10 brioches:
  • 250 gr. di farina 00 
  • 250 gr. di farina Manitoba (la ricetta originale prevedeva l'utilizzo della sola Manitoba per cui 500 gr.)
  • 80 gr. di burro fuso 
  • 2 uova a pasta gialla (non precisato)
  • 10 gr. di sale
  • 12 gr. di lievito di birra (25 gr)
  • 175 ml. di latte
  • 2 cucchiaini di miele d'acacia (non precisato)
  • 1 cucchiaino da the di curcuma (1 bustina di zafferano. l'uso del colorante naturale è facoltativo)
  • la scorza grattugiata di un'arancia grossa (aroma all’arancia q.b.)
  • 1 tuorlo + latte per spennellare la superficie
Strumenti:
  • 1 pentola + 1 bastardella per il bagnomaria
  • planetaria
  • una coppetta in cui mettere a sciogliere lievito e miele nel latte
  • una ciotola
  • setaccio 
  • pellicola per alimenti
  • pennello
  • leccarda
  • carta da forno
Preparazione
Ho sciolto il burro a bagnomaria e l'ho lasciato raffreddare. Una volta freddo vi ho mescolato dentro la curcuma.
Nella ciotola della planetaria ho iniziato a sbattere le uova intere con la scorza dell'arancia finché le uova non sono diventate belle chiare e spumose (io le ho fatte andare per 20 minuti circa).
Nel frattempo ho messo a sciogliere nel latte a temperatura ambiente il lievito spezzettato ed il miele  e li ho aggiunti al composto di uova. Ho poi aggiunto lo zucchero, il burro con la curcuma ed ho amalgamato bene.
Ho avviato la planetaria ed ho aggiunto le farine setacciate a cucchiaiate. In ultimo ho aggiunto il sale. Ho fatto lavorare la planetaria per 15-20 minuti circa fino, cioè, ad ottenere una palla liscia ed omogenea (ogni tanto spegnevo e ribaltavo l'impasto).
Ho imburrato una seconda ciotola e vi ho messo a lievitare l'impasto, coperto con la pellicola per alimenti, per 4 ore buone (ora che fa caldo ve ne occorreranno di certo meno) o comunque fino al raddoppio.
A lievitazione ultimata ho rovesciato l'impasto sul piano di lavoro infarinato e l'ho sgonfiato. Ho poi proceduto a comporre le brioches.
Ho staccato dei pezzi di impasto da 80 gr (ossia la base della brioche) ed altrettanti pezzetti da 15 gr. per fare il tuppo.
Ho lavorato l'impasto da 80gr. roteandolo e pirlandolo in modo da ottenere una bella palletta che ho poi adagiato sulla leccarda rivestita di carta da forno.
Allo stesso modo ho lavorato il tuppo cui, però, sul finire ho dato la forma di una goccia.
Con 3 dita (pollice, indice e medio) ho praticato un foro nel centro del corpo della brioche e vi ho applicato all'interno il tuppo (la parte + stretta della goccia va inserita nel buco).
Ho spennellato con del latte e le ho messe a lievitare, coperte con pellicola, per altre 4 ore.
A lievitazione terminata ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°.
Mentre il forno entrava in temperatura, ho sbattuto il tuorlo con 3 cucchiai di latte ed ho spennellato le brioche.
Ho infornato per 15 minuti.

Queste brioches sono risultate sofficissime. La scorza dell'arancio ha donato un aroma agrumato/fruttato delizioso. La curcuma non si percepiva al palato ma solo alla vista.
Ho conservato le brioches avanzate nel freezer in un sacchetto di nylon. Tirandole fuori dal freezer la sera prima, LoveOfMyLife le ha potute gustare a colazione per diversi giorni.
Beato lui...io sempre a dieta!




Sicuramente le rifarò (anche perché devo riuscire a farle venir su dritte, dannazione)!
A presto.
LaGio' Riccia.

venerdì 17 maggio 2019

Brioches bouclettes - le brioches con i boccoli!

Avevo sentito nominare Pinterest alla lontana ma poi, dall'oggi al domani, mi è iniziato a sembrare che chi mi stava attoro parlasse solo di quello.

"L'ho trovato su Pinterest."
"Sai cosa mi ha suggerito Pinterest?"
"La mia bacheca su Pinterest piace a molti!"
"Ahhh se entro in Pinterest è la fine: ci passo le ore!"

cose così..
al che mi sono detta "Pinterest val bene una sbirciata?!" e così ho scaricato l'app e sono ceduta alle lusinghe di bacheche, pin che manco Ulisse con Scilla e Cariddi.
Chiaramente quando ti approcci ad una nuova avventura, tutto è nuovo, bello...poi dopo un po' di tempo (e di utilizzo) ti rendi conto dei limiti dello strumento o quanto meno dell'utilizzo che ne fai tu (magari sono io a non utilizzarlo al meglio).

Es.:
- Lo spam: vieni invaso da e-mail e notifiche app (viaggiano di pari passo, c'è poco da fare) nelle quali ti viene comunicato che "tu e caio siete siete gemelli di pin" oppure che "tizio ha iniziato a seguirti" (e se nella sua foto di profilo - non profilo come quello greco o egizio ma foto dell'account -
vedi che tizio indossa degli occhiali scuri, un cappello alla Bogart in Casablanca ed un soprabito, ti si smorza l'eventuale gioia )
- A volte ritornano: ti vengono proposti pin che hai già salvato. Non so voi ma, con la memoria da pesce rosso che mi ritrovo io, non importa che la foto proposta sia o meno uguale: io sulle mie bacheche c'ho già un fior fiore di doppioni!
Per carità: questo mi fa rivivere ricordi nostalgici risalenti a quando collezionavo gli album di figurine tipo "L'incantevole Creamy", "Kiss me Licia" o "la sirenetta" e, aprendo le bustine, incappavo in doppioni di figurine... però la nostalgia mi muore lì quando, andando a consultare, le bacheche alla ricerca di quella cosa che ti aveva colpito tanto, spulcia spulcia mi capita di aprire sempre lo stesso pin, e dopo il primo  minuto in cui penso "me so' rincojonitrullita e sto continuando ad aprire lo stesso link", i successivi 30 secondi in cui penso "è l'app che s'è incriccata e mi propone sempre lo stesso pin", alla fine realizzo che nel primo minuto c'avevo visto giusto: mi sono cmq rincojonitrullita ma quando ho salvato un pin che avevo già.

Nonostante questi difettucci che, ripeto, probabilmente sono causati da un mio errato utilizzo dello strumento, devo dire che mi piace. Mi piace avere una sorta di cassetto nel quale infilare tutti i pizzini digitali di mio interesse per consultarli nel momento del bisogno o quando si ha tempo/voglia.
Continuo a non capire l'entusiasmo di chi dice "è bello perché tanta gente salva quello che salvi tu"... perché, sì beh mi può far piacere avere gusti simili ad altri...ma francamente non mi dà un valore aggiunto.
Le mie bacheche sono per la maggior parte a tema cibo.
Ad esse attingo quando ho voglia di pasticciare ma non ho un'idea ben precisa.
Ed è così che sono incappata nella ricetta che vi propongo oggi.
E qui apro un'altra parentesi (perdonate la mia logorrea!!!).
Attratta dalla foto ho aperto il link, dato una scorsa velocissima e salvato. Quando si è poi trattato di provare la ricetta, ho iniziato a leggere cum grano salis ed ho notato delle incongruenze. I "cucchiai di" indicati negli ingredienti, durante la preparazione si trasformavano in "cucchiaini". L'italiano era un po' claudicante. La ricetta era per delle brioches ma poi si recitava:

"Coprire pentole crostata con carta da forno e luogo dei fiori 7 non troppo stretti"
giuro.
E perché non aggiungere uno "Io Tarzan, tu Jane"?!?!

Così mi sono un filo indispettita ed ho scatenato google e, sorpresa delle sorprese, ho trovato un sito francese che parlava di una "brioche bouclettes".
Insomma la faccio breve: l'articolo originario era, per carità, una rivisitazione di quello francese in quanto anziché un unico pan brioche, la ricetta era per delle deliziose briochine singole...
ma la ricetta era una traduzione approssimativa (della serie: copio il testo e lo incollo in un sito di traduzioni) di quella francese originale.
Ci sono rimasta di sale e, per citare una serie ("Cougar Town") forse non nota ai più, ho esclamato "Ma daaaaaaaaaaaaaai!!".
Tralascio le considerazioni polemiche che conservo intimamente, limitandomi a scrivere quella che vince su tutte "Ma ca##o, leggi prima di pubblicare il post, no?!".

Ed ecco qua la ricetta delle "Brioches bouclettes" con alcune mie piccole modifiche.

Ingredienti per 9 briochine:
  • 350 gr. di farina 00
  • 8 gr. di lievito di birra fresco (la ricetta originale ne indicava 12)
  • 80 gr. di burro morbido
  • 2 tuorli
  • 14 cl di latte parzialmente scremato tiepido
  • 3 cucchiai di zucchero
  • i semini di una bacca di vaniglia (la ricetta originale prevedeva la bustina di vanillina)
  • 1/2 cucchiaino da caffé di sale fino
  • scorza d'arancia (mia aggiunta)
  • latte per spennellare
Strumenti:
  • tazza
  • ciotola
  • setaccio
  • coltello
  • planetaria
  • mattarello 
  • pirottini larghi
  • stampi per crostatine (in cui inserire i pirottini)
  • pennello per spennellare
  • gratella per dolci
  • un coppapasta rotondo del diametro di 7 cm
Preparazione
In una tazza ho mischiato e fatto sciogliere lo zucchero ed il lievito nel latte tiepido, coperto con della pellicola trasparente e lasciato riposare una decina di minuti.
In una ciotola ho setacciato la farina e vi ho mischiato il sale ed i semini di una bacca di vaniglia, ho fatto un cratere nel centro e vi ho inserito i tuorli mischiati con una forchetta. Ho azionato la planetaria ed una volta assorbiti i tuorli, ho aggiunto il burro morbido a tocchetti in 4 riprese (aggiungendo il successivo solo ad assorbimento del precedente avvenuto).
Ho fatto lavorare la planetaria per una ventina di minuti. Fino ad incordatura.
Ho fatto una palla, l'ho messa nella ciotola, coperto con pellicola trasparente e fatto lievitare fino al raddoppio (a me sono volute 4h circa).
Passato il tempo di riposo ho rimpastato il panetto e l' ho diviso in 4 pezzi ed ho iniziato con il lavorarne uno (lasciando gli altri tre coperti).
Ho messo l'impasto sul piano di lavoro infarinato e con il mattarello l'ho steso finemente ed ho usato il coppapasta per ricavare i cerchi.
Ho preso 3 cerchi e li ho sovrapposti uno sull'altro (vedi fig. 1),

Fig. 1
ho arrotolato ottenendo un cilindro che poi ho tagliato a metà.
La parte tagliata corrisponde alla base del vostro fiorellino.
Ho disposto i fiori così ottenuti uno accanto all'altro (senza stringerli troppo) nel pirottino inserito nello stampino per crostatina (per ogni stampo sono occorsi 6-7 fiorellini).
Ho continuato così fino ad esaurimento dell'impasto.
Ho lasciato lievitare un'ora e mezza circa.
Ho acceso il forno impostando 180°C e quando è entrato in temperatura ho spennellato le brioches con del latte.
Ho infornato e fatto cuocere fino a doratura (15 minuti circa). Le briochine si staccano facilmente dal pirottino per cui, prima di sfornarle del tutto, vi consiglio di verificarne la doratura anche sotto.
A piacere potete decidere di spolverare le briochine con dello zucchero a velo.

Ed ecco qua le brioches con i boccoli!





A presto.
LaGio' Riccia.

martedì 16 aprile 2019

Crackers curcuma e semi


Qual è il vostro rapporto con i cambiamenti?
Il mio è un po' conflittuale.
Ne riconosco l'importanza, per carità. Per non restare "seduti". Per non farsi schiacciare dalla noia, dalla routine. Per ampliare i propri orizzonti ed imparare qualcosa in più su se stessi e su ciò che ci circonda.
Però a me i cambiamenti spaventano. Questo perché mi definisco una "inguaribile pessimista". Abbandonare il certo per l'incerto mi spaventa ma poi affronto l'ignoto e spesso, non sempre,
mi ritrovo a gioire delle novità.
Questo è un periodo di cambiamenti, per me.
Primo fra tutti: ho cambiato parrucchiere (se siete donne leggerete questa affermazione con la stessa angoscia provata da Frodo Baggins la prima volta che ha sentito avvicinarsi i Nazgul).
Insieme abbiamo affrontato la problematica "spuntatina" (qui ci vedrei bene in sottofondo la colonna sonora dello squalo) che si è rivelata essere un taglio vero e proprio. Era dalla 4a superiore che non avevo i capelli così corti.
E' stato un trauma. Il giorno prima tirando i ricci mi arrivavano poco sopra il coccige. Il giorno dopo poco oltre le spalle.
Per una decina di giorni sono andata avanti a raccoglierli con una pinza perché di vedermi in quello stato proprio non se ne parlava.
Le mie colleghe basite perché nemmeno con i 35° estivi mi risolvevo a raccogliere i capelli.
Ad ogni modo pian piano mi sto abituando e continuo a ripetermi come un mantra che i capelli andavano tagliati per una questione di salute del riccio.
Altro cambiamento "epocale": la sede lavorativa. Ora sono in consulenza presso gli uffici del cliente (finché non si renderanno conto dell'affarone che hanno fatto a prendermi).
E' stato difficile, destabilizzante ed anche un po' "commovente", fare gli scatoloni delle mie cose (accumulate in circa 15 anni di lavoro in sede) per sgomberare quella che presto sarà la scrivania di qualcun altro.
Per non parlare, poi, del dover salutare le mie colleghe di sempre con cui condividevo da tempo immemore le pause caffé o i pranzi del venerdì.
Capirete, viste le premesse, che questo, per me, è un momento un po' delicato.
Cucino per scacciare l'ansia.
Ho un sacco di foto di brioches, biscotti, torte preparati per non fermarmi a pensare e spararmi le mie s*** mentali e farmi da esse sopraffare.
Chissà quano riuscirò a condividerle con voi...

In ogni caso volevo scrivervi prima delle vacanze pasquali per farvi i miei auguri.
Se avete la fortuna di poter godere dei vari ponti che sembrano piazzati ad arte, allora vi auguro di riposarvi e di dedicarvi a quello che più amate!

Quella che vi propongo è una ricetta velocissima.

La ricetta di crackers buoni, gustosi, sani e colorati che, secondo me, sulle tavole addobbate a festa per la Pasqua o nel cesto da pic-nic di Pasquetta stanno che è una meraviglia!
L'idea proviene dal blog della meravigliosa Sandra.
Siccome lei suggeriva di provare abbinamenti diversi, così ho fatto. Ecco, quindi, la mia proposta!

Io vi suggerisco di usare la nonna papera per tirare la pasta e per ottenere dei crackers più sottili e quindi friabili.
Io l'ho stesa con il mattarello ma non vi nascondo che l'avrei preferita più sottile.

Crackers alla curcuma e semi

Ingredienti:
  • 150 gr. semola rimacinata di grano duro
  • 75 gr. di farina di riso
  • 75 gr. di farina di miglio
  • 1 cucchiaio da minestra di semi di sesamo
  • 1 cucchiaio da minestra di semi di chia
  • 1 cucchiaino da tè di curcuma 
  • sale affumicato danese a piacere
  • pepe nero macinato fresco
  • 3 cucchiai da minestra di olio extra vergine d'oliva
  • 200 gr. di acqua a temperatura ambiente (io l'ho usata tutta ma dipende da quanto le farine assorbono i liquidi)
  • olio e sale per spennellare
Strumenti:
  • ciotola
  • mattarello o nonna papera
  • coppa pasta o rotella taglia pizza
  • pellicola trasparente per alimenti
  • leccarda
  • carta da forno
  • pennello
Preparazione
In una ciotola ho setacciato le farine e le ho mischiate con i semi, la curcuma ed il sale.
Ho poi aggiunto i cucchiai d'olio e l'acqua a poco a poco (potreste non doverla utilizzare tutta).
Ho lavorato il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e morbido con il quale ho formato una palla che ho lasciato riposare coperta per mezz'ora.
Passato il tempo di riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Nel frattempo ho tirato la sfoglia (coprite sempre la pasta in attesa di essere lavorata per evitare che si secchi), ho ritagliato i crackers con un coppa pasta (mi piaceva l'idea
di fare dei crackers tutti uguali e regolari ma nulla vi vieta di utilizzare la rotella taglia pizza), li ho posizionati sulla leccarda rivestita di carta da forno, li ho spennellati con un
po' di olio extra vergine e cosparsi con un po' di sale.
Ho infornato per 10 minuti o comunque fino a doratura.
Si conservano in una scatola di latta per diversi giorni.






Buone feste!
A presto.
LaGio' Riccia.

lunedì 18 marzo 2019

Brioches al latte condensato e cioccolato bianco

"Chi nasce tondo non può morir quadro"

quante volte lo avete sentito dire? Io spesso.
Se posso permettermi di dire la mia...io credo che grossi cambiamenti non possono avvenire dall'oggi al domani.
Credo tuttavia che le persone siano entità in continua evoluzione (e con evoluzione intendo "cambiamento").
Se mi guardo vedo una persona completamente diversa rispetto a, per esempio, quando frequentavo la scuola (cioè l'altro ieri...ehm)
ma esattamente uguale a quella di ieri.
Il cambiamento è lento e graduale. Impercettibile sulla breve distanza.
E dei gusti? Cosa ne pensate? Vale lo stesso discorso??
C' è un sapore che un tempo detestavate e del quale, invece, ora non potete fare a meno?
Per me l'elenco è lunghissimo. In esso figurano, tra gli altri, olive taggiasche (che non mi piacevano per niente quando abitavo in Liguria, quindi proprio nella loro patria!!!)
ed i capperi (non riesco ancora ad uscire dal mio "periodo del cappero" ossia dalla fase: pizza margherita con capperi).
Poi ci sono gli ingredienti verso i quali siamo diffidenti... quelli dai quali ci teniamo alla larga "a sensazione".
Per retaggio culturale o per, come nel mio caso, il timore di diventarne assolutamente dipendenti.
Già in passato vi parlai di lui: il latte condensato.
Ebbene eccomi nuovamente qua a proporvi una ricetta che prevede questo temutissimo ingrediente.
Al solito ero alla ricerca di una ricetta che mi consentisse di smaltire i 70 gr. di latte condensato che languivano in dispensa.
Qui ho trovato l'ispirazione mentre sotto trovate la mia versione (tra parentesi riporto quanto previsto nella ricetta originale).

Brioches al latte condensato e cioccolato bianco

Ingredienti per 13 brioches:
  • 550 gr. farina Manitoba
  • 30 gr. di zucchero di canna (zucchero semolato)
  • 10 gr. di lievito di birra
  • 70 gr. di latte condensato (150 gr.)
  • 80 gr. di cioccolato bianco (assente)
  • 30 gr. di latte parzialmente scremato (assente)
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • la scorza grattugiata di un'arancia non trattata (assente)
  • 165 gr. di uova (150 gr.)
  • 80 gr. di acqua
  • 50 gr. di burro leggermente salato (strutto) 
  • (1 cucchiaino di sale che io ho omesso avendo utilizzato il burro leggermente salato)
Per spennellare:

  • 1 tuorlo
  • 2 cucchiai di latte
  • granella di zucchero
Strumenti:
  • planetaria con gancio ad uncino
  • bastardella + pentola per fondere a bagnomaria il cioccolato bianco
  • setaccio
  • grattugia
  • ciotola
  • spianatoia
  • pellicola trasparente per alimenti
  • leccarda + una teglia rettangolare
  • carta da forno
Preparazione
Ho messo a fondere a bagnomaria il cioccolato bianco preventivamente grattugiato (per velocizzare lo scioglimento).
Ho lasciato intiepidire e l'ho amalgamato al latte condensato, estratto di vaniglia e scorza d'arancia.
Nella ciotola della planetaria ho setacciato la farina, ho unito il lievito di brirra sbriciolato ed azionato per alcuni minuti utilizzando il gancio ad uncino.
Ho aggiunto lo zucchero ed il composto di latte condensato, cioccolato bianco ed aromi. Ho anche aggiunto il latte a temperatura ambiente ed ho impastato a media velocità.
Ho poi unito gradualmente le uova precedentemente sbattute aspettando, prima di aggiungerne altre, che la precedente quantità si assorbisse.
Stessa cosa ho fatto con l'acqua. Ho fatto lavorare fino ad ottenere un composto più omogeneo che iniziasse a staccarsi dalle pareti della ciotola.
Ho poi iniziato ad aggiungere il burro ammorbidito in più riprese. Ogni volta aspettando che il precedente si assorbisse.
Ho fatto lavorare per una mezz'oretta (ogni tanto ho girato il composto e fatto delle pieghe per dare forza allimpasto).
Ho poi messo l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata (io ho usato farina di riso).
Ho lavorato l'impasto a mano e fatto delle pieghe a fazzoletto (ho schiacciato l'impasto e gli ho dato una forma quadrata poi ho preso l'angolo in alto a destra e l'ho portato al centro
evia così) fino ad ottenere una sfera che poi ho pirlato.
Ho messo la palla di impasto così ottenuta in una ciotola oliata (io ho usato dell'olio vergine di cocco per uso alimentare) e coperto con pellicola trasparente.
Ho fatto riposare lievitare al riparo da correnti fino al raddoppio (due orette circa).
Ho poi infarinato leggermente la spianatoia, prelevato porzioni di impasto di 80 gr.
Da ogni porzione ho ricavato un cordoncino di circa 25 cm, ho fatto un nodo centrale e poi ho preso il capo a destra e l'ho portato al centro passando dall'alto
mentre il capo sinistro l'ho portato al centro passando da sotto. Siccome io mi spiego malissimo vi suggerisco di andare alla ricetta originale.
Ho messo ciascuna brioches così ottenuta sulla teglia ricoperta con carta da forno, ho poi coperto con pellicola trasparente e fatto lievitare fino a quando
non risultavano belle gonfie (a me sono occorse altre due orette).
Ho poi acceso il forno impostando la temperatura di 180°C e mentre attendevo che andasse in temperatura, ho sbattuto il tuorlo con il latte.
Ho spennellato le brioches e le ho cosparse di granella di zucchero.
Ho infornato per circa 22 minuti (le brioches devono risultare belle dorate sia sopra che sotto...ho provato a bussare sotto ciascuna: sono cotte quando, bussando, risultano "vuote" ).

Ho messo poi a freddare su una gratella per dolci.
Il giorno successivo erano ancora soffici. Dato il discreto numero (noi siamo solo in due!!!) le ho messe in congelatore chiuse in un sacchetto per alimenti.
Fatte scongelare a temperatura ambiente e poi messe un po' ad intiepidire sembravano appena sfornate!!






Già la colazione della domenica è un lietissimo evento... con queste brioches lo è ancora di più :-).
A presto!
LaGio'Riccia.

martedì 26 febbraio 2019

Zuppa di topinambour, rape bianche e broccoli

Il bello dell'interagire con gli altri è avere la possibilità di confrontarsi, venire a contatto con altre realtà e menti per scoprire qualcosa di nuovo non solo sugli altri ma anche su noi stessi.
E' dal confronto che si prende consapevolezza di sé.
Per questa ragione è bello viaggiare, dialogare, leggere libri...leggere blog!
Nel guardare i bellissimi blog in rete si scoprono non solo nuove ricette ma anche diverse anime, quelle dietro alle parole ed alle foto.
Guardando altri blog è quindi inevitabile fare un confronto con il mio.
Venendovi a trovare negli spazi che condividete anche con me, con occhio critico mi rendo conto di quanto tenda a pubblicare sempre ricette dello stesso tipo...questo perché di fatto mi ritrovo a cucinare sempre cose dello stesso tipo.
Vi ho parlato di Laura,  mia sorella. Ha quasi quattro anni in più di me. E' l'animo artista di casa. Le piace disegnare, creare piccole sculture in pasta di mais ma anche bijoux con l'uncinetto.
Ama ricamare, cucire a macchina. Ha uno squisito gusto nell'arredare casa e soprattutto riesce ad escogitare le soluzioni migliori per rendere la sua casa funzionale.
Ha un finissimo senso estetico.
Anche lei ama cucinare e prepara sempre manicaretti interessanti utilizzando materie prime che, per esempio, in casa mia entrano raramente.
Quando una domenica mattina mi ha whatsappato dicendomi che stava preparando una zuppa, nel leggerne gli ingredienti mi è venuta la folgorazione: perché non unire le nostre forze per dare anche
a questo mio angolino un'impronta diversa, una ventata di novità?!
Insomma... in un attimo ho immaginato di cambiare nome al blog, creare una nuova utenza amministratrice per mia sorella per unire le nostre forze.
Del resto è ciò che abbiamo imparato a fare fin da piccole: affrontare la vita, le difficoltà ed i problemi tutte insieme, come un'unica entità.
Perché non estendere questo atteggiamento anche a qualcosa di positivo come un blog?
Ma come mai il nome del blog è sempre uguale? Vi starete chiedendo.
Ebbene...diciamo che, durante un caffé insieme, abbiamo raddrizzato il tiro e modificato un po' i connotati della nostra collaborazione.
Se e quando vorrà, metterò a disposizione di mia sorella questo mio angolino per pubblicare le sue ricette... che secondo me non possono non essere condivise!!!
Cominciamo, perciò, dalla zuppa da cui tutto nacque.


Ingredienti per 3-4 persone:
  • 2 patate
  • 1 testa di broccolo (gambo compreso)
  • 3 rape bianche medie
  • 1 manciata di piselli
  • 500 gr. di topinambour
  • 1 dado vegetale (facoltativo)
  • 1,7 l. di acqua calda
  • 2 cucchiai d'olio d'oliva

Preparazione
Lavare, mondare e tagliare a cubetti (per rendere la cottura più veloce ed anche perché la zuppa a cubetti regolari è visivamente più gradevole) tutte le verdure.
In una pentola grande mettere a scaldare due cucchiai di olio d'oliva e farvi rosolare per cinque minuti le verdure. Eventualmente aggiungere poca acqua calda se le verdure iniziano ad attaccarsi.
Successivamente aggiungere l'acqua bollente (anche fredda va bene) ed unire il dado vegetale, se si è deciso di usarlo. Se, invece, decidete di non usare il dado, aggiustate di sale e pepe.
Portare a bollore e poi abbassare la fiamma. Far cuocere 30-45 minuti circa.
Rimarrete stupiti perché sentirete sprigionarsi in casa un piacevole aroma di carciofo (merito del topinambour!!) ma al palato i sentori saranno altri!!

Ottima gustata con un filo d'olio a crudo e poco parmigiano.
Ma Laura suggerisce anche delle altre golosissime varianti
Frullata con un frullatore ad immersione ed accompagnata con:
- crostini o bruschette all'aglio (per palati più decisi)
- speck croccante (per palati più delicati).

Et voilà: ecco la zuppa fumante (noterete la qualità dello scatto decisamente più alta di quella a cui vi ho abituati!!!)  .



Laura tramite LaGio'Riccia.

giovedì 3 gennaio 2019

Muffin gusto pizza

Ci conosciamo da un po', ormai.
Sento di poter condividere con voi una mia mancanza. Il mio punto debole. La mia lacuna.

Non ho mai fatto la pizza.

E fu così che si levarono cori di "ohhhhhhh!!!!". "Buuuuuuuuhhhh!!!".
E' come se, in stile "Trono di spade", sentissi la septa ripetere all'infinito "Vergogna! Vergogna! Vergogna!".
Per carità. Ho sempre "aggirato l'ostacolo".
Per esempio.
Ho fatto focacce.
Ho fatto "finte pizzette" (usando il pane canasta, per intenderci) (*).
Ho fatto Pizzette di sfoglia (*).
Ho fatto Girelle gusto pizza (*).

(*): che per una sorta di "pudore" non mi sono mai sentita di pubblicare perché, francamente, macccheccevo' a farle?!?

Ma perché non c'ho mai provato?
Risposta plausibile n.1:
"Perché per me la pizza numero 1 è la napoletana? Quella coi bordi belli cicci e morbidi (tant'è che mi domando come sia possibile che ci sia gente che mangia solo il centro ed ogni volta che incappo in qualcuno che riesce in cotanta impresa, la mia espressione è sempre questa)..."
Replica:
"ma quando vai in giro mica mangi solo quella?! Anzi...in fatto di pizza sei piuttosto di bocca buona."

Risposta plausibile n.2:
"Perché nutro per la pizza lo stesso timore reverenziale che ho per pandoro e pasta sfoglia nonché la stessa certezza di fare una schifezza"
Replica:
"Ok ma almeno pandoro e pasta sfoglia sono preparazioni per le quali è previsto un bello sbatto', cribbio! La pizza, invece, dicon tutti che è più semplice!"

Risposta plausibile n.3:
"Perché la paura di ritrovarmi a magnare un 'mattone gusto pizza' è troppa" dove per 'mattone gusto pizza' non si intende "pizza al mattone"
Replica:
"Come se in giro non avessi mai mangiato dei mattoni al gusto pizza...! E li hai pure pagati...mica te li sei magnati a gratis?!?"

E' vero.
Però, per pigrizia, mi viene molto più facile pensare -quando mi dico di provare a farla -
"mattone! mattone! mattone!"
anziché
"mattone (ma non è detto)! sanpietrino! sassolino! pizza!"
(come dire: magari il primo tentativo potrebbe venirti una schifezza...ma puoi sempre migliorare!).

Perché non mi jetto nell'impresa, allora?!? Ebbene...
Per citare Raz Degan nello spot di un famoso liquore che veniva trasmesso qualche anno fa:
"Non so perché! Non so perché! Non so perché! Sono fatti miei!" (ho barrato il "Sono fatti miei!" perché mi pareva poco carino chiuderla così dato che state subendo passivamente questo mio pippone. Togliete il barrato se, invece, come me di fronte al "Sono fatti miei!" rispondereste
"a' bellaaaa! Ma chi t'ha chiesto gnente?!?"... "niente" proprio con il "gn" che è più incisivo).
Quindi, dopo tutta questa solfa, verrebbe da chiedere "oggi pizza?"... ma siccome siete attenti ed avete letto il titolo del post, sono certa che non cadrete nella tentazione...
perciò la prendo un po' larga - ma cmq più stretta rispetto ai punti (*) di cui sopra - e vi sporgo uno di questi muffin alla pizza! La ricetta proviene da qui.

Rispetto alla ricetta originale ho usato un po' di farina in più perché l'impasto era troppo appiccicoso e quindi non lavorabile.
Ho anche aggiunto del parmigiano grattugiato sia all'interno che sopra, come guarnizione, ed ho omesso il concentrato di pomodoro.


Ingredienti per 6 muffin:
  • 250 gr. di farina 00 + 1 cucchiaio scarso (mia aggiunta perché l'impasto era troppo idratato e quindi non lavorabile)
  • 130 gr. di acqua
  • 30 gr. di olio evo
  • 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • 1 pizzico di zucchero
  • 1 cucchiaino da caffé di sale fino
Condimento:
  • 1 mozzarella (125 gr.) fior di latte
  • parmigiano grattugiato (sono andata ad occhio)
  • 200 gr. di polpa di pomodoro
  • origano secco
  • sale 
  • pepe
Strumenti:
  • un mixer
  • due ciotole
  • uno scolapasta
  • setaccio
  • mattarello
  • teglia per muffin
  • 6 pirottini
Preparazione
Innanzitutto ho tagliato a cubetti la mozzarella e l'ho messa a scolare nello scolapasta inserito in una ciotola (io l'ho preparata già il giorno prima e messa in frigorifero con scolapasta e tutto ma bastano anche solo due orette prima).
Ho acceso il forno impostando la temperatura a 180°C.
In una ciotola ho condito la polpa di pomodoro con sale e pepe a piacere e messo da parte.
Nella ciotola della planetaria ho setacciato la farina con il lievito e vi ho aggiunto l'acqua e l'olio.
Ho avviato, con frusta "k", e lasciato amalgamare.
Ho poi aggiunto il sale, sostituito la frusta "k" con il gancio ad uncino e fatto lavorare per 5 minuti.
Nel frattempo ho inserito i 6 pirottini nei 6 pertugi della teglia per muffin.
Ho preso l'impasto e l'ho rovesciato sul piano di lavoro ed a questo punto ho aggiunto il cucchiaio di farina perché, ripeto, a me era venuto troppo appiccicoso ed idratato.
Ho suddiviso l'impasto in 6 palline. Ho steso ciascuna pallina fino ad ottenere un disco non troppo largo. Ho condito con del pomodoro, dei quadratini di mozzarella ed una spolverata di parmigiano grattugiato. Ho poi richiuso a fagotto (tirando i lembi di impasto fino al centro) ciascun disco di impasto ed inserito nella teglia per muffin con i pirottini.
Ho condito con un po' di pomodoro, dei quadratini di mozzarella, una spolverata di parmigiano ed un pizzico di origano secco.
Ho infornato per 20-25 minuti a 180°C.
Prima di servirli li ho messi sotto il grill 5 minuti (ma sono ottimi anche freddi ^__^).

Ed ecco i muffin gusto pizza! :-)




Vi prometto che per questo nuovo anno...proverò a fare la pizza!
Ora che ci penso: questo potrebbe essere uno dei buoni propositi per il 2019!
Un 2019 lastricato di pavé gusto pizza ^__^. Speriamo di no (anche se i sanpietrini sono più piccoli di un mattone)... non tanto per me quanto per quel povero diavolo di LoveOfMyLife.

Buona pizza anno a tutti!!!
LaGio'Riccia.