venerdì 1 marzo 2024

Biscotti mandorle, pistacchi e gocce di cioccolato

Una notte di una ventina di anni fa.
Mi ero da poco lasciata con il moroso e quella era una delle prime uscite - da single - che facevo a bordo della mia amata Franky.
Lo preciso per far capire che all' epoca guidavo molto poco: solo nel fine settimana per andare a fare la spesa. In settimana per recarmi in ufficio utilizzavo i mezzi pubblici, mentre per le relazioni sociali mi facevo scarrozzare appunto dal moroso (guidare in sua presenza mi terrorizzava).

Era una delle mie prime uscite, dunque. Un' uscita molto tranquilla che aveva previsto una passeggiata per le vie del centro di Torino ed una sosta in un cocktail bar in voga all' epoca ed in cui, nonostante i cori di disapprovazione dei miei compagni d'uscita, avrei come sempre consumato la mia bibita analcolica o magari, botta di vita, un analcolico della casa o a discrezione del barista.

La mia scelta non era dettata dalla repulsione verso l' alcool (che non avevo allora e non ho tantomeno ora) quanto per garantirmi la tranquillità nell' affrontare il rientro a casa e... al volante!
Vado a recuperare Franky, il mio "fedele destriero", e parto alla volta di casa.

Dal centro di Torino imbocco un corso che costeggia il Po diretta verso sud. Da lontano scorgo una vettura dei carabinieri. Davanti a me nessuna auto.

"Eccallà" - penso - "vuoi vedere che mi fermano?!". Intanto mi assale quella sorta di disagio che mi fa sentire in colpa o comunque in torto a prescindere ogniqualvolta incrocio una vettura delle forze dell' ordine.

Ovviamente la paletta bianca e rossa viene prontamente sventolata al mio indirizzo per cui accosto ligia al marciapiedi.
Abbasso il finestrino. Il carabiniere si avvicina ed esordisce con il classico "Favorisca patente e libretto".

Io: "Buona sera." - pensando tra me e me "e che c@##o almeno le buone maniere" - "Qui la patente. Ora prendo i documenti. Sono nel cruscotto." (caso mai pensasse che volevo prendere una pistola -.-. All' epoca GIALLO e TOP CRIME non esistevano ancora ma in quanto a libri, film e telefilm sul genere...uh se me ne ero già fatta una cultura!!)

Consegnato quanto richiesto, il carabiniere va verso la volante. 

Dopo un po' si avvicina l' altro collega, decisamente più attempato del primo, e con fare perentorio mi chiede "Ha bevuto qualcosa?".

Io: "Un cocktail analcolico" (già, era la sera della "botta di vita"). Da brava Bilancia (n.d.G.: nata sotto il segno de...) ci tenevo ad essere precisa ed intanto speravo che l' intruglio che avevo consumato poco tempo prima fosse molto poco cocktail e tanto più analcolico.

Il carabiniere con aria di sfida: "Adesso vediamo" (leggetelo con un bello "tzè" iniziale).

...

Ho faticato. Ho faticato non poco nel cercare di mantenermi impassibile. Sono capacissima a tacere ma i "vaffa" vari uhhhh se mi si leggono in viso!!! 

Carabiniere: "Soffi forte qua dentro".

Nota: sono sempre stata una pippa nel gonfiare palloncini. Problemi di indirizzamento del soffio, suppongo. Aggiungeteci pure l' ansia da prestazione ed il disagio di cui sopra, insomma la mia performances è stata un po' deludente.

Carabiniere: "soffi forte!" con impazienza e con l' aria tronfia che gridava a chiare lettere "Analcolico?!? Sì! Come no?!".

Finito di soffiare con il carabiniere guardiamo il display.

Verdetto: "0.0"

All' epoca il film "Che bella giornata" di Zalone non era ancora uscito ma nel mio animo, vi giuro, ho reagito come Checco dai carabinieri quando tutti ridono dopo la battuta del comandante sull' aggravante della recidiva se non ricordate la scena andate qui

Una sorta di "Ma guarda questo!"

Il carabiniere comunque ci rimane di sale per la tampa pazzesca che si era fatto e con aria delusa mi dice "Vada pure".
Io: "Grazie. Potrei avere indietro i miei documenti, per cortesia?"
Carabiniere: "Certo! Certo! Buon rientro e guidi con prudenza."

Io: "La ringrazio. Non mancherò. Buona sera."

Fine. Non aggiungo commenti perché ho già scritto abbastanza e poi l' aneddoto si commenta da sé!

Veniamo a questi biscotti.
Volevo preparare un biscottino per LoveOfMyLife perché per diversi giorni mi sono limitata a cucinare per "sfamarci". Volevo fargli una coccola e così ho optato per dei biscotti di facile e veloce esecuzione.

La ricetta proviene da qui. Io l' ho modificata utilizzando oltre alla farina di mandorle della farina di pistacchi e sostituendo la farina "00" con farina di tipo "1".

Ingredienti per una 30na (37, a voler essere precisi) biscotti: 

  • 1 Uovo
  • 100 gr. di zucchero integrale di canna
  • 100 gr. di olio di Semi di girasole
  • 100 gr. di farina di Mandorle (*)
  • 100 gr. di farina tipo 1 (**)
  • 50 gr. di farina di pistacchi
  • 2 gr. di lievito istantaneo per dolci
  • 60 gr. di gocce di cioccolato
  • 1 bustina di vanillina

(*) la ricetta originale prevedeva solo 150 gr. di farina di mandorle

(**) la ricetta originale prevedeva farina di tipo 00


Strumenti
:

  • ciotola
  • cucchiaio
  • setaccio
  • leccarda
  • carta da forno
  • gratella 

Preparazione:

Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Nella ciotola ho lavorato uovo, zucchero ed olio con un cucchiaio fino ad ottenere un composto omogeneo e gelatinoso.

Ho poi aggiunto la farina di mandorle e pistacchi, ho setacciato la farina di tipo 1 con la vanillina ed il lievito ed amalgamato.

In ultimo ho inserito le gocce di cioccolato.

Ho lavorato a mano l' impasto e poi, a completa amalgama, ho iniziato a formare i biscotti staccando 15 gr. di impasto per volta, formando delle palline ed adagiandole sulla leccarda rivestita di carta da forno!
Al termine con il pollice ho creato un avvallamento su ciascun biscotto.

Ho infornato per 15 minuti.






Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia

martedì 6 febbraio 2024

Crackers ai semi aromatizzati alla cipolla - ricetta veloce per un racconto lungo

Una sera di svariati anni fa.

Con mamma e sorella ci rechiamo in un paese della collina torinese per un rosario (era mancato il papà di una mia cara amica).

Mentre siamo in Chiesa inizia ad abbattersi, sul paesello e zone limitrofe, una bomba d'acqua che in poco meno di un' ora fa danni indicibili.

All' uscita dalla Chiesa il sole è già tramontato ma grazie al cielo non piove più.

Lievemente rincuorata mi metto al volante della mia amata Franky per tornare a casa: una decina di chilometri percorsi su strade di paese.

N.d.R.: All' epoca ero patentata da pochi anni e, soprattutto, non guidavo moltissimo (solo nel fine settimana).

Procedo cauta ed un filo atterrita nel constatare quali e quanti danni ha causato il nubifragio  di poco prima.

La strada è scarsamente illuminata. Raggiungo il punto del percorso nel quale la strada digrada e passa sotto un ponticciolo.

All' improvviso vedo davanti a me una pozza d'acqua (tipo lago). Decido di procedere ugualmente ("e che diamine! sarà mica così profonda?!") ma, ne vedere il livello dell' acqua alzarsi, perdo la mia determinazione e mi fermo. 

L'acqua arriva a metà pneumatico. Preda della mia scarsa destrezza/esperienza/prontezza, inserisco la retromarcia ma la mia amata Franky si spegne (ovviamente per colpa mia).

Provo a riavviare. La macchina non parte. Ci riprovo. Stesso risultato. 

In mezzo ai toni concitati di mia sorella (impaurita) mi rendo conto che siamo sole, nel buio della notte (comunque la luce era quella), in un punto non molto visibile di una strada a bassa frequentazione.

Il sonoro "Giuà" di mia mamma che con disapprovazione mi redarguisce per la mia esclamazione ruspante "O ca##o! E mo'?!?" mi lascia ad intendere che, almeno lei, riesce a conservare un po' di calma e mi infonde coraggio (si preoccupava più di riprendermi che del pasticcio in cui eravamo finite).

Mentre cerco in borsa il mio cellulare per provare a chiamare l' autosoccorso, dall' altro versante del pozzangherone, ecco comparire i fari di un mezzo gigantesco: un camion dei vigili del fuoco.

I pompieri erano lì per aspirare l'acqua del lago/pozzangherone.

Prontamente abbasso il finestrino, sventolo il braccio, urlo "ehi siamo qui!" coperta dal suono del clacson cui mi attacco come se non ci fosse un domani e ci aggiungo anche una sfanalata "che male non fa!" (il tono della mia mamma aveva virato decisamente sull' approvazione).

A quel punto vedo il vigile dal lato del guidatore scendere dal camion.

Io urlo.

Lui fa qualche passo e mi fa un cenno con la mano.

Mi taccio e lascio in pace quel povero clacson.
Il pompiere si gira verso il suo collega ed urla - lo sentiamo tutte e tre distintamente - "Sì! Sì! E' donna!"

....

....

....

Con un sonoro "Ma daiiiiiii" lascio andare il capo contro il clacson che ovviamente funziona benissimo ed incita i vigili a darsi una mossa (cosa che ovviamente era ben lontana dalle mie intenzioni).

Morale della favola: i vigili ci hanno trainate fuori dalla pozza per cui anziché il muso da lesa maestà per l' orgoglio ferito ho sfoderato un sorriso (sincero!!) ringraziando e riconoscendo di aver ricalcato a pieno il cliché di "donna media al volante".

Piccola parentesi da romanzo rosa:
Poi va beh... mia mamma era convinta che l' eroe - uso parole non sue (cioè non di mamma) - ce stesse a prova' perché egli, notando il fiocco da ricevimento nuziale attaccato all' antenna di Franky,  aveva chiesto "è per un matrimonio?" ed io "sì! il suo", indicando mia sorella, "si è sposata 4 mesi fa".

L' eroe avrà pensato "questa è una povera scema" (ignorando che, in realtà, la cementificazione del fiocco all' antenna non era un vezzo romantico ma mi facilitava l' individuazione di Franky nei parcheggi).

"Ah il suo matrimonio? E tu? Non sei sposata?"...insomma robe così.

Io un po' imbarazzata (mi ero lasciata col moroso poche settimane prima) ho lasciato cadere la domanda nel vuoto e per colmare il silenzio sento la mia voce esclamare "Beh...si è fatto tardi! Grazie ancora!".

Fine Piccola parentesi da romanzo rosa.

Il vigile "anziano", che aveva osservato in disparte la scena, senza nemmeno provare a nascondere l' idea che si era fatto di me, esclama "Sì ma mica crederai che parta?".

Ed io "parte! parte!" (intanto mi ripetevo "beh?! sta certezza?")

Inserisco la chiave nel quadro. Giro. Magia. La mitica Franky con orgoglio (della serie "sta co@|!ona ci prova a boicottarmi ma io non cedo") riparte.

Poi va beh... il fatto che stesse per lasciarmi a piedi quando dovevo ripartire da casa di mia sorella e che nei giorni successivi in più di un' occasione mi abbia abbandonato è un' altra storia.

Storia terminata con la sostituzione del motorino di avviamento che pareva essersi rotolato nel fango (un po' come un candido Golden Retriever).

Quante risate nel ricordare quell' episodio. Ancora adesso a distanza di anni. Risate ma anche riconoscenza perché.... poteva andare decisamente peggio! Poteva piovere! [cit.] Oddio... aveva già dato poco prima.

Dato che vi ho seviziati abbastanza con questo racconto infinito, vi lascio una ricetta velocissima!!!
Vi prende la voglia di sgranocchiare qualcosa di salato? Di gustoso ma che possibilmente non attenti troppo al vostro girovita? 
Allora preparate questi favolosi crackers ai semi! La ricetta proviene da qui ma io l' ho modificata utilizzando farina di riso + semola al posto della farina di farro, diminuendo la quantità di olio ed aumentando leggermente quella di acqua e poi aggiungendo un' aromatizzazione. Io stravedo per la cipolla ad ogni modo i crackers sono buonissimi anche "nature".

Una leccarda di crackers: 

  • 40gr. di semi di girasole
  • 20gr. di semi di lino
  • 20gr. di semi di sesamo bianco
  • 1 cucchiaio pieno di semi di chia
  • 1/2 cucchiaino di sale in fiocchi + altro per cospargere i cracker (io ho usato del fleur de sel)
  • 45gr. di farina di riso integrale (*)
  • 20gr. di semola rimacinata di grano duro (*)
  • 2 cucchiai di cipolla in fiocchi
  • mezzo cucchiaino di cipolla in polvere
  • 65gr. di acqua
  • 30ml di olio extravergine di oliva

(*) la ricetta originale prevedeva solo un tipo di farina
Strumenti
:

  • ciotola
  • frusta a mano
  • leccarda
  • due fogli di carta da forno
  • mattarello
  • coltello
  • gratella 

Preparazione:

Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Nella ciotola ho inserito gli ingredienti nell' ordine in cui sono elencati.

Ho mescolato il tutto con la frusta a mano. Il composto che si ottiene è una specie di poltiglia tutta semi!
Ho versato il tutto su un foglio di carta forno, ho coperto con un ulteriore foglio di carta forno e con il mattarello ho steso l' impasto in una sfoglia sottile. 
Ho poi tolto il foglio di carta forno superiore, cosparso la sfoglia con altro sale in fiocchi e nuovamente coperto con la carta per far aderire bene il sale alla sfoglia. 
Prima di infornare, con un coltello (ma anche con un tarocco) ho praticato dei tagli sulla sfoglia per dare una forma di massima ai crackers. 
Ho provato anche con la rotella tagliapizza ma ve la sconsiglio perché la sfoglia tendeva ad arricciarsi.

Ho infornato per una ventina di minuti e comunque fino a doratura dei crackers. 
L' aroma della cipolla si sente molto + intensamente tanto più li lascerete raffreddare (il giorno dopo, ad esempio, sono spettacolari).
Si conservano diversi giorni in una scatola di latta mantenendo tutta la loro croccantezza e fragranza!





Provateli e ditemi se una volta assaggiati riuscite a fermarvi.
Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia

martedì 9 gennaio 2024

Sablé aux épices

Ed ecco iniziato il 2024.
Come avete trascorso le festività?
Io mi sono beccata una bella influenza che dal 26 di dicembre fino ad inizio gennaio mi ha trasformata in una cozza che nel divano ha trovato il suo scoglio. 
Di certo mi sono riposata e, fortunatamente, non ho contagiato nessuno (sebbene abbia vissuto in ansia tutto il periodo di malattia).

La mia reclusione in casa ha fatto sì che non mi sia goduta appieno il clima festoso. Ad onor del vero già prima delle vacanze non avevo sentito molto il Natale (per intenderci: non ho mai ascoltato intenzionalmente le canzoni natalizie) ma nonostante questo - o forse proprio per questo - come ogni anno, fatico a lasciarlo andare! Vorrei continuare a vedere le vetrine addobbate, le illuminazioni di svariato gusto (e talvolta anche disgusto) sui balconi delle case...ed anche quei poveri Babbi Natale che più che intenti ad introdursi nelle case per consegnar doni sembrano concentrati a non mollare la presa e non schiantarsi giù.
Con LoveOfMyLife abbiamo deciso di sbaraccare il Natale questo we. Ma non mi stupirei se la pigrizia ci facesse cambiare idea al grido delle più pittoresche scuse che chiamano in causa la durata dell' esposizione delle decorazioni (che non può essere inferiore ad un numero imprecisato e variabile di giorni) o anche solo le condizioni meteorologiche (abbiamo solo decorazioni interne per cui il tempo non c'entra una pippa ma la pigrizia trova appiglio in ogni dove).

Ma veniamo alla ricetta.
In questo post vi avevo parlato della mia passione per i libri di pasticceria e vi avevo introdotto a quel meraviglioso libro che è "La mia piccola PASTICCERIA" di Christophe Felder e Camille Lesecq.
Questo Natale, quindi, mi è venuto spontaneo attingere da questo libro per differenziare la produzione di regalini home-made. 
Avendo sperimentato con mano e papille gustative la bellezza e bontà dei Sablé alla vaniglia del libro (Piramide di Sablé alla vaniglia), ho deciso di replicare la ricetta sostituendo la vaniglia con un mix di spezie che fa tanto Natale... da qui il loro battesimo in un francesissimo Sablé aux épices.
Ero partita "di buzzo buono" utilizzando il mattarello decorato ma, nonostante il riposo in frigorifero prima e dopo la formatura dei biscotti, nel vedere che il decoro non sopravviveva alla cottura, ho deciso di velocizzare la produzione dei biscotti omettendo il passaggio del mattarello. 

Uniche variazioni alla ricetta: la sostituzione del cucchiaino di polvere di Vaniglia con mezzo cucchiaino di spezie e mezzo di cucchiaino di cannella e l' utilizzo delle mani al posto della planetaria con la frusta a foglia.

Sablé aux épices: 

  • 250 gr. di farina "00" 
  • 95 gr. di zucchero a velo
  • 30 gr. di farina di mandorle
  • 1/2 cucchiaino di fleur de sel
  • 1/2 cucchiaino di spezie miste in polvere (cannella, cardamomo, noce moscata e chiodi di garofano) (*)
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere (*)
  • 1 uovo
  • 150 gr. di burro tagliato a dadini

    (*) la ricetta originale prevedeva un cucchiaino di Vaniglia in polvere

Strumenti:

  • ciotola
  • marisa
  • setaccio
  • mattarello
  • mini stampo per biscotti (3/5 cm)
  • leccarda
  • carta da forno o tappetino in silicone
  • gratella per dolci

Preparazione:

In una ciotola ho setacciato gli ingredienti secchi: la farina, lo zucchero a velo, la farina di mandorle, il misto di spezie, la cannella ed in ultimo ho aggiunto il fleur de sel. Ho dato una mescolata con la marisa e poi ho aggiunto l' uovo leggermente sbattuto ed il burro tagliato a dadini ed ho lavorato velocemente fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. 

Ho steso in sfoglie di 5mm, ho avvolto in pellicola trasparente e messo a riposare in frigorifero per almeno un' ora. Io, in verità, ho preparato l' impasto il giorno prima rispetto a formatura e cottura.

Passato il tempo di riposo in frigorifero ho acceso il forno  impostando la temperatura di 180°C ed ho iniziato a ritagliare i biscotti posandoli sulla leccarda rivestita con il tappetino in silicone. 

Ho reimpastato i ritagli e li ho messi nuovamente a freddare in frigorifero in attesa di poterli nuovamente coppare e cuocere.

Ho infornato per 15 minuti circa e comunque fino a doratura. Considerate che le formine da me utilizzate erano "mini". La ricetta originale prevede una cottura di 20 minuti.






Che questo nuovo anno porti a noi tutti tante cose belle, salute e... serenità.
Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia