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mercoledì 20 dicembre 2023

Biscotti di semola rimacinata di grano duro e gocce di cioccolato

Come vi dicevo già in questo post, talvolta mi rendo conto di somigliare a mia mamma per il piglio con il quale interagiamo con il prossimo.
Così come mi rendo conto che la mia lingua tagliente farà sì che qualcuno prima o poi "mi alzerà le mani addosso", allo stesso modo temo che mia mamma possa incappare in qualcuno incapace di lasciar correre.
Una quindicina di giorni fa in un bar per il consueto caffé mamma&figlia. Mamma apre la porta per farmi uscire ma in mezzo si infila un signore che, tutto garulo, esce. 
Sento la voce di mia madre che, col fare di vittima per lesa maestà, con un misto di sconcerto/disappunto esclama: 
"Eccolo lì il cavaliere senza cavallo!"
Non faccio in tempo a pensare "alè, se va bene la manda a quel paese. Se va male, la mena" che il "cavaliere" si gira verso mia mamma, la guarda ed esclama: "Oggi l'ho lasciato nella stalla".
Io incredula e morta dal ridere. Mia mamma... idem! Avendo trovato un suo pari in quanto a prontezza di risposta è esplosa a ridere.
Poteva andare molto male ed invece........

Eccoci qua, arrivati ad un altro Natale. 
E siccome, per me, non è Natale senza biscottini da regalare, ecco l' ennesima ricetta di biscotti!

Voi avete programmi? 
Noi trascorreremo Vigilia, Natale e S.Stefano in famiglia, un po' da quella di LoveOfMyLife, un po' mia.
Per Capodanno, invece, già pregusto.....
Come accade già da diversi anni, ci concederemo un aperitivino sul divano, in pigiama e sotto la copertina e poi cena sul tardi per riuscire ad arrivare, svegli, alla mezzanotte per il brindisi.
Non vedo l'ora!!

Biscotti di semola rimacinata di grano duro e gocce di cioccolato: 

  • 400 gr. di semola rimacinata 
  • 120 gr. di zucchero di canna
  • 2 uova a temperatura ambiente
  • 80 gr. di burro fuso a temperatura ambiente
  • 100 gr. di gocce di cioccolato
  • 8gr. di lievito istantaneo per dolci
  • zeste di limone
  • 1 pizzico di sale fino

Strumenti:

  • zester
  • ciotola
  • marisa
  • setaccio
  • fruste elettriche
  • mattarello
  • mini stampo per biscotti (3/5 cm)
  • leccarda
  • carta da forno o tappetino in silicone
  • gratella per dolci

Preparazione:

Una mezz'oretta prima di iniziare ho tolto dal frigorifero le uova ed ho fuso il burro a bagnomaria e vi ho messo in infusione le zeste di limone ed il pizzico di sale fino. 

In una ciotola ho montato le uova con lo zucchero fino a completo scioglimento di quest' ultimo. Continuando a montare poi aggiunto a filo il burro fuso, freddo, con le zeste.
Successivamente ho setacciato, sul composto di uova, zucchero e burro la semola con il lievito mescolando dapprima con un cucchiaio e poi proseguendo a mano.
In ultimo ho aggiunto le gocce di cioccolato e lavorato brevemente a mano.

Con un mattarello ho steso l' impasto tra due fogli di carta forno ad uno spessore di 6mm, avvolto in pellicola trasparente e messo a riposare in frigorifero per due orette.

Passato il tempo di riposo in frigorifero ho acceso il forno  impostando la temperatura di 170°C ed ho iniziato a ritagliare i biscotti posandoli sulla leccarda rivestita con il tappetino in silicone. 
Ho reimpastato i ritagli e li ho messi nuovamente a freddare in frigorifero in attesa di poterli nuovamente coppare e cuocere.

Ho infornato per 15 minuti circa e comunque fino a doratura.








TANTI AUGURI DI BUON NATALE E BUONE FESTE A VOI ED ALLE VOSTRE FAMIGLIE
Vi abbraccio!
A presto,
LaGio' Riccia

martedì 10 novembre 2020

Panini di semola rimacinata di grano duro: i miei panini in epoca di lockdown

Ed eccoci di nuovo qua... lockdown n.2.

Non so voi ma io, lo spettro di un sequel dell' esperienza vissuta questa primavera, lo vedevo aleggiare eccome. Non vi so dire se il mio sentore è esclusivamente dovuto al fatto che io, come ormai avrete ben imparato di me, sono un' inguaribile pessimista o se esso è dovuto anche al fatto che troppe volte, ad esempio in coda alle casse del supermercato, mi sono vista costretta a fare la parte della pazza mitomane che pregava la persona dietro di lei di mantenere la distanza di sicurezza. E' successo talmente tante di quelle volte che, giuro, credo di essermi fatta la mia bella cricca di signore (sì perché sempre di donne trattasi) che mi menerebbero volentieri.
Da quella che mi ha dato della 

Tizia A: "Esagerata! Indosso la mascherina!

LaRiccia: "Sì, ma se riesco a capire dai suoi baffi che lei non è bionda naturale allora vuol dire che non la indossa in maniera adeguata"

a quella che, dopo aver vessato in molteplici maniere la madre (le ho incrociate più volte tra i reparti del super), si è riscoperta bodyguard della stessa a fronte del mio

LaRiccia: "Mi scusi signora, potrebbe cortesemente rispettare la distanza di sicurezza? E' troppo vicina" (giuro! Mi ero espressa proprio in questi termini avendo notato che la povera signora era già sufficientemente tartassata dalla figlia - n.d.R.: che avrà avuto una 50na di anni)

Tizia B: "Potrebbe anche essere più educata!" e poi rivolta alla madre "Mamma vieni qua che la signora ha paura che la infetti". Concetto che ha ribadito più volte durante tutta la coda. Quando, dopo aver pagato (io ero prima di loro), il cassiere ha invitato la Tizia B a riporre sul nastro la sua spesa, questa se ne è uscita con un "Ehh sa, non posso. La signora evidentemente non si rende conto che abbiamo le mascherine e che siamo sane ed ha paura di essere infettata!" non ci ho più visto e l' ho seccata con un 

LaRiccia: "Certo che ho paura! E dovrebbe averne anche lei! Buona sera!"

Ometterò gli epiteti che le avrei volentieri indirizzato.

Ho solo iniziato ad avere una profonda avversione per il genere umano. Devo solo capire se per tutto, indistintamente, o solo per quello spocchioso, borioso ed ignorante (ultimamente frequento molto poco la gente cui voglio bene per cui mi capita di incrociare soprattutto esponenti di quest' ultima fazione).

Come state affrontando questa nuova chiusura?
Io la scorsa volta avevo approcciato la pizza, se ricordate.
Con questa seconda chiusura ho però pensato di non farmi la pizza da me ma, qualora ci venisse questa voglia da soddisfare (dieta permettendo...), di ricorrere al delivery,  per sostenere il settore della ristorazione. 

Quello che però continuo a fare è il pane.

Ho deciso quindi di condividere con voi la ricetta di questi panini decisamente comodi da fare (considerata la clausura) e deliziosi! Essa prevede la preparazione di un poolish che viene fatto riposare 16 ore. Poi si procede con l'impasto, la lievitazione, la formatura dei panini, un' altra lievitazione e, per finire, la cottura. La ricetta originale è questa ed è delle mafalde siciliane ma a me tornava più comodo fare delle porzioni più piccine.

INGREDIENTI per 14 panini del peso di 50gr. circa ciascuno:

INGREDIENTI per il poolish:

  • 100 gr. di semola rimacinata di grano duro
  • 100 ml. di acqua a temperatura ambiente
  • 1,5 gr. di lievito di birra fresco
INGREDIENTI per l' impasto:
  • 400 gr. di semola rimacinata di grano duro
  • 210 ml. di acqua a temperatura ambiente
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 8 gr. di sale
  • 8 gr. di miele (non avevo il malto d'orzo usato nella ricetta)
  • 5 gr. di lievito di birra fresco 

Per decorare:
  • io ho usato dei semi misti (girasole, lino, papavero e sesamo)
  • acqua per spennellare
STRUMENTI:

  • 2 ciotole
  • spianatoia
  • setaccio
  • ciotolina
  • tarocco
  • pennello
  • pellicola per alimenti
  • teglie
  • carta da forno 

PREPARAZIONE

16 ore prima ho preparato il poolish mescolando tutti gli ingredienti in una ciotola.
Ho coperto con pellicola trasparente (non a contatto) e lasciato riposare a temperatura ambiente per 16 ore.
Passato il tempo del riposo ho messo in una ciotolina l' acqua e vi ho sciolto il sale ed il miele.
In una ciotola ho setacciato la semola e vi ho aggiunto il poolish, l' acqua (con sale e miele), il lievito di birra e l'olio ed ho amalgamato il tutto. Quando il composto ha iniziato a staccarsi dalle pareti della ciotola, l' ho trasferito sulla spianatoia ed ho impastato a mano per una decina di minuti. 
Ho messo l' impasto nella ciotola, coperto con pellicola non a contatto e lasciato lievitare un' ora e mezza. Come suggerito dalla ricetta originale, l' impasto è pronto quando, affondandovi il dito, la fossetta che si forma NON risale su ma resta giù.
Trascorso il tempo della lievitazione ho messo l' impasto sulla spianatoia e l' ho lavorato brevemente facendo alcune pieghe. L' ho diviso in pezzi da 50 gr. ciascuno. Ho coperto i pezzi con due ciotole (non ci stavano tutti e 14 sotto una ciotola sola -_-) e lasciato riposare 10 minuti.
Ho poi lavorato e pirlato ciascun pezzo in modo da ottenere tante palline lisce.

Ho disposto ciascuna pallina sulla teglia rivestita di carta da forno, coperto con pellicola e lasciato lievitare un' ora.
Ho poi acceso il forno impostando la temperatura di 210°C e, dopo aver spennellato i panini con acqua ed averli pucciati nei semini, ho infornato. Trascorsi 10 minuti ho abbassato la temperatura a 200°C e proseguito la cottura per altri 6 minuti. 
Regolatevi voi controllando il colore dei panini.
I panini sono cotti quando, bussando sotto ciascuno si avverte un rumore sordo.






Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia

martedì 16 aprile 2019

Crackers curcuma e semi


Qual è il vostro rapporto con i cambiamenti?
Il mio è un po' conflittuale.
Ne riconosco l'importanza, per carità. Per non restare "seduti". Per non farsi schiacciare dalla noia, dalla routine. Per ampliare i propri orizzonti ed imparare qualcosa in più su se stessi e su ciò che ci circonda.
Però a me i cambiamenti spaventano. Questo perché mi definisco una "inguaribile pessimista". Abbandonare il certo per l'incerto mi spaventa ma poi affronto l'ignoto e spesso, non sempre,
mi ritrovo a gioire delle novità.
Questo è un periodo di cambiamenti, per me.
Primo fra tutti: ho cambiato parrucchiere (se siete donne leggerete questa affermazione con la stessa angoscia provata da Frodo Baggins la prima volta che ha sentito avvicinarsi i Nazgul).
Insieme abbiamo affrontato la problematica "spuntatina" (qui ci vedrei bene in sottofondo la colonna sonora dello squalo) che si è rivelata essere un taglio vero e proprio. Era dalla 4a superiore che non avevo i capelli così corti.
E' stato un trauma. Il giorno prima tirando i ricci mi arrivavano poco sopra il coccige. Il giorno dopo poco oltre le spalle.
Per una decina di giorni sono andata avanti a raccoglierli con una pinza perché di vedermi in quello stato proprio non se ne parlava.
Le mie colleghe basite perché nemmeno con i 35° estivi mi risolvevo a raccogliere i capelli.
Ad ogni modo pian piano mi sto abituando e continuo a ripetermi come un mantra che i capelli andavano tagliati per una questione di salute del riccio.
Altro cambiamento "epocale": la sede lavorativa. Ora sono in consulenza presso gli uffici del cliente (finché non si renderanno conto dell'affarone che hanno fatto a prendermi).
E' stato difficile, destabilizzante ed anche un po' "commovente", fare gli scatoloni delle mie cose (accumulate in circa 15 anni di lavoro in sede) per sgomberare quella che presto sarà la scrivania di qualcun altro.
Per non parlare, poi, del dover salutare le mie colleghe di sempre con cui condividevo da tempo immemore le pause caffé o i pranzi del venerdì.
Capirete, viste le premesse, che questo, per me, è un momento un po' delicato.
Cucino per scacciare l'ansia.
Ho un sacco di foto di brioches, biscotti, torte preparati per non fermarmi a pensare e spararmi le mie s*** mentali e farmi da esse sopraffare.
Chissà quano riuscirò a condividerle con voi...

In ogni caso volevo scrivervi prima delle vacanze pasquali per farvi i miei auguri.
Se avete la fortuna di poter godere dei vari ponti che sembrano piazzati ad arte, allora vi auguro di riposarvi e di dedicarvi a quello che più amate!

Quella che vi propongo è una ricetta velocissima.

La ricetta di crackers buoni, gustosi, sani e colorati che, secondo me, sulle tavole addobbate a festa per la Pasqua o nel cesto da pic-nic di Pasquetta stanno che è una meraviglia!
L'idea proviene dal blog della meravigliosa Sandra.
Siccome lei suggeriva di provare abbinamenti diversi, così ho fatto. Ecco, quindi, la mia proposta!

Io vi suggerisco di usare la nonna papera per tirare la pasta e per ottenere dei crackers più sottili e quindi friabili.
Io l'ho stesa con il mattarello ma non vi nascondo che l'avrei preferita più sottile.

Crackers alla curcuma e semi

Ingredienti:
  • 150 gr. semola rimacinata di grano duro
  • 75 gr. di farina di riso
  • 75 gr. di farina di miglio
  • 1 cucchiaio da minestra di semi di sesamo
  • 1 cucchiaio da minestra di semi di chia
  • 1 cucchiaino da tè di curcuma 
  • sale affumicato danese a piacere
  • pepe nero macinato fresco
  • 3 cucchiai da minestra di olio extra vergine d'oliva
  • 200 gr. di acqua a temperatura ambiente (io l'ho usata tutta ma dipende da quanto le farine assorbono i liquidi)
  • olio e sale per spennellare
Strumenti:
  • ciotola
  • mattarello o nonna papera
  • coppa pasta o rotella taglia pizza
  • pellicola trasparente per alimenti
  • leccarda
  • carta da forno
  • pennello
Preparazione
In una ciotola ho setacciato le farine e le ho mischiate con i semi, la curcuma ed il sale.
Ho poi aggiunto i cucchiai d'olio e l'acqua a poco a poco (potreste non doverla utilizzare tutta).
Ho lavorato il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e morbido con il quale ho formato una palla che ho lasciato riposare coperta per mezz'ora.
Passato il tempo di riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Nel frattempo ho tirato la sfoglia (coprite sempre la pasta in attesa di essere lavorata per evitare che si secchi), ho ritagliato i crackers con un coppa pasta (mi piaceva l'idea
di fare dei crackers tutti uguali e regolari ma nulla vi vieta di utilizzare la rotella taglia pizza), li ho posizionati sulla leccarda rivestita di carta da forno, li ho spennellati con un
po' di olio extra vergine e cosparsi con un po' di sale.
Ho infornato per 10 minuti o comunque fino a doratura.
Si conservano in una scatola di latta per diversi giorni.






Buone feste!
A presto.
LaGio' Riccia.