venerdì 1 ottobre 2021

Krumiri classici

Durante la pausa estiva, nonostante le temperature sfavorevoli (è proprio vero che volere è potere!!), ho prodotto un sacco di torte e biscotti per la prima colazione di quel sant' uomo di LoveOfMyLife.

Torte per smaltire la frutta troppo matura (vi raccontavo qui che qualcuno si fa sempre prendere dall' entusiasmo davanti al ben di Dio offerto dai banchi del mercato e poi, quando si rende conto dell' entità del "danno", mi sbologna gli acquisti in eccesso. Capirete, quindi, che la situazione in estate degenera vista la ricchezza di varietà di prodotti che la terra ci offre), torte per provare degli accostamenti che mi frullavano in testa, ma anche biscotti che da tempo avevo in programma di fare ma cui mai riuscivo (leggi: voglia ZERO) a dedicarmi.

Presa dall' entusiasmo della scoperta dell' uso della bocchetta della sac à poche per confezionare i krumiri alla frutta secca, mi sono detta... perché non provare a fare i Krumiri classici piemontesi??? Su queste pagine mancano giusto solo loro! Tantissimo tempo fa, infatti, avevo postato la ricetta dei Krumiri alla farina di riso di Montersino (qui) per la quale avevo utilizzato la sparabiscotti. All' epoca riconoscevo di avere ampi margini di miglioramento nell' utilizzo della sparabiscotti :-D ma forse era solo lo strumento a me meno congeniale ;-).

I Krumiri sono dei deliziosi biscotti originari di Casale Monferrato, nati nel 1878 dall' ingegno del pasticcere Domenico Rossi.
Ora... se non l' avete mai fatto... acquistate una scatola di latta di questi deliziosi biscotti perché ne vale assolutamente la pena. Sono certa che, come me, anche voi vi innamorerete della cura e della grazia del confezionamento di queste leccornie.

In rete si trovano tantissime ricette diverse. Quello di cui sono certa è che i krumiri originali non contengono farina di mais. La consistenza particolare di questi biscotti è ottenuta miscelando opportunamente farina, burro e zucchero (nonché tuorli, ovviamente). 
Questa la versione che più mi ha convinto e che ho replicato... raddoppiando le dosi perché 50 krumiri parevano pochi -_-.

Ingredienti per 100 Krumiri:

  • 700 gr. di farina 0 
  • 220 gr. di burro morbido ma non sciolto
  • 280 gr. di zucchero semolato
  • 2 uova intere
  • 4 tuorli
  • i semini di una bacca di vaniglia Bourbon

Strumenti:

  • ciotola grande
  • ciotolina
  • forchetta
  • fruste elettriche
  • setaccio
  • pellicola trasparente per alimenti
  • bocchetta a stella con il diametro della punta di 1,5 cm
  • teglie da forno
  • carta forno
  • gratella per dolci
Preparazione
Nella ciotola grande ho lavorato il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida. 
Ho messo le uova ed i tuorli nella ciotolina, li ho mescolati velocemente con una forchetta  e li ho aggiunti al composto di uova e burro ed ho amalgamato il tutto con le fruste elettriche. Ho aggiunto i semini della bacca di vaniglia e continuato a lavorare con le fruste.
In ultimo ho setacciato la farina e, quando l' impasto è diventato più consistente, mi sono spostata sul piano di lavoro ed ho lavorato velocemente a mano. 
Ho realizzato un panetto, l' ho avvolto nella pellicola trasparente e l' ho messo a riposare in un luogo fresco ed asciutto (NON nel frigorifero) per un' ora.

Trascorso il riposo di un' ora, ho foderato delle teglie da forno (io ho fatto tre infornate) con la carta forno, ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C ed ho iniziato a formare i krumiri.
Mi sono quindi armata della bocchetta a stella della sac à poche, ho prelevato una porzione di impasto grande come un uovo e l' ho schiacciata dentro la bocchetta dando forma al krumiro direttamente sulla teglia. Ho incurvato il biscotto ottenuto. Con ogni palletta di impasto mi sono venuti circa 3-4 biscotti.
Sono andata avanti così, fino a finire l' impasto.
Quando la prima teglia era pronta, ho infornato per 6 minuti alla temperatura di 200°C e poi continuato la cottura dei biscotti a 180°C per altri 13 minuti (nel post originale i tempi indicati erano 5-6 minuti a 200°C e 12-15 minuti a 180°C... regolatevi voi. Sappiate solo che i biscotti devono essere belli dorati).

Ed ecco qua i Krumiri classici piemontesi.
Il vassoietto e la mug sono un regalo di mia sorella e mio cognato per il decimo anniversario di LoveOfMyLife e mio <3.

 



I krumiri sono ottimi gustati a colazione, merenda, con il caffè dopo pranzo, con l' ammazza caffè... insomma... è sempre il momento giusto per un Krumiro -_-!!! 

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.

lunedì 13 settembre 2021

Zucchine in padella

C' è stato, per voi, un momento nel quale avete realizzato che i vostri genitori, udite udite, non sono solo "i vostri genitori" ma anche "esseri umani"? Non super-eroi ma persone "normali"?

Per me quel momento è arrivato non molto tempo fa, quando ho scoperto che a mia mamma non piacciono le zucchine. Le mangia, questo sì, ma controvoglia. Diciamo che per lei, a differenza mia, un mondo senza zucchine è possibile.
Insomma quando ho scoperto che anche lei ha delle preferenze (ma va?!) e degli alimenti che, sebbene salutari, proprio si guarderebbe bene dal mangiare, è lì che mi sono resa conto che il suo status di mamma non la esime dal prediligere o detestare alimenti o pietanze.
Capite che questo colpo di scena

"Non ti piacciono le zucchine???? Ma davero???? Ma le hai sempre mangiate!!!"  

mi ha costretto a rivedere la chiave di lettura dell' abbondanza delle porzioni di zucchine a me destinate. Se un tempo imputavo tale abbondanza al fatto che "mangiale che ti fanno bene", dopo questa rivelazione, diciamo che la considerazione precedente non veniva proprio annullata ma sicuramente veniva rivista in virtù di un realistico "Più ne mangi tu e fortunatamente meno ne mangio io".
Ciò che però mi ha fatto venire il cuore gonfio è che se lei mangiava le zucchine nonostante non le piacessero, era per dare il buon esempio a me.
Direi che ha funzionato alla grandissima!!!! :-D

Come ben sanno tutte le blogger che abbiano cucinato zucchine e che hanno la sciagura di avermi tra i loro lettori, io adoro le zucchine.
Mi piacciono in tutte le salse, in tutte le forme (tonde, verdi scure ed un po' più grandi, verdi chiare, trombette e poi chiare e piccine picciò) e cucinate in tutti i modi (in padella, fritte, impanate, al forno, lessate, ripiene, alla griglia) ma anche no... nel senso che mi piacciono pure crude tagliate fine fine fine fine o grattugiate e condite con limone, olio e sale.

Dato che a settembre si trovano le ultime zucchine piccine e chiare, ho deciso di dedicare questo post ad un piatto che le ha come protagoniste. Un piatto semplice e per il quale non ci va una gran scienza. Un piatto che forse non andrebbe nemmeno pubblicato (insomma: "Chi non sa cucinare due zucchine in padella?!?").
Un contorno che ho sempre cucinato, fin dall' inizio del mio rapporto con i fornelli e che non ho mai pubblicato perché... boh... a me non sembra uno di quei piatti difficili, imperscrutabili o particolari! Vi chiederete "Ma allora perché lo pubblichi mo'?!" per due semplici ragioni:
1. vorrei iniziare a pubblicare anche ricette legate alla quotidianità
2. ho fotografato il piatto ed il risultato non mi è dispiaciuto (ovviamente espert* di fotografia siate clementi...sapete che se volete delle fotografie decenti questo NON è il posto per voi!)

Nella "ricetta" non ho messo le quantità perché più che di dosi si parla di "sentimento" :-).

Zucchine in padella, quindi.

Ingredienti:

  • zucchine novelle chiare 
  • 1 cipolla di Tropea fresca
  • olio evo
  • sale fino
  • foglie di salvia fresca o menta (opzionali)

Strumenti:

  • coltello o mandolina per affettare 
  • tagliere
  • tegame
  • cucchiaio
  • coperchio
Preparazione
Ho spuntato, lavato ed affettato le zucchine a rondelle.
Ho mondato, lavato ed affettato la cipolla.
Ho preso un tegame e messo un filo di olio evo.
Ho aggiunto la cipolla affettata ed acceso il fuoco a fiamma vivace.
Quando la cipolla ha iniziato a soffriggere, ho aggiunto le rondelle di zucchine.
Ho dato una bella mescolata con il cucchiaio ed ho salato.
Ho fatto cuocere per qualche minuto a fiamma vivace e poi ho abbassato il fuoco (a questo punto consiglio di aggiungere le foglie di salvia o la menta), coperto con il coperchio fino a cottura ultimata.
A me le zucchine non piacciono troppo croccanti... ma nemmeno troppo morbide. 

Et voilà! 
 





Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.

lunedì 30 agosto 2021

Krumiri alle nocciole, mandorle e pistacchi. ARIECCOME!

Ed eccomi di nuovo qua dopo una bella pausa dal blog.
Ammetto che più che di "pausa" si dovrebbe parlare di "fuga in grande stile", di "sparizione" alla David Copperfield - beh... forse dovrei volare basso e puntare più al "Mago Gabriel" ("il più grande studioso di fenomeni paranormali mai esistito nel suo palazzo") - perché sono letteralmente scomparsa e senza nemmeno salutare, per giunta! Una gran cafona, insomma.
Spero mi perdonerete!
In questo lungo periodo sono riuscita a prendermi un po' di tempo per me, a godermi i giorni a casa con LoveOfMyLife, a fare qualche bella gita in montagna - sorprendendomi, ogni volta, di quanto mi piaccia scarpinare... è come se ogni passo in salita mi rigenerasse, mi desse forza o forse in una vita precedente ero uno stambecco, chi lo sa?! - con pernottamento poi nei pressi della località in cui andavamo a camminare, LoveOfMyLife ed io abbiamo festeggiato i nostri primi 120 mesi insieme o, come dico sempre io, "di felicità per me e di santità per lui" e tante altre belle cose.

Ho fatto anche la seconda dose di vaccino!!!! Beh... devo dire che stavolta è filata meno liscia della prima... non tanto per il vaccino in sé (che, a parte l' indolenzimento del braccio già accusato alla prima inoculazione, non mi ha dato altri effetti collaterali) quanto per le "manovre cautelative" cui sono stata sottoposta essendo, io, soggetto allergico a farmaci (con shock anafilattico come reazione allergica).
Ma sì, suvvia, vi racconto.
A differenza della prima inoculazione, alla seconda ho trovato una anestesista particolarmente scrupolosa (o forse lo era molto poco quella che avevo trovato alla prima, non saprei! Io vi racconto come è andata a me ;-)) che ha voluto predisporre, a me come a tutti gli altri soggetti "a rischio", l' accesso in vena preventivo in modo tale da rendere più tempestivo l' intervento in caso di problemi.
Dopo avermi fatto sdraiare sul lettino, l' anestesista ha buttato l' occhio sulle mie braccia e con un' esultanza che a parer mio poteva essere tranquillamente scambiata per follia pura, si è profusa in un esultante "Che corde meravigliose!!!" - riferito alle mie vene - "Ahhhh che belle corde!" e poi, non doma e non paga, ha chiamato a raccolta i suoi colleghi per mostrare cotanta meraviglia (ovviamente questo va ad aggiungersi alla lista di complimenti "atipici" di cui vi ho parlato qui). Penso che abbia notato la mia perplessità perché, senza domande da parte mia, mi ha spiegato che a lei piace molto "lavorare con le vene" e che, anzi, le spiace non fare più servizio in croce rossa proprio perché sono diminuite le occasioni di aver a che fare con esse (ora che lo scrivo mi rendo conto che forse la scrupolosità cui facevo appello prima era più banalmente una sorta di "feticismo per le vene" -_-). Capirete che la perplessità sul mio volto è stata presto spodestata dal terrore.
Non la tiro per le lunghe... effettua questo benedetto accesso e sento subito un bruciore tremendo, l'esultanza dell' anestesista si è trasformata in sgomento (cit. "oddio, credo che la vena si sia chiusa!"). Ha chiamato in soccorso il collega "si è chiusa? ti sembra si sia chiusa? ed ora che faccio? devo fare il lavaggio?". Inutile dirvi che più che per la chiusura della vena, la fifa blu che mi ha colpito era dovuta all' indecisione, alla "scarsa padronanza di sé" dell' anestesista.
Ad ogni buon conto mi è stato poi fatto il lavaggio con la soluzione fisiologica e vi assicuro che quasi manco mi ricordavo + del vaccino :-D.
Fine della storia.

Ma torniamo a noi! In queste vacanze, tra le tante cose che ho fatto, mi sono regalata la possibilità di divertirmi in cucina con la dovuta calma per preparare dei dolcini (torte, tortine, biscotti e brioches) per la colazione di LoveOfMyLife o da portare ad amici e parenti.
Tra i tanti prodotti sfornati, ho trovato il tempo di cimentarmi in una ricetta che volevo provare da un bel po' e che avevo trovato sul condominio più meravigliosamente pazzo del web , quella dei Krumiri alle nocciole che io, per carenza di granella di nocciole, ho trasformato in "Krumiri alle nocciole, mandorle e pistacchi" mixando le granelle di questi tre tipi di frutta secca ed usando la farina di nocciole che nella ricetta originale non era prevista.
Qui di seguito la mia versione di questa splendida ricetta.

Ingredienti per 100 Krumiri:

  • 500 gr. di farina 00 
  • 200 gr. di burro morbido
  • 200 gr. di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 8 gr. di lievito istantaneo per dolci
  • 2 cucchiai da minestra di liquore Strega
  • 100 gr. di farina di nocciole
  • 40 gr. di granella di nocciole
  • 30 gr. di granella di mandorle
  • 30 gr. di granella di pistacchi

Strumenti:

  • ciotola grande
  • cucchiaio
  • setaccio
  • bocchetta a stella con il diametro della punta di 1,5 cm
  • pentolino
  • teglie da forno
  • carta forno
  • gratella per dolci
Preparazione
Ho setacciato la farina00  con il lievito direttamente nella ciotola ed ho formato una fontana al cui centro ho versato lo zucchero semolato, il burro bello morbido, le uova ed i cucchiai di liquore Strega.
Ho iniziato ad impastare con le mani e poco dopo ho aggiunto la farina di nocciole e le granelle di frutta secca (io ho fatto un mix di nocciole, mandorle e pistacchi ma ovviamente potete decidere voi quale tipo utilizzare). Ho continuato il lavoro di mani simulando una sorta di sfregamento e mi sono fermata quando ho ottenuto un composto bello bricioloso.
Ho foderato delle teglie da forno con carta forno.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Lavorando direttamente sulla teglia, ho preso una bocchetta a stella e vi ho passato dentro una porzione di impasto come fosse un estrusore. Ho cercato di dare al biscotto una forma leggermente angolata.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura, ho infornato una teglia per volta per circa 20-25 minuti o fin quando i krumiri non sono stati leggermente dorati sopra e più ambrati sotto.
Le teglie in attesa di cottura le ho messe in frigorifero.
Una volta cotti li ho messi a freddare su una gratella x dolci e poi li ho conservati in una scatola di latta.
La prossima volta seguirò meglio la ricetta per cui a cottura ultimata di tutte le teglie radunerò tutti i krumiri in un' unica teglia che metterò nel forno spento con lo sportello aperto a spiffero per ottenere la fragranza ottimale (anche se quella ottenuta senza questo secondo passaggio in forno secondo me era già perfetta!).
 





Ottimi gustati da soli, danno il meglio di sé pucciati in una bella tazzina di caffè!

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.

mercoledì 7 luglio 2021

Pizzette da buffet... e i complimenti! -_-

Fin da piccola i complimenti mi hanno sempre messo in imbarazzo... forse perché non amo essere al centro dell' attenzione e quindi "essere notata" o "essere messa in risalto" mi fa sentire a disagio. Di fronte ad un complimento in genere le mie reazioni sono due:

1. sminuire quanto il complimento mette in risalto 
es.: quando mamma raccontava ai suoi conoscenti "E' sempre andata bene a scuola! Ha anche preso delle borse di studio" immancabilmente la seguivo a ruota con "Non volevo andar male per una questione di orgoglio"

2. cercare di far ricredere la persona che mi faceva il complimento o mettere in dubbio la sua obiettività
es.: conobbi "l' ipocondriaco" ad una cena di amici alla quale partecipava anche mia sorella (che ha sempre riscosso maggior successo di me con l' altro sesso). Il giorno successivo, l' amica che aveva organizzato la cena mi disse che l' ipocondriaco era rimasto "folgorato da Giovanna". La mia risposta è stata "Ma lo sa che Giovanna è quella riccia?" perché pensavo che mi avesse confusa con mia sorella.

Ultimamente, però, in due circostanze diverse non sono stata in grado di replicare come di consueto.
La prima:
Visita ginecologica. "Ravanando" (n.d.R.: mentre stava effettuando su di me un' ecografia interna) la mia ginecologa ha esclamato con convinzione "Ha una bellissima testa dell' utero!".
La mia risposta? "Grazie!! Non me l' aveva mai detto nessuno!" -_-

La seconda:
Studio dentistico. Durante un' apicectomia (è un intervento di chirurgia endodontica) il mio dentista con fare sognante se ne esce con un: "Ha proprio un bell' osso!" 
Ecco...qui mi sono limitata ad un "Grazie!" un po' perché, tra aspiratore ed aggeggi vari, avevo la bocca un filo impegnata ed un po' perché ero, come dire, sinceramente stupita... per i primi due secondi... ed atterrita subito dopo quando, cioè, ho realizzato che... mi aveva visto l' osso...!!!! -_- 

Diciamo che questi due complimenti mi hanno insegnato due cose: la prima che limitandosi a ringraziare non accade nulla. La seconda è che posso affermare "Sono bella dentro" con maggiore convinzione rispetto a prima! La mia è una bellezza... come dire?! Interna... non accessibile a tutti!! Ahahahahah

Ma veniamo alla ricetta.
Come noterete dalla foto e, più precisamente, dai decori del piatto, è una ricetta che ho fatto per l' aperitivo di Natale. Avevo voglia di preparare qualcosa di sfizioso ma che non mi portasse via troppo tempo dato che avevo anche altro da preparare. 
La ricetta proviene dal questa pagina di Simona che, oltre ad essere una garanzia in fatto di ricette, è davvero una persona carina e gentile. Non ha bisogno della mia sponsorizzazione ma, se non la conoscete, passate a trovarla qui.
Della ricetta ho cambiato solo il condimento. L' impasto è perfetto così com'è per cui se risponderò ai vostri commenti con un "Mi sono limitata a replicare una ricetta perfetta" o simili... beh non sarà perché ho dimenticato gli insegnamenti di cui sopra o per falsa modestia ma per semplice onestà!

Ingredienti per l' impasto:

  • 500 gr. di farina 0 
  • 50 gr. di olio evo
  • 100 gr. di latte
  • 120 gr. di acqua
  • 1 uovo
  • 2 gr. di lievito di birra
  • 15 gr. di zucchero semolato
  • 15 gr. di sale

Ingredienti per condire:

  • sugo al basilico 
  • mozzarella fior di latte a dadini lasciata scolare un po'
  • olio evo
  • origano
Strumenti:
  • ciotola
  • pentolino
  • pellicola per alimenti
  • tarocco
  • mattarello
  • colino
  • tazza
  • ciotolina
  • cucchiaino
  • cucchiaio
  • leccarda
Preparazione
La sera prima ho intiepidito il latte in un pentolino e vi ho sciolto il lievito. Nella ciotola ho messo la farina, ho unito il latte con il lievito poi lo zucchero, l' uovo e l' olio. Ho iniziato ad impastare e poi ho aggiunto l' acqua a poco a poco e per ultimo il sale ed ho impastato fino ad ottenere una massa liscia,  compatta ed incordata. Ne ho ricavato una palla che ho messo nella ciotola unta d' olio, ho ricoperto con pellicola alimentare ed ho messo a riposare in frigorifero tutta la notte.
Ho tagliato a pezzettini la mozzarella e l' ho messa in frigorifero in un colino dentro ad una tazza.
Il mattino successivo ho estratto l' impasto dal frigorifero e fatto acclimatare mezz' oretta.
Nel frattempo ho condito il pomodoro con olio, un pizzico di sale ed origano.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho versato l' impasto sulla spianatoia e l' ho allargato a formare un rettangolo a cui ho dato due pieghe. Con un tarocco ho ricavato tante striscioline e da queste delle porzioni di impasto da 20 gr. ciascuna. 
Ho formato le palline che poi ho schiacciato un po' con il mattarello e le ho riposte sulla leccarda ricoperta di carta da forno.
Con un cucchiaino ho condito ciascuna pizzetta (schiacciandola un po' prima) con il pomodoro. Ho infornato per 15 minuti ed ho estratto la teglia dal forno, ho aggiunto su ciascuna pizzetta la mozzarella a dadini, un filo d' olio ed ancora un po' di origano. Ho di nuovo infornato per altri 5 minuti.
 


Hanno riscosso molto successo perché sono davvero deliziose!

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.


lunedì 14 giugno 2021

Cheesecake al cannolo siciliano

Oggi è una giornata particolare, per me. Ho ricevuto la mia prima dose di vaccino Sars-COV-2!
Scorrendo il documento che riporta le mie vaccinazioni, ho avuto un piccolo moto di commozione nel rileggere che il 25 Gennaio 1988 ricevevo il vaccino contro la Rosolia. Commozione per l'inevitabile  confronto tra l' allora e l' oggi che ne è scaturito.

All' epoca, ricordo, i vaccini erano visti e vissuti come "riti di passaggio", "cose che andavano fatte". Era raro sentir parlare di persone che si rifiutavano di sottoporsi (o di far sottoporre i propri figli) alla vaccinazione.
Quanto tempo è passato da allora... ricordo ancora che indossavo la tuta da ginnastica color bordeaux,  tra i capelli avevo una molletta di quelle a scatto color rosa (credo con una farfallina) e poi... TOCCO DI CLASSE TIPICAMENTE ANNI '80 i miei "bellissimi" mocassini neri con tanto di calzino in cotone bianco (le calze in spugna erano troppo spesse altrimenti sicuro che avrei messo quelle) -_-. Stendiamo un pietoso velo... ma anche no! :-)
Ripensare a quei momenti mi fa spuntare la lacrimuccia... non tanto per l' outfit (si usa dire così, adesso, no?! ) scelto  quanto per lo spirito con cui affrontavo quella "prova". Mi rivedo ad aspettare con coraggio (perché avevo paura!) e diligentemente il mio turno, a chiudere gli occhi durante la somministrazione del vaccino e poi a sentirmi immensamente sollevata una volta finito tutto. Avrei voluto la mamma, lì con me, ma non si poteva perché il vaccino era somministrato a scuola, durante l' orario delle lezioni.

Questa volta ho potuto scegliere io se farlo o meno... non che avessi dubbi al riguardo. Ho avuto un po' di timore perché, quando il campione è tanto vasto, è anche normale sentir parlare di reazioni diverse. 
Avrei voluto la mamma lì con me? Onestamente sì... ma visto che non avrebbe potuto stare dove l' avrei tanto voluta (n.d.R.: accanto a me, a tenermi la mano), ho preferito saperla a casa al fresco!!!! 
Beh... inutile dirvi che NON indossavo né tuta né mocassini con calze ma canotta, gonna e sandali aperti! :-D 

Oggi è una giornata particolare, per me, scrivevo nell' incipit di questo post, perché mi sento grata e fortunata per aver ricevuto la mia prima dose di vaccino ma soprattutto felice perché intravedo un po' di speranza per il futuro, la luce in fondo al tunnel di questa maledetta pandemia.

Con lo stesso spirito (felicità e gratitudine) ho vissuto la re-union con i nostri amici. Non ci vedevamo, tutti e quattro insieme, da ben 7 mesi. Un' eternità!
Per festeggiare ho deciso di preparare questa deliziosa cheesecake al cannolo siciliano perché avevo... voglia (ma anche bisogno) di qualcosa di fresco!!! 
Questa volta ho potuto assaggiarlo anche io il dolce perché è con estremo orgoglio che vi annuncio che, in ambito dieta nutrizionale, ho iniziato il mio programma di mantenimento!!! Urrà

La ricetta della cheesecake al cannolo siciliano proviene dritta dritta da qui.

Rispetto al post originale ho utilizzato qualche grammo in più di ricotta di pecora, qualche grammo in meno di zucchero semolato e scelto uno stampo a cerniera di 18 cm di Ø (la ricetta era per uno stampo da 20). Con quanto avanzato ho fatto una monoporzione per la mia mamma ( che adora, oltre al pistacchio, i dolci a base di ricotta) e con la crema farcirò i gusci di cannolo inutilizzati. Ahhh chiaramente se siete bravissim* e volete autoprodurvi i gusci di cannolo, siete liberissim* di farlo! Io li ho acquistati al super (leggere che erano prodotti in uno stabilimento di Catania mi ha ispirato fiducia) perché se anche avessi deciso di vincere la mia repulsione per l' odore di fritto, le temperature di sabato mi avrebbero fatta comunque desistere dal prepararli.

Ingredienti per uno  stampo a cerniera di 18cm di Ø:

  • 200 gr. di gusci di cannoli siciliani 
  • 80 gr. di burro fuso
  • 240 gr. di ricotta di pecora
  • 200 gr. di ricotta vaccina
  • 150 gr. di zucchero semolato
  • scorza di un' arancia non trattata
  • 200 gr. di panna fresca da montare
  • 10 gr. di colla di pesce
  • 100 gr. di gocce di cioccolato fondente
Per decorare
  • 50 gr. di cannoli siciliani spezzettati grossolanamente
  • gocce di cioccolato
  • granella di pistacchio
Strumenti:
  • mixer
  • pentolino
  • cucchiaio
  • marisa o spatola
  • setaccio
  • 2 ciotole
  • frusta a mano
  • fruste elettriche
  • stampo a cerniera di 18 cm di Ø
  • carta da forno
  • spatola
Preparazione
La sera prima ho messo a scolare i due tipi di ricotta in modo tale che rilasciassero il siero.
Il giorno dopo ho messo a fondere il burro a bagnomaria.
Ho rivestito di carta da forno lo stampo a cerniera.
Ho tritato grossolanamente con il mixer 200 gr di gusci di cannolo, li ho riuniti in una ciotola e mischiati con il burro fuso ormai tiepido.
Ho versato nello stampo a cerniera e compattato con un cucchiaio.
Mi sono poi dedicata alla preparazione della crema.
Ho setacciato in una ciotola le due ricotte, ho aggiunto la scorza d' arancia e lo zucchero ed ho mescolato con la frusta a mano. Sono poi passata alle fruste elettriche per ottenere una crema liscia ed omogenea. Ho conservato in frigorifero.
Ho messo ad idratare per 10 minuti la colla di pesce in una tazza di acqua fredda.
Con le fruste elettriche ho semimontato la panna fresca fredda e l' ho messa a raffreddare in frigorifero.
Ho messo a scaldare a fuoco dolce tre cucchiai di ricotta e, una volta diventata morbida, ho strizzato la colla di pesce e l' ho messa a sciogliere nella ricotta calda.
Ho unito la ricotta con la colla di pesce alla restante crema di ricotta, ho amalgamato e poi aggiunto anche la panna semimontata mescolando con una marisa dal basso verso l' alto, con delicatezza.
Ho aggiunto le gocce di cioccolato e mescolato ancora dolcemente e poi ho versato la crema sulla base di gusci di cannolo e burro.
Ho dato dei colpetti alla teglia per far assestare la crema e poi ho livellato con una spatola.
Ho messo a freddare in frigorifero per 2 ore e poi in freezer per 5 ore.
Trascorso il tempo di riposo/raffreddamento/rassodamento, ho sformato la cheesecake e decorato con un giro di gusci di cannolo spezzettati a mano, un giro di granella di pistacchio ed un cerchio di gocce di cioccolato.



Ce la siamo gustata tutta, questa cheesecake!
Leggera, golosa ma soprattutto: FRESCA!!!!!!!!!!!

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.


lunedì 17 maggio 2021

Torta rustica di pere

Quella che vado a riportarvi è una scena che si ripete ogni mercoledì, giorno di mercato. Gli attori sono sempre gli stessi (mia mamma ed io). Gli "oggetti del contendere" sono le uniche variabili.

Pistacchietta: "Oggi vado al mercato. Ti serve qualcosa?"

LaRiccia: "No mamy, grazie! Sono a posto così. Ci penso poi sabato."

Pistacchietta: "Sono andata al mercato. Ti ho comprato qualche pera: le William che ti piacciono tanto!"

LaRiccia: "Ah...grazie ma... ti avevo detto che non mi serviva nulla... tra l' altro di pere ne ho... ho ancora  quelle che ho acquistato due settimane fa..."

Pistacchietta: "Va beh poi quando vieni guardi... se le vuoi le prendi." 

e poi, con un colpo da maestra che annulla e sostituisce l' affermazione precedente, aggiunge "Sai che io non le posso mangiare."

Dato che il "qualche" di mia mamma si quantifica in 8 unità, ritrovandomi con una discreta (12) quantità di pere, ho iniziato a cercare qua e là qualche ricetta per "farle fuori" (la serial killer di pere... potrebbero farci su un episodio di Criminal Minds). La ricetta ideale doveva rispondere ai seguenti requisiti: 

- ha da esse 'na torta

- deve essere di semplice esecuzione. Una classica torta da credenza di quelle tanto buone da pucciare nel latte. Latte che in casa non c'è perché LoveOfMyLife non lo beve perché non gli va mentre io non lo bevo perché per ora non posso... ma questi sono dettagli trascurabili

- deve prevedere l' impiego di almeno 3 pere.

Scorrendo Instagram sono approdata sul profilo di 55Winston55 e lì ho scovato una ricetta che sembrava proprio fare al caso mio! Quella della torta rustica di pere

Una bella torta morbida, alta, facile da fare e che prevedeva l' uso di ben 4 pere. Unico neo? La presenza del succo di pera che io non avevo... così mi son detta... "beh... frullo una pera con un po' di liquidi ed il gioco è fatto!". Così al posto di 150 ml di succo ho usato un frullato composto da: 1 pera, 4 cucchiai di amaretto Disaronno, 1 tazzina da caffé di acqua, un po' di polvere di Vaniglia Bourbon e la scorza del limone previsto per irrorare le pere affinché non annerissero. Poi, già che c'ero, ho deciso di sostituire i 150gr. di zucchero semolato con un mix di zuccheri: semolato, di canna e di cocco....
Non avendo uno stampo a cerniera di 20 cm mi sono detta che quello da 19 poteva andare ugualmente bene alzandone i bordi con la carta da forno... 
Posso anticiparvi che ho fatto benissimo a prendermi queste libertà?????

Ingredienti per uno  stampo a cerniera di 19cm Ø:

  • 2 pere grandi tagliate a pezzi
  • 2 pere grandi tagliate a fettine sottili
  • 2 cucchiai di zucchero di canna 
  • succo e scorza di 1 limone
  • la punta di un cucchiaino di mix di spezie (cannella, cardamomo, chiodi di garofano)
  • 350 gr. di farina 00
  • 3 uova a temperatura ambiente
  • in sostituzione di 150 ml di succo di pera: 1 pera, 4 cucchiai di Amaretto Disaronno, mezzo cucchiaino di polvere di vaniglia bourbon, la scorza del limone, una tazzina da caffé di acqua
  • 80 ml. di olio di semi di girasole
  • 150 gr. di zucchero semolato che io ho sostituito con : 75 gr. di zucchero semolato, 50 gr. di zucchero di canna, 25 gr. di zucchero integrale di cocco
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 cucchiaio raso di zucchero di canna per spolverare la torta prima della cottura
Strumenti:
  • frullatore
  • 2 ciotoline
  • spelucchino
  • grattugia
  • coltello
  • ciotola
  • fruste elettriche
  • marisa
  • teglia rotonda del diametro di 19 cm Ø
  • carta da forno
Preparazione
Ho subito lavato, mondato e tagliato a tocchetti in una ciotolina le prime due pere.
Ho lavato e tagliato a fettine, in una seconda ciotolina, le altre due pere (ho lasciato la buccia perché erano pere Williams rosse e la loro buccia mi piace tantissimo).
Ho poi condito ciascuna ciotola di pere con un cucchiaio di zucchero di canna, il succo di mezzo limone ed un po' di mix di spezie.
Ho poi lavato, sbucciato e tagliato a tocchetti la pera usata in sostituzione del succo di pera e l' ho messa nel frullatore, ho aggiunto 4 cucchiai di amaretto Disaronno, un po' di polvere di vaniglia Bourbon, la scorza del limone (quello il cui succo ho usato per irrorare le pere) ed una tazzina di acqua ed ho frullato fino ad ottenere un succo denso.
Ho poi proceduto a foderare la teglia con carta da forno. Ho foderato anche i bordi avendo cura di fare delle strisce di carta forno che fossero ben + alte della tortiera in quanto sapevo che la torta sarebbe cresciuta molto (ho usato una teglia di 19 cm anziché i 20 proposti... che erano già una eccezione rispetto ai 24).
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C e poi ho iniziato a preparare l' impasto della torta.
In una ciotola ho montato per cinque minuti le 3 uova con il mix di zuccheri.
Ho poi aggiunto l' olio di semi ed il frullato di pera e continuato a montare per altri due minuti.
Ho poi aggiunto la farina ed il lievito ed amalgamato bene. In ultimo ho aggiunto le pere tagliate a tocchetti e mescolato bene con una marisa.
Ho versato il composto nella teglia, dato due colpetti per farlo assestare bene e poi ho decorato con le pere a raggera. Ho spolverato la superficie delle pere con zucchero di canna ed infornato. Ho abbassato la temperatura del forno a 170°C.
Avendo scelto una teglia da 19 cm, contro quella da 20 proposta, la mia torta ha superato la prova stecchino dopo 1h e 15 minuti. 

Ne è venuta fuori una torta altissima, molto soffice e profumata! Una vera bontà... a detta di LoveOfMyLife perché io continuo solo a guardarla ed a porzionarla per il fortunato che se la pappa!










Vi abbraccio.
A presto!
LaGio' Riccia

domenica 9 maggio 2021

Roselline al pistacchio

Maggio è il mese della mia mamma e questo perché è proprio in Maggio che si festeggiano tutte le mamma ma anche perché la mia, pistacchietta, è proprio nata in questo mese.

Dallo scorso anno, però, maggio annovera un' altra ricorrenza. Davvero poco felice. Un evento travolgente che si è andato ad aggiungere a tutte le prove che questa vita ha parato innanzi il cammino della mia mamma. Una prova difficilissima, spietata, che ha cambiato la sua quotidianità, la sua vita intera e che ha segnato anche noi figlie.
Vedere la propria mamma vulnerabile, fragile, disperata, rassegnata, spenta è tremendo. Non lo auguro a nessuno. Tornare a vederla forte, positiva (per quanto possibile), allegra e propositiva proprio quando sembrava avessimo raggiunto un punto di non ritorno, mi ha fatto dopo tanto tornare a tirare un sospiro di sollievo ma mi ha anche dimostrato, per l' ennesima volta, che la mia mamma è proprio una combattente, piccina, ma dalla tempra fortissima e che, in fondo, vuole solo un po' di serenità e non provare dolore fisico.

Io non credo riuscirei a sopportare tutto ciò che ha vissuto lei ma sono fiera ed orgogliosa di poterle stare accanto e, per quel poco che posso, sostenerla. Io per lei ci sono, come lei c'è sempre stata, per me, soprattutto nei momenti più difficili e, quasi, insostenibili.

Per festeggiare il mio "gigante in miniatura" ho deciso di preparare delle tortine che vedono il pistacchio, di cui è ghiotta la mia mamma, come protagonista. Delle soffici tortine con farina di mandorle e pistacchi arricchite da un cuore morbido e goloso di crema spalmabile al pistacchio.

...e siccome alla mia mamma piacciono moltissimo i fiori... ecco perché ho scelto di farle a forma di rosa...

INGREDIENTI per 9 tortine:

  • 70 gr. di farina di mandorle
  • 70 gr. di farina di pistacchi
  • 50 gr. di farina di riso
  • 170 gr. di zucchero a velo
  • 170 gr. di burro + quello per gli stampini
  • 4 albumi di uova (circa 145 gr.)
  • 10 gr. di mandorle amare o qualche goccia di aroma mandorla amara
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 9 cucchiaini di crema spalmabile al pistacchio
  • zucchero a velo per decorare
Strumenti:
  • teglia per mettere a freddare la crema al pistacchio
  • carta forno
  • pentolino
  • mixer
  • ciotola
  • fruste
  • leccapentole
  • 6 stampini a forma di rosellina
  • 3 stampini per crostatine
  • 3 pirottini di carta (per gli stampini per crostatine)
  • gratella per dolci
Preparazione
Innanzitutto ho preso una teglietta, l' ho rivestita di carta forno e vi ho messo 9 cucchiaini, 1 per tortina, di crema spalmabile distanziati l' uno dall' altro ed ho riposto in freezer. Nel frattempo mi sono dedicata alla preparazione dell' impasto. 
Ho predisposto gli stampini... io ho imburrato degli stampini in silicone (ne ho solo 6) a forma di rosa (agli utilizzi precedenti omettendo questo passaggio ho avuto brutte sorprese) e messo dei pirottini di carta in 3 stampini in metallo per crostatine. 
Ho fuso il burro e l' ho messo ad intiepidire.
Ho passato al mixer le farine di mandorle e pistacchi insieme alle mandorle amare per tritare queste ultime.
Ho poi messo in una ciotola tutte le farine e lo zucchero a velo ed ho mescolato.
Ho aggiunto il burro fuso ormai tiepido, l'estratto di vaniglia e gli albumi, uno alla volta mescolando con le fruste ad ogni aggiunta. Ho continuato a mescolare con le fruste.
Ho messo un po' di impasto negli stampini, inserito la "pallina" di crema al pistacchio fredda e ricoperto con altro impasto. 
Ho infornato per 15-20 minuti.
Io ho cosparso le tortine con un po' di zucchero a velo.

Ed ecco qua le roselline per la mia mamma!




Che dire?! Auguri a tutte le vostre mamme e, perché no?!, anche a voi se lo siete!