mercoledì 2 novembre 2022

Torta di pere e yogurt greco - Sto fuori come un poggiolo

Penso di essere un po' stressata.
E se non sono stressata sono fuori come un balcone.
E se non sono stressata o fuori come un balcone beh allora la mia è demenza senile.

La mia mente mi sta inviando segnali sempre più insistenti del mio disagio.
Potrei farvi innumerevoli esempi, purtroppo, ma mi limiterò all' ultimo in ordine di successione.
Sabato mattino al super. Lista della spesa alla mano. Reparto ortofrutta. Metto la merce nel sacchetto, prezzo e ripongo nel carrello. Lo faccio con ananas, prugne, finocchi, etc...
Ad un certo punto non trovo più la lista. MALEDIZIONE! Stilo appositamente la lista per evitare di dover ricordare tutto e quella sparisce?!?!
Ripercorro a ritroso l' itinerario da me seguito dall' ultima volta in cui ricordavo di avere la lista in mano. Controllo a terra. Niente. Guardo nelle varie cassette di frutta e verdura da cui avevo pescato. Niente. Guardo nei pressi delle varie bilance usate per pesare e prezzare la merce. Nulla. Della mia lista nessuna traccia.

Con un grande sforzo cerco di ricordare tutto ciò che mi serviva rassicurandomi del fatto che, comunque, nulla mi vietava di tornare al super un altro giorno (ecccchepppalle però!).
Quando qualche ora dopo arrivo a casa ed inizio a mettere a posto i miei acquisti... ecco cosa mi trovo davanti (Fig. 4) -_-. 

E' sicuramente sbagliato cercare consolazione nel cibo ma avevo bisogno di tirarmi su di morale, di ricevere una pacca sulla spalla e sentirmi dire "Tranquilla Gio'. Va tutto bene!" e siccome in casa ero sola... 

TORTA! Faccio una torta! Di quelle consolatorie, da credenza... come quelle che mi preparavano la mamma e, ancor prima, la nonna.


Torta di pere e yogurt greco

INGREDIENTI per uno stampo a cerniera di 20cm:

  • 3 uova a temperatura ambiente 
  • 150 gr di zucchero
  • 100ml di olio di riso
  • 3 pere di media grandezza
  • 150 gr di yogurt greco al naturale (0% di grassi)
  • 250 gr di farina "0"
  • succo e scorza di 1 limone con buccia edibile
  • 1 bustina di lievito x dolci
  • 1 cucchiaino di polvere di vaniglia
  • 1 pizzico di sale

STRUMENTI:

  • ciotola
  • setaccio
  • fruste elettriche 
  • marisa
  • stampo a cerniera
  • carta da forno 

PREPARAZIONE

Ho tagliato a cubetti 1 pera e mezza e l'ho irrorata col succo di mezzo limone. La restante pera e mezza l'ho affettata ed irrorata anch'essa col succo del mezzo limone restante.

Ho montato x 5 minuti le uova con lo zucchero, ho poi aggiunto l'olio di riso e lo yogurt greco a cucchiaiate (sempre montando con le fruste). Ho poi unito la farina setacciata col lievito, la scorza di limone, la polvere di vaniglia il pizzico di sale e continuato a montare. Ho aggiunto la pera a pezzetti ed amalgamato con una marisa. Ho versato in una teglia di 20cm imburrata ed infarinata, decorato con le fettine di pera ed infornato a 200°C x 50 minuti (vale la prova stecchino)

Fig. 1


Fig. 2

Fig. 3


Fig. 4 (la lista al peso del cavolfiore)


A presto!
LaGio' Riccia

sabato 1 ottobre 2022

Madeleines au Beurre Noisette et Vanille

La stragrande maggioranza delle persone a sentir parlare di "Madeleines" pensa a Proust... io penso a mia sorella ed alla sua passione per la Francia e per i sapori decisi, burrosi ed avvolgenti della sua cucina. 
Ed è per questo che, in occasione del suo ultimo compleanno (gennaio scorso), ho optato per loro come pensierino "home-made" da consegnarle insieme al regalo vero e proprio. 
Prima di allora mi ero già cimentata nella produzione di Madeleines ma erano salate. Questa volta, invece, volevo che il pacchettino "profumasse" di burro, vaniglia e mandorla. Che profumasse di Francia. Che nell' aprirlo mia sorella andasse in brodo di giuggiole come capitava quando apriva la confezione "Made in France" acquistata al supermercato.
Insomma volevo fare le cose per bene!

Cercando in rete, soprattutto su blog francesi, ho deciso di provare una ricetta di Madeleines che prevedeva l' uso del "Beurre Noisette" che io avevo già preparato in occasione di questa altra torta
Purtroppo non ricordo l' indirizzo al quale ho trovato la ricetta, so solo che io ho sostituito il cucchiaio di acqua di fiori d' arancio con un cucchiaio di estratto di vaniglia e che ho adottato qualche accorgimento al fine di ottenere delle Madeleines belle cicce!

Da quel che ho letto in giro, fondamentale per la formazione della famosa "gobbetta" è lo shock termico ed è per questa ragione che, una volta preparato l' impasto, è necessario farlo riposare almeno due ore (per me una notte) in frigorifero. In questo modo, oltretutto, l' impasto sarà più tosto e quindi sarà più semplice il suo porzionamento nell' apposito stampo. Una volta riempito, ho messo lo stampo a freddare nel frigorifero fintantoché il forno non raggiungeva la temperatura necessaria alla cottura.

Per ciò che concerne la cottura: ho infornato a 210°C per 3 minuti e cioè fino a quando i bordi delle Madeleines non si sono sollevati un po', formando un avvallamento centrale. Ho quindi spento il forno ed atteso che si formasse la gobbetta (circa 2-3 minuti) e poi riacceso il forno a 190°C e proseguito la cottura fino a completa doratura.

INGREDIENTI per circa 18 Madeleines classiche:

  • 125 gr. di burro leggermente salato
  • 2 uova intere
  • 85 gr. di zucchero
  • 4 gocce di estratto di mandorle amare 
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 35 gr. di latte
  • 125 gr. di farina 0
  • 5 gr. di lievito in polvere

STRUMENTI:

  • pentolino
  • colino
  • ciotola
  • setaccio
  • fruste elettriche 
  • stampo per Madeleines 

PREPARAZIONE

Per prima cosa ho messo il burro in un pentolino e l' ho fatto sciogliere a fuoco basso fino a quando non ha assunto un bel colore nocciola. L' ho tolto dal fuoco, filtrato con un colino e lasciato raffreddare.
In una ciotola ho lavorato le uova con lo zucchero ed ho poi aggiunto il latte, l' estratto di vaniglia e l'aroma di mandorle amare. Ho mescolato bene con le fruste. 
Ho poi unito al composto così ottenuto la farina setacciata con il lievito, mescolato ed unito a filo il burro fuso raffreddato mescolando a completo assorbimento.
Ho coperto l' impasto così ottenuto con della pellicola trasparente a contatto e messo a riposare in frigorifero per una notte.
Sebbene in silicone, ho comunque imburrato ed infarinato gli stampi da madeleines. 
Ho versato l' impasto negli appositi incavi riempiendoli per i 3/4 e messo a riposare per un' altra mezz'oretta. 
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 210°C e, quando caldo, ho infornato. Ho fatto cuocere per 3 minuti e poi spento il forno e senza aprire lo sportello ho atteso che la formazione della "gobbetta" (sono occorsi circa 3 minuti). Ho quindi riacceso il forno impostando la temperatura di 190°C e completato la cottura.






A presto!
LaGio' Riccia

lunedì 5 settembre 2022

Cheesecake Oreo - Si riparte!

Eh sì: si riparte!!!
Mai espressione fu più vera... non solo perché tra scuola e fine delle vacanze estive settembre è sempre il mese della ripartenza ma anche perché, udite udite, la prossima settimana, dopo un' assenza di praticamente 2 anni e 7 mesi e salvo colpi di scena dell' ultimo minuto, rientrerò in ufficio.
Incredibbboli!
Rivedrò i miei colleghi in carne ed ossa (durante il periodo di lavoro "agile" abbiamo continuato a vederci tramite web-cam... poveri colleghi... se da una parte si son dovuti beccare la versione + "nature" di me ossia:
pinzettone in mezzo ai ricci e viso struccato, dall' altra  possono ringraziarmi perché cotanta mia visione ha permesso loro di constatare che i loro cuori reggono bene gli spaventi :-D!!!) e, per ora almeno una volta a settimana, tornerò ad una pseudo-normalità lavorativa.

Lavorare da casa è sicuramente una gran comodità: riduce lo stress generato dal viaggio per andare e tornare, consente di sapere esattamente quando si inizia e quando poi si finirà di lavorare (salvo imprevisti), limita le distrazioni date dalla condivisione di spazi comuni (io ho sempre lavorato in open-space) e permette di essere molto più produttivi (ho completamente eliminato le pause caffè, salvo qualche pausa virtuale con i colleghi). Per me, poi, è stato proprio provvidenziale perché mi ha consentito di riuscire a fornire la dovuta assistenza a mia mamma a seguito degli interventi cui si è dovuta sottoporre proprio ad inizio pandemia (quando ancora non era obbligatorio l' uso delle mascherine, per intenderci).
Tanti i vantaggi, insomma, ma non dover uscire di casa ogni giorno per raggiungere la sede di lavoro ha comportato, almeno per me, una sorta di chiusura verso il mondo esterno. Ho trascorso interi periodi nei quali rincasavo a casa la domenica per poi riuscirne il sabato mattina della settimana successiva. 
Un po' sento la mancanza dell' andare in ufficio, condividere con i colleghi le pause caffè ed avere con loro un rapporto più "reale". 

Settimana prossima, quindi, si rientrerà in ufficio per 2gg ed i restanti 3 si lavorerà da casa e credo che questa soluzione sia, almeno sulla carta, davvero ottima perché, come dicevano gli antichi, "in media stat virtus".

Riparto anche qui e quindi riapro questo mio angolino domandandovi scusa se, alla fine, non sono riuscita a continuare ad essere presente da voi come immaginavo e come avrei voluto.

La ricetta della ripartenza è la torta che ho preparato in occasione del compleanno di LoveOfMyLife, circostanza che casca a fine luglio. Il caldo che, personalmente, mi ha piallata in questa estate (e mi ha fatto scoprire di poter sudare in punti del corpo in cui non pensavo di poter sudare) mi ha fatta desistere dall' accendere il forno per cui quando su instagram ho visto la ricetta di questa bellissima e semplicissima Cheesecake Oreo, mi sono detta: "Eccola! E' lei la prescelta!". La ricetta, come vedete, proviene dal sito Lucake. Io ho adeguato le dosi degli ingredienti al mio stampo di 18cm di diametro e, per sciogliere la colla di pesce, anziché il latte ho usato la quantità di panna che altrimenti avrei avanzato.

INGREDIENTI per la BASE:

  • 200gr di biscotti oreo (senza crema bianca)
  • 100gr di burro

INGREDIENTI per la CREMA:

  • (crema tolta dall’interno degli oreo)
  • 300gr di formaggio spalmabile (per me "Riccotta" spalmabile)
  • 190gr di mascarpone
  • 68gr di zucchero a velo
  • 20gr di panna (la ricetta originale prevedeva l'uso del latte)
  • 4gr di colla di pesce
  • 225gr di panna fresca
  • 8 oreo a pezzetti

INGREDIENTI per DECORARE:

  • 150gr di panna fresca
  • 1,5 cucchiaini di zucchero a velo
  • 4 oreo divisi a metà
STRUMENTI:

  • mixer
  • pentolino
  • 2 ciotole
  • stampo apribile del diametro di 18cm
  • carta forno
  • fruste elettriche
  • coltello
  • leccapentole
  • sac à poche con bocchetta a stella

PREPARAZIONE

Per prima cosa ho foderato lo stampo con la carta forno e poi mi sono dedicata alla preparazione della base per cui ho messo il burro a fondere in un pentolino e nel mentre ho separato gli Oreo e raccolto la loro crema nella ciotola atta alla preparazione della crema.
Ho frullato i biscotti, li ho mischiati con il burro fuso e versato il composto all' interno dello stampo. Ho appiattito e compattato con un cucchiaio e messo in frigorifero per almeno mezz'ora.
Mi sono poi dedicata alla crema.
Ho messo in ammollo in acqua fredda la colla di pesce.
Ho aggiunto il mascarpone, il formaggio spalmabile e lo zucchero a velo alla crema tolta dagli Oreo ed ho lavorato con le fruste fino ad ottenere un composto ben amalgamato.
In un' altra ciotola ho semi-montato la panna e l' ho aggiunta con delicatezza e mescolando dal basso verso l' altro alla crema di formaggi di cui sopra.
Ho messo a scaldare i 20gr di panna liquida in un pentolino. Ho strizzato la colla di pesce e l'ho fatta sciogliere nella panna calda.
Ho aggiunto a filo la panna con la colla di pesce al composto di panna e formaggi ed ho amalgamato con le fruste a bassa velocità fino ad ottenere una crema priva di grumi. 
Ho tagliato in due 4 Oreo per ricavare i semicerchi con cui decorare la torta e li ho messi da parte. Ho tritato i biscotti rimanenti a pezzetti e li ho aggiunti alla crema della farcia.
Ho versato la crema nello stampo, livellato bene il composto e riposto in frigorifero per 8 ore. La ricetta originale indica un riposo di almeno 4 ore o comunque sufficiente a far rassodare la crema io l'ho lasciata 8 ore per esigenze di ordine pratico.
Passato il tempo del riposo ho montato la panna ben ferma con lo zucchero a velo, l' ho inserita in una sac à poche con bocchetta a stella e l'ho utilizzata per guarnire la torta alternando una rosa di panna ad una metà di Oreo. 
Ecco la torta del festeggiato!





Questa torta è di facilissima esecuzione ed è davvero golosa! 
Al festeggiato è piaciuta molto!!! <3
A presto!
LaGio' Riccia

domenica 26 giugno 2022

Barbabietole e cipolla di Tropea saltate

Interrompo la serie di ricette che richiedono il forno perché nun ja fo' proprio ad accenderlo!
Depongo le armi, almeno finché le temperature non torneranno ad essere "ragionevoli".
Non so come "butta" da voi ma qui, in quel di Torino, si annaspa.
Il rivolo di sudore che scorre lungo la mia colonna vertebrale è diventato mio compagno inseparabile. Trascorro più tempo con lui che con LoveOfMyLife -_-.
Ad esso, poi, si aggiunge anche la novità dell' interno coscia pezzato (come se le fantastiche ascelle non fossero sufficienti). Ma si può?!? Io che non mollavo mai i miei fedelissimi jeans (*), quest' anno mi sono convertita a vestitini, gonnelline e bermuda.
E chi se ne frega se metto in mostra gambe che non hanno nulla da invidiare ai tronchi di pino o ad un terzino della nazionale. Posso sempre dare la colpa alla ritenzione idrica data dalla calura.

(*) Nemmeno a Granada, nel lontano 2013, quando riuscimmo a tirare un sospiro di sollievo ed a metter piede fuori dall' hotel solo alle h. 21 perché i 37°C ci parevano una benedizione rispetto alla canicola che ci accolse al nostro arrivo attorno alle h. 15 (la receptionist dell' hotel la definì "ora mala" ossia brutto momento).

Ricetta che non richiede forno, dunque, ma solo un passaggio in padella.

Ho scoperto da pochi mesi le barbabietole. Nonostante la mia riluttanza iniziale, sono stata convinta ad assaggiarle e..beh..le ho adorate a tal punto da decidere di acquistarle al mercato e cucinarmele a casa.
Il contadino di fiducia della mia mamma vendeva le barbabietole già cotte alla brace per cui, una volta pulite (dalla mia mamma che mi vizia tanto, lo so!) è stato sufficiente tagliarle a listarelle sottili ma non troppo e farle soffriggere insieme ad una bella e grossa cipolla di Tropea, erbe aromatiche e via, il gioco è fatto! In un attimo si può gustare un piatto delizioso e... coloratissimo!

Con questo piatto, salvo colpi di scena, credo proprio che vi saluterò a dopo le vacanze. 
Come lo scorso, anche quest' anno non andremo da nessuna parte fatta eccezione per qualche gitarella in montagna. Vedremo.

Ci rileggiamo a settembre!

INGREDIENTI:

  • barbabietole precotte e pulite 
  • 1 cipolla di Tropea grande
  • olio extravergine di oliva 
  • aglio a sentimento 
  • sale
  • mix aromatico (io: origano, timo, menta, rosmarino)
  • pepe a piacere 

STRUMENTI:

  • tagliere
  • coltello
  • padella
  • cucchiaio

PREPARAZIONE

Ho tagliato a listarelle le barbabietole. Ho mondato e lavato una cipolla di Tropea e l' ho tagliata alla julienne e l' ho messa a soffriggere in un tegame con un giro d'olio evo ed uno spicchio d'aglio in camicia. Quando la cipolla cominciava ad appassire, ho aggiunto la barbabietola, ho salato, aggiunto il mix aromatico e fatto cuocere. Decidete voi il grado di cottura. A me piacciono un po' più abbrustolite per cui le ho fatte cuocere a fuoco vivace.





Mamma che bontà! 
A presto!
LaGio' Riccia

mercoledì 1 giugno 2022

Biscotti morbidi alle mandorle e pistacchi

E niente, la fatina dei biscotti che si è impossessata di me, non accenna a volermi abbandonare -_-.
Che poi non è che in casa si consumino solo biscotti homemade o che di biscotti confezionati non ne entrino, eh?!  Sia chiaro!

Come più volte scritto su queste frequenze, quando LoveOfMyLife era un giovane virgulto single, soleva far colazione con tè e frollini alla panna per cui, da brava compagna che non vuole fargli capire che bella gatta da pelare si è preso proponendomi la convivenza (o quanto meno vuole distrarlo dalla sua presa di coscienza della dura realtà), in linea generale cerco di attenermi a questa usanza.
Salvo fare qualche leggera deviazione di percorso quando proprio non riesco a non rispondere al richiamo del piccolo mugnaio e mi metto a sfornare brioches, torte o grandi lievitati. 
Zona franca è comunque sempre quella dei biscotti fatti in casa che proprio non riesco ad esimermi dal fare ma che temo sempre gli facciano rimpiangere i suoi amati frollini.

Devo dire che LoveOfMyLife accetta sempre tutto con grande entusiasmo ma non ho ancora capito se la sua è una tattica (un po' come certi animali che si fingono morti per sfuggire al pericolo) o se davvero non preferirebbe mangiare i suoi dodici biscotti a forma di ciambella. Scommetterei sulla sua sincerità per diversi motivi:
- LoveOfMyLife ha la memoria di un pesce rosso per cui si guarda bene dal mentire perché le bugie non se le ricorderebbe (nel suo caso le bugie non è che hanno le gambe corte. Non le hanno proprio)
- la mitragliata di domande alla J.B.Fletcher sull' indice di gradimento dei miei "manufatti" gliela sparo a tradimento mentre fa colazione (dopo, per quanto scritto al punto precedente, credo che nemmeno ricorderebbe se gli sono piaciuti o meno) per cui è ancora in quello stato di "mi sono svegliato da poco, non vorrei averlo fatto e cerco di tenere gli occhi aperti". Insomma: ha le difese abbassate.
- quando risponde non noto tremolii sospetti alle palpebre (alla Scrat de "L'era glaciale" quando pianta la ghianda nel ghiaccio dando origine a tutto l' ambaradan noto).

Quindi i biscotti confezionati entrano in casa per LoveOfMyLife ma anche perché mia mamma ogniqualvolta si imbatte in una novità, la compra per farcela assaggiare (vanificando tutti i miei sforzi di aggirarmi come un ninja nello scaffale dei biscotti tenendo un occhio aperto ed uno chiuso per limitarmi a prendere il pacco interessato, ignorando tutte le altre confezioni ammiccanti).

Ad ogni buon conto, quando mi acchiappa la voglia di pasticciare o quando, invece, DEVO, io mi metto a produrre e sfornare.

Questi biscotti sono nati dall' esigenza di placare il mio grido di dolore nel vedere che un pacchetto di farina di pistacchio conservato in dispensa era scaduto da un giorno. Buttarlo?!? Giammai...con quel che è costato! -_-

Sono biscotti morbidi e, lasciatemelo dire, davvero ottimi. Sono del peso di 20gr. ciascuno e quindi danno molta soddisfazione. In quanto morbidi vanno conservati in una scatola a chiusura ermetica.
Sono ottimi sia pucciati nel tè, sia nel caffè ma anche gustati così, soli soletti.

INGREDIENTI per circa 55 biscotti:
  • 150  gr. di farina tipo1 
  • 50 gr. di farina di riso integrale
  • 175 gr. di farina di mandorle 
  • 100 gr. di farina di pistacchio di Bronte
  • 60 gr. di zucchero semolato
  • 60 gr. di zucchero di canna integrale
  • la scorza di un limone biologico
  • 25 gr. di miele millefiori
  • un pizzico di sale
  • 130 ml di latte intero
  • 7 gr. di lievito per dolci
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia Bourbon
  • 100 gr. di burro morbido a temperatura ambiente

STRUMENTI:

  • ciotola
  • setaccio
  • bilancia
  • carta da forno o tappetino microforato
  • leccarda
  • gratella per dolci

PREPARAZIONE

In una ciotola ho setacciato la farina di tipo 1 e quella di riso con il lievito e poi ho aggiunto la farina di mandorle e quella di pistacchio.
Ho aggiunto alle farine lo zucchero di canna, il sale, la scorza di limone ed il burro morbido.
Ho impastato fino ad ottenere un composto a grosse briciole. A parte ho mescolato il miele con il latte e l'estratto di vaniglia e poi ho aggiunto il tutto al composto.
Ho lavorato il composto prima in ciotola e poi sul piano di lavoro fino ad ottenere un panetto omogeneo.
Con le mani leggermente inumidite, ho formato delle palline del peso di 20 grammi ciascuna e le ho messe, distanziandole, sulla leccarda ribaltata e ricoperta con un tappetino microforato (va bene anche un foglio di carta forno).
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C e nel mentre andava in temperatura ho messo le teglie di biscotti in frigorifero (questo passaggio non è necessario). Ho fatto cuocere i biscotti per 15-20 minuti o comunque fino a leggera doratura.
Una volta sfornati li ho messi a raffreddare su una gratella.




Vi assicuro che sono davvero buoni! 
A presto!
LaGio' Riccia

domenica 1 maggio 2022

Biscotti con crusca d'avena, arancia candita e gocce di cioccolato

Questi biscotti nascono come mia rivisitazione della ricetta che vi avevo presentato qui qualche mese fa. Sono nati dalla necessità di ultimare delle scorze di arancia candita e dalla voglia di provare a giocare con zuccheri e grassi differenti.

Ho scelto di sostituire: 

- parte dello zucchero di canna con lo zucchero di cocco per mitigare un po' la dolcezza data dalla scorza d' arancia candita 

- parte del burro con l' olio di cocco per ridurre un po' i grassi animali e, per contro, perché l' utilizzo del solo olio di cocco non mi fa impazzire. 

Li ho ripetuti più volte perché hanno riscosso davvero molto successo in famiglia. La prima versione, per cambiare un po' rispetto alla ricetta a cui si ispiravano (appunto quella dei biscotti con crusca d'avena e cioccolato), non prevedeva l'utilizzo delle gocce di cioccolato ma quando ho provato ad aggiungerle nei tentativi successivi non le ho più abbandonate. Il cioccolato in questi biscotti ci sta da Dio!

INGREDIENTI per 30 biscotti:
  • 200 gr. di crusca d' avena
  • 200 gr. di farina 0
  • 60 gr. di zucchero di canna
  • 60 gr. di zucchero di cocco
  • 90 gr. di burro
  • 90 gr. di olio di cocco
  • 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
  • 45 gr. di latte parzialmente scremato
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • arancia candita a sentimento
  • gocce di cioccolato a sentimento ma facoltative 

STRUMENTI:

  • mixer
  • timbro per biscotti
  • coppa pasta del diametro di 5cm
  • pellicola per alimenti
  • bilancia
  • carta da forno
  • leccarda
  • gratella per dolci

PREPARAZIONE

Ho frullato nel mixer i cubetti di arancia candita con la crusca d'avena fino ad ottenere uno sfarinato.
Sempre nel mixer ho poi aggiunto farina, burro, olio di cocco ed i due tipi di zucchero ed ho frullato ancora.
Ho aggiunto bicarbonato, acqua, latte, estratto e frullato nuovamente fino ad ottenere una palla.
Se decidete di utilizzare le gocce di cioccolato, è questo il momento e poi date qualche colpetto di mixer per amalgamare.
Ho poi compattato brevemente il composto sul tavolo, ho coperto con pellicola trasparente e messo in frigorifero per mezz' ora.
Passato il tempo del riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C, ho foderato due teglie con carta da forno ed ho iniziato a formare i biscotti.
Ho staccato porzioni di impasto di 30gr. l' una e creato una pallina che ho poi pressato con il timbro. 
Ho coppato il biscotto ottenuto con il coppa pasta ed ho adagiato il biscotto sulla leccarda. Ho proceduto così fino a terminare l' impasto. I biscotti vanno distanziati un poco ma non crescono molto in cottura.
Ho infornato e cotto i biscotti per 15-17 minuti. Regolatevi voi con i tempi. I biscotti devono essere belli dorati.
Far freddare su una gratella prima di gustare.




Qui nella versione senza gocce di cioccolato

Qui con l'aggiunta di gocce di cioccolato




Un grande abbraccio e...
a presto!
LaGio' Riccia


lunedì 11 aprile 2022

E' Pasqua? Allora Pan di Neve!

Capita di farsi delle domande.
Domande cui non si può rispondere con un binario-spiccio "Sì/No" e che non hanno necessariamente una risposta  giusta o sbagliata. Domande che nascono così e che trovano risposta più in là nel tempo o anche più risposte diverse perché ci capita di vivere esperienze diverse che ci aprono a nuove interpretazioni.

Rivedevo mio papà dopo 11 anni. Era molto cambiato. Nei miei ricordi di bambina 9enne era un gigante sia in altezza che in fatto di mole. Quello che avevo davanti, da ventenne, era un uomo logorato ed anche sfigurato dalla malattia. Un omino  che pesava la metà dell' ultima volta che lo avevo visto e che poi così alto non era.
Il tipo di domanda di cui vi parlavo poco sopra ha fatto capolino proprio in quella circostanza. Nel parlarmi della sua malattia e di tutte le terapie provate: forti e meno forti, destabilizzanti, invalidanti ed invasive (che lo avevano sfigurato per sempre)  ma rivelatesi fallimentari, quando mi accennò all' ennesimo tentativo che si accingeva a fare non potei non chiedermi:
"Ma come fa a trovare la forza di continuare???"
Non gli posi mai quella domanda. Non volevo che leggesse in questo mio quesito un incentivo a smetterla perché di fatto quella mia domanda nascondeva l' ammissione, o quanto meno il sospetto, che io mi sarei fermata prima, ecco.
Quella domanda mi rimase in testa per tutto il viaggio del ritorno in Piemonte da Diano Castello. 
Pian piano quella domanda assunse i contorni di una risposta perché si trasformò in "Come fa ad avere ancora tutta quella speranza?" e mi convinsi che forse la risposta era questa: la forza derivava dalla speranza.
Vent' anni dopo, vedendo anche mia mamma combattere contro un male la cui prima terapia si è rivelata invalidante a vita, vedendo il suo modo di agire e reagire mi sono detta che forse il "carburante" per andare avanti, era la disperazione.
Ventidue anni dopo, osservando sempre la mia mamma che continua a lottare, ormai da due anni, ed a cercare un equilibrio in tutto ciò che le è successo, equilibrio che, purtroppo, ogni mese è messo in discussione dal piano terapeutico cui è sottoposta, penso di aver trovato la risposta "giusta"... quella che mi convince di più... Una risposta che mi ha trafitto per la sua semplicità. Non vi so dire se è universalmente vera, so solo che quando l' ho trovata mi sono sentita sollevata ed ho pianto. Tanto. Ho pianto tutte le lacrime che ho ricacciato indietro ogni volta che il magone mi saliva su ma mi dicevo "Non ora. Non è il momento. Ora devi essere forte".
La risposta è semplicemente "Io voglio solo stare bene". Tutto ciò che muove chi sta male è "solo" riottenere ciò che magari fino a che si era in salute si dava per scontato e cioè lo stare bene.

La Pasqua si avvicina a grandi passi ed io ho deciso di condividere con voi la ricetta del Pan di Neve di Sonia Peronaci perché, che ci crediate o no, la settimana scorsa in Piemonte (ad alta quota, ehhh) è nevicato ed anche perché la deliziosa glassa che lo ricopre (vi prego FATELA e non ve ne pentirete) è di una goduria pazzesca e ricorda la glassa delle colombe per cui potrete preparare questo golosissimo lievitato e spacciarlo per un dolce pasquale -_-.

INGREDIENTI per la GLASSA:
  • 30 gr. di farina di mandorle
  • 8 gr. di farina di nocciole
  • 7 gr. di farina di mais bramata
  • 7 gr. di farina di semola rimacinata di grano duro
  • 50 gr. di zucchero semolato
  • 25 gr. di miele millefiori
  • 25 gr. di albume
  • 6 gr. di olio di semi di girasole (la ricetta originale prevede olio di mais)
  • 4 gr. di burro fuso
  • 1 cucchiaino di estratto di Vaniglia Bourbon
INGREDIENTI per il LIEVITINO:
  • 100 gr. di farina manitoba
  • 100 gr. di latte fresco parzialmente scremato (la ricetta originale prevede latte intero)
  • 12 gr. di lievito di birra fresco
INGREDIENTI per l' IMPASTO:
  • 300 gr. di farina manitoba
  • 60 gr. di zucchero semolato
  • 60 gr. di miele millefiori
  • 180 gr. di latte fresco parzialmente scremato (la ricetta originale prevede latte intero)
  • 50 gr. di burro
  • 1 uovo medio
  • scorza di un' arancia grattugiata
  • 70 gr. di arancia candita
  • 6 gr. di sale fino
Per decorare:
  • 80 gr. di zucchero in granella
STRUMENTI:
  • robot da cucina con lame
  • sac à poche
  • ciotolina
  • forchetta
  • pellicola per alimenti
  • planetaria 
  • caraffa
  • cucchiaio
  • pirottino in cartoncino alto 11cm e del diametro di 18 cm
  • ferri per maglia

PREPARAZIONE

La sera precedente "l' inizio dei lavori" ho preparato la glassa inserendo tutti gli ingredienti previsti nel robot da cucina ed azionandolo per mezzo minuto. Ho poi messo il composto denso ottenuto nella sac à poche.

Il giorno successivo ho preparato il lievitino in una ciotolina sciogliendo il lievito nel latte, aggiungendo la farina e mescolando con un cucchiaio. Ho poi coperto con pellicola e lasciato riposare nel forno spento per un' ora.
In una caraffa ho mescolato uovo, latte, zucchero e miele ed ho mescolato con una forchetta.
In una ciotola ho mescolato la scorza d'arancia, l'arancia candita e tritata ed il sale.
Trascorso il tempo del riposo, ho messo il lievitino nella ciotola della planetaria ed ho unito la farina, ho avviato la planetaria a velocità media ed unito a filo il composto liquido contenuto nella caraffa ed aggiungendo poi la scorza grattugiata, l' arancia candita tritata ed il sale. Ho fatto andare la planetaria fino ad incordatura dell' impasto.
Ho poi iniziato ad aggiungere in più volte il burro tagliato a tocchetti ed attendendo il completo assorbimento ogni volta.
Ho poi ribaltato l' impasto sul piano di lavoro imburrato ed ho dato dei giri di pieghe prendendo lembi di impasto e portandoli al centro. Ho pirlato l' impasto e l' ho inserito in una ciotola imburrata, coperto con pellicola e lasciato lievitare fino al raddoppio (circa due ore).

Passato il tempo della lievitazione, ho ribaltato l' impasto sul piano imburrato, l' ho pirlato e l'ho inserito al centro del pirottino con la chiusura verso il basso e fatto lievitare fino al raddoppio quando cioè l' impasto è arrivato a circa due dita dal bordo del pirottino (un' oretta circa). 
A lievitazione quasi ultimata, ho acceso il forno impostando la temperatura di 170°C.
Ho spremuto sul pan di neve la glassa formando una chiocciola e spolverizzato con la granella di zucchero. Ho infornato in forno statico per 50 minuti nella parte più bassa del forno. Trascorsi i primi 40 minuti ho coperto il pan di neve con un foglio di alluminio ed ultimato la cottura (per gli ultimi 10 minuti).
A cottura ultimata (vale la prova stecchino) ho infilzato con due ferri da maglia il pan di neve e l'ho messo capovolto a testa in giù in una pentola capiente.
Io ho deciso di non spolverizzarlo di zucchero a velo perché l'ho trovato già delizioso così.

Una vera bontà!









Tanti cari auguri di buona Pasqua a voi ed ai vostri affetti!
A presto!
LaGio' Riccia