martedì 6 ottobre 2020

Torta di ricotta e cacao con ganache fondente - L' apoteosi del cioccolato!!!

Buongiorno a tutt*!

E fu così che arrivò anche l' autunno con i suoi colori caldi e le temperature... un po' meno.

Quest' anno, causa "freschetto" un po' troppo deciso, ho fatto il cambio dell' armadio in un batter d' occhio e non avete idea del peso che mi sono tolta dal groppone: IO ODIO fare il cambio di stagione!!! 

Per il resto: sono di nuovo a dieta (dimagrante, ovviamente) :-/.

Mi sono resa conto che il mio metabolismo non è seduto, no, è proprio NON PERVENUTO. Il mio essere così "abitudinaria" nella scelta dei pasti di tutti i giorni di sicuro non aiuta per cui mi sono buttata in questo piano alimentare - sotto consiglio medico, ovviamente - che porta una sferzata di novità nella mia routine mangereccia quotidiana. 

Vi farò sapere come procede... sperando di avere buone nuove!

Ottobre è il MIO mese. Il giorno 15 compirò 43 anni e, vista la premessa ferale di 4 righe sopra, siccome non mi mangerò alcuna torta, vi lascio la ricetta della meravigliosa torta che ho scelto di preparare per festeggiare la mamma di LoveOfMyLife (che è bilancina come me).

E' una torta super cioccolatosa e davvero golosa! Una torta soffice al cacao con gocce di cioccolato fondente e ricotta nell' impasto decorata con una ganache al cioccolato e crema spalmabile fondente (dei maestri cioccolatieri...).

La ricetta proviene da qui. Se non lo conoscete, passate a sbirciare questo fantastico blog! Fulvia è di una bravura imbarazzante ed i dolci che posta sono davvero dei piccoli capolavori: bellissimi da vedere e deliziosi da mangiare.

Io ho optato per uno stampo di 18 cm per avere una torta un po' più larga e bassa (rispetto alla ricetta originale). Le dosi di impasto sono bastate. Ho usato un po' più di latte ed ho optato per farina 0. Per la ganache ho fatto mezza dose in più.

La cottura a 170°C ha richiesto circa 5 minuti in più.

Ho preparato la torta il sabato nel primo pomeriggio e l' ho decorata domenica mattina per poi consumarla a pranzo del giorno stesso.

INGREDIENTI per la torta (uno stampo da 18 cm):
  • 150 gr. di farina 0
  • 50 gr. di cacao amaro in polvere
  • 200 gr. di ricotta vaccina
  • 200 gr. di zucchero semolato
  • 2 uova a temperatura ambiente
  • 50 ml. di olio di semi di arachide
  • 50 ml. di latte parzialmente scremato
  • 1 cucchiaio di caffè
  • 1 cucchiaino da thè di estratto di vaniglia
  • 10 gr. di lievito per dolci
  • gocce di cioccolato fondente

INGREDIENTI per la ganache:
  • 150 ml. di panna fresca non zuccherata
  • 75 gr. di cioccolato fondente al 75%
  • 3 cucchiai di crema spalmabile al cioccolato fondente

Per decorare:
  • palline di cioccolato croccanti
  • crema spalmabile al cioccolato fondente
STRUMENTI:

  • ciotola
  • fruste
  • leccapentole
  • setaccio
  • gratella per dolci
  • pentolino 
  • sac à poche con bocchetta a stella
  • carta da forno
  • stampo a cerchio apribile di 18 cm
  • coltello per tagliare la cupola della torta

PREPARAZIONE

Per prima cosa ho preparato la moka per prendere il cucchiaio di caffè.
Ho foderato la teglia con la carta da forno.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 170 °C.
Ho montato le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso (c' è voluta una quindicina di minuti).
A parte ho lavorato la ricotta con l' estratto di vaniglia ed il caffé ormai freddo.
Ho aggiunto al composto di uova e zucchero l' olio a filo e continuato a mescolare con le fruste alla velocità più bassa. Ho poi aggiunto la ricotta lavorata in precedenza e l' ho amalgamata con un leccapentole. Ho setacciato farina, cacao e lievito ed amalgamato con delicatezza dal basso verso l' alto. Per ultime ho inserito le gocce di cioccolato fondente. 
Ho versato l' impasto nella teglia e fatto cuocere alla temperatura di 170°C.
Ho controllato la cottura con uno stuzzicadenti e sfornato quando lo stecchino era asciutto e pulito. A me è occorsa 1h e 5'.
Ho poi messo la torta a freddare sulla gratella per dolci. Nella notte ho conservato la torta dentro il porta torte.
Il mattino seguente ho tritato il cioccolato fondente, ho messo a scaldare la panna in un pentolino e prima che raggiungesse il bollore ho tolto dal fuoco e vi ho fatto sciogliere il cioccolato.
Ho aggiunto i cucchiai di crema spalmabile e mescolato.
Mentre la ganache si freddava, ho tagliato la cupola della torta in modo tale da ottenere una superficie piatta e dritta (lo scopo era proprio quello di rendere la superficie piana e non di ridurne l' altezza).
Ho messo a scaldare a bagnomaria una cucchiaiata generosa di crema spalmabile e l'ho spalmata sulla superficie della torta.
Quando la ganache era fredda (io l' ho messa 15 minuti in frigorifero) l' ho inserita nella sac à poche ed ho decorato la torta (come Fulvia ho optato per delle rose romantiche :-)). 
Ho cosparso di palline di cioccolato il centro della torta.
Ho conservato la torta in frigorifero e l' ho poi tolta per portarla a destinazione. Abbiamo lasciato la torta fuori dal frigorifero per tutto il pasto. La ganache è rimasta intatta.
Ed ecco qua la torta!



Questa foto solo per farvi vedere che la torta è venuta ugualmente alta!



Ha riscosso un gran successo.
Voi che ne dite? Non ho scelto una signora torta come ultimo dolce prima della dieta?!?!?!?

Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia

martedì 1 settembre 2020

I Cruffin!!

 Ma ciao!!!

Siete tornat* dalle vacanze? Come sono andate? Cosa avete fatto di bello? 
Raccontatemi voi perché quest' anno io non ho molto materiale.
Con LoveOfMyLife abbiamo deciso di restare a casa e di regalarci qualche passeggiata in montagna.
Credo che non avremmo potuto fare scelta migliore :-). La montagna rinfranca davvero lo spirito e ci ha regalato panorami meravigliosi, aria fresca, tanta quiete (abbiamo incontrato pochissime anime), un po' di fatica per raggiungere la meta scelta ma poi prima del ritorno a casa  ci concedevamo un bel birrino che rimetteva a posto tutto. Cosa desiderare di più??
Il mare, però, ve lo confesso, mi è mancato molto ma non so se con mascherina, distanziamento sociale (più che altro il riuscire a farlo rispettare dai più reticenti), etc... saremmo riusciti a godercelo a pieno.

Ma adesso siamo qua! Settembre è arrivato! Siete di nuovo presissim* dal tran tran delle vostre vite?
Anche da voi le temperature si sono abbassate? Sì? Beh allora potreste provare a cimentarvi in queste meraviglie: I CRUFFIN!
Circa due anni fa ricordo che ne era esplosa la mania: vedevo CRUFFIN ovunque!

La loro forma mi aveva conquistato a tal punto da farmi desiderare la nonna papera (ossia la macchina per tirare le sfoglie di pasta fatta a mano). Una volta ricevutala in regalo (Natale 2018), quello a mancarmi era il tempo (ma in primis la voglia perché...se c'è la voglia il tempo lo si trova eccome).

In periodo di lockdown, però, non avevo più scuse: nemmeno quella della mancanza degli ingredienti dato che avevo una buona scorta di farina e di lievito (fatta in tempi non sospetti).

Complice il tempo, quindi, ma anche la necessità di vagare con la mente altrove, ecco che mi sono messa all' opera con i cruffin partendo da questo post.

Ragazz*... non avete idea della loro bontà e della particolarità della loro consistenza! Dei croissants che si credono dei muffin...! E che goduria srotolarli nel mangiarli (sì, proprio come le rotelle di liquirizia... va beh...non fateci caso...nasco proprio strana!).

Che dire? Una volta nella vita dovete assolutamente provare a farli!

La ricetta originale era per 8 cruffin. Io ho modificato un po' le dosi per ottenerne 12.

Anch'io ho scelto di fare il riposo notturno in frigorifero.

Sempre nella ricetta originale veniva usato il lievito di birra disidratato, io ho optato per l'unico che avevo in casa ossia quello di birra fresco le dosi sono uguali per una pura coincidenza! Considerando che in genere io uso mezzo cubetto di lievito (12,5 gr) per impastare mezzo kg di farina (mentre in genere sui cubetti stessi la dose è 1:0,5kg di farina), considerando che la farina totale utilizzata è pari a 450 gr e che le dosi di lievito andavano dimezzate per il riposo notturno in frigorifero dell'impasto, ho optato per 6 gr. di lievito.

INGREDIENTI per 12 CRUFFIN:
  • 225 gr. di farina 0
  • 225 gr. di farina manitoba
  • 6 gr. di lievito di birra fresco
  • 3 cucchiai da minestra di zucchero semolato
  • la punta di un cucchiaino di polvere di Vaniglia Bourbon
  • 195 gr. di acqua tiepida + 45 gr. per eventuali aggiunte
  • 75 gr. di burro non salato morbido tagliato a cubetti
  • 250 gr. di burro non salato a temperatura ambiente (per sfogliare)
STRUMENTI:
  • ciotola
  • pentolino per intiepidire l'acqua
  • setaccio
  • planetaria
  • pellicola per alimenti
  • tarocco
  • mattarello
  • stampo per muffin

PREPARAZIONE

La sera prima ho intiepidito l'acqua e vi ho sciolto il lievito di birra.
Ho setacciato le farine nella ciotola della planetaria e vi ho unito lo zucchero, la polvere di vaniglia e l'acqua con il lievito. Ho avviato la planetaria con il gancio ad uncino e pian piano ho aggiunto il burro a tocchetti aspettando il completo assorbimento di ciascun pezzetto prima di aggiungerne un altro.
Ho impastato fino ad ottenere una palla liscia, omogenea ed elastica. Ho coperto con pellicola e fatto lievitare per 45 minuti. 
Ho poi messo la ciotola nel ripiano più basso del frigorifero e l'ho fatto riposare tutta la notte.
La mattina successiva ho trasferito l'impasto sul tavolo infarinato e l'ho diviso in 6 parti  uguali con un tarocco.
Come suggerito nel post originale, ho lavorato una palletta di impasto alla volta coprendo le altre con della pellicola per alimenti affinché non seccassero nell' attesa di essere "chiamate in causa".
Ho spolverato la palletta con della farina e con l' aiuto del mattarello l' ho stesa dello spessore di 1cm e poi l' ho inserita nella nonna papera (impostata sullo spessore maggiore), l' ho tirata, piegata a metà e ripassata. Ho rispolverato con altra farina, impostato lo spessore di una tacca inferiore al precedente e ripetuto l'operazione fino a raggiungere, con la nonna papera, lo spessore minimo.
Ho diviso a metà la sfoglia (sottilissima!!) ottenuta e l'ho stesa sul piano infarinato e poi vi ho strofinato il burro morbidissimo (ne ho prelevato la quantità pari a 1/12 del burro previsto per la sfogliatura). 
Ho arrotolato quindi molto stretta la sfoglia su se stessa ottenendo un rotolino stretto ma molto spesso e poi l'ho arrotolato sulla seconda striscia imburrata.
Ho proceduto allo stesso modo per le altre pallette.
Ho preso ogni rotolino, l'ho tagliato a metà nel senso della lunghezza ottenendo una striscia che ho arrotolato su se stessa lasciando il lato tagliato verso l'esterno. Ho inserito il nodino ottenuto in uno degli incavi imburrati della teglia del muffin.
Ho fatto lievitare fino al raddoppio e poi ho acceso il forno alla temperatura di 200°C.
Ho infornato per 20 minuti.

Li abbiamo mangiati tiepidi e freddi. Deliziosi! Non ho spolverato con zucchero a velo perché non volevo in alcun modo alterare il buon gusto di burro, zucchero e farina. Per me erano già perfetti così!

Ecco due delle dodici "creature" in tutto il loro splendore!!!




Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia

lunedì 27 luglio 2020

Brioche senza burro con impasto alla ricotta - il ricordo dell' EVENTO

Ultimamente Facebook è parco di ricordi.
Mi ha ricordato la nascita della mia amicizia (su fb perché quella reale era iniziata ben prima) con LoveOfMyLife.
Mi ha ricordato la partecipazione a concerti meravigliosi, ad eventi particolari con i nostri amici di sempre.
E poi... mi ha ricordato LUI. L' evento
Non era il primo e non sarebbe nemmeno stato l' ultimo, in verità.
Era solo uno dei tanti eventi che avrebbero caratterizzato i miei primi 13 anni e mezzo di vita a Trofarello. Eventi che hanno "intossicato" la vita di mia mamma e mia e causati sempre dalla stessa persona: la famigerata vicina del piano di sopra. Della sua dipartita vi scrissi qui.
Nel ripensare a quell' evento, in ogni caso, ora ci rido su... ma all'epoca...............

L' EVENTO
Suonano al citofono. Rispondo:
"Sì????" dall'altro capo:
"Alè chi chila ch'la dà???(Trad.: "abita qui quella che la dà?")
Esco per inquadrare il soggetto.
Un anziano di più di 80 anni in bicicletta.
Desiderosa di essere illuminata come S. Paolo sulla strada per Damasco gli chiedo lumi.
La mia vicina, incontrata alla bocciofila, gli aveva raccontato che sotto di lei abitavano madre e figlia (mia madre ed io, x inciso) che fornivano prestazioni sessuali a pagamento (sospetto che lei non si fosse espressa in questi termini, all' epoca).
L' anziano, evidentemente uno dei pochi che ammettesse altri svaghi oltre alla supervisione dei cantieri, a dimostrazione della sua buona fede ci mostra il bottiglione d'olio (non è una metafora...era proprio un bottiglione d'olio d'oliva) con il quale intende pagare la prestazione.
Con i fumi dalle narici che manco il Grisù, gli rispondo che ha sbagliato il campanello e che deve provare a citofonare alla signora del piano di sopra.
Il vecchietto, fatto 2+2 (sapeva bene chi abitava sopra di noi) col bottiglione in mano e la coda tra le gambe si è visto costretto ad allontanarsi a bocca asciutta e con il "sottofondo musicale" della voce di mia mamma che gli urlava: 
"Vecchio sporcaccione! S. Andrea ti ha levato la forza e ti ha lasciato l'idea!".

FINE DELL' EVENTO

Ma veniamo alla ricetta che proviene dritta dritta dall' archivio di quelle fatte e create in periodo di lockdown.
Un pan brioche creato ad-hoc per poter smaltire della ricotta prossima alla scadenza.

INGREDIENTI per uno stampo a cerniera del diametro di 19 cm:
  • 450 gr. di farina 00
  • 6 gr. di lievito di birra fresco
  • 40 gr. di zucchero semolato
  • 200 gr. di ricotta vaccina sgocciolata e setacciata
  • 1 uovo a temperatura ambiente
  • 1 pizzico di vaniglia Bourbon in polvere
  • 150 ml. di latte parzialmente scremato a temperatura ambiente
  • la scorza grattugiata di un'arancia (sostituibile con quella di un limone visto che ora di arance non se ne trovano più)
  • 1 cucchiaino raso di sale fino
  • latte per spennellare
STRUMENTI:
  • ciotola
  • ciotolina
  • setaccio
  • forchetta
  • planetaria
  • grattugia
  • pellicola per alimenti
  • stampo rotondo di 22 cm di diametro
  • carta da forno
  • pennello in silicone
PREPARAZIONE
Un' oretta prima di iniziare ho tolto dal frigorifero il latte, l'uovo e la ricotta (che ho setacciato) ed ho grattugiato la scorza dell' arancia.
In una ciotolina ho messo il latte a temperatura ambiente e vi ho sciolto il lievito. 
Nella ciotola della planetaria ho mischiato tutti gli ingredienti secchi con l'uovo e la scorza di arancia e per ultimi ho aggiunto il latte con il lievito.
Ho impastato fino ad incordare. 
Ho coperto la ciotola con la pellicola per alimenti e messo l'impasto a lievitare a temperatura ambiente  per circa 2 ore. 
Ho poi trasferito la ciotola con l' impasto nel frigorifero e lasciato maturare per 10 ore.
Tolto dal frigorifero ho lasciato l' impasto a temperatura ambiente per 8 ore (con questo caldo i tempi saranno sicuramente diversi. Lasciate lievitare l'impasto finché non raggiunge la pellicola). 
Ho sgonfiato l' impasto, impastato brevemente, fatto 8 palline di ugual peso e messo in teglia con fondo rivestito di carta forno. Spennellato con latte e fatto lievitare altri 45 minuti. 
Trascorsi 30 minuti ho acceso il forno impostando la temperatura di 190°C.
Prima di infornare, ho spennellato con altro latte ed infornato, abbassando la temperatura a 180°C,  per 30 minuti.




La brioche nella sua interezza



L' interno




Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia

lunedì 29 giugno 2020

Torta speziata con amaretti e ricotta al profumo di arancia e rum - Per la festa della Mamma a scoppio ritardato

Mi sembra quasi impossibile che dal mio ultimo post siano passati quasi 3 mesi.
In questo lasso di tempo sono accadute tante, tantissime cose.
Le più disparate e disperate.
Nonostante la mia assenza dal mio e dai vostri blog, il filo conduttore, la costante di questi mesi è stata la cucina.
Ho cucinato per far passare il tempo.
Per non pensare.
Per superare momenti di tristezza.
Per affrontare momenti di disperazione.
Per festeggiare ricorrenze che ho sentito di dover celebrare lo stesso, nonostante la testa ed il cuore fossero altrove.
Per aggrapparmi alla "normalità".
Per provare.
Per confermare o smentire che l'esito positivo della prova non fosse una semplice botta di chiulo.
Per festeggiare una bella notizia.

Questa torta è quella che ho preparato per la festa della mamma che quest'anno abbiamo posticipato al suo rientro a casa dalla degenza in ospedale.
E' una torta nata così, un po' per caso, provando a mettere insieme quel che avevo in casa e che so che alla mia mamma piace.
Come noterete anche voi, non sono capace a dare i nomi alle torte...!! 
Per non far torto a nessuno degli ingredienti utilizzati per la sua realizzazione, fosse per me li elencherei tutti...ma, oltre a risultare troppo lungo, probabilmente non susciterebbe interesse. 
In ogni caso l'importante è che la torta sia buona e, vi assicuro, la è!
Provatela e mi direte.

INGREDIENTI per uno stampo a cerniera del diametro di 19 cm:
  • 250 gr. di farina 00
  • 160 gr. di zucchero semolato
  • 2 uova a temperatura ambiente
  • 80 gr. di amaretti ridotti in polvere
  • 30 gr. di nocciole tostate ridotte in polvere
  • 250 gr. di ricotta vaccina sgocciolata e setacciata
  • 16 gr. di lievito istantaneo 
  • 1 cucchiaino di spezie miste (io ho usato un mix di cardamomo, chiodi di garofano, cannella e zenzero)
  • la scorza grattugiata di un'arancia
  • il succo di mezzo limone
  • 30 ml di rum
  • semi di una bacca di vaniglia Bourbon
  • zucchero a velo per guarnire
STRUMENTI:
  • ciotola
  • mixer
  • setaccio
  • fruste elettriche
  • ciotolina
  • grattugia
  • coltellino
  • stampo a cerniera di 19cm di diametro
  • carta da forno
  • leccapentole
PREPARAZIONE
Qualche ora prima di preparare la torta, ho preparato quello che per comodità chiamerò "mix aromatico" perciò ho messo in infusione nel succo del mezzo limone (filtrato) il mix di spezie, la scorza d'arancia, i semini di vaniglia. In ultimo ho aggiunto anche il rum.
Ho anche messo a scolare la ricotta vaccina (l'ho messa nello scolapasta con sotto un piatto).
Poco prima di iniziare a preparare la torta, ho passato la ricotta al setaccio ed ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho passato al mixer gli amaretti con le nocciole tostate fino ad ottenere una farina fine.
Ho rivestito lo stampo con la carta forno.
Ho rotto le uova in una ciotola e le ho montate con lo zucchero per un quarto d'ora circa (fino a farle diventare chiare e spumose).
Ho poi aggiunto il mix aromatico ed ho amalgamato.
In seguito ho aggiunto la ricotta setacciata in più riprese in modo che si amalgamasse bene al composto di uova, zucchero e mix aromatico.
Ho poi aggiunto la farina di nocciole ed amaretti ed in ultimo la farina setacciata con il lievito.
Qualora il composto risultasse troppo denso, consiglio di aggiungere dei cucchiai di latte (decidete voi se di origine animale o vegetale) sempre a temperatura ambiente. 
Ho versato il composto nella teglia ed infornato per 45-50 minuti abbassando la temperatura del forno a 170°C (fate la prova stecchino!!).

Ho sfornato la torta e l'ho spolverata con dello zucchero a velo.







Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia

giovedì 2 aprile 2020

Pizza Margherita al piatto - La mia prima volta


Sottotitolo: Per la serie siamo tutti panettieri e pizzaioli

Sotto-sottotitolo: Tendenze da Covid-19


Questo virus ci ha fatto riscoprire l'uso di forni e fornelli.
Al supermercato i pacchi di farina sono introvabili, volatilizzati.
Stessa sorte per qualsiasi forma di lievito di birra fresco o secco, istantaneo per salati o dolci, madre secco.

Che poi...chissà...magari dietro a quella carestia di pacchi di farina c'è un componente di una famiglia che è stato mandato in spedizione al supermercato e che, nel terrore di presentarsi a casa, al cospetto del "famigliare mandante", col pacco di farina sbagliato, arraffa quanti più pacchi diversi trova.
O magari è solo davvero il desiderio di accaparrarsi il + possibile al grido di "e se dovesse venirmi la voglia di mangiare una porzione di farinata, dei croissant sfogliati, una torta salata, una pizza capricciosa " - la scelta del gusto della pizza non è casuale - "una saint honorè, dei frollini integrali con crema spalmabile al cioccolato, un filone di pane di semola rimacinata di grano duro e magari anche una colomba il tutto fatto rigorosamente in casa con le mie manine sante e non avessi tutto l'occorrente?"

Per quanto mi riguarda, nelle dirette vicinanze di casa mia c'è solo un supermercato (neanche tanto grande e neanche tanto conveniente) che è mèta delle mie sporadiche incursioni.
Ucciderei per poter avere un bel negozietto di frutta e verdura nei paraggi, ma tant'è.
Nel fissare la desolazione negli scaffali del super mi domando se questo Covid-19 ha come effetto anche la mutazione dell'essere umano in locusta.
Cerco di uscire pochissimo come, penso, anche voi e solo per fare scorta di verdure e frutta fresche, latte, uova, carne e formaggi.
Cucinare cucino. Ma per il sostentamento.
Piatti un po' più elaborati, se mi capita, li faccio ma solo nel fine settimana.
Faccio il pane una volta a settimana (scorte di panini che poi surgelo) per non dover uscire a comprarlo.

Sono tra i pochi privilegiati che possono lavorare da casa, per cui 8 ore al giorno sono dedicate a quello e mi reputo molto fortunata.
Il tempo restante lo impiego per pulire casa, leggere, guardare qualche serie, curare la mia persona.
Ma la normalità, la possibilità di poter scegliere se fare o non fare una cosa mi manca.
Cerco di essere positiva ma ogni tanto mi viene un po' di scoramento.
Quella stretta al cuore che coglie inaspettatamente.
Mi è capitato di provarla due volte, finora, e tutto nell'ultima settimana.

La prima volta quando una signora, nello sbucare nella via che stavo percorrendo per recarmi al super, vedendomi ha sussultato e si è fermata di scatto, impaurita o atterrita...non so se dalla visione della sottoscritta con la mascherina o della ricrescita dei miei capelli.

La seconda proprio una settimana fa. Erano da poco passate le 21.
Apro parentesi:
Dovete sapere che
1. LaRiccia stravede per i cani
2. il vicino del piano di sopra di LoveOfMyLife e della sottoscritta è un ragazzo che per coinquilino ha un cagnolone nero, bellissimo. Per ragioni di privacy lo chiameremo "Gorgonzola" (va bene la privacy ma volevo comunque rispettare la scelta di un nome dal quale, come accade per il vero nome, trasparisse una delle sue spiccate peculiarità) . E' un incrocio tra un terranova ed un labrador. In pratica un bel terranova tutto nero ma leggermente più basso del normale.
3. durante il loro primo incontro, tra LaRiccia e Gorgonzola fu amore a prima vista. Quei rumori di unghie sul parquet che ogni tanto ella ed il LoveOfHerLife sentivano da sotto, avevano trovato un proprietario...così come quei gomitoli di peli neri avvistati talvolta nell'androne del palazzo o quell'odor canino pungente che investiva all'apertura della porta dell'ascensore
4. durante il secondo loro incontro, Gorgonzola si prese tutte le coccole che LaRiccia riuscì a fargli prima di perdere inesorabilmente la sua dignità esplodendo in un vigoroso "PATATO LUIIIIIIIIIIIIIIIIII"
5. durante il terzo loro incontro, LaRiccia si rallegrò dell'entusiasmo con cui Gorgonzola si diresse verso di lei salvo poi realizzare che l'entusiasmo/interesse era rivolto + al porta torte (con tanto di torta dentro) che Ella aveva con sé piuttosto che alle coccole della suddetta

In virtù del punto 1., LaRiccia è sempre contenta di vedere o anche solo intravedere Gorgonzola ed è per questo che talvolta, soprattutto se ha bisogno di tirarsi un po' su di morale, quando coglie gli inequivocabili segnali dell'uscita di Gorgonzola, si apposta sul terrazzo che dà sulla strada per poterlo osservare zampettare per la via. Ovviamente un minimo di amor proprio e la consapevolezza di essere ai limiti dello stalking fanno sì che ella non si trattenga troppo fuori a fissare quel mix di peli, codona e testone che tanto la mette di buonumore.
Fine Parentesi.

Erano da poco passate le 21 quando con una certa urgenza sono uscita sul terrazzo per...fare quel che dovevo fare (ehm...). Il cielo era terso e stellato. L'aria fresca e primaverile mi ha investito all'improvviso così come il pensiero delle tante volte in cui LoveOfMyLife ed io camminavamo mano nella mano per andarci a prendere il birrino del venerdì sera. E subito dopo la domanda, con tanto di stretta al cuore: "Chissà quando potremo tornare serenamente a farci una passeggiata, a goderci questo cielo e quest'arietta? Chissà quando torneremo alla normalità?".
Ho chiuso gli occhi e, inspirando profondamente, mi sono detta che capiterà presto.
Poi sono scappata in casa per paura di essere davvero scambiata per una stalker ^.^.

Uhh ma torniamo al post!!! Dannazione!
Visto il tanto tempo a disposizione nel fine settimana.
Visto che solitamente la domenica sera è all'insegna di pizza da asporto (...ed in tempo di non dieta birra).
Visto che Tata (n.d.R.: mia sorella) mi aveva girato il link ad un video di youtube nel quale un grande pizzaiolo mostrava la ricetta nonché i segreti di una bellissima pizza in padella.
Visto che, come vi confidavo qui, non ho mai fatto la pizza...
Mi sono detta... e se ci provassi?????
Che dire? Il risultato mi ha commosso.
Sono stata felicissima!!!
La pizza rimane con i bordi belli cicci e morbidi (proprio come piace a me). La quantità ridicola di lievito di birra (2 gr. di lievito di birra fresco su 1,6 kg di farina) fa sì che la pizza rimanga leggerissima e digeribile.
Considerando che non ho né forno professionale, né fornetto, né pietra refrattaria, il risultato è stato davvero sorprendente.
A parte un piccolo incidente (vedi foto 2) dato dalla paura che il fondo potesse non essere cotto (nel sollevarla per verificare la cottura del fondo, il mix rovente di passata + mozzarella ha tentato la fuga), posso dirmi assolutamente soddisfatta e felice.
Io ho impastato il venerdì sera. Dall'impasto ho ottenuto 10 panetti che, subito dopo la formatura, ho messo a congelare. Sabato sera ho tolto dal freezer due panetti, li ho messi in un contenitore di plastica (quelli del frigo) con coperchio e messo a lievitare fino alla sera dopo nel forno spento e con luce spenta.
Domenica sera ho steso le due pizze e fatto cuocere.
L'unica "rottura" è il dover cuocere le pizze singolarmente...ma noi ce ne siamo mangiata metà per volta :-).
Essendo un primo esperimento, ho seguito la ricetta alla lettera.
Questo il link al video di youtube dove viene spiegato, tra le altre cose, come stendere perfettamente la pizza ed ottenere un cornicione meraviglioso!!!
Sono felice di aver superato uno dei miei tabù e tanto riconoscente ai maestri che mettono a disposizione di tutti il loro sapere.
D'ora in poi potrò sperimentare anch'io :-)... se non altro per fugare il (mio) terribile sospetto che questo meraviglioso risultato non sia semplicemente frutto della famosissima botta di chiulo del principiante ^.^.

INGREDIENTI per 10 panetti di pizza del peso di circa 260gr. ciascuno:
  • 1 l. di acqua a temperatura ambiente
  • 50 gr. di sale fino
  • 15 gr. di zucchero semolato
  • 1 kg di farina 00
  • 2 gr. di lievito di birra
  • 50 gr. di olio extravergine di oliva
  • 600 gr. di farina 00 + altra per lavorare
  • un po' di semola per spolverare la padella
CONDIMENTO per 2 pizze:
  • passata di pomodoro
  • olio extravergine d'oliva
  • un pizzico di sale
  • origano
  • 125 gr. di mozzarella fiordilatte
  • una spolverata di parmigiano grattugiato
STRUMENTI:
  • ciotola
  • tarocco
  • canovaccio inumidito
  • padella che possa essere messa in forno
  • coperchio
  • carta da cucina 
  • cucchiaio
PREPARAZIONE
Ho versato l'acqua e vi ho mescolato il sale e lo zucchero fino a farli sciogliere.
Ho aggiunto il primo kg di farina, ho spezzettato ed amalgamato alla farina il lievito ed ho iniziato a mescolare.
Ho poi aggiunto l'olio e messo i successivi 600 gr. di farina ed ho lavorato per bene in ciotola.
Quando l'impasto ha iniziato a staccarsi dalla ciotola, ho rovesciato l'impasto sul piano di lavoro infarinato e lì ci ho dato dentro con olio di gomito!!
Infarinando spesso il piano di lavoro e l'impasto, ho continuato ad impastare per una bella mezz'ora fino ad ottenere un impasto bello liscio e...leggero (vi accorgerete che cambia proprio di consistenza).
A questo punto ho fatto una palla e messo a lievitare coperto con un canovaccio umido per 40 minuti.
Trascorso il tempo ho fatto la stagliatura utilizzando il terzo metodo suggerito da Civitiello ossia staccato pesi di impasto che ho pesato (per ottenere panetti della stessa grandezza) ed ho roteato l'impasto fino ad ottenere una pallina.
Ho messo i panetti su una teglia con carta da forno, ho coperto con altra carta da forno e chiuso con pellicola e messo in freezer.
La sera dopo ho tolto dal freezer due panetti, li ho messi in un contenitore di plastica (quelli del frigo) con coperchio e messo a lievitare fino alla sera dopo nel forno spento e con luce spenta.
(Quindi la lievitazione di 8-12 ore anziché farla subito, l'ho fatta fare + lunga il giorno dopo a seguito del passaggio in freezer).
Per non occupare troppo spazio in freezer, ho poi trasferito i panetti dalla teglia ad un sacchetto di plastica grande per freezer.
Domenica sera, prima di procedere alla stesura delle pizze, ho acceso il forno alla temperatura di 250°C (io non ho il grill per cui ho acceso solo sopra) ed ho aspettato che entrasse in temperatura per iniziare a lavorare.
In una ciotolina ho condito la passata di pomodoro con un po' di olio e sale.
Ho asciugato la mozzarella con un pezzo di carta da cucina, l'ho "stracciata" (la mozzarella...non la carta ehhhh?!?!?)
Ho messo la padella (io ne ho una antiaderente e tutta di acciaio di Ikea) su fiamma moderata, ho cosparso di farina il piano di lavoro ed iniziato a lavorare il primo panetto come spiegato dal maestro.
Spolverandomi le mani di farina, ho allargato un po' il panetto e poi ho incrociato gli indici, come spiegato nel video, e partendo dal centro dell'impasto verso l'alto l'ho picchiettato con tutte le dita delle mani, ho ruotato l'impasto di 180° e ripetuto.
Ho poi allargato dal centro verso l'esterno l'impasto e poi l'ho messo sulla teglia che avevo spolverato con un po' di semola (questo è un consiglio di Tata).
Ho messo l'impasto della prima pizza in padella, ho condito con la salsa (fatta dalla mamma ), messo metà della mozzarella stracciata, spolverato con parmigiano grattato ed origano (quello montano acquistato la scorsa estate a Palmi ) ed un giro di olio (quello pugliese regalatoci dal papà di LoveOfMyLife ) e fatto cuocere, coperta con coperchio, per due minuti a fiamma moderata.
Trascorsi i due minuti, ho messo la padella in forno e fatto cuocere...beh...nel mio forno ci sono voluti 6 minuti buoni. Vedete voi. Io ho estratto la pizza quando ho visto che il cornicione era colorato.

Foto 1

Foto 2: la pizza incidentata


Foto 3: i panetti



Che dire?!? Contenta io!!
A presto,
LaGio' Riccia

giovedì 5 marzo 2020

Cuori di Brownie al cioccolato fondente e peperoncino

Eccoci a Marzo.
"E' quasi primavera", ho pensato. Poi mi sono resa conto che in realtà la primavera sembra iniziata già da un po'.
L'inverno? Non pervenuto.
Qui a Torino gli alberi sono già belli che fioriti.
I passerotti animano le mie colazioni con il loro cinguettio.
Le temperature sono, se non al di sopra, molto vicine ai 10°C già dal mattino quando esco di casa.
Non parlerò di Covid-19 perché chiunque sta già spendendo tante, forse troppe, parole in merito.
Speriamo che questo Nazgul - perché è così che mi figuro questo Corona virus...uno spettro che porta con sé angoscia, paura e tenebra - venga spazzato via al più presto.

Ma veniamo a questo dolcetto. Come potrete intuire dalla sua forma, è stato il mio dolce per San Valentino. Il tempo a mia disposizione era poco per cui ho optato per un dolce che fosse di rapida esecuzione ma al tempo stesso goloso...golosissimo!
La scelta è quindi caduta su un brownie al cioccolato fondente e peperoncino che ho coppato con un coppapasta a forma di cuore (...) e decorato con panna montata vegetale e briciole di brownie.
La ricetta proviene dal blog di Simona, per quanto mi riguarda: una certezza!
Io ho solo aggiunto del peperoncino piccante e decorato con della panna montata vegetale (vista la presenza importante del burro ho provato a non caricare ulteriormente di grassi).

INGREDIENTI per uno stampo 20x20:
  • 225 gr di cioccolato fondente (io ho usato un mix di fondenti: 75% ed 85%)
  • 225 gr di burro
  • 135 gr. di farina 00
  • 15 gr. di cacao amaro in polvere
  • 225 gr. di zucchero semolato 
  • 5 uova piccole (la ricetta originale ne prevedeva 4 grandi)
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • un cucchiaino da caffè di peperoncino in polvere
  • panna vegetale da montare già zuccherata (per decorare)
  • un cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia per aromatizzare la panna 
STRUMENTI:
  • fruste elettriche
  • 2 ciotole
  • pentola + ciotolina resistente al calore per il bagnomaria
  • leccapentole in silicone
  • setaccio
  • stampo 20x20
  • carta da forno
  • coltello
  • coppapasta a forma di cuore da 10 cm
  • sac à poche con bocchetta a stella
PREPARAZIONE
Ho sciolto il cioccolato a bagnomaria insieme al burro, a fiamma bassa, fino ad ottenere un composto liquido e liscio ed ho messo a raffreddare.
In una ciotola ho setacciato la farina, il lievito, il peperoncino, il sale ed il cacao.
In un'altra ciotola con l'uso delle fruste elettriche ho montato le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bello chiaro e spumoso.
Nel frattempo ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Al composto di uova ho unito quello di cioccolato e burro ed amalgamato bene.
Ho poi aggiunto le polveri ed amalgamato dal basso verso l'alto e versato in una teglia foderata di carta da forno.
Ho infornato per 40 minuti nel ripiano medio del forno, questo perché, volendo dare una forma particolare al brownie, non volevo che l'interno rimanesse troppo morbido.
Trascorso il tempo ho sfornato e dopo 5 minuti ho estratto il brownie dalla teglia e l'ho messo a raffreddare su una gratella.

Una volta freddo, ho tagliato la parte superiore del brownie (la crosta) e l'ho messa da parte.
Con il coppapasta ho ricavato 4 cuori.
Ho montato la panna e l'estratto di vaniglia con le fruste.
Ho messo un cuore su un piattino da dessert, ho steso uno strato di panna montata (non ho messo nessuna bagna in quanto il brownie era già umido di suo), ho coperto con un altro cuore e, con una sac à poche con bocchetta a stella ho decorato con dei ciuffetti di panna
e poi ho sbriciolato sopra un po' della crosta del brownie.



Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia

lunedì 3 febbraio 2020

Ciambella alla panna - come un abbraccio sofficissimo.

Il primo mese dell'anno si è concluso.
Permettetemi di fare la hola perché, rimanendo ferma al mio orticello, da queste parti non ce ne siamo fatta mancare una.
Preoccupazioni in ambito familiare.
Fisicamente me ne è capitata di ogni.
Da quegli acciacchi rognosi e recidivi - che ho soprannominato gli "A volte ritornano" - che in passato mi hanno colpito in maniera pesante e che, fortunatamente, ultimamente si ripropongono con meno ferocia, ma sono delle rogne a tutti gli effetti che potrebbero degenerare se non trattate opportunamente.
A quelle new entries che, per quanto "leggere", essendo nuove destabilizzano.
A quelli con cui ho imparato a convivere ma che ultimamente si stanno acuendo.
A quelli che nemmeno etichetto perché possono aspettare.
Insomma...non entro nel dettaglio ma vi basti sapere che ultimamente la mia borsa pare lo scaffale di una farmacia.
Io che non prendo medicinali praticamente mai (essendo allergica all'aspirina alcune medicine mi sono proprio precluse), mi sono ritrovata, dall'oggi al domani, a dover assumere pastiglie, creme, gocce. Con posologie differenti e lungo tutto il corso della giornata. La cosa incredibile è che sto riuscendo a ricordami tutto! Santi post-it! Volendo vedere il lato positivo della faccenda,
è bellissimo aprire la mia agenda cartacea e vedere l'esplosione arcobaleno dei post-it di tutti i colori con cui ho tappezzato le pagine delle ultime due settimane ^.^.
E poi le brutte notizie. Anzi LA brutta notizia.
Quella irreversibile e che colpisce gli affetti di una persona cara.
Tutto improvvisamente si ridimensiona.
Ciò che agli inizi sembra un problema assume i contorni più realistici del "fastidio".
Vedi il dolore, quello vero.
Lo sguardo della disperazione che per un attimo si tinge di riconoscenza per il tuo solo essere lì.
Quel nodo alla gola che improvvisamente ti stringe.
Ed allora ti costringi a guardare in alto, per ricacciare indietro quelle lacrime che spingono per uscire ma che non vuoi che escano, non devono.
Per rispetto del dolore di chi quella perdita l'ha subìta.
Perché non vuoi che quella persona abbia da preoccuparsi anche del dolore che puoi provare tu.
Ne ha già tanto del suo. Può bastare.

L'invito per cena era arrivato prima. La brutta notizia, dopo.
E così è nata questa torta.
Una ciambella sofficissima come un abbraccio di quelli dolci, che scaldano il cuore, che danno conforto e cui ci abbandoniamo quando tutto diventa TROPPO.
Troppo difficile.
Troppo feroce.
Troppo doloroso.
Troppo grande.

INGREDIENTI per uno stampo a ciambella del diametro di 17cm e 7 muffin:
  • 200 ml di panna vegetale
  • 120 gr. di zucchero di canna
  • 120 gr. di farina 00
  • 60 gr. di fecola di patate 
  • 3 uova a temperatura ambiente 
  • un cucchiaino di estratto di vaniglia
  • una bustina di lievito istantaneo
  • mezza mela tagliata a pezzetti minuscoli
  • zucchero a velo per decorare
  • burro e farina per la teglia
STRUMENTI:
  • fruste elettriche
  • ciotola
  • leccapentole in silicone
  • setaccio
  • stampo a ciambella da 17cm di diametro
  • teglia per muffin 
  • pirottini
PREPARAZIONE
Per prima cosa ho acceso il forno impostando la temperatura di 160°C.
In una ciotola e con l'aiuto delle fruste elettriche, ho lavorato per una decina di minuti lo zucchero e le uova fino ad ottenere un composto chiaro e bello cremoso.
Ho aggiunto la panna vegetale e l'estratto di vaniglia e continuato a lavorare con le fruste.
Ho poi setacciato sul composto la farina con la fecola ed il lievito ed amalgamato il tutto con il leccapentole fino ad ottenere una massa priva di grumi.
In ultimo ho aggiunto i tocchetti di mela.
Ho versato il composto nella teglia mentre quello avanzato l'ho messo in pirottini per muffin.
Dato che torta e muffin avevano tempi di cottura diversi, ho infornato la ciambella per 45 minuti (ho fatto la solita prova stecchino) mentre ho messo i muffin in frigorifero.
A 5minuti dalla fine della cottura della ciambella, ho estratto dal frigorifero i muffin e poi li ho infornati per 25 minuti.
Dopo aver sfornato la ciambella ho atteso una decina di minuti prima si toglierla dallo stampo. L'ho poi sformata sulla gratella per dolci e, una volta fredda, l'ho cosparsa con zucchero a velo.
La ciambella era di una sofficità unica. I pezzetti di mela le hanno regalato il giusto grado di umidità.






Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia