martedì 16 aprile 2019

Crackers curcuma e semi


Qual è il vostro rapporto con i cambiamenti?
Il mio è un po' conflittuale.
Ne riconosco l'importanza, per carità. Per non restare "seduti". Per non farsi schiacciare dalla noia, dalla routine. Per ampliare i propri orizzonti ed imparare qualcosa in più su se stessi e su ciò che ci circonda.
Però a me i cambiamenti spaventano. Questo perché mi definisco una "inguaribile pessimista". Abbandonare il certo per l'incerto mi spaventa ma poi affronto l'ignoto e spesso, non sempre,
mi ritrovo a gioire delle novità.
Questo è un periodo di cambiamenti, per me.
Primo fra tutti: ho cambiato parrucchiere (se siete donne leggerete questa affermazione con la stessa angoscia provata da Frodo Baggins la prima volta che ha sentito avvicinarsi i Nazgul).
Insieme abbiamo affrontato la problematica "spuntatina" (qui ci vedrei bene in sottofondo la colonna sonora dello squalo) che si è rivelata essere un taglio vero e proprio. Era dalla 4a superiore che non avevo i capelli così corti.
E' stato un trauma. Il giorno prima tirando i ricci mi arrivavano poco sopra il coccige. Il giorno dopo poco oltre le spalle.
Per una decina di giorni sono andata avanti a raccoglierli con una pinza perché di vedermi in quello stato proprio non se ne parlava.
Le mie colleghe basite perché nemmeno con i 35° estivi mi risolvevo a raccogliere i capelli.
Ad ogni modo pian piano mi sto abituando e continuo a ripetermi come un mantra che i capelli andavano tagliati per una questione di salute del riccio.
Altro cambiamento "epocale": la sede lavorativa. Ora sono in consulenza presso gli uffici del cliente (finché non si renderanno conto dell'affarone che hanno fatto a prendermi).
E' stato difficile, destabilizzante ed anche un po' "commovente", fare gli scatoloni delle mie cose (accumulate in circa 15 anni di lavoro in sede) per sgomberare quella che presto sarà la scrivania di qualcun altro.
Per non parlare, poi, del dover salutare le mie colleghe di sempre con cui condividevo da tempo immemore le pause caffé o i pranzi del venerdì.
Capirete, viste le premesse, che questo, per me, è un momento un po' delicato.
Cucino per scacciare l'ansia.
Ho un sacco di foto di brioches, biscotti, torte preparati per non fermarmi a pensare e spararmi le mie s*** mentali e farmi da esse sopraffare.
Chissà quano riuscirò a condividerle con voi...

In ogni caso volevo scrivervi prima delle vacanze pasquali per farvi i miei auguri.
Se avete la fortuna di poter godere dei vari ponti che sembrano piazzati ad arte, allora vi auguro di riposarvi e di dedicarvi a quello che più amate!

Quella che vi propongo è una ricetta velocissima.

La ricetta di crackers buoni, gustosi, sani e colorati che, secondo me, sulle tavole addobbate a festa per la Pasqua o nel cesto da pic-nic di Pasquetta stanno che è una meraviglia!
L'idea proviene dal blog della meravigliosa Sandra.
Siccome lei suggeriva di provare abbinamenti diversi, così ho fatto. Ecco, quindi, la mia proposta!

Io vi suggerisco di usare la nonna papera per tirare la pasta e per ottenere dei crackers più sottili e quindi friabili.
Io l'ho stesa con il mattarello ma non vi nascondo che l'avrei preferita più sottile.

Crackers alla curcuma e semi

Ingredienti:
  • 150 gr. semola rimacinata di grano duro
  • 75 gr. di farina di riso
  • 75 gr. di farina di miglio
  • 1 cucchiaio da minestra di semi di sesamo
  • 1 cucchiaio da minestra di semi di chia
  • 1 cucchiaino da tè di curcuma 
  • sale affumicato danese a piacere
  • pepe nero macinato fresco
  • 3 cucchiai da minestra di olio extra vergine d'oliva
  • 200 gr. di acqua a temperatura ambiente (io l'ho usata tutta ma dipende da quanto le farine assorbono i liquidi)
  • olio e sale per spennellare
Strumenti:
  • ciotola
  • mattarello o nonna papera
  • coppa pasta o rotella taglia pizza
  • pellicola trasparente per alimenti
  • leccarda
  • carta da forno
  • pennello
Preparazione
In una ciotola ho setacciato le farine e le ho mischiate con i semi, la curcuma ed il sale.
Ho poi aggiunto i cucchiai d'olio e l'acqua a poco a poco (potreste non doverla utilizzare tutta).
Ho lavorato il tutto fino ad ottenere un impasto liscio e morbido con il quale ho formato una palla che ho lasciato riposare coperta per mezz'ora.
Passato il tempo di riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Nel frattempo ho tirato la sfoglia (coprite sempre la pasta in attesa di essere lavorata per evitare che si secchi), ho ritagliato i crackers con un coppa pasta (mi piaceva l'idea
di fare dei crackers tutti uguali e regolari ma nulla vi vieta di utilizzare la rotella taglia pizza), li ho posizionati sulla leccarda rivestita di carta da forno, li ho spennellati con un
po' di olio extra vergine e cosparsi con un po' di sale.
Ho infornato per 10 minuti o comunque fino a doratura.
Si conservano in una scatola di latta per diversi giorni.






Buone feste!
A presto.
LaGio' Riccia.

lunedì 18 marzo 2019

Brioches al latte condensato e cioccolato bianco

"Chi nasce tondo non può morir quadro"

quante volte lo avete sentito dire? Io spesso.
Se posso permettermi di dire la mia...io credo che grossi cambiamenti non possono avvenire dall'oggi al domani.
Credo tuttavia che le persone siano entità in continua evoluzione (e con evoluzione intendo "cambiamento").
Se mi guardo vedo una persona completamente diversa rispetto a, per esempio, quando frequentavo la scuola (cioè l'altro ieri...ehm)
ma esattamente uguale a quella di ieri.
Il cambiamento è lento e graduale. Impercettibile sulla breve distanza.
E dei gusti? Cosa ne pensate? Vale lo stesso discorso??
C' è un sapore che un tempo detestavate e del quale, invece, ora non potete fare a meno?
Per me l'elenco è lunghissimo. In esso figurano, tra gli altri, olive taggiasche (che non mi piacevano per niente quando abitavo in Liguria, quindi proprio nella loro patria!!!)
ed i capperi (non riesco ancora ad uscire dal mio "periodo del cappero" ossia dalla fase: pizza margherita con capperi).
Poi ci sono gli ingredienti verso i quali siamo diffidenti... quelli dai quali ci teniamo alla larga "a sensazione".
Per retaggio culturale o per, come nel mio caso, il timore di diventarne assolutamente dipendenti.
Già in passato vi parlai di lui: il latte condensato.
Ebbene eccomi nuovamente qua a proporvi una ricetta che prevede questo temutissimo ingrediente.
Al solito ero alla ricerca di una ricetta che mi consentisse di smaltire i 70 gr. di latte condensato che languivano in dispensa.
Qui ho trovato l'ispirazione mentre sotto trovate la mia versione (tra parentesi riporto quanto previsto nella ricetta originale).

Brioches al latte condensato e cioccolato bianco

Ingredienti per 13 brioches:
  • 550 gr. farina Manitoba
  • 30 gr. di zucchero di canna (zucchero semolato)
  • 10 gr. di lievito di birra
  • 70 gr. di latte condensato (150 gr.)
  • 80 gr. di cioccolato bianco (assente)
  • 30 gr. di latte parzialmente scremato (assente)
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • la scorza grattugiata di un'arancia non trattata (assente)
  • 165 gr. di uova (150 gr.)
  • 80 gr. di acqua
  • 50 gr. di burro leggermente salato (strutto) 
  • (1 cucchiaino di sale che io ho omesso avendo utilizzato il burro leggermente salato)
Per spennellare:

  • 1 tuorlo
  • 2 cucchiai di latte
  • granella di zucchero
Strumenti:
  • planetaria con gancio ad uncino
  • bastardella + pentola per fondere a bagnomaria il cioccolato bianco
  • setaccio
  • grattugia
  • ciotola
  • spianatoia
  • pellicola trasparente per alimenti
  • leccarda + una teglia rettangolare
  • carta da forno
Preparazione
Ho messo a fondere a bagnomaria il cioccolato bianco preventivamente grattugiato (per velocizzare lo scioglimento).
Ho lasciato intiepidire e l'ho amalgamato al latte condensato, estratto di vaniglia e scorza d'arancia.
Nella ciotola della planetaria ho setacciato la farina, ho unito il lievito di brirra sbriciolato ed azionato per alcuni minuti utilizzando il gancio ad uncino.
Ho aggiunto lo zucchero ed il composto di latte condensato, cioccolato bianco ed aromi. Ho anche aggiunto il latte a temperatura ambiente ed ho impastato a media velocità.
Ho poi unito gradualmente le uova precedentemente sbattute aspettando, prima di aggiungerne altre, che la precedente quantità si assorbisse.
Stessa cosa ho fatto con l'acqua. Ho fatto lavorare fino ad ottenere un composto più omogeneo che iniziasse a staccarsi dalle pareti della ciotola.
Ho poi iniziato ad aggiungere il burro ammorbidito in più riprese. Ogni volta aspettando che il precedente si assorbisse.
Ho fatto lavorare per una mezz'oretta (ogni tanto ho girato il composto e fatto delle pieghe per dare forza allimpasto).
Ho poi messo l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata (io ho usato farina di riso).
Ho lavorato l'impasto a mano e fatto delle pieghe a fazzoletto (ho schiacciato l'impasto e gli ho dato una forma quadrata poi ho preso l'angolo in alto a destra e l'ho portato al centro
evia così) fino ad ottenere una sfera che poi ho pirlato.
Ho messo la palla di impasto così ottenuta in una ciotola oliata (io ho usato dell'olio vergine di cocco per uso alimentare) e coperto con pellicola trasparente.
Ho fatto riposare lievitare al riparo da correnti fino al raddoppio (due orette circa).
Ho poi infarinato leggermente la spianatoia, prelevato porzioni di impasto di 80 gr.
Da ogni porzione ho ricavato un cordoncino di circa 25 cm, ho fatto un nodo centrale e poi ho preso il capo a destra e l'ho portato al centro passando dall'alto
mentre il capo sinistro l'ho portato al centro passando da sotto. Siccome io mi spiego malissimo vi suggerisco di andare alla ricetta originale.
Ho messo ciascuna brioches così ottenuta sulla teglia ricoperta con carta da forno, ho poi coperto con pellicola trasparente e fatto lievitare fino a quando
non risultavano belle gonfie (a me sono occorse altre due orette).
Ho poi acceso il forno impostando la temperatura di 180°C e mentre attendevo che andasse in temperatura, ho sbattuto il tuorlo con il latte.
Ho spennellato le brioches e le ho cosparse di granella di zucchero.
Ho infornato per circa 22 minuti (le brioches devono risultare belle dorate sia sopra che sotto...ho provato a bussare sotto ciascuna: sono cotte quando, bussando, risultano "vuote" ).

Ho messo poi a freddare su una gratella per dolci.
Il giorno successivo erano ancora soffici. Dato il discreto numero (noi siamo solo in due!!!) le ho messe in congelatore chiuse in un sacchetto per alimenti.
Fatte scongelare a temperatura ambiente e poi messe un po' ad intiepidire sembravano appena sfornate!!






Già la colazione della domenica è un lietissimo evento... con queste brioches lo è ancora di più :-).
A presto!
LaGio'Riccia.

martedì 26 febbraio 2019

Zuppa di topinambour, rape bianche e broccoli

Il bello dell'interagire con gli altri è avere la possibilità di confrontarsi, venire a contatto con altre realtà e menti per scoprire qualcosa di nuovo non solo sugli altri ma anche su noi stessi.
E' dal confronto che si prende consapevolezza di sé.
Per questa ragione è bello viaggiare, dialogare, leggere libri...leggere blog!
Nel guardare i bellissimi blog in rete si scoprono non solo nuove ricette ma anche diverse anime, quelle dietro alle parole ed alle foto.
Guardando altri blog è quindi inevitabile fare un confronto con il mio.
Venendovi a trovare negli spazi che condividete anche con me, con occhio critico mi rendo conto di quanto tenda a pubblicare sempre ricette dello stesso tipo...questo perché di fatto mi ritrovo a cucinare sempre cose dello stesso tipo.
Vi ho parlato di Laura,  mia sorella. Ha quasi quattro anni in più di me. E' l'animo artista di casa. Le piace disegnare, creare piccole sculture in pasta di mais ma anche bijoux con l'uncinetto.
Ama ricamare, cucire a macchina. Ha uno squisito gusto nell'arredare casa e soprattutto riesce ad escogitare le soluzioni migliori per rendere la sua casa funzionale.
Ha un finissimo senso estetico.
Anche lei ama cucinare e prepara sempre manicaretti interessanti utilizzando materie prime che, per esempio, in casa mia entrano raramente.
Quando una domenica mattina mi ha whatsappato dicendomi che stava preparando una zuppa, nel leggerne gli ingredienti mi è venuta la folgorazione: perché non unire le nostre forze per dare anche
a questo mio angolino un'impronta diversa, una ventata di novità?!
Insomma... in un attimo ho immaginato di cambiare nome al blog, creare una nuova utenza amministratrice per mia sorella per unire le nostre forze.
Del resto è ciò che abbiamo imparato a fare fin da piccole: affrontare la vita, le difficoltà ed i problemi tutte insieme, come un'unica entità.
Perché non estendere questo atteggiamento anche a qualcosa di positivo come un blog?
Ma come mai il nome del blog è sempre uguale? Vi starete chiedendo.
Ebbene...diciamo che, durante un caffé insieme, abbiamo raddrizzato il tiro e modificato un po' i connotati della nostra collaborazione.
Se e quando vorrà, metterò a disposizione di mia sorella questo mio angolino per pubblicare le sue ricette... che secondo me non possono non essere condivise!!!
Cominciamo, perciò, dalla zuppa da cui tutto nacque.


Ingredienti per 3-4 persone:
  • 2 patate
  • 1 testa di broccolo (gambo compreso)
  • 3 rape bianche medie
  • 1 manciata di piselli
  • 500 gr. di topinambour
  • 1 dado vegetale (facoltativo)
  • 1,7 l. di acqua calda
  • 2 cucchiai d'olio d'oliva

Preparazione
Lavare, mondare e tagliare a cubetti (per rendere la cottura più veloce ed anche perché la zuppa a cubetti regolari è visivamente più gradevole) tutte le verdure.
In una pentola grande mettere a scaldare due cucchiai di olio d'oliva e farvi rosolare per cinque minuti le verdure. Eventualmente aggiungere poca acqua calda se le verdure iniziano ad attaccarsi.
Successivamente aggiungere l'acqua bollente (anche fredda va bene) ed unire il dado vegetale, se si è deciso di usarlo. Se, invece, decidete di non usare il dado, aggiustate di sale e pepe.
Portare a bollore e poi abbassare la fiamma. Far cuocere 30-45 minuti circa.
Rimarrete stupiti perché sentirete sprigionarsi in casa un piacevole aroma di carciofo (merito del topinambour!!) ma al palato i sentori saranno altri!!

Ottima gustata con un filo d'olio a crudo e poco parmigiano.
Ma Laura suggerisce anche delle altre golosissime varianti
Frullata con un frullatore ad immersione ed accompagnata con:
- crostini o bruschette all'aglio (per palati più decisi)
- speck croccante (per palati più delicati).

Et voilà: ecco la zuppa fumante (noterete la qualità dello scatto decisamente più alta di quella a cui vi ho abituati!!!)  .



Laura tramite LaGio'Riccia.

giovedì 3 gennaio 2019

Muffin gusto pizza

Ci conosciamo da un po', ormai.
Sento di poter condividere con voi una mia mancanza. Il mio punto debole. La mia lacuna.

Non ho mai fatto la pizza.

E fu così che si levarono cori di "ohhhhhhh!!!!". "Buuuuuuuuhhhh!!!".
E' come se, in stile "Trono di spade", sentissi la septa ripetere all'infinito "Vergogna! Vergogna! Vergogna!".
Per carità. Ho sempre "aggirato l'ostacolo".
Per esempio.
Ho fatto focacce.
Ho fatto "finte pizzette" (usando il pane canasta, per intenderci) (*).
Ho fatto Pizzette di sfoglia (*).
Ho fatto Girelle gusto pizza (*).

(*): che per una sorta di "pudore" non mi sono mai sentita di pubblicare perché, francamente, macccheccevo' a farle?!?

Ma perché non c'ho mai provato?
Risposta plausibile n.1:
"Perché per me la pizza numero 1 è la napoletana? Quella coi bordi belli cicci e morbidi (tant'è che mi domando come sia possibile che ci sia gente che mangia solo il centro ed ogni volta che incappo in qualcuno che riesce in cotanta impresa, la mia espressione è sempre questa)..."
Replica:
"ma quando vai in giro mica mangi solo quella?! Anzi...in fatto di pizza sei piuttosto di bocca buona."

Risposta plausibile n.2:
"Perché nutro per la pizza lo stesso timore reverenziale che ho per pandoro e pasta sfoglia nonché la stessa certezza di fare una schifezza"
Replica:
"Ok ma almeno pandoro e pasta sfoglia sono preparazioni per le quali è previsto un bello sbatto', cribbio! La pizza, invece, dicon tutti che è più semplice!"

Risposta plausibile n.3:
"Perché la paura di ritrovarmi a magnare un 'mattone gusto pizza' è troppa" dove per 'mattone gusto pizza' non si intende "pizza al mattone"
Replica:
"Come se in giro non avessi mai mangiato dei mattoni al gusto pizza...! E li hai pure pagati...mica te li sei magnati a gratis?!?"

E' vero.
Però, per pigrizia, mi viene molto più facile pensare -quando mi dico di provare a farla -
"mattone! mattone! mattone!"
anziché
"mattone (ma non è detto)! sanpietrino! sassolino! pizza!"
(come dire: magari il primo tentativo potrebbe venirti una schifezza...ma puoi sempre migliorare!).

Perché non mi jetto nell'impresa, allora?!? Ebbene...
Per citare Raz Degan nello spot di un famoso liquore che veniva trasmesso qualche anno fa:
"Non so perché! Non so perché! Non so perché! Sono fatti miei!" (ho barrato il "Sono fatti miei!" perché mi pareva poco carino chiuderla così dato che state subendo passivamente questo mio pippone. Togliete il barrato se, invece, come me di fronte al "Sono fatti miei!" rispondereste
"a' bellaaaa! Ma chi t'ha chiesto gnente?!?"... "niente" proprio con il "gn" che è più incisivo).
Quindi, dopo tutta questa solfa, verrebbe da chiedere "oggi pizza?"... ma siccome siete attenti ed avete letto il titolo del post, sono certa che non cadrete nella tentazione...
perciò la prendo un po' larga - ma cmq più stretta rispetto ai punti (*) di cui sopra - e vi sporgo uno di questi muffin alla pizza! La ricetta proviene da qui.

Rispetto alla ricetta originale ho usato un po' di farina in più perché l'impasto era troppo appiccicoso e quindi non lavorabile.
Ho anche aggiunto del parmigiano grattugiato sia all'interno che sopra, come guarnizione, ed ho omesso il concentrato di pomodoro.


Ingredienti per 6 muffin:
  • 250 gr. di farina 00 + 1 cucchiaio scarso (mia aggiunta perché l'impasto era troppo idratato e quindi non lavorabile)
  • 130 gr. di acqua
  • 30 gr. di olio evo
  • 1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • 1 pizzico di zucchero
  • 1 cucchiaino da caffé di sale fino
Condimento:
  • 1 mozzarella (125 gr.) fior di latte
  • parmigiano grattugiato (sono andata ad occhio)
  • 200 gr. di polpa di pomodoro
  • origano secco
  • sale 
  • pepe
Strumenti:
  • un mixer
  • due ciotole
  • uno scolapasta
  • setaccio
  • mattarello
  • teglia per muffin
  • 6 pirottini
Preparazione
Innanzitutto ho tagliato a cubetti la mozzarella e l'ho messa a scolare nello scolapasta inserito in una ciotola (io l'ho preparata già il giorno prima e messa in frigorifero con scolapasta e tutto ma bastano anche solo due orette prima).
Ho acceso il forno impostando la temperatura a 180°C.
In una ciotola ho condito la polpa di pomodoro con sale e pepe a piacere e messo da parte.
Nella ciotola della planetaria ho setacciato la farina con il lievito e vi ho aggiunto l'acqua e l'olio.
Ho avviato, con frusta "k", e lasciato amalgamare.
Ho poi aggiunto il sale, sostituito la frusta "k" con il gancio ad uncino e fatto lavorare per 5 minuti.
Nel frattempo ho inserito i 6 pirottini nei 6 pertugi della teglia per muffin.
Ho preso l'impasto e l'ho rovesciato sul piano di lavoro ed a questo punto ho aggiunto il cucchiaio di farina perché, ripeto, a me era venuto troppo appiccicoso ed idratato.
Ho suddiviso l'impasto in 6 palline. Ho steso ciascuna pallina fino ad ottenere un disco non troppo largo. Ho condito con del pomodoro, dei quadratini di mozzarella ed una spolverata di parmigiano grattugiato. Ho poi richiuso a fagotto (tirando i lembi di impasto fino al centro) ciascun disco di impasto ed inserito nella teglia per muffin con i pirottini.
Ho condito con un po' di pomodoro, dei quadratini di mozzarella, una spolverata di parmigiano ed un pizzico di origano secco.
Ho infornato per 20-25 minuti a 180°C.
Prima di servirli li ho messi sotto il grill 5 minuti (ma sono ottimi anche freddi ^__^).

Ed ecco i muffin gusto pizza! :-)




Vi prometto che per questo nuovo anno...proverò a fare la pizza!
Ora che ci penso: questo potrebbe essere uno dei buoni propositi per il 2019!
Un 2019 lastricato di pavé gusto pizza ^__^. Speriamo di no (anche se i sanpietrini sono più piccoli di un mattone)... non tanto per me quanto per quel povero diavolo di LoveOfMyLife.

Buona pizza anno a tutti!!!
LaGio'Riccia.

venerdì 21 dicembre 2018

Natale 2018 - Sablée

Ieri. H. 12:20 circa.
Vibrazione del telefono (quando sono in ufficio preferisco mettere il mio smartphone in modalità "trattore" piuttosto che melodica). Guardo il display e realizzo che quello che vi campeggiava sopra  era proprio lo stesso numero di telefono che da un po' di gg aveva tentato di contattarmi in diverse fasce orarie.
Io, gasatissima, "edddai che così scopro chi è!!".

L.G.R.: "Pronto?"
Silenzio. Sorta di "Tuuuuuuuuu" (che già mi indispone perché si sa che all'altro capo del telefono c'è un operatore di call center).
O.C.C.: "Sono Tizio..."
 - senza un minimo di "Buongiorno", "Ciao", "Era ora che ti decidessi a rispondere!", "Crepa!" - 
O.C.C.: "... di il nome di un' azienda fornitrice di energia elettrica. Posso riferire?"
C'è da dire che il fatto che fosse italiano mi ha stupito così come la sua scelta del predicato verbale... ma nonostante ciò...
L.G.R.: "No grazie. Buone feste!" ed ho riattaccato.

A Natale sono tutti più buoni? Mah...io ci provo! E quel "Buone feste" (seppur proferito al pari di un "ma vedi d'annattene a fare...") ne è la prova ^__^.
Però nonostante il mio caratteraccio, vi assicuro che nulla mi dà la stessa soddisfazione del donare un pensierino, fatto con le mie manine, a chi mi sta più a cuore.

Questi i biscottini che ho preparato per i miei amici, quest'anno.


Ingredienti per una cinquantina di biscotti:
  • 220 gr. di farina 00
  • 180 gr. di burro leggermente salato freddo a tocchetti
  • 90 gr. di zucchero a velo
  • 60 gr. di farina di mandorle
  • 20 gr. di farina di nocciole
  • 50 gr. di fecola di patate
  • semi di mezza bacca di vaniglia Bourbon
  • zucchero semolato

Strumenti:
  • un mixer
  • una ciotola
  • pellicola trasparente per alimenti
  • un coltello affilato a lama liscia
  • carta da forno
  • più teglie
Preparazione
Nel mixer ho frullato il burro freddo a tocchetti con lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto omogeneo cui poi ho aggiunto in un sol colpo le polveri (farine, fecola, semini di vaniglia) precedentemente mischiate tra di loro. Ho lavorato il tutto fino ad ottenere un panetto che poi ho diviso in tre parti ricavando dei salami non troppo grandi.
Ho avvolto i tre salami in pellicola per alimenti e li ho messi a riposare in frigorifero per tutto un giorno ma già solo un'ora è sufficiente.

Trascorso il tempo del riposo ho acceso il forno a 180°C, rivestito due teglie con della carta da forno, tolto i salami dal frigorifero (ovviamente ho rimosso la pellicola trasparente...) e li ho passati nello zucchero semolato. Li ho affettati dello spessore di almeno mezzo centimetro, li ho disposti sulla teglia (in cottura non aumentano di volume perciò non è necessario distanziarli troppo l'uno dall'altro) ed ho infornato per 13-15 minuti.
Io ho infornato una teglia per volta quindi quando la prima era in forno, ho messo la seconda in frigorifero.

Il contrasto "leggermente salato" con il dolce ed in più il buon sapore di burro ci hanno conquistati!
Conservateli in una scatola di latta a chiusura ermetica e dureranno...beh...non ne ho idea! Ditemelo voi se riuscite a farceli stazionare più di un giorno!!!! ^__^



Tanti auguri di buone feste a tutti Voi ed ai Vostri affetti!

Un abbraccio.
LaGio'Riccia

mercoledì 5 dicembre 2018

Biscotti latte condensato, farina di nocciole e mandorle

Qualche giorno fa guardavo in tv l'ennesima replica di un film che mi piace molto: "Maschi contro femmine".
A parte le risate varie ed eventuali ed il fatto che è ambientato proprio nella città in cui vivo: Torino, davanti alla scena in cui a Carla Signoris viene ceduto il posto sull'autobus da una ragazza giovane e bella e suo (della Signoris) conseguente turbamento, ho riflettuto.
Ho 41 anni e non me li sento. Mi rendo conto che, sulla carta, quella decina inizia ad essere "importante" ma, niente, è più forte di me: io quell'età non me la sento o meglio...io mi sento quella di sempre.
Noto un certo...inacidimento del mio carattere ma più che attribuirlo all'età lo imputo alle persone che incrocio alle esperienze di vita che mi trovo o mi sono trovata ad affrontare (chiaramente + sono gli anni e + sono le esperienze collezionate...ma voi concedetemi questa mia illusione: non è per l'età, cribbio!).
Così ho pensato: è capitato, ultimamente, che mi abbiano ceduto il posto? No.
Ma questo non significa che i ragazzetti con cui prendo metro/bus non mi reputino una vecchia carampana...semplicemente non cedono il posto (nemmeno ai settantenni...)!
Ciò che è capitato, però, è che una collega delle nuove generazioni (che, per intenderci, Freddie Mercury ci lasciava e lei manco era nata) nel tentativo di schivarmi quando si è accorta che mi stava tagliando la strada in corridoio, si sia fermata di colpo e mi abbia detto: "Prego, signora!".
Ora... in un ambiente informale come quello in cui lavoro (nel quale ci si dà tendenzialmente tutti del "tu") e considerando che lo bazzico da ormai quasi 22 anni (da quando, cioè, la "pischella" ero io e stazionavo in un ufficio affettuosamente denominato "nursery") sentirsi apostrofare con "signora" ha il peso di un macigno.
Com'è andata a finire?
Io le ho risposto con un garbato "grazie"... vero quanto una banconota da quattro euro.
Lei, dal suo canto, non si è accorta di aver rischiato la vita ;-).
Ma che dire? Crescerà, capiterà anche a lei e...capirà :-).

Che dite? Il mio orgoglio ferito aveva proprio bisogno di leccarsi le ferite ma soprattutto i baffi gustando un buon biscotto!
Questi biscotti sono nati dall'esigenza di smaltire la farina di nocciole ed il latte condensato che stazionavano in dispensa.
Già qui vi raccontai di aver sdoganato il mio tabù sul latte condensato. Con questi biscotti gli dichiaro amore incondizionato!


Ingredienti per una sessantina di biscotti:
  • 170 gr di latte condensato
  • 170 gr di farina 00
  • 100 gr di farina di nocciole
  • 70 gr di mandorle sgusciate
  • 100 gr di burro ( a temperatura ambiente )
  • 80 gr di zucchero di canna demerara
  • un pizzico di sale
  • una bustina di lievito
  • una bustina di aroma vaniglia

Strumenti:
  • un mixer
  • una ciotola
  • una spatola
  • carta da forno
  • più teglie
Preparazione
Ho frullato le mandorle sgusciate nel mixer.
Nella ciotola ho lavorato il burro a temperatura ambiente con lo zucchero.
Ho poi aggiunto tutti gli altri ingredienti (latte condensato, sale, aroma, lievito e le varie farine) amalgamandoli velocemente con una spatola.
Ho formato una palla, l'ho avvolta con della carta da forno, ho schiacciato un po' e messo a riposare nel frigorifero per un'ora (ma anche più se volete).

Trascorso il tempo di riposo, ho acceso il forno impostando la temperatura di 170°C ed ho iniziato a formare i biscottini.
Ho prelevato delle porzioni di impasto (grandi quanto una noce), creato dei salsicciotti che ho curvato a mo' di ferro di cavallo e li ho
disposti, distanziati, sulla leccarda rivestita con carta da forno.
I biscotti sono cotti quando assumono una colorazione "tostata" ai miei sono occorsi circa 13 minuti.
A me sono venute due teglie che ho cotto separatamente (ho fatto sostare la seconda teglia in frigorifero in attesa di essere infornata).

Una volta trascorso il tempo li ho sfornati, li ho messi a raffreddare su una gratella e poi li ho chiusi in una scatola di latta.
Il profumo di questi biscotti è inebriante così come il loro sapore e la loro friabilità.
Mangiati freddi sono una delizia. Il giorno dopo sono ancora più irresistibili!!!






A presto!
LaGio' Riccia

martedì 6 novembre 2018

Torta Soffice al Cioccolato - Una coccola per il sollievo

Immaginate di, per un periodo di tempo abbastanza lungo (es. 13 anni, 4 mesi e 10 giorni), esservi dovuti difendere da una persona. Una persona anziana, vostra vicina di casa e quindi presente nel vostro quotidiano.
Una persona che vi ha fatto la guerra dal primo giorno che l'avete conosciuta, che vi ha inferto continui attacchi non fisici ma "psicologici", che per questo lasso di tempo lunghissimo, con la prospettiva di chissà quanto altro ancora, vi ha calunniati, vi ha fatto dispetti, vi ha preso a male parole e non vi ha mai rispettati.
Una presenza fissa, costante e tossica nella vostra vita. Un veleno neanche troppo silenzioso che piano piano vi stava segnando e con cui speravate di imparare, prima o poi, a convivere per evitare di lasciarvi sopraffare da esso.
Vostro malgrado avete provato ad essere comprensivi, concilianti, a farvi scivolare addosso quei continui episodi che vi hanno lentamente intossicato la vita.

Immaginate 13 anni, 4 mesi e 10 giorni dopo il vostro primo incontro con quella persona, di ricevere LA notizia.
Sì, proprio quella della dipartita della persona in questione.
Proprio quella notizia che non avete mai osato sperare di ricevere perché ad augurare la morte a qualcuno si corre il rischio di allungargli la vita.

Ebbene, voi come reagireste?

Vi dico com'è andata a me.
Non ho gioito. Nonostante tutto, era pur sempre un essere umano e la sua morte in completa solitudine, lontano da casa in un certo senso mi ha rattristato.
Alla fine forse è proprio vero: si raccoglie ciò che si semina.
Se dovessi tradurre in un' unica parola il carillon di sensazioni provate, userei questo termine: SOLLIEVO.
Come se, all'improvviso, vi togliessero dalle mani un peso che trasportavate da tanto tempo...

Un pensiero a quello che si è patito in tanti anni. Alle angherie subìte.
E poi... poi però basta!
13 anni, 4 mesi e 10 giorni sono già stati troppi. Inutile sprecarne altri.
Una sola priorità: archiviare quel brutto faldone!
E fare una torta. Di quelle alte alte. Al cioccolato, magari. E con il burro.
Da mangiare magari pucciata in una tazzina di caffè. Con la mamma, che ha condiviso con me quel peso e con chi, purtroppo, ne ha sentito troppo spesso parlare: LoveOfMyLife, la sorellona ed il cognato.
Una torta che è una coccola rassicurante. Per esclamare con un sospiro di sollievo "E' finita".

Una Torta soffice al cioccolato
Ho visto questa torta su pinterest. E' del blog "Allacciate il grembiule". Questo il link alla ricetta.
E' una torta molto semplice ed anche velocissima da fare ma gustosa ed appagante.
La ricetta era per uno stampo di 20/22 cm. Io ne ho usato uno da 19. La torta è venuta più alta ed ha richiesto qualche minuto in più di cottura.

Ingredienti per uno stampo apribile di 19 cm:
  • 250 gr. di farina 00 
  • 180 gr. di zucchero
  • 150 gr. di cioccolato fondente (per me al 75%)
  • 100 gr. di burro 
  • 4 uova
  • la scorza grattugiata di un'arancia
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • un pizzico di sale
  • zucchero a velo per guarnire

Strumenti:
  • pentolino + bastardella per il bagnomaria
  • spatola
  • ciotola
  • fruste 
  • setaccio
  • grattugia (per la scorza d'arancia)
  • stampo apribile di 19 cm di diametro
  • carta da forno
Preparazione
Per prima cosa ho foderato lo stampo con la carta da forno (ho bloccato sul fondo un pezzo di carta che ho chiuso nel cerchio mentre per i bordi ho tagliato una striscia alta 7 cm della circonferenza della teglia)

Ho spezzettato il cioccolato e l'ho messo a fondere a bagnomaria.
A cioccolato completamente fuso, ho tolto la bastardella dal bagnomaria ed ho aggiunto il burro tagliato a pezzetti ed ho mescolato finché non si è completamente sciolto.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Nel frattempo ho messo in una ciotola lo zucchero e le 4 uova ed ho azionato le fruste.
Ho montato il composto finché non è venuto bello gonfio, chiaro e spumoso (ci sono voluti circa 10 minuti).
Ho aggiunto la scorza di arancia ed il composto di cioccolato e burro ormai tiepidi  a quello di uova e zucchero ed ho amalgamato con una spatola con movimenti lenti dal basso verso l'alto.
In ultimo ho setacciato la farina con il lievito ed aggiunto il pizzico di sale.
Ho mescolato bene, versato nella teglia ed infornato.
La mia torta era cotta dopo 45 minuti (la ricetta originale prevedeva 35 minuti). Fate comunque la prova stecchino.

Ho poi sfornato e sformato in un piatto.
Prima di servire ho spolverato con abbondante zucchero a velo.
Buona coccola a tutti!





A presto!
LaGio' Riccia