domenica 1 maggio 2022

Biscotti con crusca d'avena, arancia candita e gocce di cioccolato

Questi biscotti nascono come mia rivisitazione della ricetta che vi avevo presentato qui qualche mese fa. Sono nati dalla necessità di ultimare delle scorze di arancia candita e dalla voglia di provare a giocare con zuccheri e grassi differenti.

Ho scelto di sostituire: 

- parte dello zucchero di canna con lo zucchero di cocco per mitigare un po' la dolcezza data dalla scorza d' arancia candita 

- parte del burro con l' olio di cocco per ridurre un po' i grassi animali e, per contro, perché l' utilizzo del solo olio di cocco non mi fa impazzire. 

Li ho ripetuti più volte perché hanno riscosso davvero molto successo in famiglia. La prima versione, per cambiare un po' rispetto alla ricetta a cui si ispiravano (appunto quella dei biscotti con crusca d'avena e cioccolato), non prevedeva l'utilizzo delle gocce di cioccolato ma quando ho provato ad aggiungerle nei tentativi successivi non le ho più abbandonate. Il cioccolato in questi biscotti ci sta da Dio!

INGREDIENTI per 30 biscotti:
  • 200 gr. di crusca d' avena
  • 200 gr. di farina 0
  • 60 gr. di zucchero di canna
  • 60 gr. di zucchero di cocco
  • 90 gr. di burro
  • 90 gr. di olio di cocco
  • 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
  • 45 gr. di latte parzialmente scremato
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • arancia candita a sentimento
  • gocce di cioccolato a sentimento ma facoltative 

STRUMENTI:

  • mixer
  • timbro per biscotti
  • coppa pasta del diametro di 5cm
  • pellicola per alimenti
  • bilancia
  • carta da forno
  • leccarda
  • gratella per dolci

PREPARAZIONE

Ho frullato nel mixer i cubetti di arancia candita con la crusca d'avena fino ad ottenere uno sfarinato.
Sempre nel mixer ho poi aggiunto farina, burro, olio di cocco ed i due tipi di zucchero ed ho frullato ancora.
Ho aggiunto bicarbonato, acqua, latte, estratto e frullato nuovamente fino ad ottenere una palla.
Se decidete di utilizzare le gocce di cioccolato, è questo il momento e poi date qualche colpetto di mixer per amalgamare.
Ho poi compattato brevemente il composto sul tavolo, ho coperto con pellicola trasparente e messo in frigorifero per mezz' ora.
Passato il tempo del riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C, ho foderato due teglie con carta da forno ed ho iniziato a formare i biscotti.
Ho staccato porzioni di impasto di 30gr. l' una e creato una pallina che ho poi pressato con il timbro. 
Ho coppato il biscotto ottenuto con il coppa pasta ed ho adagiato il biscotto sulla leccarda. Ho proceduto così fino a terminare l' impasto. I biscotti vanno distanziati un poco ma non crescono molto in cottura.
Ho infornato e cotto i biscotti per 15-17 minuti. Regolatevi voi con i tempi. I biscotti devono essere belli dorati.
Far freddare su una gratella prima di gustare.




Qui nella versione senza gocce di cioccolato

Qui con l'aggiunta di gocce di cioccolato




Un grande abbraccio e...
a presto!
LaGio' Riccia


lunedì 11 aprile 2022

E' Pasqua? Allora Pan di Neve!

Capita di farsi delle domande.
Domande cui non si può rispondere con un binario-spiccio "Sì/No" e che non hanno necessariamente una risposta  giusta o sbagliata. Domande che nascono così e che trovano risposta più in là nel tempo o anche più risposte diverse perché ci capita di vivere esperienze diverse che ci aprono a nuove interpretazioni.

Rivedevo mio papà dopo 11 anni. Era molto cambiato. Nei miei ricordi di bambina 9enne era un gigante sia in altezza che in fatto di mole. Quello che avevo davanti, da ventenne, era un uomo logorato ed anche sfigurato dalla malattia. Un omino  che pesava la metà dell' ultima volta che lo avevo visto e che poi così alto non era.
Il tipo di domanda di cui vi parlavo poco sopra ha fatto capolino proprio in quella circostanza. Nel parlarmi della sua malattia e di tutte le terapie provate: forti e meno forti, destabilizzanti, invalidanti ed invasive (che lo avevano sfigurato per sempre)  ma rivelatesi fallimentari, quando mi accennò all' ennesimo tentativo che si accingeva a fare non potei non chiedermi:
"Ma come fa a trovare la forza di continuare???"
Non gli posi mai quella domanda. Non volevo che leggesse in questo mio quesito un incentivo a smetterla perché di fatto quella mia domanda nascondeva l' ammissione, o quanto meno il sospetto, che io mi sarei fermata prima, ecco.
Quella domanda mi rimase in testa per tutto il viaggio del ritorno in Piemonte da Diano Castello. 
Pian piano quella domanda assunse i contorni di una risposta perché si trasformò in "Come fa ad avere ancora tutta quella speranza?" e mi convinsi che forse la risposta era questa: la forza derivava dalla speranza.
Vent' anni dopo, vedendo anche mia mamma combattere contro un male la cui prima terapia si è rivelata invalidante a vita, vedendo il suo modo di agire e reagire mi sono detta che forse il "carburante" per andare avanti, era la disperazione.
Ventidue anni dopo, osservando sempre la mia mamma che continua a lottare, ormai da due anni, ed a cercare un equilibrio in tutto ciò che le è successo, equilibrio che, purtroppo, ogni mese è messo in discussione dal piano terapeutico cui è sottoposta, penso di aver trovato la risposta "giusta"... quella che mi convince di più... Una risposta che mi ha trafitto per la sua semplicità. Non vi so dire se è universalmente vera, so solo che quando l' ho trovata mi sono sentita sollevata ed ho pianto. Tanto. Ho pianto tutte le lacrime che ho ricacciato indietro ogni volta che il magone mi saliva su ma mi dicevo "Non ora. Non è il momento. Ora devi essere forte".
La risposta è semplicemente "Io voglio solo stare bene". Tutto ciò che muove chi sta male è "solo" riottenere ciò che magari fino a che si era in salute si dava per scontato e cioè lo stare bene.

La Pasqua si avvicina a grandi passi ed io ho deciso di condividere con voi la ricetta del Pan di Neve di Sonia Peronaci perché, che ci crediate o no, la settimana scorsa in Piemonte (ad alta quota, ehhh) è nevicato ed anche perché la deliziosa glassa che lo ricopre (vi prego FATELA e non ve ne pentirete) è di una goduria pazzesca e ricorda la glassa delle colombe per cui potrete preparare questo golosissimo lievitato e spacciarlo per un dolce pasquale -_-.

INGREDIENTI per la GLASSA:
  • 30 gr. di farina di mandorle
  • 8 gr. di farina di nocciole
  • 7 gr. di farina di mais bramata
  • 7 gr. di farina di semola rimacinata di grano duro
  • 50 gr. di zucchero semolato
  • 25 gr. di miele millefiori
  • 25 gr. di albume
  • 6 gr. di olio di semi di girasole (la ricetta originale prevede olio di mais)
  • 4 gr. di burro fuso
  • 1 cucchiaino di estratto di Vaniglia Bourbon
INGREDIENTI per il LIEVITINO:
  • 100 gr. di farina manitoba
  • 100 gr. di latte fresco parzialmente scremato (la ricetta originale prevede latte intero)
  • 12 gr. di lievito di birra fresco
INGREDIENTI per l' IMPASTO:
  • 300 gr. di farina manitoba
  • 60 gr. di zucchero semolato
  • 60 gr. di miele millefiori
  • 180 gr. di latte fresco parzialmente scremato (la ricetta originale prevede latte intero)
  • 50 gr. di burro
  • 1 uovo medio
  • scorza di un' arancia grattugiata
  • 70 gr. di arancia candita
  • 6 gr. di sale fino
Per decorare:
  • 80 gr. di zucchero in granella
STRUMENTI:
  • robot da cucina con lame
  • sac à poche
  • ciotolina
  • forchetta
  • pellicola per alimenti
  • planetaria 
  • caraffa
  • cucchiaio
  • pirottino in cartoncino alto 11cm e del diametro di 18 cm
  • ferri per maglia

PREPARAZIONE

La sera precedente "l' inizio dei lavori" ho preparato la glassa inserendo tutti gli ingredienti previsti nel robot da cucina ed azionandolo per mezzo minuto. Ho poi messo il composto denso ottenuto nella sac à poche.

Il giorno successivo ho preparato il lievitino in una ciotolina sciogliendo il lievito nel latte, aggiungendo la farina e mescolando con un cucchiaio. Ho poi coperto con pellicola e lasciato riposare nel forno spento per un' ora.
In una caraffa ho mescolato uovo, latte, zucchero e miele ed ho mescolato con una forchetta.
In una ciotola ho mescolato la scorza d'arancia, l'arancia candita e tritata ed il sale.
Trascorso il tempo del riposo, ho messo il lievitino nella ciotola della planetaria ed ho unito la farina, ho avviato la planetaria a velocità media ed unito a filo il composto liquido contenuto nella caraffa ed aggiungendo poi la scorza grattugiata, l' arancia candita tritata ed il sale. Ho fatto andare la planetaria fino ad incordatura dell' impasto.
Ho poi iniziato ad aggiungere in più volte il burro tagliato a tocchetti ed attendendo il completo assorbimento ogni volta.
Ho poi ribaltato l' impasto sul piano di lavoro imburrato ed ho dato dei giri di pieghe prendendo lembi di impasto e portandoli al centro. Ho pirlato l' impasto e l' ho inserito in una ciotola imburrata, coperto con pellicola e lasciato lievitare fino al raddoppio (circa due ore).

Passato il tempo della lievitazione, ho ribaltato l' impasto sul piano imburrato, l' ho pirlato e l'ho inserito al centro del pirottino con la chiusura verso il basso e fatto lievitare fino al raddoppio quando cioè l' impasto è arrivato a circa due dita dal bordo del pirottino (un' oretta circa). 
A lievitazione quasi ultimata, ho acceso il forno impostando la temperatura di 170°C.
Ho spremuto sul pan di neve la glassa formando una chiocciola e spolverizzato con la granella di zucchero. Ho infornato in forno statico per 50 minuti nella parte più bassa del forno. Trascorsi i primi 40 minuti ho coperto il pan di neve con un foglio di alluminio ed ultimato la cottura (per gli ultimi 10 minuti).
A cottura ultimata (vale la prova stecchino) ho infilzato con due ferri da maglia il pan di neve e l'ho messo capovolto a testa in giù in una pentola capiente.
Io ho deciso di non spolverizzarlo di zucchero a velo perché l'ho trovato già delizioso così.

Una vera bontà!









Tanti cari auguri di buona Pasqua a voi ed ai vostri affetti!
A presto!
LaGio' Riccia

martedì 8 marzo 2022

Zuppa di zucca e riso basmati integrale - La mia coccola

Chi frequenta questo "angolino" sa che non sono molto prolifica nelle mie pubblicazioni.

Da un po' di tempo a questa parte, infatti, ho realizzato che la pubblicazione di un post al mese, generalmente nella sua parte iniziale, è un ritmo che riesco a tenere ed a conciliare con ciò che è al di fuori della websphere.
Salvo poi riservarmi il piacere di pubblicare anche di più se tempo e "botta di ispirazione" me lo consentono.

Ci sono, però, quei mesi - tipo questo, guarda un po' - in cui l' ispirazione, lo slancio, il tempo ma soprattutto l' umore mi frenano.  

Mi piace quando passate a trovarmi e mi scrivete che vi ho strappato una risata, per me questo è un complimento bellissimo perché farvi ridere o mettervi allegria è un modo che ho di coccolarvi, ecco. Quando ho l' umore a terra, quindi, mi interrogo sempre sullo scrivere o meno un nuovo post perché vorrei che qui trovaste sempre spensieratezza ed allegria. 

Capita quindi che mi dica:
"E' già quasi il 10 del mese e non hai ancora steso due righe, porca paletta! Che vogliamo fare?!?!?" 

E così ci penso e mi dico che beh... questo posticino l' ho creato non solo per chi passa a leggere ma anche per me che pubblico e, che, in fondo, scrivere, sebbene sottotono (rispetto ad esempio al post scorso, quello dei baci di dama) può far del bene a me per prima.

Lasciate quindi che condivida con voi una ricetta che per me è una vera e propria coccola - decisamente adatta alla giornata grigia e fredda là fuori - e che mi sono sparata proprio oggi a pranzo.

Una bella zuppa veloce e con pochi ingredienti. Corroborante, calda e che fa anche tanto bene al cuoricino ed allo spirito.

Per questa ricetta ho utilizzato la zucca Hokkaido (ne avevo fatto scorta, in freezer, quando ancora se ne trovavano in giro), in assoluto la mia preferita perché ha un sapore delizioso, quasi di castagna, e perché è anche molto pratica dato che se ne mangia anche la buccia (che lavo utilizzando uno spazzolino, tipo quello da unghie, dedicato a soli scopi culinari) ma ovviamente potete scegliere la qualità che più preferite o che trovate ancora dal vostro verduriere di fiducia.

Io l' ho gustata con del riso basmati integrale (cotto "alla vera maniera", come indicato sulla confezione), un filo di olio evo a crudo (unico condimento usato) e del pepe. 

INGREDIENTI per la zuppa (3 porzioni abbondanti):
  • 450 gr. di zucca a dadini mondata e lavata (io ho usato la mia zucca preferita: la Hokkaido)
  • 1 finocchio di medie dimensioni
  • 2 carote piccole
  • 1 zucchina chiara di quelle grosse, siciliane
  • acqua 
  • 1 rametto di rosmarino
  • qualche foglia di salvia
  • sale grosso
  • peperoncino in fiocchi (si può omettere)
  • olio evo
  • pepe
  • riso basmati integrale (a piacere) ottima anche con il riso Venere

STRUMENTI per la zuppa:
  • pentola capiente
  • coperchio
  • spago da cucina
  • cucchiaio grande 
  • mestolo
  • tagliere
  • coltello
  • pelapatate
  • frullatore o minipimer
STRUMENTI per la cottura del "VERO BASMATI" (come viene definito sulla confezione):
  • colino 
  • carta assorbente 
  • pentola 
  • cucchiaio
  • alluminio 
  • coperchio

PREPARAZIONE

Per prima cosa ho lavato il rametto di rosmarino, la salvia e li ho legati con lo spago da cucina.
Ho riempito la pentola d' acqua e vi ho aggiunto rosmarino e salvia ed ho messo a bollire. 
Nel frattempo ho mondato e lavato la verdura. La zucca era già pulita e tagliata a dadini di circa 2,5cm per cui mi sono dedicata alle carote (pelate con il pelapatate) che ho tagliato a rondelle non troppo spesse,
alla zucchina (spuntata) che ho diviso in due e poi affettato non troppo spessa ed infine il finocchio che ho diviso in quattro spicchi ed affettato ottenendo delle sfoglie abbastanza sottili.
Quando l' acqua ha raggiunto il bollore, ho tuffato le verdure, dato un giro con il cucchiaio e coperto con il coperchio.
A bollore di nuovo raggiunto, ho tolto il coperchio, girato ed atteso la cottura delle varie verdure. A me sono occorsi una quindicina di minuti scarsa.
A cottura ultimata ho rimosso il rametto di rosmarino e salvia e con l' aiuto di un mestolo ho messo la minestra nel frullatore, ho aggiunto del sale grosso e dei fiocchi di peperoncino, ho azionato ed atteso che il minestrone raggiungesse la consistenza desiderata (ossia l' ho lasciato agire, settato su velocità 2, fintantoché non ho finito di lavare la pentola di cottura).
Arrivati a questo punto la zuppa è pronta per essere conservata o consumata!

Come anticipato prima, io ho cotto il riso basmati integrale a parte seguendo le indicazioni sulla confezione per la cottura del "vero basmati" ma nulla vi vieta di lessarlo semplicemente in acqua bollente.
Riporto beceramente le indicazioni. Il riso che ho usato se lessato normalmente in acqua bollente  cuoce in 10 minuti, per cui regolatevi voi con le tempistiche della cottura del "vero basmati".
Ho messo il riso nel colino e l' ho passato sotto l' acqua corrente. Ho scolato, versato il riso su doppi fogli di carta da cucina e l' ho tamponato.
Ho poi versato un filo d'olio d'oliva nella pentola, fatto scaldare e messo a tostare il riso.
Ho poi coperto con l'acqua sufficiente a coprire tutto il riso e pareggiato con il cucchiaio.
Ho chiuso la pentola con un foglio di alluminio, coperto con il coperchio e fatto cuocere per 10 minuti.
Le indicazioni non riportano il sale. Sappiate che io ho provato a metterlo, grosso, prima dell' aggiunta dell' acqua ed ho notato che ogni volta che l' ho fatto il riso risultava troppo al dente per i miei gusti. 
Consiglio, quindi, di salare, con sale fino, a cottura ultimata. 
Passati i 10 minuti ho spento il fuoco e lasciato riposare per 5 minuti.
Ho poi scolato il riso dall' acqua in eccesso e l'ho aggiunto alla mia zuppa. 
Un filo d'olio ed una macinata di pepe nero in grani et voilà!






A presto!
LaGio' Riccia

martedì 1 febbraio 2022

Baci di dama del Maestro Massari

Sono stata a lungo incerta su quale ricetta pubblicare. 
Ho davvero tante foto di torte, biscotti, grandi lievitati, brioches che avrei il piacere di condividere con voi ma alla fine la scelta è caduta su questa ricetta... un po' per raccontarvi un aneddoto ad essa legato ed un po' per ricollegarmi al post precedente che riguardava anch' esso la ricetta di un grande maestro.

Questa volta è toccato ai baci di dama del maestro Iginio Massari.
Nei "tristi" cabaret di pasticceria secca, erano sempre loro, i baci di dama, i miei preferiti. 
Sento già i cori di disappunto per l' utilizzo del termine "tristi" ma dovete capire che per quella paffuta bimba ricciuta i vassoi di paste secche erano l' unione di ciò che (incredibilmente!!!) lei non amava ossia: biscottini secchi con granella di nocciole, biscottini secchi con granella di zucchero,  biscottini secchi con granella di canditi oppure meringhe (che per lei avevano senso d'esistere solo quando ricoperte di cioccolato..ma anche lì...mica poteva ciucciare via il cioccolato e poi sputare la meringa?! Se così avesse fatto, essa non sarebbe qua a scrivere in quanto incenerita dallo sguardo della madre). Volete mettere l' allegria, la bellezza e la bontà di un buon cabaret di pasticcini alla panna, bignè, cannoncini, crostatine di frutta ed anche i vietatissimi - in quanto alcoolici - babà?!?!?
Dal mio punto di vista, i baci di dama davano un senso all' esistenza della pasticceria secca. Se erano buoni facevano toccare il cielo con un dito!!!
Ma trovarne di buoni era impresa ardua. Innumerevoli le delusioni subite nell' assaggiare pasticcini stantii oppure "gnecchi", "gommosi"... con gusto di burro passato a miglior vita. Baci che più che "baci" parevano "schiaffi" tanto erano cattivi. Ma nonostante tutto, ogniqualvolta ne vedevo una torretta in qualche negozio, la voglia di una tazza di thé fumante accompagnata da quei bei pasticcini mi veniva eccome... ed eccome se vi cedevo!

Questi baci, invece, sono di tutt' altra pasta. Baci croccanti che hanno conservato la loro fragranza fino alla fine dei loro giorni. Mia madre è riuscita a farli durare 2 settimane. Non so come abbia fatto. Alla veneranda età di 44 anni inizio a sospettare di essere stata adottata. Quasi come la nota scena di Star Wars ma alla rovescia "Tu non sei mia madre!".

Ma cappero, l' aneddoto!!!! SCUSATE!! Eccolo:

Periodo natalizio. Come ogni anno decido di preparare dei biscottini da regalare a tutto il cucuzzaro (famiglia mia e di LoveOfMyLife)... mi imbatto nella ricetta dei baci di dama del Maestro Massari

Nota: da qui in poi tutto ciò che è scritto in corsivo è rimasto nella mia testa

Ma è facilissima e poi è del Maestro! Una garanzia! E guarda che carini che sono! Così piccini!!!! Un ammmore! Mica come questi? Prepari l' impasto, lo lasci in frigorifero e poi con calma fai le pallette!
Sì ma la ricetta è per 125 baci. Sono 250 palle! Quando la trovi la voglia di impallettare 250 porzioni di impasto????
Ma sì che poi la voglia ti viene, vedrai!!

Preparo l' impasto. Lo metto in frigorifero e decido allora di andare in giro per regali. Entro in profumeria con la missione di acquistare il regalo per mia cognata. Vado dritta verso il reparto make-up di un noto marchio francese con le idee chiare: un balsamo per le labbra e magari un primer viso da usare come base per il trucco ma anche no (cioè che potesse essere utilizzato anche da solo). Aggancio una commessa. Molto giovane, filiforme, capelli lunghissimi, occhi da cerbiatto ed unghie da grande felino che avrebbero spaventato pure un T-Rex.

LaRiccia: "Buongiorno signorina, mi scusi, posso chiedere a lei?"

Bambi/Simba: "Mi dica"

Ma dimmelo un buongiorno di rimando, no?!? Va beh...

LaRiccia: "Avrei bisogno del Baume à levres della XXXXXX" 

Bambi/Simba: "Glielo cerco subito".
Si guarda attorno, apre un cassetto, pieno di scatolotti di varie dimensioni ma tutte dello stesso colore, nero lucente, con quelle scrittine piccine picciò bianche e tanto eleganti. Ne apre un altro, stessa scena. Insomma apre e chiude con stizza tutti e sei i cassetti ma del baume nessuna traccia. Che quasi quasi volevo mettermi a cercare pure io ma non mi osavo (quelle unghie spaventavano pure me oltre T-Rex).
Bambi/Simba: "Provo a chiedere al collega".

Arriva un ragazzo. Apre un cassetto. Lo chiude. Apre il secondo cassetto. Estrae uno scatolino nero lucente con scritta bianca e lo porge alla collega. Dieci secondi di orologio.

Bambi/Simba: "Eccolo. Le serviva altro?"

LaRiccia: "Sì, guardi, sempre della stessa marca ho visto questa base" gliela indico. "Può essere usata anche senza fondotinta? E' leggera? Mi fa l' effetto mascherone che manco Sbirulino...?"

Bambi/Simba: (che ovviamente non coglie perché all' epoca di Sbirulino probabilmente sua mamma giocava, come me, con le Barbie) "E' leggera. Si stende con facilità. Mi faccia vedere: la sua pelle non è grassa, va benissimo"

LaRiccia: "Mah in verità la mia pelle è mista" ed intanto Machissené della mia pelle?!? Il regalo non è per me!

Al chè, non contenta di essere stata contraddetta, Bambi/Simba se ne esce con 

e qua mi sono sentita proprio Bridget Jones alle prese con quella sua conoscente soprannominata Medusa

Scar/Medusa: "Lei non ha la pelle grassa". 

Scar/Medusa: "La pelle grassa è più un problema delle giovani" 

Scar/Medusa: "Vede?" (e qui è stata dura non cedere alla tentazione di arretrare per metterla meglio a fuoco...perché tanto ormai datata inizio ad esserlo, c'è poco da fare, ed anche il mio fisico inizia a dare i primi segni di cedimento, la presbiopìa prima fra tutti) "La mia pelle tende al grasso."

Accuso il colpo.

LaRiccia: "Lo prendo" Anche solo per romperti le palle con la ricerca

E di nuovo, stessa scena (ahhhhh la saggezza delle persone anziane...)... apre un cassetto, cerca, non trova e chiude seccamente. Ne apre un altro, idem. E così con il terzo ed il quarto. Al quinto si amminchia su scatolotti tutti uguali e con sopra la stessa scritta "Les beiges" (per la cronaca a me serviva "Le blanc de XXXXXX"). Ne apre uno ed il tubetto in esso contenuto era decisamente diverso (guarda caso conteneva un fluido beige e non bianco...). Niente. Chiude il quinto. Riapre il secondo. Apre il sesto. Lo sbatte. Torna sul quinto e si riamminchia sugli stessi scatolotti di prima, ne riapre uno ma guarda caso il risultato è lo stesso: il fluido continua ad essere beige 

Sono prodotti per il trucco mica trasformisti come Arturo Brachetti?!? Non è che perché li hai scossi sbattendo  chiudendo il cassetto mo' so' diventati artro?! 

Cede e va nuovamente alla ricerca del collega di prima che, come prima, arriva, apre un cassetto, lo chiude, apre il secondo ed estrae l' oggetto del desiderio. Lo sporge a Scar che lo prende, me lo allunga ed un po' umiliata dalla rapidità del collega, mi guarda ed esclama "Ehhh... questa marca è tremenda. Le confezioni sono tutte uguali!" 

E qui, mi scuserete, ma non ho proprio potuto evitare 

LaRiccia: "Già... è per quello che mettono le scritte. Basterebbe leggerle."

Bambi muta.

LaRiccia: "Grazie. Auguri di buone feste."

Tornata a casa, animata dalla furia da uno spirito nuovo mi sono messa a fare i baci di dama. Ne sono venuti 147 (di quelli belli e tondi tondi... perché poi ne sono usciti anche alcuni piatti...forse li avevo scaldati troppo con le mani nel formarli)... per cui ho fatto almeno 294 pallette. Tutte uguali perché, come dice il sommo, per una cottura uniforme l' ideale sono 4 gr. a sfera -_-.


INGREDIENTI per 147 baci di dama:

  • 300 gr. di farina 00
  • 150 gr. di farina di mandorle 
  • 150 gr. di farina di nocciole (il maestro utilizza solo farina di mandorle ma accenna al fatto che si può decidere di usare tutta nocciole tenendo presente che queste ultime hanno un sapore più deciso, Io ho optato per un inclusivo mix delle due)
  • 300 gr. di burro
  • 300 gr. di zucchero semolato
  • 50 gr. di albume
  • 3 gr. di sale
  • 375 gr. di cioccolato fondente per farcire

STRUMENTI:

  • planetaria con scudo
  • setaccio 
  • ciotolina
  • marisa
  • bilancia
  • leccarda
  • carta da forno
  • gratella per dolci
  • pentolino per fondere il cioccolato

PREPARAZIONE

Nella ciotola della planetaria ho versato il burro e lo zucchero. Ho azionato la planetaria con il gancio a scudo ed ho fatto lavorare il composto a bassa velocità per qualche secondo. Ho aggiunto la farina di mandorle e di nocciole e riavviato la planetaria. Nel frattempo ho sciolto il sale in una ciotolina con l' albume e l'ho aggiunto al composto. Ho poi aggiunto la farina 00 setacciata e fatto andare la planetaria fino a completa amalgama. 
Ho spolverato il piano di lavoro con un po' di farina, aiutandomi con una marisa ho versato l' impasto sul piano e l' ho spolverato di farina a sua volta. Ho lavorato brevemente per ottenere un rettangolo e l' ho avvolto in pellicola trasparente. Ho messo a riposare in frigorifero per due ore (il tempo dello shopping, in verità).
Ho estratto l' impasto dal frigorifero, acceso il forno impostando la temperatura a 180°C e...mentre il maestro ha creato dei cubetti...io ho staccato pezzetti di impasto di 4 gr. l'uno ed ho creato le pallette che, mano a mano, ho riposto sulla teglia ricoperta di carta da forno.
Ho continuato così fino ad ultimare l' impasto. Le teglie in attesa di essere cotte hanno stazionato in frigorifero.
Ho infornato per 12 minuti e comunque fino a doratura. Ho sfornato le semisfere su una gratella per dolci.
A biscotti freddi, ho sciolto il cioccolato a bagnomaria, ne ho messo un po' su una semisfera, l' ho appoggiata sulla gratella ed ho coperto con un' altra semisfera.

Alla fine ero stanca, soddisfattissima del risultato ma soprattutto molto più calma!!!
Provateli perché questi baci di dama sono una vera delizia.




A presto!
LaGio' Riccia

lunedì 10 gennaio 2022

Frollini solo tuorli del Maestro Montersino

Buon 2022 a tutt*!!!
In questi giorni di festa avrei tanto voluto essere più presente qui, nel mio angolino, ed anche sui vostri blog ma purtroppo il primo giorno di vacanza per me effettivo (quindi successivo a tutti i preparativi nonché festeggiamenti del Natale) mi è accaduta una cosa che... beh... mi ha chiuso un po'.

Il 27 di dicembre, infatti, avevo a piano nella mia personalissima tabella di marcia, tutta una serie di attività volte allo smaltimento dei tuorli pastorizzati avanzati dalla preparazione di un importantissimo dolce che ho regalato il 16 dicembre (ve ne parlerò di sicuro prossimamente). Tali attività riguardavano la produzione di krumiri (un' ennesima ricetta che ricorda ancor di + i krumiri di cui vi parlavo qui sia nel gusto che nella consistenza e che presto condividerò con voi), una frolla di soli tuorli del maestro Montersino e poi magari anche un grande lievitato.

Ma cos'è accaduto? 
Ero presa dalle attività di cui sopra: avevo già sfornato tutte le varie teglie di krumiri, pavevo reparato la frolla di soli tuori (con la quale intendevo provare il mio bellissimo mattarello intagliato a tema natalizio che mi ero regalata nei giorni precedenti) e, in attesa che passasse il tempo di riposo in frigorifero, mi stavo dedicando alla preparazione delle verdure per il pranzo. Il forno era spento con lo sportello socchiuso.
N.d.R.: nella mia cucina accanto al forno c'è la dispensa (un mobiletto angolare).
Nel riporre la bottiglia di olio in dispensa, ho "ciuccato le quote" ossia ho "preso male le misure" ed ho fatto sbattere il fondo della bottiglia dell' olio contro lo spigolo (in vetro) della porta del forno. 
A quel colpo è seguito uno spaventoso rumore di cocci infranti. Il mio primo pensiero è volato ai 7 anni di sfiga che ho visto incrementare sulla mia capoccia (un po' come il numero di vite in un videogioco) e che mi ero appena aggiudicata grazie alla rottura della bottiglia di olio. Ma poi, realizzando che quello a terra era un mosaico di vetri troppo chiari per essere della bottiglia di olio evo, ecco che mi sono dovuta scontrare con l' amara realtà: bottiglia 1 - vetro forno 0. Ad andare in frantumi era stato il vetro del forno!
Potrei tranquillamente fermarmi qui perché sono certa che immaginerete benissimo quello che può essere stato il mio travaglio emotivo. Aggiungo solo che ho pianto ininterrottamente (ma proprio con i singhiozzi, eh?!) per mezz' ora con somma disperazione di LoveOfMyLife che non sapeva più cosa inventare per tranquillizzarmi e per farmi tornare in me (fortunatamente ha evitato di prendermi a schiaffi al grido di "Si calmi! Si calmi!" come in quella scena de "L' aereo più pazzo del mondo").

Io, dal mio canto, ho smesso di piangere (salvo singhiozzare ogni volta che il mio sguardo si posava sul forno) proprio solo per LoveOfMyLife il cui livello di scoramento stava raggiungendo il mio.

Tutti i miei "bellicosi intenti" di produrre teglie su teglie di biscotti vari ed unità di lievitati erano miseramente naufragati in un mare di pezzetti di vetro (che non vi dico per quanti giorni ho continuato a pescare in giro).  Ma poi, a parte questo... la rottura di cabbassisi di dover andare da Ikea (io non amo proprio andarci) ad acquistare un nuovo forno (perché la sostituzione della porta ovviamente era + cara del forno in sé che è uno dei modelli base di Ikea), portarlo a casa, installarlo, etc... dove la mettiamo??? 

Inutile dirvi che finché non sono rientrata in possesso di un forno e finché non l' ho rimesso in pista... per me è stato come non essere in vacanza, ecco. 

Poi però il forno è arrivato e da lì è stato tutto in discesa!

Ecco dunque i frollini solo tuorli e con pochi grassi del maestro Montersino. Che dirvi? Una ricetta di un grande maestro non può che essere garanzia di successo per cui vi potrà sembrare scontato che io la trovi eccezionale. E' una frolla setosa, che non appiccica e che si stende come fosse una plastilina. Essendo al mio primo tentativo con i mattarelli intagliati, non ero certa che potesse essere adatta a questo impiego ma essendo priva di lieviti ho pensato di poter fare un tentativo e...beh... ho fatto bene!!

Ho scoperto questa frolla qui, nel bellissimo blog di Alice. Io ho raddoppiato le dosi ed ho utilizzato lo zucchero a velo (un mix di canna e bianco... ma solo per smaltire la rimanenza di quello di canna che avevo in dispensa) al posto di quello semolato perché l' autrice del post aveva specificato che la ricetta originale prevedeva l' uso dello zucchero a velo.
Ho ottenuto una sessantina di biscotti.

INGREDIENTI per 60 biscotti:

  • 500 gr. di farina 0
  • 120 gr. di zucchero a velo
  • 50 gr. di zucchero a velo di canna
  • 170 gr. di burro
  • 170 gr. di tuorli pastorizzati 
  • i semi di una bacca di vaniglia Bourbon
  • 2 pizzichi di sale

STRUMENTI:

  • ciotola
  • setaccio
  • ciotolina
  • forchetta
  • pellicola per alimenti
  • bacchette in legno dello spessore di 5mm
  • mattarello
  • mattarello decorato
  • coppapasta tondo
  • tappetino microforato in silicone
  • leccarda

PREPARAZIONE

In una ciotola ho setacciato la farina e l' ho mescolata con i due tipi di zucchero a velo e con i semini della bacca di vaniglia. Ho aggiunto il burro tagliato a tocchetti ed ho lavorato con le mani fino ad ottenere un composto sabbioso. In una ciotolina ho sbattuto i tuorli con la forchetta ed i pizzichi di sale e li ho amalgamati al composto di farina, burro e zucchero lavorando brevemente il tutto.
Ho poi avvolto la frolla così ottenuta in pellicola trasparente e l' ho messa a riposare in frigorifero.
A seguito della rottura del forno, ho avvolto la frolla nella carta da forno, sigillato il pacchetto ottenuto in pellicola trasparente e riposto in freezer. 
La sera prima ho messo a scongelare la frolla nel frigorifero, il mattino successivo ho estratto la frolla dal frigorifero mezz'oretta prima di iniziare a lavorarla, ho messo il tappetino microforato sulla leccarda capovolta (in modo tale da evitare che il tappetino si sollevasse a causa dei bordi della teglia),  ho acceso il forno impostando la temperatura di 170°C e mi sono dedicata alla produzione dei biscotti. 

Ho prelevato delle porzioni di impasto e le ho stese su un foglio di carta da forno con il mattarello e le bacchette di legno per creare una sfoglia dallo spessore uniforme di 5mm. Ho poi passato il mio mattarello intagliato e poi ho usato il coppapasta per ottenere i biscotti. 
La frolla si stende perfettamente e non appiccica per cui non necessita di farina per lo spolvero (nemmeno sul mattarello intagliato!).
Ho disposto i frollini ottenuti a mano a mano sulla leccarda.
Ho fatto cuocere per 12 minuti e comunque fino a doratura dei biscotti.






Belli - grazie al mattarello - e buonissimi - grazie alla ricetta infallibile!
Un grande abbraccio e... tanti cari auguri di buon anno a tutti voi! Che questo nuovo anno porti un po' di normalità, salute e serenità in più a tutti.
A presto!
LaGio' Riccia

lunedì 6 dicembre 2021

Biscotti con crusca d' avena e cioccolato

Andare dai nonni, quando eravamo ancora piccine e vivevamo a Diano Castello, voleva dire, per me e Tata, principalmente andare a trovare i loro conigli. Nulla togliere ai nonni, per carità, ma per noi il divertimento vero era andare a vedere quelle palle di pelo di svariate dimensioni, munite di muso buffo e che masticavano in continuazione facendo sparire intere carote e foglie di insalata come se non ci fosse un domani.

Ben consapevole di questa nostra "passione", la nonna ci coinvolgeva nella preparazione ed elargizione del "pastùn" (n.d.G.: pastone) ossia una sorta di mappazzone a base di pane raffermo, acqua, verdura di svariato tipo e poi lei: la crusca. Incredibile che i conigli tritassero senza batter ciglio tutta quella sbobba con dentro quella che, a tutti gli effetti, ai miei occhi di bambina era più assimilabile alla segatura che a qualcosa di commestibile.
Ovviamente tra tutte quelle palle di pelo ce n'era una che spiccava e che aveva un ruolo speciale nel nostro cuore: Bianchina! Una coniglietta tutta bianca bianca, candida (la fantasia si sprecava, dalle nostre parti).
Era da lei che noi bambine correvamo subito. 
Poi un giorno Bianchina sparì.
Solo una volta cresciuta capii per quale ragione, durante il pranzo di una domenica di diversi anni prima, all' affermazione del nonno:
"E' proprio buona e tenera Bianchina, eh?!"

mia sorella scoppiò in lacrime e per svariato tempo non mangiò più coniglio.

Io, nel mio bel mondo ovattato, non avevo capito una beata minkia. Pensavo che il nonno stesse elogiando il buon carattere di Bianchina (partita per chissà dove) e, continuando - armata di forchetta - a mangiare quella carne "buona e tenera" che avevo nel piatto, convenivo con lui sulla tenerezza che Bianchina ispirava -_-. Beata ignoranza? Innocenza?

Quando, qualche mese fa, mi sono ritrovata a mangiare una delle colazioni, assegnatemi dal nutrizionista, a base di yogurt greco e crusca d' avena, sono stata ricatapultata a quando la nonna ci faceva mischiare il pastùn! Tramite santo Whatsapp ho contattato subito il nutrizionista per chiedergli se una sostituzione era possibile... lui mi ha proposto i fiocchi d'avena  al posto della crusca. Ecco perché mi sono ritrovata con un sacchetto di crusca d' avena quasi intonso in dispensa.

Perché non trasformarla, dunque, in biscotti? Visto l' appropinquarsi a grandi falcate delle feste, secondo me questi biscotti possono essere un buon regalino da riservare a quei vostri amici che amano i sapori un po' più rustici e che fanno attenzione a consumare prodotti meno raffinati. Se volete potete sostituire il burro con 145 gr. di olio di cocco.

La ricetta che mi ha tentato proviene da qui. Io ho solo usato la crusca al posto dei fiocchi, ho raddoppiato le dosi, ho sostituito il latte con latte condensato ed acqua ed ho aggiunto qualche aroma (estratto di vaniglia e scorza d' arancia). Il cioccolato è una variante già proposta dall' autrice del post originale. Anziché stendere la pasta col mattarello e ricavare le forme dei biscotti, ho preferito fare delle palline e schiacciarle con il timbro (anche perché la pasta tendeva a sbriciolare).

INGREDIENTI per 30 biscotti:
  • 200 gr. di crusca d' avena
  • 200 gr. di farina 0
  • 120 gr. di zucchero di canna
  • 180 gr. di burro
  • 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
  • 25 gr. di latte condensato
  • 20 gr. di acqua
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • scorza di un' arancia non trattata
  • scaglie di cioccolato a sentimento

STRUMENTI:

  • mixer
  • timbro per biscotti
  • coppa pasta del diametro di 5cm
  • pellicola per alimenti
  • bilancia
  • carta da forno
  • leccarda
  • gratella per dolci

PREPARAZIONE

Ho frullato nel mixer la crusca d'avena fino ad ottenere una farina sottile.
Sempre nel mixer ho poi aggiunto farina, burro e zucchero ed ho frullato ancora.
Ho aggiunto bicarbonato, acqua, latte condensato, estratto, scorza e ho frullato nuovamente fino ad ottenere una palla.
In ultimo ho aggiunto le scaglie di cioccolato, dato qualche colpetto di mixer per amalgamare.
Ho poi compattato brevemente il composto sul tavolo, ho coperto con pellicola trasparente e messo in frigorifero per mezz' ora.
Passato il tempo del riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C, ho foderato due teglie con carta da forno ed ho iniziato a formare i biscotti.
Ho staccato porzioni di impasto di 30gr. l' una e creato una pallina che ho poi pressato con il timbro. 
Ho coppato il biscotto ottenuto con il coppa pasta ed ho adagiato il biscotto sulla leccarda. Ho proceduto così fino a terminare l' impasto. I biscotti vanno distanziati un poco ma non crescono molto in cottura.
Ho infornato e cotto i biscotti per 15-17 minuti. Regolatevi voi con i tempi. I biscotti devono essere belli dorati.
Far freddare su una gratella prima di gustare.







I biscotti sono risultati belli croccanti e golosi grazie alla presenza del burro.
Un grande abbraccio e...
a presto!
LaGio' Riccia


lunedì 8 novembre 2021

Financier alla vaniglia

Ovvero "La torta che non mi volevo fare"

Avete presente quando proprio non avete voglia di fare una cosa ma il pensiero di non farla vi risulta ancora più inaccettabile del passare in azione?! Ecco, è con questo stato d' animo che è nata questa torta.

L' occasione è stata quella del mio 44° compleanno. Ovviamente la poca voglia di preparare questa torta era proprio dovuta alla circostanza: adoro preparare torte, biscotti, dolci, etc... per gli altri... ma quando il destinatario sono io, il discorso cambia.

Poi però mi sono detta "Prepari dolci per tutti... una volta tanto... e fattelo tu!"

E quando sono incappata in questa bellissima ricetta, che mi pareva anche semplice e facilmente riproducibile, l' ho preso come un segno del destino e mi sono lanciata nell' impresa. 

Ho modificato solo la ricetta della crema ganache alla vaniglia per smaltire delle rimanenze che avevo in frigorifero e dato, alla torta, una veste "da compleanno" perché per me la torta di compleanno "ha da esse rotonda". 

Con le dosi della ricetta originale ho fatto una torta rotonda di 18cm di diametro ed un cupcake per la mia mamma.

INGREDIENTI per la torta (uno stampo da 18 cm):
  • 140 gr. di albumi d’uovo, a temperatura ambiente
  • 140 gr. di zucchero a velo
  • 90 gr. di polvere di mandorle
  • 50 gr. di farina 00
  • 100 gr. di burro
  • 5 gr. di estratto di vaniglia
  • Semi di 1 bacca di vaniglia
  • 2 pizzichi di sale
INGREDIENTI per la ganache montata alla vaniglia:
  • 85 gr. di panna fresca 
  • altri 85 gr. di panna fresca, fredda 
  • 65 gr. di cioccolato bianco
  • 2 gr. di gelatina (1 foglio di colla di pesce Pane Angeli)
  • 5 gr. di acqua per l’idratazione della gelatina
  • Semi di 1 bacca di vaniglia
  • 150 gr. di ricotta vaccina (mia aggiunta del giorno successivo)
  • 30 gr. di panna fresca (mia aggiunta del giorno successivo) 

Per decorare:
  • spaghetti di cioccolato fondente
STRUMENTI:

  • pentolino
  • colino
  • ciotola
  • fruste
  • sac à poche con bocchetta liscia
  • setaccio
  • gratella per dolci
  • marisa
  • bicchiere graduato
  • frullatore ad immersione
  • termometro
  • sac à poche con bocchetta a stella
  • pellicola traspartente
  • carta da forno
  • stampo a cerchio apribile di 18 cm
  • uno stampino da cupcake in silicone con un pirottino

PREPARAZIONE

Ho preparato sia la torta che la ganache il giorno precedente quello di servizio e decorato il giorno stesso.
Ho iniziato preparando la financier. 
Ho acceso il forno (io statico perché non lo ho ventilato) impostando la temperatura di 180°C.
Ho foderato la mia teglia rotonda apribile con carta da forno e lo stampino da cupcake con il pirottino.
Ho messo il burro in un pentolino e l' ho fatto cuocere a fuoco medio/alto finché non ha assunto un color nocciola. L' ho fatto intiepidire e poi l' ho filtrato.
In una ciotola ho setacciato ed amalgamato la farina 00, la farina di mandorle, il sale e lo zucchero a velo. Ho aggiunto l' estratto di vaniglia e, iniziando ad amalgamare con la frusta, ho pian piano aggiunto gli albumi. 
Ho poi aggiunto il burro tiepido e fatto incorporare.
Ho inserito il composto in una sac à poche e l' ho dressato nella teglia e nel cupcake singolo.
Ho infornato per 32 minuti.
Ho poi fatto intiepidire e sformato su una gratella per dolci.
Sono poi passata alla preparazione della ganache montata alla vaniglia.
Ho messo ad idratare la gelatina in acqua fredda.
Ho fuso il cioccolato con i semi della bacca di vaniglia.
Ho scaldato la prima quantità di panna fino a circa 80°C, vi ho poi aggiunto la gelatina idratata e strizzata ed ho mescolato.
Ho versato il composto caldo di panna e gelatina sul cioccolato (in tre volte) ed emulsionato con una marisa.
Ho versato la ganache nel bicchiere graduato ed aggiunto a filo gli 85 gr. di panna fresca fredda ed emulsionato con il minipimer.
Ho coperto con pellicola a contatto e messo in frigorifero per 12 ore.
Il giorno successivo ho lavorato la ricotta con la panna liquida e, quando ben amalgamati, ho aggiunto il composto così ottenuto alla ganache. Ho montato il tutto con le fruste ed inserito il composto così ottenuto nella sac à poche con bocchetta a stella. 
Vista la considerevole quantità di crema e che la financier non era di uno spessore tale da consentirne la divisione e farcitura, ho deciso di decorare la torta con tanti ciuffetti di ganache.
Ho poi cosparso con spaghetti di cioccolato fondente.

Ed ecco qua la torta che non volevo!




Questa la torta in versione cupcake



Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia