lunedì 10 gennaio 2022

Frollini solo tuorli del maestro Montersino

Buon 2022 a tutt*!!!
In questi giorni di festa avrei tanto voluto essere più presente qui, nel mio angolino, ed anche sui vostri blog ma purtroppo il primo giorno di vacanza per me effettivo (quindi successivo a tutti i preparativi nonché festeggiamenti del Natale) mi è accaduta una cosa che... beh... mi ha chiuso un po'.

Il 27 di dicembre, infatti, avevo a piano nella mia personalissima tabella di marcia, tutta una serie di attività volte allo smaltimento dei tuorli pastorizzati avanzati dalla preparazione di un importantissimo dolce che ho regalato il 16 dicembre (ve ne parlerò di sicuro prossimamente). Tali attività riguardavano la produzione di krumiri (un' ennesima ricetta che ricorda ancor di + i krumiri di cui vi parlavo qui sia nel gusto che nella consistenza e che presto condividerò con voi), una frolla di soli tuorli del maestro Montersino e poi magari anche un grande lievitato.

Ma cos'è accaduto? 
Ero presa dalle attività di cui sopra: avevo già sfornato tutte le varie teglie di krumiri, pavevo reparato la frolla di soli tuori (con la quale intendevo provare il mio bellissimo mattarello intagliato a tema natalizio che mi ero regalata nei giorni precedenti) e, in attesa che passasse il tempo di riposo in frigorifero, mi stavo dedicando alla preparazione delle verdure per il pranzo. Il forno era spento con lo sportello socchiuso.
N.d.R.: nella mia cucina accanto al forno c'è la dispensa (un mobiletto angolare).
Nel riporre la bottiglia di olio in dispensa, ho "ciuccato le quote" ossia ho "preso male le misure" ed ho fatto sbattere il fondo della bottiglia dell' olio contro lo spigolo (in vetro) della porta del forno. 
A quel colpo è seguito uno spaventoso rumore di cocci infranti. Il mio primo pensiero è volato ai 7 anni di sfiga che ho visto incrementare sulla mia capoccia (un po' come il numero di vite in un videogioco) e che mi ero appena aggiudicata grazie alla rottura della bottiglia di olio. Ma poi, realizzando che quello a terra era un mosaico di vetri troppo chiari per essere della bottiglia di olio evo, ecco che mi sono dovuta scontrare con l' amara realtà: bottiglia 1 - vetro forno 0. Ad andare in frantumi era stato il vetro del forno!
Potrei tranquillamente fermarmi qui perché sono certa che immaginerete benissimo quello che può essere stato il mio travaglio emotivo. Aggiungo solo che ho pianto ininterrottamente (ma proprio con i singhiozzi, eh?!) per mezz' ora con somma disperazione di LoveOfMyLife che non sapeva più cosa inventare per tranquillizzarmi e per farmi tornare in me (fortunatamente ha evitato di prendermi a schiaffi al grido di "Si calmi! Si calmi!" come in quella scena de "L' aereo più pazzo del mondo").

Io, dal mio canto, ho smesso di piangere (salvo singhiozzare ogni volta che il mio sguardo si posava sul forno) proprio solo per LoveOfMyLife il cui livello di scoramento stava raggiungendo il mio.

Tutti i miei "bellicosi intenti" di produrre teglie su teglie di biscotti vari ed unità di lievitati erano miseramente naufragati in un mare di pezzetti di vetro (che non vi dico per quanti giorni ho continuato a pescare in giro).  Ma poi, a parte questo... la rottura di cabbassisi di dover andare da Ikea (io non amo proprio andarci) ad acquistare un nuovo forno (perché la sostituzione della porta ovviamente era + cara del forno in sé che è uno dei modelli base di Ikea), portarlo a casa, installarlo, etc... dove la mettiamo??? 

Inutile dirvi che finché non sono rientrata in possesso di un forno e finché non l' ho rimesso in pista... per me è stato come non essere in vacanza, ecco. 

Poi però il forno è arrivato e da lì è stato tutto in discesa!

Ecco dunque i frollini solo tuorli e con pochi grassi del maestro Montersino. Che dirvi? Una ricetta di un grande maestro non può che essere garanzia di successo per cui vi potrà sembrare scontato che io la trovi eccezionale. E' una frolla setosa, che non appiccica e che si stende come fosse una plastilina. Essendo al mio primo tentativo con i mattarelli intagliati, non ero certa che potesse essere adatta a questo impiego ma essendo priva di lieviti ho pensato di poter fare un tentativo e...beh... ho fatto bene!!

Ho scoperto questa frolla qui, nel bellissimo blog di Alice. Io ho raddoppiato le dosi ed ho utilizzato lo zucchero a velo (un mix di canna e bianco... ma solo per smaltire la rimanenza di quello di canna che avevo in dispensa) al posto di quello semolato perché l' autrice del post aveva specificato che la ricetta originale prevedeva l' uso dello zucchero a velo.
Ho ottenuto una sessantina di biscotti.

INGREDIENTI per 60 biscotti:

  • 500 gr. di farina 0
  • 120 gr. di zucchero a velo
  • 50 gr. di zucchero a velo di canna
  • 170 gr. di burro
  • 170 gr. di tuorli pastorizzati 
  • i semi di una bacca di vaniglia Bourbon
  • 2 pizzichi di sale

STRUMENTI:

  • ciotola
  • setaccio
  • ciotolina
  • forchetta
  • pellicola per alimenti
  • bacchette in legno dello spessore di 5mm
  • mattarello
  • mattarello decorato
  • coppapasta tondo
  • tappetino microforato in silicone
  • leccarda

PREPARAZIONE

In una ciotola ho setacciato la farina e l' ho mescolata con i due tipi di zucchero a velo e con i semini della bacca di vaniglia. Ho aggiunto il burro tagliato a tocchetti ed ho lavorato con le mani fino ad ottenere un composto sabbioso. In una ciotolina ho sbattuto i tuorli con la forchetta ed i pizzichi di sale e li ho amalgamati al composto di farina, burro e zucchero lavorando brevemente il tutto.
Ho poi avvolto la frolla così ottenuta in pellicola trasparente e l' ho messa a riposare in frigorifero.
A seguito della rottura del forno, ho avvolto la frolla nella carta da forno, sigillato il pacchetto ottenuto in pellicola trasparente e riposto in freezer. 
La sera prima ho messo a scongelare la frolla nel frigorifero, il mattino successivo ho estratto la frolla dal frigorifero mezz'oretta prima di iniziare a lavorarla, ho messo il tappetino microforato sulla leccarda capovolta (in modo tale da evitare che il tappetino si sollevasse a causa dei bordi della teglia),  ho acceso il forno impostando la temperatura di 170°C e mi sono dedicata alla produzione dei biscotti. 

Ho prelevato delle porzioni di impasto e le ho stese su un foglio di carta da forno con il mattarello e le bacchette di legno per creare una sfoglia dallo spessore uniforme di 5mm. Ho poi passato il mio mattarello intagliato e poi ho usato il coppapasta per ottenere i biscotti. 
La frolla si stende perfettamente e non appiccica per cui non necessita di farina per lo spolvero (nemmeno sul mattarello intagliato!).
Ho disposto i frollini ottenuti a mano a mano sulla leccarda.
Ho fatto cuocere per 12 minuti e comunque fino a doratura dei biscotti.






Belli - grazie al mattarello - e buonissimi - grazie alla ricetta infallibile!
Un grande abbraccio e... tanti cari auguri di buon anno a tutti voi! Che questo nuovo anno porti un po' di normalità, salute e serenità in più a tutti.
A presto!
LaGio' Riccia

lunedì 6 dicembre 2021

Biscotti con crusca d' avena e cioccolato

Andare dai nonni, quando eravamo ancora piccine e vivevamo a Diano Castello, voleva dire, per me e Tata, principalmente andare a trovare i loro conigli. Nulla togliere ai nonni, per carità, ma per noi il divertimento vero era andare a vedere quelle palle di pelo di svariate dimensioni, munite di muso buffo e che masticavano in continuazione facendo sparire intere carote e foglie di insalata come se non ci fosse un domani.

Ben consapevole di questa nostra "passione", la nonna ci coinvolgeva nella preparazione ed elargizione del "pastùn" (n.d.G.: pastone) ossia una sorta di mappazzone a base di pane raffermo, acqua, verdura di svariato tipo e poi lei: la crusca. Incredibile che i conigli tritassero senza batter ciglio tutta quella sbobba con dentro quella che, a tutti gli effetti, ai miei occhi di bambina era più assimilabile alla segatura che a qualcosa di commestibile.
Ovviamente tra tutte quelle palle di pelo ce n'era una che spiccava e che aveva un ruolo speciale nel nostro cuore: Bianchina! Una coniglietta tutta bianca bianca, candida (la fantasia si sprecava, dalle nostre parti).
Era da lei che noi bambine correvamo subito. 
Poi un giorno Bianchina sparì.
Solo una volta cresciuta capii per quale ragione, durante il pranzo di una domenica di diversi anni prima, all' affermazione del nonno:
"E' proprio buona e tenera Bianchina, eh?!"

mia sorella scoppiò in lacrime e per svariato tempo non mangiò più coniglio.

Io, nel mio bel mondo ovattato, non avevo capito una beata minkia. Pensavo che il nonno stesse elogiando il buon carattere di Bianchina (partita per chissà dove) e, continuando - armata di forchetta - a mangiare quella carne "buona e tenera" che avevo nel piatto, convenivo con lui sulla tenerezza che Bianchina ispirava -_-. Beata ignoranza? Innocenza?

Quando, qualche mese fa, mi sono ritrovata a mangiare una delle colazioni, assegnatemi dal nutrizionista, a base di yogurt greco e crusca d' avena, sono stata ricatapultata a quando la nonna ci faceva mischiare il pastùn! Tramite santo Whatsapp ho contattato subito il nutrizionista per chiedergli se una sostituzione era possibile... lui mi ha proposto i fiocchi d'avena  al posto della crusca. Ecco perché mi sono ritrovata con un sacchetto di crusca d' avena quasi intonso in dispensa.

Perché non trasformarla, dunque, in biscotti? Visto l' appropinquarsi a grandi falcate delle feste, secondo me questi biscotti possono essere un buon regalino da riservare a quei vostri amici che amano i sapori un po' più rustici e che fanno attenzione a consumare prodotti meno raffinati. Se volete potete sostituire il burro con 145 gr. di olio di cocco.

La ricetta che mi ha tentato proviene da qui. Io ho solo usato la crusca al posto dei fiocchi, ho raddoppiato le dosi, ho sostituito il latte con latte condensato ed acqua ed ho aggiunto qualche aroma (estratto di vaniglia e scorza d' arancia). Il cioccolato è una variante già proposta dall' autrice del post originale. Anziché stendere la pasta col mattarello e ricavare le forme dei biscotti, ho preferito fare delle palline e schiacciarle con il timbro (anche perché la pasta tendeva a sbriciolare).

INGREDIENTI per 30 biscotti:
  • 200 gr. di crusca d' avena
  • 200 gr. di farina 0
  • 120 gr. di zucchero di canna
  • 180 gr. di burro
  • 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
  • 25 gr. di latte condensato
  • 20 gr. di acqua
  • 2 cucchiaini di estratto di vaniglia
  • scorza di un' arancia non trattata
  • scaglie di cioccolato a sentimento

STRUMENTI:

  • mixer
  • timbro per biscotti
  • coppa pasta del diametro di 5cm
  • pellicola per alimenti
  • bilancia
  • carta da forno
  • leccarda
  • gratella per dolci

PREPARAZIONE

Ho frullato nel mixer la crusca d'avena fino ad ottenere una farina sottile.
Sempre nel mixer ho poi aggiunto farina, burro e zucchero ed ho frullato ancora.
Ho aggiunto bicarbonato, acqua, latte condensato, estratto, scorza e ho frullato nuovamente fino ad ottenere una palla.
In ultimo ho aggiunto le scaglie di cioccolato, dato qualche colpetto di mixer per amalgamare.
Ho poi compattato brevemente il composto sul tavolo, ho coperto con pellicola trasparente e messo in frigorifero per mezz' ora.
Passato il tempo del riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C, ho foderato due teglie con carta da forno ed ho iniziato a formare i biscotti.
Ho staccato porzioni di impasto di 30gr. l' una e creato una pallina che ho poi pressato con il timbro. 
Ho coppato il biscotto ottenuto con il coppa pasta ed ho adagiato il biscotto sulla leccarda. Ho proceduto così fino a terminare l' impasto. I biscotti vanno distanziati un poco ma non crescono molto in cottura.
Ho infornato e cotto i biscotti per 15-17 minuti. Regolatevi voi con i tempi. I biscotti devono essere belli dorati.
Far freddare su una gratella prima di gustare.







I biscotti sono risultati belli croccanti e golosi grazie alla presenza del burro.
Un grande abbraccio e...
a presto!
LaGio' Riccia


lunedì 8 novembre 2021

Financier alla vaniglia

Ovvero "La torta che non mi volevo fare"

Avete presente quando proprio non avete voglia di fare una cosa ma il pensiero di non farla vi risulta ancora più inaccettabile del passare in azione?! Ecco, è con questo stato d' animo che è nata questa torta.

L' occasione è stata quella del mio 44° compleanno. Ovviamente la poca voglia di preparare questa torta era proprio dovuta alla circostanza: adoro preparare torte, biscotti, dolci, etc... per gli altri... ma quando il destinatario sono io, il discorso cambia.

Poi però mi sono detta "Prepari dolci per tutti... una volta tanto... e fattelo tu!"

E quando sono incappata in questa bellissima ricetta, che mi pareva anche semplice e facilmente riproducibile, l' ho preso come un segno del destino e mi sono lanciata nell' impresa. 

Ho modificato solo la ricetta della crema ganache alla vaniglia per smaltire delle rimanenze che avevo in frigorifero e dato, alla torta, una veste "da compleanno" perché per me la torta di compleanno "ha da esse rotonda". 

Con le dosi della ricetta originale ho fatto una torta rotonda di 18cm di diametro ed un cupcake per la mia mamma.

INGREDIENTI per la torta (uno stampo da 18 cm):
  • 140 gr. di albumi d’uovo, a temperatura ambiente
  • 140 gr. di zucchero a velo
  • 90 gr. di polvere di mandorle
  • 50 gr. di farina 00
  • 100 gr. di burro
  • 5 gr. di estratto di vaniglia
  • Semi di 1 bacca di vaniglia
  • 2 pizzichi di sale
INGREDIENTI per la ganache montata alla vaniglia:
  • 85 gr. di panna fresca 
  • altri 85 gr. di panna fresca, fredda 
  • 65 gr. di cioccolato bianco
  • 2 gr. di gelatina (1 foglio di colla di pesce Pane Angeli)
  • 5 gr. di acqua per l’idratazione della gelatina
  • Semi di 1 bacca di vaniglia
  • 150 gr. di ricotta vaccina (mia aggiunta del giorno successivo)
  • 30 gr. di panna fresca (mia aggiunta del giorno successivo) 

Per decorare:
  • spaghetti di cioccolato fondente
STRUMENTI:

  • pentolino
  • colino
  • ciotola
  • fruste
  • sac à poche con bocchetta liscia
  • setaccio
  • gratella per dolci
  • marisa
  • bicchiere graduato
  • frullatore ad immersione
  • termometro
  • sac à poche con bocchetta a stella
  • pellicola traspartente
  • carta da forno
  • stampo a cerchio apribile di 18 cm
  • uno stampino da cupcake in silicone con un pirottino

PREPARAZIONE

Ho preparato sia la torta che la ganache il giorno precedente quello di servizio e decorato il giorno stesso.
Ho iniziato preparando la financier. 
Ho acceso il forno (io statico perché non lo ho ventilato) impostando la temperatura di 180°C.
Ho foderato la mia teglia rotonda apribile con carta da forno e lo stampino da cupcake con il pirottino.
Ho messo il burro in un pentolino e l' ho fatto cuocere a fuoco medio/alto finché non ha assunto un color nocciola. L' ho fatto intiepidire e poi l' ho filtrato.
In una ciotola ho setacciato ed amalgamato la farina 00, la farina di mandorle, il sale e lo zucchero a velo. Ho aggiunto l' estratto di vaniglia e, iniziando ad amalgamare con la frusta, ho pian piano aggiunto gli albumi. 
Ho poi aggiunto il burro tiepido e fatto incorporare.
Ho inserito il composto in una sac à poche e l' ho dressato nella teglia e nel cupcake singolo.
Ho infornato per 32 minuti.
Ho poi fatto intiepidire e sformato su una gratella per dolci.
Sono poi passata alla preparazione della ganache montata alla vaniglia.
Ho messo ad idratare la gelatina in acqua fredda.
Ho fuso il cioccolato con i semi della bacca di vaniglia.
Ho scaldato la prima quantità di panna fino a circa 80°C, vi ho poi aggiunto la gelatina idratata e strizzata ed ho mescolato.
Ho versato il composto caldo di panna e gelatina sul cioccolato (in tre volte) ed emulsionato con una marisa.
Ho versato la ganache nel bicchiere graduato ed aggiunto a filo gli 85 gr. di panna fresca fredda ed emulsionato con il minipimer.
Ho coperto con pellicola a contatto e messo in frigorifero per 12 ore.
Il giorno successivo ho lavorato la ricotta con la panna liquida e, quando ben amalgamati, ho aggiunto il composto così ottenuto alla ganache. Ho montato il tutto con le fruste ed inserito il composto così ottenuto nella sac à poche con bocchetta a stella. 
Vista la considerevole quantità di crema e che la financier non era di uno spessore tale da consentirne la divisione e farcitura, ho deciso di decorare la torta con tanti ciuffetti di ganache.
Ho poi cosparso con spaghetti di cioccolato fondente.

Ed ecco qua la torta che non volevo!




Questa la torta in versione cupcake



Vi abbraccio.
A presto,
LaGio' Riccia

venerdì 1 ottobre 2021

Krumiri classici

Durante la pausa estiva, nonostante le temperature sfavorevoli (è proprio vero che volere è potere!!), ho prodotto un sacco di torte e biscotti per la prima colazione di quel sant' uomo di LoveOfMyLife.

Torte per smaltire la frutta troppo matura (vi raccontavo qui che qualcuno si fa sempre prendere dall' entusiasmo davanti al ben di Dio offerto dai banchi del mercato e poi, quando si rende conto dell' entità del "danno", mi sbologna gli acquisti in eccesso. Capirete, quindi, che la situazione in estate degenera vista la ricchezza di varietà di prodotti che la terra ci offre), torte per provare degli accostamenti che mi frullavano in testa, ma anche biscotti che da tempo avevo in programma di fare ma cui mai riuscivo (leggi: voglia ZERO) a dedicarmi.

Presa dall' entusiasmo della scoperta dell' uso della bocchetta della sac à poche per confezionare i krumiri alla frutta secca, mi sono detta... perché non provare a fare i Krumiri classici piemontesi??? Su queste pagine mancano giusto solo loro! Tantissimo tempo fa, infatti, avevo postato la ricetta dei Krumiri alla farina di riso di Montersino (qui) per la quale avevo utilizzato la sparabiscotti. All' epoca riconoscevo di avere ampi margini di miglioramento nell' utilizzo della sparabiscotti :-D ma forse era solo lo strumento a me meno congeniale ;-).

I Krumiri sono dei deliziosi biscotti originari di Casale Monferrato, nati nel 1878 dall' ingegno del pasticcere Domenico Rossi.
Ora... se non l' avete mai fatto... acquistate una scatola di latta di questi deliziosi biscotti perché ne vale assolutamente la pena. Sono certa che, come me, anche voi vi innamorerete della cura e della grazia del confezionamento di queste leccornie.

In rete si trovano tantissime ricette diverse. Quello di cui sono certa è che i krumiri originali non contengono farina di mais. La consistenza particolare di questi biscotti è ottenuta miscelando opportunamente farina, burro e zucchero (nonché tuorli, ovviamente). 
Questa la versione che più mi ha convinto e che ho replicato... raddoppiando le dosi perché 50 krumiri parevano pochi -_-.

Ingredienti per 100 Krumiri:

  • 700 gr. di farina 0 
  • 220 gr. di burro morbido ma non sciolto
  • 280 gr. di zucchero semolato
  • 2 uova intere
  • 4 tuorli
  • i semini di una bacca di vaniglia Bourbon

Strumenti:

  • ciotola grande
  • ciotolina
  • forchetta
  • fruste elettriche
  • setaccio
  • pellicola trasparente per alimenti
  • bocchetta a stella con il diametro della punta di 1,5 cm
  • teglie da forno
  • carta forno
  • gratella per dolci
Preparazione
Nella ciotola grande ho lavorato il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida. 
Ho messo le uova ed i tuorli nella ciotolina, li ho mescolati velocemente con una forchetta  e li ho aggiunti al composto di uova e burro ed ho amalgamato il tutto con le fruste elettriche. Ho aggiunto i semini della bacca di vaniglia e continuato a lavorare con le fruste.
In ultimo ho setacciato la farina e, quando l' impasto è diventato più consistente, mi sono spostata sul piano di lavoro ed ho lavorato velocemente a mano. 
Ho realizzato un panetto, l' ho avvolto nella pellicola trasparente e l' ho messo a riposare in un luogo fresco ed asciutto (NON nel frigorifero) per un' ora.

Trascorso il riposo di un' ora, ho foderato delle teglie da forno (io ho fatto tre infornate) con la carta forno, ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C ed ho iniziato a formare i krumiri.
Mi sono quindi armata della bocchetta a stella della sac à poche, ho prelevato una porzione di impasto grande come un uovo e l' ho schiacciata dentro la bocchetta dando forma al krumiro direttamente sulla teglia. Ho incurvato il biscotto ottenuto. Con ogni palletta di impasto mi sono venuti circa 3-4 biscotti.
Sono andata avanti così, fino a finire l' impasto.
Quando la prima teglia era pronta, ho infornato per 6 minuti alla temperatura di 200°C e poi continuato la cottura dei biscotti a 180°C per altri 13 minuti (nel post originale i tempi indicati erano 5-6 minuti a 200°C e 12-15 minuti a 180°C... regolatevi voi. Sappiate solo che i biscotti devono essere belli dorati).

Ed ecco qua i Krumiri classici piemontesi.
Il vassoietto e la mug sono un regalo di mia sorella e mio cognato per il decimo anniversario di LoveOfMyLife e mio <3.

 



I krumiri sono ottimi gustati a colazione, merenda, con il caffè dopo pranzo, con l' ammazza caffè... insomma... è sempre il momento giusto per un Krumiro -_-!!! 

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.

lunedì 13 settembre 2021

Zucchine in padella

C' è stato, per voi, un momento nel quale avete realizzato che i vostri genitori, udite udite, non sono solo "i vostri genitori" ma anche "esseri umani"? Non super-eroi ma persone "normali"?

Per me quel momento è arrivato non molto tempo fa, quando ho scoperto che a mia mamma non piacciono le zucchine. Le mangia, questo sì, ma controvoglia. Diciamo che per lei, a differenza mia, un mondo senza zucchine è possibile.
Insomma quando ho scoperto che anche lei ha delle preferenze (ma va?!) e degli alimenti che, sebbene salutari, proprio si guarderebbe bene dal mangiare, è lì che mi sono resa conto che il suo status di mamma non la esime dal prediligere o detestare alimenti o pietanze.
Capite che questo colpo di scena

"Non ti piacciono le zucchine???? Ma davero???? Ma le hai sempre mangiate!!!"  

mi ha costretto a rivedere la chiave di lettura dell' abbondanza delle porzioni di zucchine a me destinate. Se un tempo imputavo tale abbondanza al fatto che "mangiale che ti fanno bene", dopo questa rivelazione, diciamo che la considerazione precedente non veniva proprio annullata ma sicuramente veniva rivista in virtù di un realistico "Più ne mangi tu e fortunatamente meno ne mangio io".
Ciò che però mi ha fatto venire il cuore gonfio è che se lei mangiava le zucchine nonostante non le piacessero, era per dare il buon esempio a me.
Direi che ha funzionato alla grandissima!!!! :-D

Come ben sanno tutte le blogger che abbiano cucinato zucchine e che hanno la sciagura di avermi tra i loro lettori, io adoro le zucchine.
Mi piacciono in tutte le salse, in tutte le forme (tonde, verdi scure ed un po' più grandi, verdi chiare, trombette e poi chiare e piccine picciò) e cucinate in tutti i modi (in padella, fritte, impanate, al forno, lessate, ripiene, alla griglia) ma anche no... nel senso che mi piacciono pure crude tagliate fine fine fine fine o grattugiate e condite con limone, olio e sale.

Dato che a settembre si trovano le ultime zucchine piccine e chiare, ho deciso di dedicare questo post ad un piatto che le ha come protagoniste. Un piatto semplice e per il quale non ci va una gran scienza. Un piatto che forse non andrebbe nemmeno pubblicato (insomma: "Chi non sa cucinare due zucchine in padella?!?").
Un contorno che ho sempre cucinato, fin dall' inizio del mio rapporto con i fornelli e che non ho mai pubblicato perché... boh... a me non sembra uno di quei piatti difficili, imperscrutabili o particolari! Vi chiederete "Ma allora perché lo pubblichi mo'?!" per due semplici ragioni:
1. vorrei iniziare a pubblicare anche ricette legate alla quotidianità
2. ho fotografato il piatto ed il risultato non mi è dispiaciuto (ovviamente espert* di fotografia siate clementi...sapete che se volete delle fotografie decenti questo NON è il posto per voi!)

Nella "ricetta" non ho messo le quantità perché più che di dosi si parla di "sentimento" :-).

Zucchine in padella, quindi.

Ingredienti:

  • zucchine novelle chiare 
  • 1 cipolla di Tropea fresca
  • olio evo
  • sale fino
  • foglie di salvia fresca o menta (opzionali)

Strumenti:

  • coltello o mandolina per affettare 
  • tagliere
  • tegame
  • cucchiaio
  • coperchio
Preparazione
Ho spuntato, lavato ed affettato le zucchine a rondelle.
Ho mondato, lavato ed affettato la cipolla.
Ho preso un tegame e messo un filo di olio evo.
Ho aggiunto la cipolla affettata ed acceso il fuoco a fiamma vivace.
Quando la cipolla ha iniziato a soffriggere, ho aggiunto le rondelle di zucchine.
Ho dato una bella mescolata con il cucchiaio ed ho salato.
Ho fatto cuocere per qualche minuto a fiamma vivace e poi ho abbassato il fuoco (a questo punto consiglio di aggiungere le foglie di salvia o la menta), coperto con il coperchio fino a cottura ultimata.
A me le zucchine non piacciono troppo croccanti... ma nemmeno troppo morbide. 

Et voilà! 
 





Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.

lunedì 30 agosto 2021

Krumiri alle nocciole, mandorle e pistacchi. ARIECCOME!

Ed eccomi di nuovo qua dopo una bella pausa dal blog.
Ammetto che più che di "pausa" si dovrebbe parlare di "fuga in grande stile", di "sparizione" alla David Copperfield - beh... forse dovrei volare basso e puntare più al "Mago Gabriel" ("il più grande studioso di fenomeni paranormali mai esistito nel suo palazzo") - perché sono letteralmente scomparsa e senza nemmeno salutare, per giunta! Una gran cafona, insomma.
Spero mi perdonerete!
In questo lungo periodo sono riuscita a prendermi un po' di tempo per me, a godermi i giorni a casa con LoveOfMyLife, a fare qualche bella gita in montagna - sorprendendomi, ogni volta, di quanto mi piaccia scarpinare... è come se ogni passo in salita mi rigenerasse, mi desse forza o forse in una vita precedente ero uno stambecco, chi lo sa?! - con pernottamento poi nei pressi della località in cui andavamo a camminare, LoveOfMyLife ed io abbiamo festeggiato i nostri primi 120 mesi insieme o, come dico sempre io, "di felicità per me e di santità per lui" e tante altre belle cose.

Ho fatto anche la seconda dose di vaccino!!!! Beh... devo dire che stavolta è filata meno liscia della prima... non tanto per il vaccino in sé (che, a parte l' indolenzimento del braccio già accusato alla prima inoculazione, non mi ha dato altri effetti collaterali) quanto per le "manovre cautelative" cui sono stata sottoposta essendo, io, soggetto allergico a farmaci (con shock anafilattico come reazione allergica).
Ma sì, suvvia, vi racconto.
A differenza della prima inoculazione, alla seconda ho trovato una anestesista particolarmente scrupolosa (o forse lo era molto poco quella che avevo trovato alla prima, non saprei! Io vi racconto come è andata a me ;-)) che ha voluto predisporre, a me come a tutti gli altri soggetti "a rischio", l' accesso in vena preventivo in modo tale da rendere più tempestivo l' intervento in caso di problemi.
Dopo avermi fatto sdraiare sul lettino, l' anestesista ha buttato l' occhio sulle mie braccia e con un' esultanza che a parer mio poteva essere tranquillamente scambiata per follia pura, si è profusa in un esultante "Che corde meravigliose!!!" - riferito alle mie vene - "Ahhhh che belle corde!" e poi, non doma e non paga, ha chiamato a raccolta i suoi colleghi per mostrare cotanta meraviglia (ovviamente questo va ad aggiungersi alla lista di complimenti "atipici" di cui vi ho parlato qui). Penso che abbia notato la mia perplessità perché, senza domande da parte mia, mi ha spiegato che a lei piace molto "lavorare con le vene" e che, anzi, le spiace non fare più servizio in croce rossa proprio perché sono diminuite le occasioni di aver a che fare con esse (ora che lo scrivo mi rendo conto che forse la scrupolosità cui facevo appello prima era più banalmente una sorta di "feticismo per le vene" -_-). Capirete che la perplessità sul mio volto è stata presto spodestata dal terrore.
Non la tiro per le lunghe... effettua questo benedetto accesso e sento subito un bruciore tremendo, l'esultanza dell' anestesista si è trasformata in sgomento (cit. "oddio, credo che la vena si sia chiusa!"). Ha chiamato in soccorso il collega "si è chiusa? ti sembra si sia chiusa? ed ora che faccio? devo fare il lavaggio?". Inutile dirvi che più che per la chiusura della vena, la fifa blu che mi ha colpito era dovuta all' indecisione, alla "scarsa padronanza di sé" dell' anestesista.
Ad ogni buon conto mi è stato poi fatto il lavaggio con la soluzione fisiologica e vi assicuro che quasi manco mi ricordavo + del vaccino :-D.
Fine della storia.

Ma torniamo a noi! In queste vacanze, tra le tante cose che ho fatto, mi sono regalata la possibilità di divertirmi in cucina con la dovuta calma per preparare dei dolcini (torte, tortine, biscotti e brioches) per la colazione di LoveOfMyLife o da portare ad amici e parenti.
Tra i tanti prodotti sfornati, ho trovato il tempo di cimentarmi in una ricetta che volevo provare da un bel po' e che avevo trovato sul condominio più meravigliosamente pazzo del web , quella dei Krumiri alle nocciole che io, per carenza di granella di nocciole, ho trasformato in "Krumiri alle nocciole, mandorle e pistacchi" mixando le granelle di questi tre tipi di frutta secca ed usando la farina di nocciole che nella ricetta originale non era prevista.
Qui di seguito la mia versione di questa splendida ricetta.

Ingredienti per 100 Krumiri:

  • 500 gr. di farina 00 
  • 200 gr. di burro morbido
  • 200 gr. di zucchero semolato
  • 2 uova
  • 8 gr. di lievito istantaneo per dolci
  • 2 cucchiai da minestra di liquore Strega
  • 100 gr. di farina di nocciole
  • 40 gr. di granella di nocciole
  • 30 gr. di granella di mandorle
  • 30 gr. di granella di pistacchi

Strumenti:

  • ciotola grande
  • cucchiaio
  • setaccio
  • bocchetta a stella con il diametro della punta di 1,5 cm
  • pentolino
  • teglie da forno
  • carta forno
  • gratella per dolci
Preparazione
Ho setacciato la farina00  con il lievito direttamente nella ciotola ed ho formato una fontana al cui centro ho versato lo zucchero semolato, il burro bello morbido, le uova ed i cucchiai di liquore Strega.
Ho iniziato ad impastare con le mani e poco dopo ho aggiunto la farina di nocciole e le granelle di frutta secca (io ho fatto un mix di nocciole, mandorle e pistacchi ma ovviamente potete decidere voi quale tipo utilizzare). Ho continuato il lavoro di mani simulando una sorta di sfregamento e mi sono fermata quando ho ottenuto un composto bello bricioloso.
Ho foderato delle teglie da forno con carta forno.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Lavorando direttamente sulla teglia, ho preso una bocchetta a stella e vi ho passato dentro una porzione di impasto come fosse un estrusore. Ho cercato di dare al biscotto una forma leggermente angolata.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura, ho infornato una teglia per volta per circa 20-25 minuti o fin quando i krumiri non sono stati leggermente dorati sopra e più ambrati sotto.
Le teglie in attesa di cottura le ho messe in frigorifero.
Una volta cotti li ho messi a freddare su una gratella x dolci e poi li ho conservati in una scatola di latta.
La prossima volta seguirò meglio la ricetta per cui a cottura ultimata di tutte le teglie radunerò tutti i krumiri in un' unica teglia che metterò nel forno spento con lo sportello aperto a spiffero per ottenere la fragranza ottimale (anche se quella ottenuta senza questo secondo passaggio in forno secondo me era già perfetta!).
 





Ottimi gustati da soli, danno il meglio di sé pucciati in una bella tazzina di caffè!

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.

mercoledì 7 luglio 2021

Pizzette da buffet... e i complimenti! -_-

Fin da piccola i complimenti mi hanno sempre messo in imbarazzo... forse perché non amo essere al centro dell' attenzione e quindi "essere notata" o "essere messa in risalto" mi fa sentire a disagio. Di fronte ad un complimento in genere le mie reazioni sono due:

1. sminuire quanto il complimento mette in risalto 
es.: quando mamma raccontava ai suoi conoscenti "E' sempre andata bene a scuola! Ha anche preso delle borse di studio" immancabilmente la seguivo a ruota con "Non volevo andar male per una questione di orgoglio"

2. cercare di far ricredere la persona che mi faceva il complimento o mettere in dubbio la sua obiettività
es.: conobbi "l' ipocondriaco" ad una cena di amici alla quale partecipava anche mia sorella (che ha sempre riscosso maggior successo di me con l' altro sesso). Il giorno successivo, l' amica che aveva organizzato la cena mi disse che l' ipocondriaco era rimasto "folgorato da Giovanna". La mia risposta è stata "Ma lo sa che Giovanna è quella riccia?" perché pensavo che mi avesse confusa con mia sorella.

Ultimamente, però, in due circostanze diverse non sono stata in grado di replicare come di consueto.
La prima:
Visita ginecologica. "Ravanando" (n.d.R.: mentre stava effettuando su di me un' ecografia interna) la mia ginecologa ha esclamato con convinzione "Ha una bellissima testa dell' utero!".
La mia risposta? "Grazie!! Non me l' aveva mai detto nessuno!" -_-

La seconda:
Studio dentistico. Durante un' apicectomia (è un intervento di chirurgia endodontica) il mio dentista con fare sognante se ne esce con un: "Ha proprio un bell' osso!" 
Ecco...qui mi sono limitata ad un "Grazie!" un po' perché, tra aspiratore ed aggeggi vari, avevo la bocca un filo impegnata ed un po' perché ero, come dire, sinceramente stupita... per i primi due secondi... ed atterrita subito dopo quando, cioè, ho realizzato che... mi aveva visto l' osso...!!!! -_- 

Diciamo che questi due complimenti mi hanno insegnato due cose: la prima che limitandosi a ringraziare non accade nulla. La seconda è che posso affermare "Sono bella dentro" con maggiore convinzione rispetto a prima! La mia è una bellezza... come dire?! Interna... non accessibile a tutti!! Ahahahahah

Ma veniamo alla ricetta.
Come noterete dalla foto e, più precisamente, dai decori del piatto, è una ricetta che ho fatto per l' aperitivo di Natale. Avevo voglia di preparare qualcosa di sfizioso ma che non mi portasse via troppo tempo dato che avevo anche altro da preparare. 
La ricetta proviene dal questa pagina di Simona che, oltre ad essere una garanzia in fatto di ricette, è davvero una persona carina e gentile. Non ha bisogno della mia sponsorizzazione ma, se non la conoscete, passate a trovarla qui.
Della ricetta ho cambiato solo il condimento. L' impasto è perfetto così com'è per cui se risponderò ai vostri commenti con un "Mi sono limitata a replicare una ricetta perfetta" o simili... beh non sarà perché ho dimenticato gli insegnamenti di cui sopra o per falsa modestia ma per semplice onestà!

Ingredienti per l' impasto:

  • 500 gr. di farina 0 
  • 50 gr. di olio evo
  • 100 gr. di latte
  • 120 gr. di acqua
  • 1 uovo
  • 2 gr. di lievito di birra
  • 15 gr. di zucchero semolato
  • 15 gr. di sale

Ingredienti per condire:

  • sugo al basilico 
  • mozzarella fior di latte a dadini lasciata scolare un po'
  • olio evo
  • origano
Strumenti:
  • ciotola
  • pentolino
  • pellicola per alimenti
  • tarocco
  • mattarello
  • colino
  • tazza
  • ciotolina
  • cucchiaino
  • cucchiaio
  • leccarda
Preparazione
La sera prima ho intiepidito il latte in un pentolino e vi ho sciolto il lievito. Nella ciotola ho messo la farina, ho unito il latte con il lievito poi lo zucchero, l' uovo e l' olio. Ho iniziato ad impastare e poi ho aggiunto l' acqua a poco a poco e per ultimo il sale ed ho impastato fino ad ottenere una massa liscia,  compatta ed incordata. Ne ho ricavato una palla che ho messo nella ciotola unta d' olio, ho ricoperto con pellicola alimentare ed ho messo a riposare in frigorifero tutta la notte.
Ho tagliato a pezzettini la mozzarella e l' ho messa in frigorifero in un colino dentro ad una tazza.
Il mattino successivo ho estratto l' impasto dal frigorifero e fatto acclimatare mezz' oretta.
Nel frattempo ho condito il pomodoro con olio, un pizzico di sale ed origano.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho versato l' impasto sulla spianatoia e l' ho allargato a formare un rettangolo a cui ho dato due pieghe. Con un tarocco ho ricavato tante striscioline e da queste delle porzioni di impasto da 20 gr. ciascuna. 
Ho formato le palline che poi ho schiacciato un po' con il mattarello e le ho riposte sulla leccarda ricoperta di carta da forno.
Con un cucchiaino ho condito ciascuna pizzetta (schiacciandola un po' prima) con il pomodoro. Ho infornato per 15 minuti ed ho estratto la teglia dal forno, ho aggiunto su ciascuna pizzetta la mozzarella a dadini, un filo d' olio ed ancora un po' di origano. Ho di nuovo infornato per altri 5 minuti.
 


Hanno riscosso molto successo perché sono davvero deliziose!

Un grande abbraccio!
A presto.
LaGio' Riccia.