mercoledì 10 dicembre 2014

Pallette di cioccolato al profumo d'arancia e mandorle - 3 cuori in un condominio e digressioni varie

E' arrivato dicembre...
con le sue vetrine addobbate a festa...
le luci per la città...
Babbi Natale vari ed eventuali che si arrampicano su balconi e finestre (ma vi ricordate che un tempo NON ESISTEVANO??? Il primo che vidi, svariati anni fa, appeso ad un terrazzo torinese era un vero e proprio pupazzo a grandezza naturale tant'è che per una frazione di secondo pensai "oddio!!! un topo d'appartamento...beh...'na pantegana gigante!! certo che non è sto fulmine di guerra se si arrampica in pieno gg con tanto di tutona rossa ^_^...ah giusto! sta' a vedere che non è vero?!?!?"...astuta come una faina, eh?!?)
l'atmosfera di Festa...
Ma a me quello che più piace del Natale è l'attesa, il "prepararsi a".
Sarà perché quando il 25 si conclude mi ritrovo, smarrita, a pensare "e mo'?!".
Un po' come per un matrimonio: tanti preparativi, tanta attesa e poi quel gg finisce in un battito di ciglia.
(E' verooo cosa ne so io di matrimonio?!? Io non sono sposata ma quello che non sapete è che ho rischiato di...!!! Quindi i preparativi li ho vissuti anch'io...anche se solo fino a 3 mesi dalla fatidica data.
Ma va beh...questo è un altro discorso ^_^)
Sarà perché quando il 26 ci si sveglia, non ci sono + pacchettini da aprire perché il Sacco dell'Avvento è ormai vuoto.
Come? Cos'è il "sacco dell'avvento"??? E' la versione in sacco di yuta del calendario dell'avvento!!!
Dovete sapere che diversi anni fa volevo fare al mio "fidanzato" dell'epoca (un predecessore di LoveOfMyLife) un pensierino quotidiano a partire dal 1° di Dicembre fino al 24.
Non potendo però consegnarglielo a mano ogni dì (ci vedevamo prettamente nel fine settimana), pensai di mettergli tutte le sorpresine, opportunamente numerate, in un saccone.
Mi piaceva l'idea della "coccola quotidiana" a sorpresa.
Smisi questa abitudine col successore (l'ultimo predecessore di LoveOfMyLife)...(quello con cui NON convolai a nozze, per intenderci) e per i 2 anni successivi il non matrimonio (il periodo che definisco "il buco nero del mio cuoricino" in cui in tutti i modi cercavo di risollevarmi ma soprattutto di ritrovarmi. Ritrovare il sorriso).

Poi arrivò LoveOfMyLife, 3 anni fa...con lui tornò la mia voglia di coccole ed il coraggio di farle. Così gli ho fatto il saccone e due anni fa la sorpresa: LoveOfMyLife si è presentato con un saccone tutto per me (non ne avevo mai ricevuto uno!). A me sta cosa di lui che mi sceglie le sorprese e me le impacchetta e numera tutte mi fa sciogliere come la neve sotto il sole!!!
Tutto questo per dirvi di immaginarci così: ogni sera verso le 21:30 a ravanare dentro questi sacconi, come due bambini un po' cresciutelli, per cercare la sorpresina con su il numero giusto!
Ed a scartare con un sorriso ebete e divertito stampato in faccia!!!!

Mamma mia ma quanto ho divagato?!?!?!?!??!?!?!
Scusatemi: ogni tanto mi perdo nei miei voli pindarici!!!

Anche quest'anno, come lo scorso (vedi qui  e qui ), continua la mia voglia di confezionare regalini con le mie manine.
Appena ho visto queste pallette deliziose ho pensato "DEVONO ESSERE MIE" e subito dopo "PER NATALE!!!".
Ho trovato questa ricetta nel condominio più matto del web.
E' stata postata da Emmettì una delle 3 creature + dolci che abbia mai conosciuto (virtualmente).
Le altre due creature + dolci che abbia mai conosciuto (virtualmente) sono le sue due vicine di condominio ossia Silvia e T@m.
Passate a trovarle, se ancora non le conoscete (se invece le conoscete già, siete perfettamente consapevoli del fatto che NON SI PUO' NON ANDARLE A TROVARE!!!!).
Scoprirete 3 cuori in grado di infondere tanta allegria, sorprendere e che,beh, sanno davvero ESSERCI.

Ora passiamo alla ricetta. Anche voi vi innamorerete di questi bocconcini deliziosi e profumatissimi.
Dimenticavo: dalla simpaticissima Franci potete trovare una variante di queste pallette molto + fantasiosa della mia.
Ora i biscottiniiiiiiiiiii!!!!
E buon avvento!!!! :-)
Al solito: questa è la mia versione, molto fedele all'originale.
QUI trovate l'originale di Emmettì e QUI la versione di Franci

INGREDIENTI: (per circa 35-40 biscottini):

  • 200 gr. di Farina Petra 1 macinata a pietra del Molino Quaglia
  • 100 gr. di di cioccolato fondente con scorzette d'arancia e granella di mandorle
  • 125 gr. 2 di cioccolato fondente con scorze d'arancia candita
  • 100 g di burro
  • 100 g dizucchero
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • granella di zucchero e mandorle a lamelle per decorare
Strumenti:
  • un pentolino in cui intiepidire l'acqua
  • un pentolino in cui fondere a bagnomaria
  • una terrina
  • un cucchiaio di legno
  • fruste elettriche
  • un setaccio 
  • pellicola 
  • una spatola in silicone
  • un cucchiaino da thé
  • una leccarda ed una teglia bassa foderate con carta da forno
  • una gratella per dolci
Preparazione
Ho fatto sciogliere dolcemente a bagnomaria il cioccolato spezzettato grossolanamente ed il burro.
Nel frattempo, con l'aiuto delle fruste elettriche, ho montato le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e soffice.
A quest'ultimo ho poi amalgamato il cioccolato ed il burro fusi sempre utilizzando le fruste elettriche.
Quando il composto diventa del colore del cioccolato, uniforme vi ho setacciato un po' per volta la farina con il lievito.
Quando le fruste hanno iniziato ad implorare pietà sono passata all'uso della spatola ed ho lavorato l'impasto finché tutti gli ingredienti
non si sono amalgamati insieme.
Ho coperto la ciotola con della pellicola trasparente ed ho messo il tutto a riposare in frigorifero.
Ho già fatto queste pallette 2 volte...la prima ho lasciato riposare l'impasto 2 ore, l'ultima volta (e le immagini si riferiscono proprio a questa) ho lasciato
l'impasto in frigo per ben 4 ore.
Trascorso il tempo di riposo ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho estratto la ciotola dal frigorifero ed aiutandomi con un cucchiaino ho prelevato un po' di impasto (come suggerisce la cara Emmetì "un po'" è quantificabile con mezzo cucchiaino)
ed ho lavorato con le mani fino a formare una pallina che ho adagiato sulla leccarda.
Ho continuato così fino alla fine dell'impasto.
Ho poi decorato con dello zucchero in granella o con delle lamelle di mandorla (visto che parte del cioccolato che ho usato conteneva della granella) ed ho infornato per 13 minuti.

Emmettì ha ragione: non vanno assaggiati subito ed ogni gg sono più buoni del precedente!!!

(ho pensato di confezionarle così per i miei amici)







Vi abbraccio!
LaGio' Riccia.

lunedì 24 novembre 2014

Pan bauletto con mix di farine e semi

Ed ecco qua un altro pane.
Un pane dettato dalla necessità di non restare senza proprio il mattino del lunedì (l'ho già scritto e lo ripeto con decisione: è un'opera di bene nei confronti del prossimo).
Un pane fatto con il lievito di birra disidratato perché, ahimè, il panetto di quello fresco mi sono proprio dimenticata di comprarlo e quando lo posso venire a scoprire, secondo voi? Ovviamente di domenica.
Sì, lo so...ormai di negozi aperti la domenica se ne trovano ma io sono della "vecchia scuola": quella dei negozi aperti dal lunedì al sabato. 
In casi di estrema necessità non vi nascondo che qualche acquisto domenicale l'ho fatto...ma proprio per circostanze eccezionali.
Perché mi rifiuto di effettuare acquisti la domenica?
Beh principalmente perché Tata, mia sorella (se volete andarla a conoscere ha un suo blogghino giovane giovane...passate a trovarla: ne sarà contenta), lavora in un negozio inserito all'interno di un centro commerciale ed il fatto che puntualmente, va a sapere come mai, si ritrova a dover fare l'orario + esteso proprio nell'unico giorno della settimana in cui potrebbe rimanere a casa insieme a suo marito ("cognato") ed a quei due patatoni dei micetti che vivono (leggi: regnano sovrani) con loro mi secca proprio (e figuratevi quanto secca loro!!! ^_^). Quindi se posso, evito!
Uhhh ma torniamo al pane!!!! 
In fatto di cibo vado a periodi (che fa tanto Van Gogh). In fatto di pizza, per esempio, da 3 anni circa sto vivendo (senza riuscire ad uscirne) il "periodo del cappero" ossia pizza margherita + capperi. Inutile: non mi schiodo!! E dire che da piccola i capperi proprio non mi andavano giù. Come si cambia!
In fatto di colazioni, come spesso ho già scritto (ed evidentemente vi confermo in questo post ^_^), sono in pieno periodo di "pane e marmellata" per cui, dato che ci sono nel bel mezzo (che fa tanto Tom Hanks sulla zattera in pieno oceano) l'unico modo di "variare" un po' è quello di cambiare tipo di pane. 'na botta di vita, eh?!
Quindi interrompo la produzione seriale delle mantovane (non vi ho detto che mi sono divertita a cambiare farine ed a provare soluzioni diverse) per tornare ad un pane a fette.
Un pan bauletto che ho trovato sul libro "Gli ingredienti per la felicità" di Katy Cannon.
In principio era un "Pane bianco" ma io l'ho fatto diventare un pane con mix di farine e di semi.
Qui vi riporto la mia versione.


Ingredienti per uno stampo da plumcake (32 x 13... esternamente):

  • 400 gr. di Farina Petra 1 macinata a pietra del Molino Quaglia
  • 100 gr. di Farina Petra 9 (con crusca) macinata a pietra del Molino Quaglia
  • 2 cucchiaini rasi di sale fino
  • 7 gr. di lievito di birra disidratato
  • 300 ml. di acqua tiepida
  • due cucchiai di olio evo delicato
  • semi di zucca e di sesamo per decorare
  • 1 cucchiaio di latte parzialmente scremato con cui spennellare il pane
Strumenti:
  • un pentolino in cui intiepidire l'acqua
  • una terrina
  • un cucchiaio 
  • un setaccio 
  • pellicola 
  • un pennello in silicone
  • uno stampo da plumcake foderato con carta da forno 
  • un coltello
  • una gratella per dolci
Preparazione
Innanzitutto ho foderato lo stampo da plumcake con della carta da forno.
In una terrina ho setacciato le farine, le ho mischiate con il sale e con il lievito di birra disidratato.
Ho praticato una buca nel mezzo della farina (ed ho faticato a non creare dei cunicoli in cui piazzare delle belle biglie colorate) e vi ho versato gradualmente l'acqua tiepida in cui prima avevo emulsionato l'olio.
Ho mischiato il tutto e poi ho trasferito il composto sul piano di lavoro e lì, con la forza di 100 braccia, mi sono messa ad impastare con vigore (...) per un quarto d'ora circa e cioè fino a quando l'impasto non è risultato bello liscio, compatto e sodo.
L'ho trasferito nello stampo da plumcake, l'ho coperto con della pellicola trasparente e l'ho lasciato riposare nel forno spento con la lucina accesa per un'ora e mezza.
Trascorso questo tempo, ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Ho spennellato la superficie del pane con del latte, ho praticato dei tagli longitudinali sulla superficie della pagnotta ed ho cosparso con i semi di zucca e di sesamo che prima avevo mischiato un po'.

Quando il forno ha raggiunto la temperatura, ho infornato e fatto cuocere per 35 minuti.
Il pane è cotto quando "bussando" sul suo fondo "suona vuoto".
Ho messo a freddare il pane sulla gratella ed ho atteso due orette prima di affettarlo.

E' un pane delizioso e devo dire che le mie variazioni sul tema - utilizzare due tipi di farina diversi anziché la sola "0", non ungere lo stampo e cospargere con dei semi che hanno dato croccantezza ad un pane morbido - mi hanno soddisfatta molto!!!









Vi abbraccio!
LaGio' Riccia.


lunedì 10 novembre 2014

Torta di mele con farina di grano saraceno e cardamomo


Sottotitolo: CENTO! CENTO! CENTO!!!!

Ehhh lo so...fa tanto "OK il prezzo è giusto"...ma qua non c'è in palio il milione di lire tanto agoniato, no no!
Qua, al massimo, il milione che ve beccate è di GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!
Già perché... CENTO siete proprio voi che mi seguite via blogger :-) ed io beh...sono commossa perché non mi aspettavo assolutamente nulla di simile.
In realtà il mio stupore era già tanto quando eravate già solo in 1, 10, 15, etc...! Poi, va beh, 100 è proprio un numero tondo e...per me immenso!!!!
Per cui non mi perderò nei soliti miei giri di parole con cui vi ho già tediati ("non sono una food-blogger", "questa mia creatura vuole essere un ricettario", "le mie ricette non sono ricercate" - che fa tanto poliziesco, il mantra che, da inguaribile pessimista quale sono, mi ripetevo agli inizi di questa avventura "ma chi vuoi che ti segua" - che suona quasi come un incitamento allo stalking, etc..).
Mi limiterò a scrivervi: GRAZIE!!!!!!!!!

Ed ora passiamo alla ricettina... dopo tanto torno ad usare il forno per fare una bella torta.
Dacché ho visto la ricetta qui, sul bellissimo blog di Claudia, mi è entrata in testa e da lì non sono più riuscita a toglierla!!
Così ieri mattina, complice il tempo uggioso e la scelta di "passare una domenica in tranquillità", mi sono fatta un bel regalo: mi sono presa il tempo necessario e mi sono goduta la preparazione di questa torta come non mi capitava da tempo.
Il risultato? Una torta soffice, profumatissima e che potrebbe creare dipendenza ^_^...da gustare sorseggiando una calda tazza di thé...osservando, al calduccio di casa, il cielo grigio e la pioggia che scende fitta...
Dimenticavo: io ho cambiato giusto qualcosina nelle dosi ed ho utilizzato il Cointreau al posto del Grand Marnier. Qui trovate la ricetta originale. 


Ingredienti per uno stampo apribile di 24 cm di diametro:
Per le mele
  • 3 mele Golden di medie dimensioni
  • un cucchiaino raso di cannella
  • 20 gr. di burro
  • 50 gr. di zucchero di canna
Per l'impasto
  • 80 gr. di farina di grano saraceno
  • 120 gr. di farina 00
  • 3 uova
  • 130 gr. di zucchero di canna
  • 100 gr. di burro morbido
  • 8 gr. di lievito
  • 100 ml. di panna liquida
  • 2 cucchiai di latte parzialmente scremato
  • 2 cucchiai di Cointreau
  • 5 bacche di cardamomo
  • 20 gr. di mandorle a lamelle
Per la finitura
  • 50 ml. di acqua
  • 50 ml. di Cointreau
  • 10 gr. di mandorle a lamelle
  • l'acqua di cottura delle mele
Strumenti:
  • un coltello
  • una teglia rivestita di carta da forno
  • una terrina 
  • fruste elettriche 
  • batticarne (per pestare il cardamomo ^_^)
  • un setaccio
  • un cucchiaio di legno
  • uno stampo apribile del diametro di 24 cm
Preparazione
Per prima cosa ho acceso il forno impostando la temperatura di 140°C.
Ho imburrato lo stampo apribile, ne ho cosparso i bordi con i 20 gr. di mandorle a lamelle e poi ho spolverato con un cucchiaio di farina (in aggiunta a quello degli ingredienti) cercando di eliminarne l'esubero senza far saltare via le mandorle...da questo punto di vista ammetto di avere degli ampi margini di miglioramento!!
Ho lavato, mondato e tagliato a dadini non troppo piccoli le mele, le ho condite con lo zucchero e la cannella, le ho trasferite sulla teglia rivestita di carta da forno, cosparse con i fiocchetti di burro ed infornate per 25 minuti durante i quali le ho mescolate ogni 5 minuti.
Una volta cotte ho messo a scolare le mele avendo cura di conservare l'acqua da esse rilasciata.
Ho alzato la temperatura del forno a 170°C.

Nel frattempo mi sono dedicata all'impasto.
Per prima cosa ho pestato il cardamomo e l'ho ridotto in polvere... annusatelo, vi prego!!!! Il suo aroma è sconvolgente tanto è buono e particolare!!! :-)
Ho preso le fruste elettriche e nella terrina ho montato lo zucchero con il burro ammorbidito.
Ottenuto un composto morbido e color caffelatte, ho inziato ad incorporare il cardamomo e le uova uno alla volta, aspettando sempre che il precedente si amalgamasse completamente prima di passare al successivo, continuando a montare con le fruste.
Sul composto così ottenuto ho setacciato gradualmente le farine con il lievito agevolando l'operazione con un po' di panna e di Cointreau. Avendo utilizzato poca panna, ho aggiunto al composto anche due cucchiai di latte per renderlo più morbido.
Ho versato il tutto nello stampo apribile e poi ho aggiunto le mele sgocciolate.
Ho infornato per 50 minuti (il mio forno ha richiesto 5 minuti in + rispetto a quello di Claudia).
Qualche minuto prima della fine della cottura della torta, ho preparato la finitura.
Ho messo a scaldare in un pentolino l'acqua con il Cointreau. Raggiunto il bollore ho fatto evaporare ed ho aggiunto il sughetto prodotto dalle mele. Ho fatto cuocere per un minuto e poi ho spento.
Una volta cotta la torta (ho fatto la solita prova dello stuzzicadenti) vi ho versato sopra la finitura, ho cosparso con i 10gr. di mandorle a lamelle ed ho infornato nella parte + alta del forno finché la torta non è diventata bella dorata.
Per presentarla, una volta fredda, l'ho spolverata con un po' di zucchero a velo vaniglinato.





Questa torta è davvero una delizia. Da provare!!!!
Vi abbraccio,
LaGio' Riccia

Con questa torta partecipo al contest:


http://cinziaaifornelli.blogspot.it/2014/11/nuovo-contest-ricette-con-le-spezie-aromi-e-erbe-aromatiche.html




giovedì 23 ottobre 2014

Risotto alla zucca con julienne di speck croccante

Ottobre è il mio mese preferito.
Gli alberi si colorano di rosso.
I primi freddi (stamane poco fuori Torino c'erano 5 °C ^_^) fanno tornare la voglia di coccolarsi con una buona tazza di tisana fumante, sfogliando una bella rivista di cucina o leggendo un bel libro.
Il profumo di caldarroste, per le vie del centro, risveglia ricordi lontani di quand'ero piccina e la mamma ci preparava le caldarroste a casa, con la padella bucherellata.
E poi è il mio mese!!!
Ben 37 anni fa vidi i natali in quel di Imperia. Era un sabato, il 15, ed io nacqui con parto cesareo alle ore 9:50 del mattino.
Uno scheletrino - così mi racconta mia mamma poiché dacché ne ho memoria io mi sono sempre vista "morbida" - di 3,120 kg per 55 cm di lunghezza (almeno una volta nella vita posso dire di essere stata magra!!!).
Mio nonno paterno, appena mi vide, esclamò con candore ed affetto "sembra uno screpiùn" (n.d.r.: praticamente un geco).
(Tranquille: nonostante questo brusco inizio, mio nonno mi volle molto bene...diciamo solo che tendeva a non darne mostra, ecco).
Crebbi con una particolare avversione per le fotografie. Il flash mi spaventava. Una foto scattata il giorno del mio primo compleanno mi ritrae in braccio al papà (con tanto di basettone e dolcevita bianco come tanto si usava negli anni '70...sembrava uscito da un episodio di Starsky & Hutch), con salopette in velluto a coste blu scuro e dolcevita bianco anch'io (con ogni probabilità al mercato di Diano Castello c'era stata una svendita), lucciconi agli occhi per lo spavento che mi ero presa a causa del flash della macchina fotografica ed una bellissima zucchetta ornamentale in mano.
Sono passati un po' di anni, da allora, costellati di scaramucce con mia sorella finite come d'incanto quando, a detta sua, sono diventata improvvisamente simpatica.
Tante cose sono accadute. Belle e meno belle.
Le zucche ornamentali continuano sempre a piacermi (di + a mia mamma) ma mai quanto mi piacciono  (commestibili, eh!!!) nei risotti.
Mollo qui la storia della mia vita e vi lascio con questa ricettina che cucinai per la prima volta un anno fa circa, quando vennero a cena la mia amica Silvia con suo figlio Simi.

Ingredienti per 4 persone:
  • 320 gr. di riso Carnaroli
  • 350 gr. di zucca "Marina di Chioggia" tagliata a dadini
  • un piccolo porro di Cervere
  • 80 gr. di parmigiano reggiano
  • 750 ml di brodo vegetale
  • due cucchiai di olio evo
  • salvia tritata
  • una macinata di pepe nero
  • 100 gr. di speck tagliato a fettine sottili
  • sale grosso
Strumenti:
  • un tagliere
  • un coltello
  • una padellina
  • una pentola per il brodo
  • un tegame
  • un mestolo

Preparazione
Per prima cosa ho tritato finemente il porro.
Ho preso un tegame ed ho fatto appassire il porro con due cucchiai di olio evo.
Dopo qualche minuto ho aggiunto il riso e l'ho fatto tostare insieme ad una manciata di sale grosso.
Ho poi aggiunto la zucca a dadini (si scioglierà durante la cottura), l'ho fatta rosolare  e poi ho iniziato ad aggiungere il brodo, un mestolo alla volta e sempre aspettando che si assorbisse prima di passare al mestolo successivo.
Mentre il riso cuoceva, ho tagliato a striscioline lo speck. Cinque minuti prima della cottura del riso ho messo a scaldare una padellina sul fuoco e, una volta calda, ho messo a dorare lo speck senza aggiungere condimento.
Raggiunta la cottura, ho spento il fuoco, spolverato con un po' di salvia tritata ed ho mantecato il risotto con il parmigiano grattugiato.
Dopo un paio di minuti ho servito nei piatti ed ho decorato con la julienne di speck croccante.

Che buono il risotto!!!!


venerdì 10 ottobre 2014

Focaccia senza impasto e la magia del venerdì

In queste ultime due settimane non ho cucinato molto: vuoi perché LoveOfMyLife mi è in trasferta in Trentino (gli ho già intimato di non tornare se non con una mela in bocca e tutto avvolto nello speck...vedremo se mi obbedisce), vuoi perché...beh...nel mio ultimo post ci sono andata giù secca con il malumore, il dolore e la tristezza. Tra l'altro...non so come ringraziarvi per essermi state accanto!! La vostra presenza mi ha rincuorato tantissimo e mi ha scaldato un po'.
Sapete, mi sono stufata un po' di questo malumore, di questo muso lungo che scopa a terra e del sopracciglio che spazzola il soffitto (sì, ho le sopracciglia volanti). Mi sento pronta a scrollarmelo di dosso..forse perché è venerdì?!? 
Già perché il venerdì il mondo mi sorride ed io sorrido al cinguettio amabile degli uccellini (lo stesso cinguettio che il lunedì mi fa uscire i fumi dalle narici come un toro a Pamplona...beh forse il paragone non è così azzeccato...diciamo che mi fa imbizzarrire come i cavalli in Frankenstein Junior al solo nominare Frau Blücher).
Solo di venerdì è potuto accadere che anziché incavolarmi con i miei colleghi per non avermi avvisata di smettere di lavorare sugli ambienti di sviluppo che stavano per essere aggiornati (sono stata avvisata dai colleghi dell'azienda concorrente perché i componenti del mio gruppo di lavoro si erano dimenticati di me ^_^!!)...beh...sono scoppiata a ridere perché mi sono sentita un po' come uno di quei viet cong che si nascondono nei boschi con tanto di mitragliatrice alla mano e rami in testa perché sono convinti di essere ancora in guerra perché nessuno li ha avvisati che è finita. Negli anni '80 un sacco di serie televisive, film hanno affrontato il tema... Magnum P.I. (e che gran gnocco era con quel baffo, il cappellino da baseball e quel pantaloncino che solo Axl Rose è stato in grado di farmi dimenticare???), l' A-Team (era Murdock il mio preferito!!) e forse anche qualche film con Bud Spencer e Terence Hill.
Oggi è venerdì...ed è anche il compleanno della dolcissima Erica, la Cuocherellona... un mio sorriso ed un abbraccio tutto per te, stellina! Auguri, tesoro bello!

Ma ora basta divagare...veniamo a questo post qua...come vi dicevo, non ho prodotto molto materiale per il mio blog ed è per questo che rispolvero una ricetta che ho provato la bellezza di 14 mesi fa, che mi ha conquistata e che...beh...non mollerò +. E' la ricetta della focaccia senza impasto della bravissima Alice del blog La Cucina di Esme, ricetta che ho seguito alla lettera.

Ingredienti:
  • 250 gr. di farina 00
  • 250 gr. di farina Manitoba
  • 300 ml. di acquatiepida
  • 15 gr. di lievito di birra fresco
  • 10 gr. di sale
  • due cucchiai di olio evo
Per l'emulsione:
  • 65 gr. di acqua
  • 65 gr. di olio evo
  • 10 gr. di sale

Strumenti:
  • un pentolino (per intiepidire l'acqua)
  • un setaccio
  • una terrina capiente
  • un cucchiaio
  • pellicola per alimenti
  • un panno di cotone
  • una leccarda
  • carta da forno
  • una coppetta 
  • una forchetta
  • una gratella per dolci

Preparazione
Innanzitutto ho fatto intiepidire l'acqua e vi ho sciolto il lievito di birra.
Nella terrina ho setacciato le farine, le ho mescolate con il sale e vi ho praticato un buco nel quale ho messo l'acqua tiepida con il lievito. Ho mescolato con un cucchiaio senza impastare.
Ho unto la superficie dell'impasto con l'olio ed ho coperto con la pellicola.
Ho lasciato riposare per 10 minuti e poi l'ho cappottato sulla leccarda foderata con carta da forno e leggermente unta. Ho unto la parte superiore dell'impasto (quella che prima era a contatto della terrina), ho coperto con altra carta da forno e con un panno di cotone. Ho lasciato riposare altri 10 minuti.
Successivamente ho steso l'impasto delicatamente con le dita partendo dal centro ed ho di nuovo coperto con carta da forno e panno di cotone. Ho lasciato riposare 20 minuti.
Prima dello scadere del tempo ho preso una coppetta e con una forchetta ho preparato l'emulsione sbattendo con vigore acqua, olio e sale.
Ho praticato delle fossette sull'impasto e vi ho versato l'emulsione sopra.
Ho lasciato riposare altri 20 minuti.
Trascorso questo tempo ho acceso il forno impostando la temperatura di 220°C. Una volta caldo ho infornato la focaccia e l'ho fatta cuocere 30 minuti.
E' stata davvero un'impresa ardua lasciarla raffreddare su una gratella per dolci.









Noi ce la siamo spazzolata senza vergogna e con tanta, tantissima soddisfazione!! :-)
A presto!
LaGio' Riccia.


lunedì 29 settembre 2014

Mantovanine facili in un periodo difficile

E' un periodaccio.
Quante difficoltà. A capirsi. Ad ascoltarsi. A farsi capire. A farsi ascoltare senza, possibilmente, farsi calpestare.
La difficoltà di fare capolino anche da voi e di ricominciare a dare un segnale di presenza.
Tutte queste difficoltà fanno venire una grande stanchezza...quella di testa che nemmeno una  bella nanna ristoratrice può spazzar via.
Non posso non domandarmi in cosa sbaglio...perché che un errore ci sia è evidente.
Spero di stanarlo quanto prima o, se non altro, di riuscire a trovare le forze per tirarmi su.

Per contrastare questo periodo difficile, ecco una ricetta semplicissima per dei panini che mi hanno strappato un sorriso emozionato.
La ricetta la trovai diversi mesi fa qui dove vi rimando per la spiegazione delle pieghe.

Ingredienti per 8 panini integrali da circa 80 gr. cad:
  • 400 gr. di farina 00
  • 100 gr. di farina Manitoba
  • 250 gr. di acqua
  • 15 gr. di lievito di birra fresco
  • un cucchiaino di sale fino
  • un cucchiaio di olio evo
  • un cucchiaino di miele di acacia
Strumenti:
  • un pentolino (per intiepidire l'acqua)
  • un setaccio
  • una terrina capiente
  • un cucchiaio
  • pellicola per alimenti 
  • un mattarello
  • un coltello ben affilato
  • una leccarda rivestita con carta da forno
  • una gratella per dolci

Preparazione
Innanzitutto ho fatto intiepidire l'acqua e vi ho sciolto il lievito di birra.
Nella terrina ho setacciato le farine, le ho mescolate con il miele e poi ho aggiunto il lievito con l'acqua.
Ho aggiunto il sale e l'olio, mischiato un po' e poi ho versato tutto su un piano di lavoro ed ho lavorato di gomito fino ad ottenere un impasto liscio e compatto.
Ho preso il composto e dopo averlo sbattacchiato sul piano di lavoro per più volte, l'ho messo nella terrina, ho coperto con la pellicola ed ho posto a lievitare nel forno spento con la lucina accesa fino al raddoppio (mi ci è voluta un'oretta).
Una volta lievitato, ho suddiviso l'impasto in otto pallette.
Ogni palletta deve essere stesa con il mattarello, piegata in 3, girata di 90°, ripiegata di nuovo in 3 e stesa con il mattarello. La sfoglia così ottenuta va piegata in due (nel senso della lunghezza), stesa con il mattarello e poi arrotolata su se stessa.
Una volta effettuate queste operazioni, ho posto gli 8 involtini così ottenuti sulla leccarda e li ho fatti lievitare ancora una mezz'oretta coprendoli con della pellicola trasparente.
Una decina di minuti prima dello scadere della mezz'ora, ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Prima di infornare i panini, ho praticato un taglio profondo su ciascuno, nel senso della lunghezza.
Ho infornato per 10 minuti a 200°C e dopo ho abbassato la temperatura a 180°C.
Ho fatto cuocere i panini per un altro quarto d'ora e, una volta sfornati, li ho messi a raffreddare sulla gratella per dolci.









Pane vero! :-)
Cercherò di tornare da voi il prima possibile.
Intanto...vi abbraccio.
La Gio' Riccia.

venerdì 5 settembre 2014

...si ricomincia...da dove si era interrotto: Panini integrali!

Ed ecco che si ricomincia  anche da queste parti :-).
In questi giorni ho riniziato a zompettare tra un blog e l'altro e devo dire che rileggere chi è rientrato dalle meritate vacanze o ritrovare chi, invece, non si è concesso un attimo di riposo mi ha fatto davvero piacere :-). E' stato come tornare sui banchi di scuola e ritrovare i compagni a fine estate.
Ammetto che mi siete mancate! Mi è mancato leggere di voi, curiosare nelle vostre cucine, imparare qualcosa di nuovo in ambito culinario dai vostri post...ma soprattutto vedervi lì, avere vostre news!

In questi giorni di assenza LoveOfMyLife ed io ci siamo presi i nostri tempi, ci siamo sparati delle dormite pazzesche, abbiamo mangiato benissimo ed altrettanto bene bevuto ^_^.
Abbiamo visitato dei bei posti nei paraggi di Torino ed in Valle d'Aosta (che bella la montagna anche in estate... mangiare un bel piatto di polenta fumante con lo spezzatino in pieno agosto, poi, ha il suo indiscutibile fascino :-P) e poi siamo partiti per il viaggio vero e proprio che vedeva come meta l'amata Andalusia.
Sui nostri giorni di riposo, forse ricorderete, aleggiava comunque lo spettro del pacchetto di macumbe guadagnate a suon di e-mail al vetriolo come vi raccontavo qui.
Una macumba che si rispetti, si sa, arriva quando meno te la aspetti e ti colpisce quando sei talmente sicuro di essertela scampata da non ricordarti nemmeno + del pericolo incombente.
Immaginate di aver programmato una vacanza itinerante prenotando tutti gli hotel dislocati nelle varie tappe  e di aver anche deciso di noleggiare un'auto in loco qualche giorno dopo l'arrivo in modo tale da risparmiare qualche soldino in +.
Immaginate, a soggiorno appena iniziato,  di cominciare a ricevere sms inquietanti del tipo "La richiesta di autorizzazione del pagamento di € xx,yy effettuato il gg/mm/aaaa in BALI DEPANSAR è stata negata" e di rimanere a guardare il display del cellulare come un coniglio accecato dai fari perché voi di richieste non ne avete fatta manco mezza e BALI DEPANSAR a malapena sapete dove sta (parlo per me perché LoveOfMyLife sembra un atlante geografico: gli nomini un posto e lui ti indica regione, stato e confini!).
La faccio breve: ci hanno clonato la carta di credito, hanno esaurito il credito mensile a disposizione e così non abbiamo potuto noleggiare l'auto (per farlo era necessario disporre della cauzione).
Così ci siamo dovuti spostare in pullman, abbiamo dovuto saltare una tappa (Rhonda) perché non saremmo stati dentro i tempi...insomma...abbiamo dovuto operare qualche cambiamento dettato dalla necessità di non perdere caparre già versate e di riuscire comunque a gustarci la vacanza.
E sapete che vi dico?? Nonostante i tanti bus presi con tutto ciò che viaggiare in bus comporta (essere vincolati ad orari, durata dei viaggi maggiore per via delle tappe lungo il tragitto)..beh...è stata proprio una bella vacanza!! In fondo avevamo la fortuna di essere in posti bellissimi accompagnati da un sole splendente ed un cielo azzurrissimo e sarebbe stato un vero peccato non goderseli.
LoveOfMyLife era dispiaciuto (neanche fosse colpa sua) perché avrebbe preferito che io vivessi una vacanza diversa...io, invece, non desideravo essere in nessun altro posto!!! Mi muovo tutto l'anno con i mezzi pubblici per andare al lavoro...prendere qualche pullman per muoversi da un posto di villeggiatura all'altro sinceramente non l'ho trovato così oneroso (insomma la meta era tutt'altra cosa rispetto all'ufficio, no?!).
I problemi veri - e, credetemi, lo scrivo con cognizione di causa (e soprattutto con la certezza che i 1000€ che ci han ciulato dopo aver fatto denuncia e seguito l'iter del caso, ci verranno restituiti) - sono davvero altri!
Quando si verifica un problema di ordine pratico, poi, ecco che zompetta fuori il mio aspetto più razionale e pragmatico. Cerco di concentrarmi su come risolvere il problema in questione senza perder tempo a dannarmi o a lasciarmi andare al turpiloquio (diciamo che quello me lo tengo per me...non pecco in parole ma solo in pensieri...e forse, tacendo, anche in omissioni?!? Secondo voi come me la cavavo a catechismo?!?!? ^_^).
Perché ciò che più mi spaventa, in genere - l'ho constatato in questi miei primi 3x anni di vita - non è il dover affrontare un problema (fermo restando che ovviamente dopo un tot di problemi i cabbasisi  iniziano a creparsi un po')  ma bensì l'eventualità di non riuscire a trovare una soluzione!

"el problema no tiene solución" 
recitava una canzone trasmessa alla radio durante uno dei nostri n viaggi in bus e sentendolo mi si è accaponata la pelle non solo per la canzone in sé (vi raccontavo qui cosa ne penso della musica latina...ne avessi ascoltata ancora un po' credo che avrei cominciato a prendere a testate il finestrino) ma per la tematica affrontata: per me non esiste nulla di più spaventoso!! Beh..a parte i ragni...e i pagliacci (il trailer di "It" mi ha segnata a vita) e la paura di inciampare sbattendo la bocca e perdendo gli incisivi. Va beh mi fermo qui

E voi? Come li vivete i contrattempi?

Ma ora passiamo alla ricetta!!! Vi avevo lasciate col pagnottone e secondo voi...da cosa potevo ripartire???
Ovviamente sempre da una ricetta di pane perché in queste vacanze ho dato fondo alle mie scorte e quindi ho dovuto correre ai ripari!
Questa volta, però, anziché l'amato pan bauletto, ho deciso di lanciarmi nella produzione di panini integrali.
La ricetta che ho seguito la trovate qui e, vi assicuro, l'ho seguita pedestremente senza apportare alcun cambiamento. Non sono venuti belli come quelli di Laura ma magari la prossima volta...!!! Il sapore è delizioso e mi ha conquistata. La ricetta è semplice e veloce per cui credo che la ripeterò.

Ingredienti per 16 panini integrali da circa 50 gr. cad:
  • 350 gr. di farina integrale di grano tenero
  • 200 gr. di farina Manitoba
  • 350 gr. di acqua
  • 25 gr. di lievito di birra (un cubetto)
  • 12 gr. di sale
  • 3 cucchiai di olio evo
  • mezzo cucchiaino di zucchero
Strumenti:
  • un pentolino (per intiepidire l'acqua)
  • un setaccio
  • una terrina capiente
  • un cucchiaio
  • una forchetta 
  • pellicola per alimenti 
  • un mattarello
  • un coltello ben affilato
  • una leccarda rivestita con carta da forno

Preparazione
Innanzitutto ho fatto intiepidire l'acqua, l'ho versata nella terrina e vi ho fatto sciogliere il lievito insieme allo zucchero. Ho aggiunto i cucchiai di olio e mescolato.
A questo punto è arrivato il momento delle farine: le ho unite pian pianino ai liquidi iniziando ad impastare. Ho aggiunto il sale.
Ho continuato ad impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo (ho dovuto aggiungere un po' di farina) che poi ho rimesso nella terrina, ho coperto con della pellicola trasparente ed ho fatto lievitare per mezz'ora nel forno spento con la lucina accesa.
Trascorsa la mezz'ora ho ripreso l'impasto, ho prelevato pezzature di impasto di circa 50 gr. e le ho stese ad una ad una sul piano di lavoro infarinato. Da ciascuna di esse ho ricavato dei rettangoli che ho arrotolato partendo dal lato più corto, ho girato avendo cura di avere a giunzione della pasta nella parte superiore, l'ho steso nuovamente con il mattarello e di nuovo l'ho arrotolato dall'altro verso, sempre dalla parte più corta.
Ho fatto lievitare i panini così ottenuti per un'ora, sempre in forno spento.
Trascorso il tempo ho estratto i panini dal forno, ho acceso quest'ultimo impostando la temperatura di 180°C e mentre attendevo che andasse in temperatura ho inciso i panini nel senso della lunghezza.
Ho infornato per circa 30 minuti.




Con la confettura? Una gioia per le mie papille gustative!
A presto :-))))

LaGio' Riccia.

Questi panini sono per la raccolta n. #21 di Panissimo ideata da Sandra, di Sono io Sandra e da Barbara di Bread & Companatico  che per settembre è ospitata da Sandra.