martedì 8 luglio 2014

Paperelle ai cereali - La coccola post gavettone

Ditemi un po'...come siete messi, voi, a bombe d'acqua?
Allo stato attuale, e mi ritengo assolutamente fortunata, ne ho collezionata una sola (le ultime parole famose).
Ieri sera alle ore 19:36 mi trovavo su un treno ad alta velocità di rientro dalla mia trasferta
lavorativa e sul tabellone "Acquazzoni della Riccia" campeggiava uno ZERO bello tondo.
Venti minuti dopo, invece, si è registrato un cambiamento.
Nel percorrere la distanza auto-portone di casa (4 dico 4 passi) mi sono infracicata tutta!!
In pratica un gavettone mi è piovuto in testa dal cielo.
Ho imbarcato acqua nei piedi (a tal punto che mi aspettavo spuntassero delle paperelle di plastica tra un dito e l'altro), la camicetta è diventata una seconda pelle (e fortuna che non era bianca ma colorata e a fantasia altrimenti avrei potuto gareggiare per "Miss maglietta bagnata 2014"), i jeans all'improvviso pesavano 5 kg in più (manco ci fossero stati dei piombini appesi al fondo) ed i capelli??? Gocciolavano letteralmente!! ^_^
In effetti cosa potevo pretendere dal mio ombrellino da borsetta??
Insomma...fronteggiare una bomba d'acqua con un ombrello che ha la stessa resistenza di uno di quei deliziosi ombrellini da cocktail (io da piccola li usavo come ombrelli para-sole per la Barbie...lo facevate anche voi????) fa tanto Don Chisciotte contro i mulini a vento, ecco!

Quindi visto il tempo ballerino, visto il fresco che ci sta riservando questa strana estate...
ho deciso di regalarmi dei biscottini squisiti da mangiare con una buona tazza di thé, deliziosi da
pucciare in un tazzone di latte ma anche ottimi da sgranocchiare a secco :-) e - perché no? -  se il caldo dovesse mai decidere di essere dei nostri, secondo me fanno la loro bella figura anche con una spalmata di gelato cremoso, magari alla vaniglia.
Tra i vari - tanti - stampini che ho a casa quando ho visto queste deliziose paperelle, beh, non ho avuto dubbi. Spero comprendiate!!!!!! :-)

Ma passiamo alla ricetta. Proviene dal bellissimo blog Breakfast at Lizzy's
Qui sotto troverete la mia versione..io ho diminuito le quantità di zucchero e di burro ed ho aggiunto i semini presi da mezza bacca di vaniglia Bourbon.
Qui la ricetta originale.

Ingredienti per 30 biscotti:
  • 110 gr. di farina di riso
  • 50 gr. di farina di mais fumetto
  • 50 gr. di farina di grano saraceno
  • 40 gr. di amido di mais
  • 90 gr. di farina di mandorle
  • 150 gr. di zucchero integrale di canna
  • 100 gr. di burro freddo
  • 2 uova 
  • 2 gr. di lievito per dolci
  • i semini di mezza bacca di vaniglia Bourbon
  • una presa di sale
Strumenti:
  • un setaccio
  • una terrina 
  • uno spilucchino per prelevare i semini di vaniglia
  • un cucchiaio di legno
  • una forchetta 
  • una ciotolina
  • pellicola trasparente
  • mattarello
  • formine per biscotti
  • leccarda rivestita con carta da forno
  • una gratella per dolci

Preparazione
Nella terrina ho mescolato le farine setacciate ed il sale. Ho aggiunto il burro freddo a pezzetti ed ho mescolato fino ad ottenere un composto sabbioso.
In una ciotolina ho sbattuto le uova insieme ai semini della vaniglia (prelevati incidendo la bacca nel senso della lunghezza) ed ho aggiunto il tutto al composto sabbioso di burro, farine e sale.
Ho formato una palla omogenea che ho avvolto nella pellicola per alimenti e messo in frigo per almeno un'ora (io l'ho lasciata due orette abbondanti).
Trascorso il tempo ho acceso il forno impostando la temperatura di 180 °C.
Con l'aiuto di un mattarello ho steso l'impasto su un piano infarinato leggermente (lo spessore non superava i 5 mm).
Ho tagliato le paperelle con l'apposito stampino e le ho disposte sulla leccarda rivestita con carta da forno.
A questo punto il forno era in temperatura per cui ho infornato per 15 minuti (i biscotti sono cotti quando 
diventano belli dorati).
Una volta sfornati li ho messi a raffreddare su una gratella.

Ciau!!!
LaGio' Riccia 








lunedì 23 giugno 2014

Cous cous con pesto di pomodori secchi e l'arrivo dell'estate

Ed anche per quest'anno è andata: il solstizio d'estate è passato. Sabato 21 giugno, infatti, è stato il giorno più lungo dell'anno, quello che sancisce l'inizio dell'estate. Per me estate vuol dire sole, mare, profumo di cocco, pietanze fresche e colorate, scottature ^_^, vacanze ma anche...ZANZARE, purtroppo.
Ebbene sì, le zanzare hanno un debole per me, o meglio, per il mio sangue. Io mi definisco "l'autan degli altri" perché quando ci sono io nei paraggi, quelle "deliziose" creature è a me che rivolgono tutte le loro attenzioni, modestamente. Essendo anche allergica alle loro punture (perché, come è noto, se è vero che la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo), per me l'estate equivale, di conseguenza, anche ad innumerevoli gonfi, dolorosi e pruriginosi ponfi! So che risulterò impopolare - perché le zanzare sono comunque creature di Dio -ma io un mondo senza di esse me lo immagino eccome!!
Per cercare di capire la gravità di questa mia affermazione, vi chiedo di provare ad immaginare come vi sentireste se un mattino vi svegliaste, vi specchiaste e vedeste riflessa + che la vostra faccia quella di Rocky Balboa dopo l'incontro con Apollo (Rocky 1) per via di non una ma ben 3 punture di insetto attorno allo stesso occhio... (che fatica, quel giorno, cercare di nascondere l'occhio gonfio dietro ad un ciuffo di capelli reprimendo a stento la risata che mi saliva su ogni volta che mi specchiavo e mi sembravo la brutta copia di Capitan Harlock).
Oppure, come vi sentireste se vi svegliaste un'altra mattina (diciamo la seguente...), vi specchiaste e vi trovaste a fronteggiare quell'attore che interpretava il collega di Michael Douglas nella serie "Le strade di S. Francisco"...quello col nasone...a causa di una puntura sul naso.
Una carneficina, insomma, storie di vita vera..accadute alla sottoscritta appena lo scorso anno. Eviterò di elencarvi i numerosi aneddoti degli anni precedenti ^_^...ma credetemi se vi dico che la lista è lunga!!
Perdonatemi se vi annoio con queste storie ma ne esco da una notte insonne, costellata da pruriti improvvisi e ponfi  accompagnati da un'unica colonna sonora: il ronzio della zanzara artefice di tutti questi bei pois che oggi costellano le mie gambe e le mie braccia.
Ma cambiamo argomento (è un "era ora!!!" quello che sento?!?!?).
Dicevo che estate è sinonimo di tante belle cose tra cui: pietanze fresche e colorate. Quello che vi posto oggi è quello che è stato il pranzo della prima domenica di questa estate 2014: un bel piatto di cous-cous con un pesto di pomodori secchi. I pomodori in questione sono sempre gli stessi: quelli preparati e regalatimi dal papà di LoveOfMyLife (che di quest'ultimo è la metà calabrese) e che ho utilizzato anche nella preparazione del sughetto di questi maccheroni. Alcune amiche food-blogger (Emmeti, che te lo scrivo a fare?!?!?) hanno già sentito parlare di questo preziosissimo dono: ho abbondantemente trifolato loro gli zebedei (che non hanno in quanto amiche ^_^) ogni qualvolta hanno postato una ricetta che li prevedesse (i pomodori...non gli zebedei...)
Magari la pianto qua, che ne dite?!? ^_^
La ricetta!!!!

Ingredienti per 3 porzioni:
  • 210 gr. di cous-cous
  • 8 pomodori secchi
  • 2 cucchiai di capperi sott'aceto
  • 30 gr. di mandorle pelate
  • 20 gr. di noci di Macadamia pelate
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 2 cucchiai abbondanti di acqua fredda
  • il succo di mezzo limone
  • la punta di un cucchiaino di peperoncino
  • 2 pomodori secchi tagliati a listarelle, qualche cappero e delle mandorle a lamelle per decorare
Strumenti:
  • una pentola in cui cuocere il cous-cous
  • una terrina abbastanza capace
  • un frullatore
  • una forchetta
  • un tagliere
  • un coltello
  • un cucchiaio
  • 3 coppette in cui far freddare il cous cous
  • pellicola per alimenti

Preparazione
Ho iniziato col preparare il pesto di pomodori secchi.
Ho quindi preso i pomodori secchi, le mandorle e le noci, i capperi, il peperoncino e li ho fatti frullare insieme al succo del mezzo limone.
Ho poi aggiunto l'olio ed i cucchiai di acqua fredda ed ho continuato a frullare finché non ho ottenuto una salsa cremosa ed omogenea.
Ho poi preparato il cous cous seguendo le istruzioni riportate sulla confezione e, una volta freddo, l'ho condito con il pesto. 
Ho foderato le coppette con la pellicola per alimenti e le ho riempite di cous cous avendo cura di pressarlo per bene in modo da evitare la formazione di buchi.
Ho messo a riposare nel frigorifero per un'ora abbondante.
Trascorso il tempo ho composto il piatto: ho sformato il cous cous nel piatto, ho decorato con le listarelle di pomodori, qualche mandorla a lamelle ed un cappero in cima.

Buon appetito e buona estate!!!!
Ciau,
LaGio' Riccia.


giovedì 12 giugno 2014

Bocconcini di pollo al forno con verdure - La ricetta non ricetta

Ebbene sì, questa per me è una ricetta non ricetta perché...di mio c'ho messo ben poco!!
E' nata una domenica mattina quando ho deciso di cucinare dei bocconcini di pollo accompagnati con delle patate e qualche carota stanca di essere parcheggiata in frigorifero.
E' un piatto molto semplice perché a parte una marinatura di carne e verdure, il metodo di cottura è nei sacchettini per la cottura in forno. Li avete mai provati? Beh...fatelo! Ve li consiglio sinceramente.
In commercio ne esistono di diversi tipi. Io acquisto quelli SENZA aromatizzazioni perché preferisco essere consapevole di ciò che mangio :-). In pratica sono semplici sacchetti con il laccetto, stop!
Li uso spesso con le cosce di pollo in quanto il risultato è magnifico: cosce di pollo croccanti fuori e morbide e succose internamente ma ben cotte. Apprezzo molto la praticità data dal fatto che, una volta infornata la pietanza insacchettata, ci si può dedicare ad altre attività.

Questi bocconcini, vi assicuro, si scioglievano in bocca ed anche le verdure mi hanno soddisfatta moltissimo perché non si sono appoltigliate, sono rimaste integre (tant'è che, a vederle, temevo fossero ancora crude ^_^) ed internamente erano morbide.

Ingredienti per 2 persone:
  • 300 gr. di petto di pollo tagliato a tocchetti
  • 3 carote medie
  • 4 patate piccole
  • 1 cipolla bionda piccola
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • una macinata di pepe nero
  • erbe provenzali
  • paprica forte
  • salvia 
  • origano
Strumenti:
  • una terrina abbastanza capace
  • una ciotolina
  • una forchetta
  • un tagliere
  • un coltello
  • un cucchiaio
  • un cucchiaio di legno
  • pellicola per alimenti
  • una teglia
  • un sacchetto per la cottura in forno

Preparazione
Due orette prima di infornare (ma è sufficiente anche solo un'ora) ho preso i bocconcini di pollo e li ho messi in una ciotola. Ho lavato, mondato e ridotto a tocchetti carote e patate.
Ho lavato e mondato la cipolla e l'ho affettata sottile.
Ho unito le verdure al pollo.
In una ciotolina ho emulsionato i due cucchiai di olio con il cucchiaio di salsa di soia usando una forchetta.
Con la soluzione ottenuta, ho irrorato il pollo e le verdure.
Ho aggiunto le spezie e lì va a gusto sia in fatto di quantità che di tipi utilizzati.
A me le spezie piacciono moltissimo per cui ho preferito abbondare.
Ho mischiato tutto per bene, ho coperto con pellicola trasparente ed ho posto la ciotola in frigo, nel ripiano più basso.
Dieci minuti prima di dover infornare, ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Dato che la cottura richiede 75 minuti, regolatevi voi sulla base dell'orario in cui dovrete servire la vostra pietanza :-). Io ho acceso il forno ad un quarto alle 12 ed ho consumato il pollo poco dopo le 13.
Ho messo pollo e verdure nel sacchetto ed ho chiuso con il laccetto in dotazione.
Ho piazzato il sacchetto sulla teglia e con uno stuzzicadenti ne ho bucherellato nella parte superiore.
Vi consiglio di adagiare su un lato il sacchetto in quanto il calore tende a farlo gonfiare...ed è bene che non vada a toccare la serpentina del forno.
Raggiunta la temperatura ho infornato ponendo la teglia nella parte più bassa.
Trascorsa mezz'ora ho rivoltato il sacchetto dall'altra parte.
Trascorsa un'altra mezz'ora ho tagliato il sacchetto (MI RACCOMANDO: fate attenzione al vapore che sprigionerà da esso!!!) ho versato nella teglia i bocconcini di pollo, patate e carote. Io non ho aggiunto sale, vista la presenza della salsa di soia, ma se voi preferite aggiungerlo questo è il momento adatto.
Ho mescolato il tutto ancora un po' ed ho infornato per l'ultimo quarto d'ora nella parte centrale del forno per dare croccantezza al pollo.
Trascorso il quarto d'ora ho sfornato ed impiattato.
Una bontà!
Buon appetito.

Ciau LaGio' Riccia.



mercoledì 4 giugno 2014

Panini Laugenbrot e la mia dipendenza

Come già scrissi qui, in fatto di lievitati sono una neofita già irrimediabilmente innamorata.

Vedere quella pappetta prendere vita, gonfiarsi e poi lavorarla in modo tale da ricavarne focacce, panini, pani, panettoni, etc... ha un che di magico. Una volta cominciato, beh, è difficile desistere e resistere!!
Qualche mese fa mi è capitato di incappare più di una volta nella ricetta di questi panini.
E purtroppo io sono così: e daje oggi e daje domani...bon! L'ho preso come un inequivocabile segno del destino: "a' Giova' devi provare 'sti panini!". Vi pregherei di tralasciare questo mio delirio di onnipotenza che mi spinge a credere che davvero il destino si possa prendere il disturbo di istigarmi a sfornare questi paninelli.
In aggiunta...nelle mie incursioni lavorative a Rostock ed in quelle goderecce a Monaco per l'Oktober Fest come vi ho raccontato qui, ho potuto assaggiare e deliziarmi con i Bretzel e questi panini sono molto simili!
Come dicevo, c'è tanto da imparare, da queste parti, in materia di lievitati. Pertanto per "prendere confidenza col mezzo" ecco che mi affido a ricette già sperimentate ed approvate da chi ne sa più di me.
Tra le tante versioni viste, quella a cui mi sono affidata è questa della bravissima Paoletta di Anice e Cannella.

Vi pregherei di stendere un pietoso velo sulla qualità dei tagli operati sui panini. Sembra che io li abbia massacrati ma, vi assicuro, non è così!!!! E comunque loro non se la sono presa: erano buonissimi!! ^_^

Ingredienti:
  • 300 gr. di Farina 0
  • 200 gr. di Farina 00
  • 15 gr. di lievito di birra fresco
  • 270 gr. di acqua a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino e mezzo di zucchero semolato
  • 30 gr. di burro morbido
  • 10 gr. di sale
  • sale grosso e semi di sesamo per decorare
Per la soluzione al bicarbonato di sodio:
  • 1 l. di acqua
  • 8 cucchiaini di bicarbonato di sodio
  • 2 cucchiaini di sale fino
Strumenti:
  • un tazzone (di quelli da latte)
  • una pentola abbastanza capace in cui mettere la soluzione
  • una schiumarola
  • un setaccio
  • una ciotola
  • pellicola per alimenti
  • una leccarda rivestita con carta da forno
  • un coltello molto ben affilato
  • stuzzicadenti 
  • un tagliere

Preparazione
In un tazzone ho spezzettato il lievito e l'ho sciolto nell'acqua con lo zucchero.
In una ciotola ho setacciato le farine ed in un angolo ho versato l'acqua - in cui avevo sciolto il lievito- che ho mescolato con un po' della farina in modo tale da ottenere una pappetta e l'ho ricoperta con la farina rimasta. 
Io avevo il burro a temperatura ambiente perciò se voi lo avete ancora in frigorifero, questo è il momento di tirarlo fuori.
Ho lasciato riposare il composto di farina e pappetta per 30 minuti fino, cioè, ad ottenere un composto schiumoso e poi ho iniziato ad impastarlo a mano aggiungendo il burro ed il sale.
Come precisa Paoletta, ho impastato per 20 minuti e mi sono ben guardata dall'aggiungere altra farina nonostante l'impasto fosse bello morbido.
Ho formato una palla e l'ho messa a riposare nella ciotola coprendola con della pellicola per alimenti per 30 minuti.
In una pentola ho messo l'acqua, il bicarbonato di sodio ed il sale previsti per la soluzione.
Trascorso questo tempo ho diviso l'impasto in pezzi da circa 40 gr. e ne ho ricavato delle palline che ho lasciato sulla spianatoia.
Ho acceso il fuoco sotto la pentola e quando la soluzione ha iniziato a bollire vi ho immerso i panini (io 2 alla volta) e li ho datti bollire 30 secondi e poi con l'aiuto di una schiumarola li ho scolati, posati sulla leccarda ricoperta di carta da forno e li ho cosparsi con i semini di sesamo o con sale grosso. Ho ripetuto lo stesso procedimento per tutti i panini. 
Una volta terminato ho acceso il forno a 210°C  e quando il forno ha raggiunto la temperatura ho praticato dei tagli sulla superficie di ogni panino ed ho infornato per 20 minuti (ho verificato la cottura con uno stuzzicadenti). 
Che meraviglia vedere il contrasto della crosta bruna del panino con l'interno del taglio così chiaro!! 




sabato 24 maggio 2014

Flamenquìn CASERO de Jamon y Queso per "La via dei sapori"

L'iniziativa "La via dei sapori" delle carissime Serena  ed Arianna  mi è piaciuta subito.
L'idea di salire virtualmente su di un bus che viaggia in giro per il mondo seguendo un itinerario eno-gastronomico mi entusiasma e non poco.
Per un anno, quindi, questo bus toccherà nazioni diverse (una per mese) ed a chi deciderà di salire a bordo, toccherà il compito di postare una ricetta relativa alla nazione incriminata.
Ho sempre pensato che il bello di andare a sbirciare nelle altre cucine (preferisco questa espressione alla più fredda "visitare altri blog") è proprio quello di scoprire piatti della tradizione di altre regioni, città.
Ma non solo...scoprire nuovi ingredienti ed anche il relativo utilizzo...e magari chissà, anche qualcosa in + su usi e costumi.
Se poi l'idea è quella di oltrepassare i confini italiani...ben venga!!!
Per la seconda tappa di questo fantastico bus si va in Spagna.
Serena ed Arianna chiedono, eventualmente, di raccontare un aneddoto legato al piatto e, sorpresa delle sorprese, io ce l'avrei anche!!!
Quindi...come non partecipare???
Il piatto che presenterò per questa tappa è il Flamenquìn. Un piatto che ho avuto il piacere e quasi l'obbligo (capirete poi perché ^_^) di assaggiare durante la prima vacanza estiva (risalente ad agosto 2012) che trascorremmo insieme Love Of My Life ed io ...la meta era una delle diciassette comunità autonome della Spagna: l'Andalusia.
Il viaggio prevedeva di trascorrere i primi due giorni a Granada - con tappa obbligata alla sensazionale Alhambra (tra l'altro se voleste andare a visitarla vi consiglio di prenotare i biglietti on-line...in questo modo eviterete estenuanti code a serpentone), i 3 successivi a Vejer De la Frontera (e qua ci siamo goduti dei fantastici giorni di mare) per poi concludersi a Siviglia.
Ma torniamo all'aneddoto...
Il secondo ed ultimo giorno a Granada lo utilizzammo per visitare l'Alhambra. Considerate che nell'agosto 2012 la temperatura alle 21 era di 38°C.Vi lascio immaginare durante la giornata. Il pomeriggio girammo per un mercatino grazioso, tappa in un locale dove bevemmo la migliore sangria mai assaggiata prima (proprio per scacciare l'arsura, spero comprendiate) e poi la sera...visto il caldo optammo per andare a tapear. Decidemmo di andare a sensazione e di fidarci del nostro istinto.
Vedemmo un locale con fuori delle botti. L'aspetto, all'interno, era molto rustico e le persone che lo popolavano sembravano essere clienti abituali (beh...in realtà sembravano proprio far parte dell'arredamento...ma questo è un altro discorso).
Il locale aveva pochi posti a sedere, diverse botti che i clienti usavano come piani d'appoggio ed il bancone.
Decidemmo di entrare.
Guardammo la vetrinetta alla ricerca di qualcosa da mangiare, chiedemmo anche il menu. Eravamo turisti e non parlavamo la lingua. Questo era evidente :-).
Ad un certo punto, persi in tutta quella serie di nomi che per noi non volevano dire assolutamente nulla, sentimmo il cameriere dirci "Tenemos Flamenquìn casero".
Love Of My Life ed io lo guardammo con lo stesso trasporto di una mucca che guarda il treno che passa e con un sorriso incerto annuimmo.
Al che sentimmo un'altra voce provenire dalla cucina...probabilmente un suo collega deve aver detto qualcosa del tipo "ma gliel'hai detto del Flamenquìn???" perché poi il nostro interlocutore disse qualcosa che, a giudicare dal tono (carico di disappunto ed incredulità), ci suonò come "Le dije que tenemos Flamenquìn CASERO pero ellos no entienden!" (ossia: "gliel'ho detto che abbiamo il flamenquìn casero ma questi so' de coccio!").
Al che non potemmo esimerci dal provare questo tanto sponsorizzato Flamenquìn casero...doveva essere qualcosa di veramente eccezionale!
Con aria goduta chiedemmo: "Dos Flamenquìn, por favor!" e per tutta risposta ricevemmo una...CAZZIATA pazzesca!!! Scusate il francesismo!!! Con un tono pieno di rimprovero il nostro "amico" ci disse:
"No dos Flamenquìn!!! Flamenquìn por dos!". E credo che ci abbia preso per il retro-sud con tutti gli avventori successivi, colleghi, parenti.
Pazienza: è sempre un'ottima cosa suscitare il sorriso ^_^.
Pur sentendoci dei completi idioti, mangiammo comunque di gusto questa meraviglia CASERA.
Nei giorni successivi assaggiammo anche il Flamenquìn di Siviglia...non casero e nella versione vegetariana con ripieno di verdure (con funghi e spinaci oltre che il formaggio)...e devo dire che ci piacque anche di più
 ma quello CASERO...ci rimase nel cuore! Come si dice..."il primo Flamenquìn non si scorda mai!".

Questo piatto viene chiamato così in ragione del suo colore biondo (dato dalla panatura) che ricorda quello dei capelli dei fiamminghi che accompagnarono l'imperatore Carlo V (fonte Wikipedia)

Vi segnalo questo link per trovare qualche notizia in più in merito:.
Qui di seguito troverete la ricetta del primo Flamenquìn con cui ci siamo deliziati LoveOfMyLife ed io :-).
La ricetta originale vuole che i Flamenquìn vengano fritti. Mi perdonerete ma io di fare il fritto non ci penso proprio quindi li ho cotti in forno!!!

Questo è il banner della rubrica (oltretutto...scusate la mia civetteria ma...non trovate che i colori si abbinano benissimo a quelli della mia creatura?!?!?!?):




Flamenquìn por dos ^_^:
  • 2 fettine di lonza di maiale tagliate sottili
  • 2 fettine di jamon serrano
  • 1 uovo
  • 60 gr. di queso tagliato in 6 bastoncini (io ho utilizzato del Fontal)
  • farina 00 q.b.
  • pan grattato
  • un pizzico di sale
  • olio EVO

Strumenti:
  • una ciotola in cui sbattere l'uovo
  • una forchetta
  • due piatti piani
  • eventualmente un batticarne se le vostre fettine dovessero essere troppo spesse
  • una leccarda rivestita con carta da forno
  • stuzzicadenti 
  • un tagliere

Preparazione
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho preso una fettina di maiale e l'ho messa sul tagliere. In centro vi ho adagiato la fettina di jamon, tre listarelle di formaggio.
Ho arrotolato la carne lungo il lato più corto e l'ho chiuso.
In una ciotola ho sbattuto l'uovo con un po' di sale.
Ho passato l'involtino nella farina, successivamente nell'uovo e poi, per ultimo, nel pan grattato.
Ho ripetuto le stesse operazioni per la seconda fettina di carne.
Ho poi disposto gli involtini così ottenuti su una teglia rivestita con carta da forno e li ho irrorati con dell'olio extravergine d'oliva.
Ho infornato e lasciato cuocere per 45 minuti circa avendo cura di girare ogni tanto gli involtini.
Una volta cotti li ho sfornati e trascorsi 5 minuti li ho tagliati a fettine di 2cm circa e li ho serviti..

¡Olé!

¡Hasta pronto!
LaGio' rizada ^_^.










domenica 18 maggio 2014

Cantucci al pandoro...e non è un lapsus

Poni il caso di aver ricevuto in dono, per Natale, un pandoro confezionato.
Poni il caso di apprezzare l'articolo ma con moderato entusiasmo e di ripetere a te ed alla tua dolce metà ogni sera: "Domani però lo apriamo. Ricordiamoci che scade il 30 Aprile".
Tutto questo teatrino è iniziato il 28 di dicembre e si è ripetuto fino al 1° Maggio ^_^...ma a quanto pare non siamo proprio da pandoro.
Ok, a me piace moltissimo! Ma a colazione non riesco a mangiarlo né tostato né "nature"...e poi la colazione è pane e marmellata, non ci sono storie!
A metà mattina: yogurt. Dopo pranzo? Eh no...una fetta è un pasto completo!! Metà pomeriggio? No, si va di frutta!
Dopo cena??Sì....così mi si piazza tutto su giro vita e dintorni...???!!?!?
Per contro buttare 1kg di pandoro..non esiste proprio!!!
E così è partita la ricerca di un modo per smaltirlo...ho trovato ricette di pudding, torte...ma poi ho trovato questa, della bravissima Silvia, che mi ha incuriosita molto...e visto che i cantucci in una versione inusuale (cioè salati) li avevo già fatti...perché non provare anche questa?!?!?! ;-)

Ingredienti per 45 cantucci:
  • 300 gr. di pandoro
  • 2 uova
  • 130 gr. di zucchero semolato
  • 200 gr. di farina 00 + quella per la lavorazione
  • 150 g di mandorle non pelate 
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci vaniglinato
  • 1 cucchiaino di aroma mandorla (assente nella ricetta originale)
  • 2 cucchiai di latte (assente nella ricetta originale)

Strumenti:
  • un setaccio
  • una ciotola 
  • fruste elettriche
  • una leccarda rivestita con carta da forno
  • un coltello  
  • un tagliere
  • una gratella per dolci

Preparazione
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho sminuzzato il pandoro ed a parte, in una ciotola, con l'ausilio delle fruste elettriche ho montato le uova con lo zucchero per circa una decina di minuti finché, cioè, non ho ottenuto un composto gonfio, spumoso e chiaro.
Ho aggiunto il pandoro ed ho mischiato un po'. Successivamente ho aggiunto la farina setacciata con il lievito, l'aroma mandorla ed ho impastato a mano (sempre nella ciotola).
Siccome l'impasto si presentava troppo asciutto e difficile da lavorare, ho dovuto aggiungere due cucchiai di latte.
Ho poi versato il composto ottenuto su un piano di lavoro infarinato, ho continuato ad impastare ed ho poi aggiunto le mandorle.
Silvia sconsiglia l'aggiunta di ulteriore farina in quanto il pandoro assorbe molto l'umidità (ed io confermo!!).
Ho impastato ancora un po' in modo da ottenere un panetto abbastanza consistente.
Ho diviso in due parti l'impasto  ed ho creato due rotoli (aiutandomi con un po' di farina per la lavorazione) che ho disposto sulla leccarda rivestita di carta da forno.Ho appiattito i cilindri ottenuti e li ho infornati per 35 minuti.
Passato questo tempo li ho sfornati e lasciati raffreddare per 5 minuti.
Li ho trasferiti su un tagliere e li ho tagliati dello spessore di circa 1,5 cm.
Ho spostato nuovamente i cantucci sulla leccarda (lasciandoli "in piedi") e li ho infornati per altri 10 minuti alla temperatura di 160 °C.
Li ho poi sfornati e messi a raffreddare su una gratella per dolci.
Conservandoli in una scatola di latta i cantucci sono sopravvissuti per la bellezza di 15 giorni.
Non oltre perché sono misteriosamente finiti ^_^.

Ciau!
LaGio' riccia.



martedì 13 maggio 2014

Very Inspiring Blogger Award


Ricevo con tantissima gioia questo premio dalla cara Alessia del Blog Parole In Padella.
Tanta gioia perché il fatto che abbia pensato al mio blog, a me, mi lusinga molto e poi anche perché così ho il modo di far conoscere la mia creatura in giro per il web anche se, lo confesso, avere già 50 followers mi sembra un traguardo fantastico!!!! Considerate che quando mi accingevo ad aprire questo blog non pensavo che ciò che avrei scritto avrebbe potuto interessare qualcuno!!
Ed invece...mai dire mai!!!


Se ancora non siete approdati al blog di Alessia vi consiglio di farci un salto. Le sue ricette sono sfiziose ed i suoi post sono sempre molto curati...e postati con il cuore!


Ma torniamo al premio ed alle regole per ritirarlo :-) ossia:
- raccontare 7 cose su di noi
- premiare a nostra volta altri 15 blogger con meno di 200 follower che a loro volta dovranno assegnare

Partiamo dalle 7 cose su di me:
1. ho una sorella maggiore (ci passiamo 3 anni e 9 mesi) che io chiamo "tata" ma che in realtà si chiama Laura. Io la definisco "l'artista di casa" perché ha un innato gusto per l'arte, è bravissima in tutto ciò che concerne il modellare, disegnare, dipingere ma anche smontare casa e reinventarsela usando sempre gli stessi mobili ^_^. Ultimamente ha la passione per l'oggettistica in pasta di mais e spero che non rinunci definitivamente ad aprire un blog per esporre le sue creazioni perché sarebbe davvero un peccato! (Tata, ci siamo capite! *_^)
2. adoro la musica...quella che suscita emozioni all'ascolto. Non so definire il genere di musica preferito in assoluto ma so sicuramente quale non apprezzo ossia il latino-americano o le canzoni neo-melodiche.
3. un tempo trovavo antipatico tutto ciò che era spagnolo: la lingua, la musica. Poi dovetti andare a Madrid per lavoro e nonostante un'orticaria alimentare mi innamorai perdutamente della Spagna: la gente, i profumi, i colori, la lingua. La musica quella no ^_^.
4. mi piace tantissimo leggere. I miei scrittori preferiti sono Stefania Bertola, Amélie Nothomb, Andrea Camilleri, Andrea Vitali e poi mi fermo qui perché altrimenti non la finisco più!!!
5. cerco di andare in palestra con regolarità non tanto per assotigliare quei tronchi di pino che ho al posto delle gambe quanto per non peggiorare la situazione ^_^
6. durante l'estate del 1993 (la + brutta della mia vita) ebbi la brillante idea di farmi tagliare i capelli alla maschietto (questa è la ragione per la quale quell'estate è stata da me ribattezzata come "la + brutta"). Effettivamente erano comodissimi! Niente nodi. Si asciugavano tranquillamente al sole senza interminabili sessioni di phon con diffusore. Unica pecca: sembravo Whizzy Jefferson...la consorte di George Jefferson delle omonime lavanderie (serie tv "I Jefferson" in voga negli anni '80)
7. in famiglia mi hanno sempre chiamata "Gianna"...quando persone non appartenenti al mio nucleo familiare si rivolgevano a me chiamandomi "Gianna" mi arrabbiavo moltissimo e si sentivano rispondere con un piccatissimo "mi chiamo Giovanna!"...dimostrando di avere un gran bel caratterino ^_^.

Ed ora passo ai 15 blog...questa non è assolutamente cosa facile!!
1. Pancetta Bistrot di Sara e Laura. E' un blog giovanissimo ma davvero fantastico (e che francamente non ha bisogno della mia sponsorizzazione ^_^)! Se andate a visitarlo vi renderete conto che queste due ragazze hanno davvero una marcia in più! Sfornano e spadellano piatti originali e deliziosi. E le foto dei loro post?!?!?!?
2. Vege In Table di Manuela. Lei ha il coraggio di provare e di sondare terreni culinari che io mi limito a guardare con ammirazione e vivo interesse. E' bravissima ed i suoi post sono molto istruttivi ed illuminanti
3. Senza latte senza uova di Nicole. Lei è una ragazza giovanissima con la passione per la cucina. Girovagando per il suo blog è impossibile mi sono riscoperta a pensare al detto "far di necessità virtù" sì perché con originalità ed innovazione presenta ricette senza latte e senza uova che nascono dall'esigenza di mangiare con gusto pur tenendo conto delle sue intolleranze.
4. Cortesie in cucina un blog scritto in tandem da una mamma ed una figlia. E' molto colorato e le ricette da loro postate spaziano un po' in tutti i settori
5. Dolce Profumo di casa di Valentina. Tantissime ricette e beh...io mi sono letteralmente innamorata dei suoi coniglietti (ossia frollini al kamut)
6. Dolce Salsarosa de LaEle. Le foto dei suoi post sono meravigliose e rendono giustizia alle fantastiche ricette!
7. Il Culinario  dove troverete tutti i preziosi consigli, le idee e gli esperimenti de Loscef!
8. La casa dei dolcetti dove troverete Antonella e tutta la sua passione per i dolci ma non solo
9. Il Cuore arrosto di Paola. Un blog luminoso ed allegro pieno di immagini bellissime e ricette strepitose!
10. In Cucina tra le nuvole dove la Cuoca tra le nuvole regala tante delizie per gli occhi e per il palato. Come nel caso di Camilla, anche lei rientra in questo elenco un po' a forza perché ha già un largo seguito!!! Vi perderete tra i suoi racconti con i quali vi sembrerà di sognare ad occhi aperti e le deliziose ricette che posta vi riporteranno alla deliziosa realtà!
11. Sweet Time di Raffaella che vi stupirà con le sue idee e le sue creazioni (un esempio su tutti la Torta Puffi!!)
12. Lievitati e altro di Nadia in cui troverete ogni mese la rivisitazione di ricette note e che vi conquisterà con i suoi lievitati
13. La Baita dei dolci di Vanessa una dolcissima mamma che nel suo blog mostra le creazioni meravigliose fatte a 4 mani col suo bimbo più grande! Mi ha conquistata!
14. La Ciambellina Dolce di Emanuela. Mi sono letteralmente persa tra le ricette dei suoi biscottini e pasticcini!
15. Pasticceria portami via di Silvia. Da lei troverete ricette originali e, personalmente, ho sperimentato una ricetta molto furba: quella dei cantucci al pandoro...ebbene sì: ad aprile in casa mia si aggirava ancora un pandoro confezionato bello integro ^_^.

Grazie ancora ad Alessia!
Ciau.
LaGio' riccia.