domenica 18 maggio 2014

Cantucci al pandoro...e non è un lapsus

Poni il caso di aver ricevuto in dono, per Natale, un pandoro confezionato.
Poni il caso di apprezzare l'articolo ma con moderato entusiasmo e di ripetere a te ed alla tua dolce metà ogni sera: "Domani però lo apriamo. Ricordiamoci che scade il 30 Aprile".
Tutto questo teatrino è iniziato il 28 di dicembre e si è ripetuto fino al 1° Maggio ^_^...ma a quanto pare non siamo proprio da pandoro.
Ok, a me piace moltissimo! Ma a colazione non riesco a mangiarlo né tostato né "nature"...e poi la colazione è pane e marmellata, non ci sono storie!
A metà mattina: yogurt. Dopo pranzo? Eh no...una fetta è un pasto completo!! Metà pomeriggio? No, si va di frutta!
Dopo cena??Sì....così mi si piazza tutto su giro vita e dintorni...???!!?!?
Per contro buttare 1kg di pandoro..non esiste proprio!!!
E così è partita la ricerca di un modo per smaltirlo...ho trovato ricette di pudding, torte...ma poi ho trovato questa, della bravissima Silvia, che mi ha incuriosita molto...e visto che i cantucci in una versione inusuale (cioè salati) li avevo già fatti...perché non provare anche questa?!?!?! ;-)

Ingredienti per 45 cantucci:
  • 300 gr. di pandoro
  • 2 uova
  • 130 gr. di zucchero semolato
  • 200 gr. di farina 00 + quella per la lavorazione
  • 150 g di mandorle non pelate 
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci vaniglinato
  • 1 cucchiaino di aroma mandorla (assente nella ricetta originale)
  • 2 cucchiai di latte (assente nella ricetta originale)

Strumenti:
  • un setaccio
  • una ciotola 
  • fruste elettriche
  • una leccarda rivestita con carta da forno
  • un coltello  
  • un tagliere
  • una gratella per dolci

Preparazione
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
Ho sminuzzato il pandoro ed a parte, in una ciotola, con l'ausilio delle fruste elettriche ho montato le uova con lo zucchero per circa una decina di minuti finché, cioè, non ho ottenuto un composto gonfio, spumoso e chiaro.
Ho aggiunto il pandoro ed ho mischiato un po'. Successivamente ho aggiunto la farina setacciata con il lievito, l'aroma mandorla ed ho impastato a mano (sempre nella ciotola).
Siccome l'impasto si presentava troppo asciutto e difficile da lavorare, ho dovuto aggiungere due cucchiai di latte.
Ho poi versato il composto ottenuto su un piano di lavoro infarinato, ho continuato ad impastare ed ho poi aggiunto le mandorle.
Silvia sconsiglia l'aggiunta di ulteriore farina in quanto il pandoro assorbe molto l'umidità (ed io confermo!!).
Ho impastato ancora un po' in modo da ottenere un panetto abbastanza consistente.
Ho diviso in due parti l'impasto  ed ho creato due rotoli (aiutandomi con un po' di farina per la lavorazione) che ho disposto sulla leccarda rivestita di carta da forno.Ho appiattito i cilindri ottenuti e li ho infornati per 35 minuti.
Passato questo tempo li ho sfornati e lasciati raffreddare per 5 minuti.
Li ho trasferiti su un tagliere e li ho tagliati dello spessore di circa 1,5 cm.
Ho spostato nuovamente i cantucci sulla leccarda (lasciandoli "in piedi") e li ho infornati per altri 10 minuti alla temperatura di 160 °C.
Li ho poi sfornati e messi a raffreddare su una gratella per dolci.
Conservandoli in una scatola di latta i cantucci sono sopravvissuti per la bellezza di 15 giorni.
Non oltre perché sono misteriosamente finiti ^_^.

Ciau!
LaGio' riccia.



martedì 13 maggio 2014

Very Inspiring Blogger Award


Ricevo con tantissima gioia questo premio dalla cara Alessia del Blog Parole In Padella.
Tanta gioia perché il fatto che abbia pensato al mio blog, a me, mi lusinga molto e poi anche perché così ho il modo di far conoscere la mia creatura in giro per il web anche se, lo confesso, avere già 50 followers mi sembra un traguardo fantastico!!!! Considerate che quando mi accingevo ad aprire questo blog non pensavo che ciò che avrei scritto avrebbe potuto interessare qualcuno!!
Ed invece...mai dire mai!!!


Se ancora non siete approdati al blog di Alessia vi consiglio di farci un salto. Le sue ricette sono sfiziose ed i suoi post sono sempre molto curati...e postati con il cuore!


Ma torniamo al premio ed alle regole per ritirarlo :-) ossia:
- raccontare 7 cose su di noi
- premiare a nostra volta altri 15 blogger con meno di 200 follower che a loro volta dovranno assegnare

Partiamo dalle 7 cose su di me:
1. ho una sorella maggiore (ci passiamo 3 anni e 9 mesi) che io chiamo "tata" ma che in realtà si chiama Laura. Io la definisco "l'artista di casa" perché ha un innato gusto per l'arte, è bravissima in tutto ciò che concerne il modellare, disegnare, dipingere ma anche smontare casa e reinventarsela usando sempre gli stessi mobili ^_^. Ultimamente ha la passione per l'oggettistica in pasta di mais e spero che non rinunci definitivamente ad aprire un blog per esporre le sue creazioni perché sarebbe davvero un peccato! (Tata, ci siamo capite! *_^)
2. adoro la musica...quella che suscita emozioni all'ascolto. Non so definire il genere di musica preferito in assoluto ma so sicuramente quale non apprezzo ossia il latino-americano o le canzoni neo-melodiche.
3. un tempo trovavo antipatico tutto ciò che era spagnolo: la lingua, la musica. Poi dovetti andare a Madrid per lavoro e nonostante un'orticaria alimentare mi innamorai perdutamente della Spagna: la gente, i profumi, i colori, la lingua. La musica quella no ^_^.
4. mi piace tantissimo leggere. I miei scrittori preferiti sono Stefania Bertola, Amélie Nothomb, Andrea Camilleri, Andrea Vitali e poi mi fermo qui perché altrimenti non la finisco più!!!
5. cerco di andare in palestra con regolarità non tanto per assotigliare quei tronchi di pino che ho al posto delle gambe quanto per non peggiorare la situazione ^_^
6. durante l'estate del 1993 (la + brutta della mia vita) ebbi la brillante idea di farmi tagliare i capelli alla maschietto (questa è la ragione per la quale quell'estate è stata da me ribattezzata come "la + brutta"). Effettivamente erano comodissimi! Niente nodi. Si asciugavano tranquillamente al sole senza interminabili sessioni di phon con diffusore. Unica pecca: sembravo Whizzy Jefferson...la consorte di George Jefferson delle omonime lavanderie (serie tv "I Jefferson" in voga negli anni '80)
7. in famiglia mi hanno sempre chiamata "Gianna"...quando persone non appartenenti al mio nucleo familiare si rivolgevano a me chiamandomi "Gianna" mi arrabbiavo moltissimo e si sentivano rispondere con un piccatissimo "mi chiamo Giovanna!"...dimostrando di avere un gran bel caratterino ^_^.

Ed ora passo ai 15 blog...questa non è assolutamente cosa facile!!
1. Pancetta Bistrot di Sara e Laura. E' un blog giovanissimo ma davvero fantastico (e che francamente non ha bisogno della mia sponsorizzazione ^_^)! Se andate a visitarlo vi renderete conto che queste due ragazze hanno davvero una marcia in più! Sfornano e spadellano piatti originali e deliziosi. E le foto dei loro post?!?!?!?
2. Vege In Table di Manuela. Lei ha il coraggio di provare e di sondare terreni culinari che io mi limito a guardare con ammirazione e vivo interesse. E' bravissima ed i suoi post sono molto istruttivi ed illuminanti
3. Senza latte senza uova di Nicole. Lei è una ragazza giovanissima con la passione per la cucina. Girovagando per il suo blog è impossibile mi sono riscoperta a pensare al detto "far di necessità virtù" sì perché con originalità ed innovazione presenta ricette senza latte e senza uova che nascono dall'esigenza di mangiare con gusto pur tenendo conto delle sue intolleranze.
4. Cortesie in cucina un blog scritto in tandem da una mamma ed una figlia. E' molto colorato e le ricette da loro postate spaziano un po' in tutti i settori
5. Dolce Profumo di casa di Valentina. Tantissime ricette e beh...io mi sono letteralmente innamorata dei suoi coniglietti (ossia frollini al kamut)
6. Dolce Salsarosa de LaEle. Le foto dei suoi post sono meravigliose e rendono giustizia alle fantastiche ricette!
7. Il Culinario  dove troverete tutti i preziosi consigli, le idee e gli esperimenti de Loscef!
8. La casa dei dolcetti dove troverete Antonella e tutta la sua passione per i dolci ma non solo
9. Il Cuore arrosto di Paola. Un blog luminoso ed allegro pieno di immagini bellissime e ricette strepitose!
10. In Cucina tra le nuvole dove la Cuoca tra le nuvole regala tante delizie per gli occhi e per il palato. Come nel caso di Camilla, anche lei rientra in questo elenco un po' a forza perché ha già un largo seguito!!! Vi perderete tra i suoi racconti con i quali vi sembrerà di sognare ad occhi aperti e le deliziose ricette che posta vi riporteranno alla deliziosa realtà!
11. Sweet Time di Raffaella che vi stupirà con le sue idee e le sue creazioni (un esempio su tutti la Torta Puffi!!)
12. Lievitati e altro di Nadia in cui troverete ogni mese la rivisitazione di ricette note e che vi conquisterà con i suoi lievitati
13. La Baita dei dolci di Vanessa una dolcissima mamma che nel suo blog mostra le creazioni meravigliose fatte a 4 mani col suo bimbo più grande! Mi ha conquistata!
14. La Ciambellina Dolce di Emanuela. Mi sono letteralmente persa tra le ricette dei suoi biscottini e pasticcini!
15. Pasticceria portami via di Silvia. Da lei troverete ricette originali e, personalmente, ho sperimentato una ricetta molto furba: quella dei cantucci al pandoro...ebbene sì: ad aprile in casa mia si aggirava ancora un pandoro confezionato bello integro ^_^.

Grazie ancora ad Alessia!
Ciau.
LaGio' riccia.




 


martedì 6 maggio 2014

Madeleines allo speck con sale affumicato danese

Ci sono quelle ricette che, pur essendo semplici, stupiscono per la loro originalità...ed è subito amore a prima vista!

Quando sono incappata in questa ricetta - che ho trovato sul primo numero della raccolta "Piccola Pasticceria dolce e salata" edita da Lachette - oltre ad essermene innamorata, ho subito pensato ad una persona ben precisa a cui regalarla anche solo virtualmente: la carissima Alice del blog La cucina di Esme. Il suo blog ha da poco compiuto 3 anni e per festeggiarlo Alice ha indetto il contest "Nel cesto del pic-nic".
Questa ricetta, quindi, è tutta per lei :-) e sono contentissima perché è proprio così che a me piace fare i regali: trovare quel qualcosa che ti fa venire in mente il destinatario. Chiaro che bisogna avere una buona dose di fortuna...ma del resto a che servirebbe il retro-sud che a suon di corsa e piscina tento faticosamente di buttar giù?!?!?!? ^_^


La ricetta originale prevedeva l'uso del prosciutto crudo. Io l'ho sostituito con del golosissimo speck della Valtellina, ho ridotto il numero di uova a 3 (anziché 4) perché "quelle passava il convento" ed al posto del sale comune ho utilizzato un sale per me "prezioso"...un sale affumicato danese che ho acquistato qualche giorno fa!
Come sempre qui di seguito troverete la mie versione della ricetta.

Ingredienti per 18 Madeleines grandi e 12 Madeleines piccine:
  • 5 fettine sottili di speck
  • 3 uova
  • 100 gr. di burro
  • 150 gr. di farina 00
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci NON vaniglinato
  • 1 pizzico di sale affumicato danese
  • 1 pizzico di pepe nero

Strumenti:
  • un setaccio
  • due terrine
  • una ciotola
  • un tagliere
  • un coltello per sminuzzare
  • un pentolino
  • una frusta a mano
  • un cucchiaio ed un cucchiaino
  • una gratella per dolci

Preparazione
Ho fatto sciogliere  il burro in un pentolino a fuoco moderato. Quando il burro risultava completamente sciolto, l'ho lasciato cuocere finché non ha assunto un color nocciola e l'ho trasferito in una ciotola per fermarne la cottura.
Ho sminuzzato le fette di speck.
A questo punto ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Ho setacciato la farina con il lievito in una terrina.
Nell'altra terrina ho montato le uova con il sale ed il pepe fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso e poi ho aggiunto il burro.
Ho poi unito la farina (col lievito) alle uova ed ho mescolato energicamente con una frusta a mano per evitare la formazione dei grumi.
Per ultimo ho aggiunto lo speck sminuzzato.
Con l'aiuto di cucchiaio e cucchiaino ho distribuito l'impasto nello stampo per madeleines riempiendo le cavità per i due terzi.
Ho infornato per 10 minuti (ma comunque ho verificato con uno stuzzicadenti).
Una volta tiepide le ho sfornate e messe su una gratella per dolci.

Per renderle ancora più morbide il consiglio di "Piccola pasticceria dolce e salata" è quello di aggiungere all'impasto un cucchiaio di parmigiano grattugiato che io però ho omesso perché volevo che risaltasse il sapore affumicato di speck ma soprattutto del sale danese!! :-)
Io le trovo perfette per un pic-nic ma anche per un aperitivo....
Buon appetito e Buon Compi-blog, Alice!!!

Queste le mie Madeleines...


e questo è il banner del contest del blog La cucina di Esme



  Ciau,
LaGio' riccia.

domenica 4 maggio 2014

Zucchine tonde ripiene di riso con cuore filante

La zucchina è, insieme al carciofo - di quest'ultimo non avete ancora trovata traccia nella mia creatura in quanto Love Of My Life non ne sopporta nemmeno l'odore (sta proprio male!!) - una delle verdure che prediligo. Alla griglia, trifolate, alla scapece ma anche solo lesse o grattugiate in insalata con un po' di limone e scaglie di grana...insomma le adoro!
La mia mamma, invece, le detesta e la cosa mi fa sorridere perché...beh...l'ho scoperto non molto tempo fa! Non più di tre anni fa, infatti, mia mamma mi ha confessato, arricciando il naso e sorridendo che "le zucchine proprio no"...e dire che non ricordo di una sola volta, quando ero piccola, in cui le ha cucinate e non le ha mangiate e questo perché...le zucchine fanno bene e doveva dare il buon esempio.
Sorrido al pensiero che ci sia un alimento che non le piace perché...beh...così mi ricordo che è umana anche lei!!! :-)

Quando ho visto al banco della verdura delle belle zucchine tonde ho ceduto...le ho comprate, le ho cucinate farcendole con del riso condito con pomodoro, origano, un pizzico di pepe...ed arricchendole con un cuore di Fontal.
Preparate così le avrebbe mangiate anche la mia super mamma!!
(Qui trovate un'altra ricetta a base di zucchine tonde)


Ingredienti per 2 persone:
  • 4 zucchine tonde di media grandezza
  • 50 gr. di riso carnaroli
  • 4 cucchiai di salsa di pomodoro
  • origano
  • 2 manciate abbondanti di parmigiano reggiano
  • 60 gr. di Fontal 
  • aglio
  • olio evo
  • un filo d'olio con cui irrorare le zucchine prima di infornarle
  • pepe nero macinato
  • sale

Strumenti
  • una terrina
  • un tagliere
  • un coltello per sminuzzare
  • uno scavino o un cucchiaino con cui svuotare le zucchine
  • una forchetta
  • una pentola in cui lessare le zucchine
  • una padella
  • una schiumarola
  • una teglia
  • carta da forno

Preparazione
Ho lavato con cura le zucchine tonde e le ho lessate per 15 minuti in abbondante acqua calda.
Trascorsi i 15 minuti ho scolato le zucchine e le ho lasciate freddare.
Nel frattempo mi sono dedicata al ripieno: ho lessato il riso facendolo cuocere un minuto in meno rispetto al suo normale tempo di cottura e, una volta pronto, l'ho condito con la salsa cui ho aggiunto dell'origano.
Ho acceso il forno impostando la temperatura di 200°C.
Ho di nuovo spostato la mia attenzione sulle zucchine: ho tagliato la calotta superiore ed ho tagliato la parte inferiore per asportare quella che è l'attaccatura della zucchina alla pianta.
Con lo scavino ho asportato più polpa possibile facendo attenzione a non andare troppo in profondità (e non procurare dei buchi alla base), ho messo a scolare le zucchine capovolte ed ho strizzato la polpa intiepidita in modo da eliminare un po' dell'acqua prodotta. Ho tritato la polpa, ho messo un filo d'olio in una pentolina con una testa d'aglio. Ad olio caldo ho tolto l'aglio ed ho aggiunto la polpa, ho fatto soffriggere un po' e poi ho aggiunto un po' di pepe. Ho spento quando la polpa risultava asciutta ed ho unito il tutto al riso.
Quando il ripieno si è freddato, ho aggiunto parte del Fontal tagliata a dadini (conservandone 4 striscioline).
Ho preso le zucchine, le ho salate leggermente all'interno ed aiutandomi con un cucchiaino ho inserito il ripieno facendolo assestare per bene, al centro ho inserito, facendola affondare, la strisciolina di Fontal. Ho ripetuto queste operazioni per le zucchine rimanenti e le ho messe in una teglia foderata con carta da forno, le ho cosparse con il parmigiano, ho irrorato con un filo d'olio e le ho infornate per 30 minuti.Le zucchine sono state pronte quando si è formata una bella crosticina dorata sopra.
Buon appetito!!!

Ciau,
LaGio' riccia.



martedì 29 aprile 2014

Maccheroni rigati al tonno e pomodori secchi

Se per i lievitati sto sviluppando una vera e propria dipendenza (uuhhh fioccheranno altre ricette, vedrete), la pasta è, soprattutto negli ultimi tempi, il mio tallone d'Achille.
Non che non mi piaccia, anzi! I piatti di trenette al pesto, spaghetti alla chitarra, carbonara, per non parlare poi della pasta ripiena, lasagne, timballi mi fanno letteralmente perdere la dignità.
Ma...riesco tranquillamente a farne a meno - fu così che il fulmine la colpì! ^_^ - e questa mia creatura (insomma 'sto blog) è una perfetta cartina al tornasole di questo.
Se spulciate tra le mie ricette vi accorgerete che di pasta... anche no ^_^.

Il pranzo della domenica - l'unico giorno della settimana in cui riesco a pranzare a casa - infatti
mi vede privilegiare risotti, zuppe, secondi piatti...ma quasi mai pasta.
A mia discolpa c'è da dire che ultimamente sono molto diminuiti i tipi di pasta che non mi provocano una sensazione come di "nausea"...un tempo mi capitava solo con la pasta liscia mentre ora mi capita con molti più tipi : orecchiette, troffie, tagliatelle fatte in casa, conchiglie...talvolta addirittura con le mie adorate penne rigate.

Pasta quasi mai, dunque...ma a volte capita che me ne "ciapa una voglia pazzesca"... tipo domenica scorsa!

Ingredienti per 2 piatti abbondanti:
  •  200 gr. di maccheroni rigati ai 6 sapori
  •  160 gr. di tonno all'olio di oliva evo
  •  8 pomodori secchi
  •  uno spicchio d'aglio
  •  origano
  •  a scelta aggiungere anche dei capperi sotto sale ben sciacquati (io li ho omessi perché erano già presenti nei pomodori secchi)

Strumenti:
  • una padella
  • una pentola
  • uno scolapasta

Preparazione:
Ho messo a lessare la pasta rispettandone il tempo di cottura e nel frattempo ho preparato il sughetto.
IMPORTANTE: nel cuocere la pasta mi sono volutamente tenuta bassa di sale visto che sia tonno che pomodori sono molto saporiti.
Ho sgocciolato il tonno e l'ho sbriciolato. Ho tritato i pomodori secchi (sgocciolando anch'essi) e li ho mescolati con il tonno.
Ho preso un po' d'olio (pochissimo!!) dei pomodori secchi e l'ho messo in una padellina con lo spicchio d'aglio e non appena ha iniziato a soffriggere ho tolto l'aglio e versato tonno e pomodori.
Ho fatto scaldare un po', ho aggiunto un po' di acqua di cottura della pasta ed ho continuato a far cuocere a fiamma bassa in modo tale da ammorbidire il tonno.
Quando la pasta è stata cotta l'ho scolata e l'ho condita con il mio sughetto.
Siccome i pomodori secchi di cui disponevo erano aromatizzati con origano e capperi, ho tenuto fede a questi sapori aggiungendo ancora un po' di origano.

Maccheroni spazzolati alla velocità della luce...in barba al mio "posso tranquillamente farne a meno" ^_^.

Ciau,
LaGio' riccia.


sabato 19 aprile 2014

Colombine soffici...AUGURIIIIII!!!!!

Nei primi 7 anni della mia vita la Pasqua era tutto un uovo di cioccolato.
I parenti, gli amici di famiglia, i conoscenti che venivano a trovarci portavano due uova di cioccolato, una per mia sorella ed una per me e la sala - luogo adibito a "contenerle" tutte - si trasformava in una sorta di pasticceria con tante uova colorate, galline di cioccolato e colombe.
Veniva poi il momento di aprirle, tutte quelle uova!! Una festa! Il divertimento di spaccare (mai al primo colpo) tutti quei gusci di cioccolato alla ricerca della tanto attesa sorpresa.
Rimanevano, poi, tante uova rotte e tante sorprese che magari fossero state come quelle che si trovavano nelle merendine del piccolo mugnaio...!!!
Passata la Pasqua mia mamma sembrava una macchina da guerra pronta a sconfiggere tutte quelle uova a suon di dolci di ogni forma e consistenza.
Crescendo le uova sono diminuite...fino a sparire.
Quest'anno al dolce penserò io. Niente cioccolato : sebbene io ne vada ghiottissima (adoro il fondente!!!)  ho deciso di continuare sull'onda dei lievitati.
Purtroppo il tempo a mia disposizione non è stato molto quindi anziché una colomba fatta a modo e cioè con lievito madre e con lunghi tempi di lievitazione, ho optato per delle colombine soffici.
Ho trovato la ricetta sul blog Menta e Cioccolato. La bravissima Morena è una garanzia in fatto di lievitati e, beh, per il mio primissimo esperimento con le colombe, ho voluto andare sul sicuro.
Tra l'altro usando sempre la stessa ricetta ho fatto anche altre due colombe grandi: una senza canditi ed una pere e cioccolato...(cercherò di postarvele quanto prima)!
Insomma...negli ultimi tre giorni ho colombato tantissimo!!!
Detto questo...qui di seguito trovate la ricetta con le dosi che ho utilizzato io e gli aromi scelti da me.
Vi consiglio di fare un salto qui, alla ricetta originale, perché troverete anche le foto dei vari passaggi della lavorazione.
Prima della ricetta, però, mi preme  farvi i miei più cari auguri per una Pasqua serena a voi ed a tutte le persone che vi stanno più a cuore!


Ingredienti per 9 colombine:
  •  500 gr. di farina Manitoba
  •  20 gr. di lievito di birra fresco
  •  100 gr. di zucchero semolato
  •  100 gr. di burro a dadini (a temperatura ambiente)
  •  2 uova intere + 1 tuorlo (a temperatura ambiente)
  •  130 gr. di acqua
  •  2 pizzichi di sale
  •  3 cucchiai di Rhum
  •  4 gocce di olio essenziale ai fiori d'arancio
  •  la scorza grattugiata di un'arancia
  •  un chucchiaino di aroma limone
  •  un cucchiaino abbondante di aroma mandorla
  •  i semini di una bacca di vaniglia
Per la glassa:
  •  25 gr. di farina
  •  50 gr. di zucchero
  •  acqua q.b.

  • Per la decorazione:
  •  zucchero a velo
  •  mandorle a lamelle

  • Strumenti:
    • una ciotola grande
    • due coppette
    • un cucchiaio di legno
    • un colino
    • una forchetta
    • un cucchiaio
    • un coltello
    • un pennello in silicone
    • pellicola trasparente
    • una leccarda rivestita con carta da forno
    • una gratella per dolci
    Preparazione:

    In una coppetta ho sciolto il lievito in metà dell'acqua prevista dalla ricetta.
    In una seconda coppetta ho mischiato lo zucchero con la buccia grattugiata dell'arancia ed i semini estratti incidendo una bacca di vaniglia.
    Nella ciotola grande ho versato la farina, il burro tagliato a dadini. Ho poi aggiunto lo zucchero (con scorza e vaniglia), l'acqua con il lievito, le uova sbattute con il tuorlo e tutti gli altri aromi (rhum, limone, fiori d'arancio, mandorla). 
    Ho amalgamato ed ho poi aggiunto la rimanente acqua.
    Ho impastato per una quarantina di minuti (evidentemente non ho la forza di 100 braccia...) e quando l'impasto risultava bello incordato l' ho messo a riposare in una ciotola coperta con della pellicola trasparente per un'ora (trascorsi i primi 10 minuti di quest'ora ho girato sotto sopra la pasta e dopo altri 10 minuti ho ripetuto).
    Dopo il riposo ho preso l'impasto e l'ho suddiviso in 9 palline di 100 gr. l'una (a me ne sono venute 9 ma la ricetta originale ne prevedeva 10).
    Ho preso una pallina e l'ho arrotolata su se stessa. Ho poi girato di 90° l'impasto ed arrotolato di nuovo.
    Ho tagliato l'impasto in due parti uguali, ho appoggiato la pasta sulla parte tagliata e l'ho arrotolata su se stessa ottenendo un cilindretto. Ho fatto la stessa cosa con l'altro cilindretto.
    Queste operazioni sono da effettuarsi per ciascuna pallina.
    Mi sono così ritrovata con 18 cilindretti (2 per 9 colombine).
    Ho preso un cilindretto e l'ho steso ottenendo un rotolino (le ali) che ho disposto a ferro di cavallo sulla leccarda ricoperta di carta da forno. Ho lavorato il secondo cilindretto (il corpo) in modo tale da ottenere un altro rotolino ma con due parti più sottili (una per la testa, una per la coda e la centrale più grossa che rappresenta il corpo), l'ho appoggiato sulle ali avendo cura di far sì che la testa andasse ben oltre le ali.
    Ho ripetuto queste operazioni per le altre colombine.
    Mi raccomando : distanziate bene le colombine l'una dall'altra.
    Ho messo a riposare per 2 ore in un luogo caldo ed asciutto.
    Trascorse le due ore ho preparato la glassa mescolando la farina e lo zucchero aggiungendo un po' di acqua pian pianino, in modo tale da ottenere un composto che non colasse.
    Ho acceso il forno impostando la temperatura di 220°C.
    Ho spennellato le colombine con la glassa, ho spolverato con lo zucchero semolato e ricoperto con abbondante zucchero a velo. Ho poi aggiunto delle mandorle a lamelle (non temete: anche se non sembra, le mandorle con la cottura rimarranno attaccate alla colomba...io pensavo di no e così le ho messe su una sola colombina ED HO FATTO MALE!!! :-( ).
    Quando il forno è andato in temperatura, ho infornato le colombine per 10 minuti.
    Ho usato uno stecchino per controllare che all'interno fossero cotte.

    Che dire? Sofficissime, profumatissime...golose!!! 
    AUGURIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!
    Ciau,
    LaGio' riccia.


    martedì 15 aprile 2014

    Challah per la mia felicità e la salvaguardia del mio prossimo ^_^

    Come più volte ho scritto, per me la colazione è fondamentale e, vi assicuro, lo è anche per il bene di chi mi circonda. Sono davvero intrattabile il mattino a stomaco vuoto.
    Ovviamente riesco a toccare picchi di intrattabilità anche durante la giornata :-P ma al mattino è proprio una questione di "chimica"...insomma non è imputabile al mio caratteraccio ;-).
    La mia colazione ideale è composta da pane e marmellata. Ho provato tantissimi tipi di colazioni diverse: caffelatte e brioches, latte e cereali, yogurt con frutta, toast salato e spremuta d'arancia...ma pane e marmellata mi soddisfano di più.
    In genere acquisto del pane in cassetta perché non ho sempre tempo di farmelo con le mie manine.
    Ma ultimamente...non so...quando apro il pacchetto confezionato...ci sento odore di alcool...non che ambisca a sentire il profumo di pane di panetteria ma almeno un qualcosa che me lo ricordi ;-)
    Così...essendo incappata più volte nella ricetta dello "Challah" (si pronuncia "Hollah") ho deciso di provare a farmelo.
    Lo Challah è un pane ebraico. E' il "pane del venerdì" perché viene appunto fatto per essere mangiato durante lo Shabbat (venerdì sera, sabato a pranzo e sabato a merenda).
    Questo pane simboleggerebbe la manna scesa dal cielo mentre gli israeliti vagavano nel deserto dopo l'esodo dall'Egitto.In genere vengono fatti 2 pani composti ciascuno da sei fili intrecciati...in modo tale che i fili totali siano 12 come le tribù di Israele (fonte wikipedia).
    Vagando in internet ho trovato più ricette...in alcune di esse è presente il burro, in altre lo yogurt o il latte.
    Il vero Challah, invece, prevede l'uso dell'olio e non prevede, nella maniera più assoluta, l'uso dei derivati del latte. Questo perché è vietato mescolare i derivati del latte con la carne e durante lo Shabbath gli ebrei mangiano carne (fonte www.labna.it).
    La ricetta alla quale mi sono ispirata è questa.
    Rispetto alla ricetta originale ho dimezzato le dosi perché due filoni di pane del peso di 850 gr l'uno sono un po' troppi! Qui di seguito, come sempre, trovate dosi e procedimento che ho utilizzato io. Per la ricetta originale vi rimando al link sopra.
    Vi assicuro che lo rifarò perché è delizioso. Ricorda un pan brioches sofficissimo, ideale per la colazione, insomma!



    Ingredienti per un pane da 850 gr. circa:
    •  375 gr. di farina 00 + 100 per impastare
    •  10 gr. di lievito di birra fresco
    •  2 uova piccole a temperatura ambiente
    •  200 ml di acqua tiepida
    •  60 gr. di zucchero
    •  10 gr. di sale 
    •  40 ml. di olio di riso
    •  1 uovo per spennellare
    •  semi di sesamo
    Strumenti:
    • una ciotola grande
    • un setaccio
    • un cucchiaio di legno
    • una coppettina
    • una forchetta
    • una spatola
    • una bilancia
    • un tappetino in silicone
    • un pennello in silicone
    • pellicola trasparente
    • una leccarda rivestita con carta da forno
    • una gratella per dolci
    Preparazione:

    Dentro la ciotola ho sciolto il lievito nell'acqua tiepida ed ho lasciato riposare per 5 minuti.
    In una ciotolina ho sbattuto le uova con il sale.
    Trascorsi i 5 minuti di riposo, al lievito ho aggiunto la farina setacciata, lo zucchero, l'olio e le uova sbattute con il sale ed ho amalgamato il tutto con un cucchiaio di legno. Si ottiene un composto grumoso.
    Ho capovolto la ciotola su un piano infarinato ed ho fatto riposare per 20 minuti.
    Trascorsi questi minuti ho infarinato abbondantemente l'impasto ed ho impastato (io per 15 minuti circa) fino ad ottenere un composto liscio e setoso. A me sono bastati 100 gr. di farina.
    Ho unto la ciotola, vi ho trasferito l'impasto e l'ho rotolato nell'olio per evitare che la superficie si seccasse.
    Ho sigillato la ciotola con della pellicola trasparente (la ricetta originale prevedeva un panno umido) ed ho lasciato riposare 2 ore. Il composto deve raddoppiare il suo volume.
    Trascorso questo tempo con l'aiuto della spatola ho sgonfiato l'impasto e l'ho raccolto al centro della ciotola. Ho lavorato ancora 5 minuti.
    Ho formato sei palline di egual peso e da esse ho ricavato sei cilindri che ho messo sul tappetino infarinato.
    Ho unito i sei cilindri in cima ed ho iniziato a comporre la treccia. Guardando il piano di lavoro, quindi, avevo i 6 cilindri uniti in alto e messi in verticale.
    Procedendo da sinistra verso destra chiamerò i cilindri A, B, C, D, E ed F.
    Ho preso il cilindro all'estrema sinistra (A) e l'ho sovrapposto agli altri portandolo verso destra.
    Ho preso il cilindro all'estrema sinistra (F) e l'ho sovrapposto agli altri portandolo verso sinistra. Ho ripreso A e l'ho portato in basso nel centro dei 4 cilindri non ancora mossi (quindi tra C e D).
    A questo punto ho preso C e l'ho portato all'estrema destra, ho preso F e l'ho messo al centro.
    E sono andata avanti così.
    Una volta finiti gli intrecci ho saldato le estremità e le ho nascoste sotto la treccia.
    Ho sbattutto l'uovo con un cucchiaino di acqua tiepida e con l'aiuto del pennello in silicone ho spennellato per bene tutta la treccia abbondando negli interstizi.
    Ho lasciato riposare per altri venti minuti.
    Dieci minuti prima dello scadere dei venti di riposo della treccia, ho acceso il forno impostando la temperatura di 180°C.
    Dopo i venti minuti di riposo ho di nuovo spennellato con l'uovo la treccia, ho intinto il dito medio dell'uovo, l'ho pasato nei semini di sesamo e l'ho pressato sulle gobbe dello Challah.
    Ho infornato per 35 minuti (il pane deve essere bello dorato).
    Affettato e gustato con la marmellata è una delizia!!!


    Ciau!
    LaGio' riccia






    Con questa ricetta partecipo al contest: IL PIACERE DI FAR COLAZIONE del blog: